Champions League

La settimana di Coppe manifesto della Premier League

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Un tedesco, un argentino, un italiano e uno spagnolo. Come nelle più tradizionali barzellette da cabaret, le quattro finaliste europee sono allenate da quattro allenatori non inglesi. Ecco perché più che il trionfo del calcio di Sua Maestà, questa settimana di Coppe è il manifesto della Premier League. Il torneo più ricco del mondo con ricavi pari a 5,3 miliardi di euro (in Italia siamo a 2,1), con gli stadi più belli (occupati per il 96% rispetto al 62% di casa nostra) ma che è uno straordinario esempio di melting pot pallonaro. Ben il 67% dei giocatori del campionato inglese 2018-2019 è straniero: due su tre non possono giocare con la Nazionale dei Tre Leoni.

Melting Pot al potere

Una multiculturalità che può fare solo bene, arricchendo il valore e il brand della Premier. Nell’ultima edizione dei Mondiali, il 43% delle squadre arrivate in semifinale giocava in Inghilterra (al netto che tra le 4 c’era anche la squadra di Southgate). E le stesse squadre che si contenderanno le coppe europee hanno tre proprietà su quattro straniere: il Liverpool è del gruppo americano FNG (Fenway Sports Group), il Chelsea del magnate russo Abramovich, l’Arsenal dell’imprenditore statunitense Stan Kroenke.  Solo il Tottenham gioca in casa con la compagnia d’investimento di Enic Group.


Ritornando in panchina i Fab Four hanno curriculum e pedigree diverso tra di loro. L’ex bandiera del Magonza passato dal Borussia Dortmund, Jürgen Klopp. Una vita all’Espanyol passando per Parigi per Mauricio Pochettino. L’impiegato di banca arrivato tardi al calcio che conta, sognando Sacchi come Maurizio Sarri. Il re delle coppe Unai Emery, alla quarta finale consecutiva di Europa League per partecipazioni dirette. E tra gli stessi marcatori andati a segno nelle semifinali solo Loftus-Cheek è inglese. Poi ci sono il brasiliano Lucas Moura, il gabonese Aubameyang, il francese Lacazette, il belga Origi e l’olandese Wijnaldum.

Giornalista, nato e cresciuto nella provincia barese con pezzi di cuore sparsi tra Roma e Liverpool, a metà tra Penny Lane e Strawberry Fields. Segue il calcio da quando Andrè Escobar segnava nella propria porta a Usa ‘94 mentre Roberto Baggio riceveva palla da «un’iniziativa di Mussi sulla fascia destra» . SCOPRI LO SCONTO UTILIZZANDO IL COUPON: VINCENZOP

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