Calcio

It’s coming home: Cristiano Ronaldo torna a Manchester da avversario con la Juventus

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Cristiano Ronaldo torna a casa. Nel tempio di Old Trafford in cui è arrivato come una promessa ed è andato via da fuoriclasse. Manchester United Juventus, in programma alle 21 per il gruppo H di Champions League, è la partita di CR7. Con la maglia dei red devils il portoghese ha giocato dal 2003 al 2009, con 292 presenze e 118 gol. In quelle sei stagioni Cristiano vince praticamente tutto consacrandosi come uno dei grandi calciatori della storia dello United. Tre Premier League, una Champions, un Mondiale per club, due Coppe di Lega e una Fa Cup. Il primo Pallone d’Oro lo vince nel 2008 quando gioca in Inghilterra. Poi, nel 2009 il passaggio al Real Madrid per 80 milioni di sterline.


Quando viene ingaggiato dal Manchester, Ronaldo ha 18 anni. E’ uno dei giovani emergenti più promettenti sul panorama internazionale. Si è messo in mostra nel suo Sporting Lisbona, facendo l’esordio in Champions nella stagione 2002-2003 contro l’Inter. Il 6 agosto 2003, per l’inaugurazione dello stadio Josè Alvalad di Lisbona, i biancoverdi dello Sporting incontrano in amichevole lo United. Tra i padroni di casa c’è un giovanissimo Cristiano, con i brufoli in viso e i capelli ossigenati. Sir Alex Ferguson, che attraverso i suoi collaboratori aveva già fatto visionare il portoghese, non ha più dubbi osservandolo dal vivo. In quella partita l’asso portoghese fa letteralmente impazzire il difensore irlandese John O’Shea. Una settimana dopo, per 18 milioni di euro, Ronaldo firma con i Red Devils e viene presentato a Old Trafford assieme al brasiliano Kleberson.

La presentazione con Kleberson e Sir Alex Ferguson

All’arrivo in Inghilterra è solo Cristiano. Vuole mantenere la maglia numero 28 già indossata in Portogallo per non sentire il peso della numero “7”. Quella era stata di George Bests, Steve Coppell, Bryan Robson e David Beckham, passato proprio in quell’estate al Real Madrid. Diventerà anche la sua maglia che lo consacrerà come CR7.

L’esordio è datato 16 agosto, mezz’ora contro il Bolton. Segna il primo gol il 1° novembre 2003 al Portsmouth su punizione, dopo un periodo di adattamento al calcio inglese. La prima stagione è di crescita, 29 presenze in campionato e 4 gol, tra cui il primo nella vittoria in finale di FA CUP ai danni del Milwall. Ma in quel periodo Cristiano è ancora un esterno, un’ala vecchio stampo, non ancora un centravanti di razza come poi diventerà. Nelle stagioni successive il portoghese esplode. Segna il primo gol in Champions contro il Debrecen nei preliminari, contribuisce alle tre Premier di fila vinte dalla squadra di Ferguson assieme a Giggs, Scholes e Rooney. Nella stagione 2007 2008 segna 42 gol in 49 partite, di cui 31 in campionato che gli permettono di vincere il titolo di capocannoniere.

L’8 giugno 2008 è la data cerchiata in rosso nel calendario della sua vita. Allo stadio Lužniki di Mosca Manchester United e Chelsea si contendono la Champions League. CR7 sblocca il match al 26’ con un colpo di testa (Ronaldo, tra i tanti record, è l’unico giocatore ad aver segnato in tre finali di Champions). Pareggia al 45’ Frank Lampard. L’equilibrio regna fino ai calci di rigore. Sul 2-2 si presenta Cristiano dal dischetto. Il suo tiro è parato da Cech. Il mondo potrebbe crollargli addosso, ma il fuoriclasse ha con sé una buona dose di fortuna oltre che un grande talento. Il penalty decisivo per la vittoria del Chelsea è fallito da John Terry, che scivola sul dischetto. Van De Sar respinge il rigore di Anelka, il Manchester United è campione d’Europa, Cristiano vince la sua prima di 5 Champions League.

Un anno dopo lascerà Old Trafford per il Real Madrid, dopo la finale di Roma persa con il Barcellona di Messi. Da allora la maglia numero 7 dei red devils è diventata una maledizione. L’hanno indossata Owen, Valencia, Di Maria, Depay e Sanchez. 34 reti in nove stagioni, il confronto con i 118 gol di Cristiano Ronaldo è impietoso.  Nel 2013 il campione  di Funchal era tornato per la prima volta da avversario, quando il suo Real si qualificò ai quarti di Champions vincendo 2-1 a Old Trafford.  Il gol decisivo fu segnato proprio dal figliol prodigo CR7.

Uno striscione esposto durante Manchester Real del 2013

 

Redazione mondiali.it

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