Category

Olimpiadi

Category

È noto che il paese ospitante delle prossime Olimpiadi Invernali di Pyeongchang 2018 partecipa con 15 sport su 15, ma quello che forse non tutti sanno è che fra di essi è lo short track quello su cui la Corea del Sud punta di più.

La storia del paese sudcoreano racconta di 53 medaglie vinte ai Giochi Olimpici: 26 d’oro, 17 d’argento e 10 di bronzo. E di queste ben 42 arrivano proprio dallo short track.

Ecco perché viene da chiedersi: come mai lo short track è così importante per la Corea del Sud?

Questa disciplina invernale viene praticata dagli abitanti del luogo sin da quando sono bambini. Pare che anche per andare a scuola alcuni usano proprio i pattini!

Ma, nonostante lo short track sia quasi un culto da queste parti, non tutti hanno l’onore di entrare nella cerchia di quei pochi eletti che possono continuare gli allenamenti. La rigida istruzione e i severissimi esercizi di allenamento sono un’ottima palestra per diventare dei big nel settore, ma operano una sorta di selezione naturale.

Non tutti riescono a farcela, ma chi va avanti è destinato a fare grandi cose, come le stelle dello short track sudcoreano che si sono distinte nelle storia olimpica.

Il più conosciuto e più osannato per essere stato capace di vincere più medaglie alle Olimpiadi è Chun Lee-Kyung, con quattro ori e un bronzo tra Albertville 1992 e Nagano 1998.

Jin Sun-Yu, oltre ad avare vinto 14 medaglie ai campionati mondiali, si è anche aggiudicata 3 ori alle Olimpiadi di Torino del 2006, nei 1000 metri, nei 1500 metri e nei 3000 metri a squadre.

Anche Kim Ki-Hoon ha conquistato ben 3 ori olimpici, ma in anni diversi: ad Albertville nel 1992 (1000 metri e 5000 metri) e a Lillehammer nel 1994 (1000 metri).

E che dire di Ahn Hyun-Soo? L’atleta di origini coreane che oggi si fa chiamare Viktor Ahn dopo aver preso la cittadinanza russa, ha vinto tre ori e un bronzo tra Salt Lake City 2002 e Torino 2006. Da cittadino russo, poi, si è qualificato a Sochi 2014 e ha vinto anche altri due ori e un altro bronzo.

Proprio la sua presenza a Pyeongchang era attesissima, ma per decisione del CIO, in seguito all’indagine antidoping che ha coinvolto gli atleti russi, non potrà essere presente. Viktor Ahn fa parte di quei 32 russi che hanno presentato richiesta per essere riammessi alle Olimpiadi all’ultimo minuto, dopo essere stati scagionati dalle accuse.

Tutto il paese adesso, sulle orme dei grandi big di short track che li hanno preceduti, è pronto a sostenere i rappresentanti della delegazione sudcoreana di questa competizione olimpica imminente.

E si contano già moltissimi biglietti venduti solo per lo short track. L’appuntamento è sabato 10 febbraio quando prenderanno il via le gare di questa disciplina sul ghiaccio che in Corea del Sud, più che come sport, è osannato e seguito come un culto.