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Calato il sipario sull’evento più amato e seguito d’America, il Super Bowl.

Uno show atteso tutto l’anno e che puntualmente riesce ad offrire un intrattenimento mozzafiato, sia a livello sportivo che di spettacolo.

La prima vera novità della LII edizione dell’atto finale della stagione di NFL è stata il risultato. Una storica vittoria dopo due tentativi falliti (1980 e 2004) per i Philadelphia Eagles, i quali hanno battuto i favoritissimi campioni uscenti dei New England Patriots.

Primo Super Bowl per la squadra allenata da Doug Pederson, mancato aggancio ai Pittsburgh Steelers (a quota sei) invece per la squadra della star Tom Brady.

Rotto anche l’incantesimo intorno proprio al pluricampione Tom Brady, stavolta non è stato lui a vincere il Super Bowl MVP. Il titolo di migliore giocatore della grande finale è stato assegnato a Nick Foles.

Ma come già detto, il Super Bowl non è semplicemente la finale di Football americano, è uno degli eventi più seguiti dell’anno oltre al fatto a milioni di dollari che girono attorno a questo show.

Ben oltre i 100 milioni gli spettatori che sono stati incollati davanti ai televisori per gustarsi il match, qualcosina in meno rispetto ai 111 milioni dello scorso anno, anche se il record appartiene all’edizione del 2014, quando è stata toccata quota 114.

Il giro d’affari ruota attorno anche all’asta che si viene a creare per ritagliarsi un piccolo spazio pubblicitario durante il match. Nel 2011 la casa automobilistica Chrysler ha acquistato 120 secondi di pubblicità (con la partecipazione del rapper Eminem) per la cifra record di 12,4 milioni di dollari, staccando nettamente i diretti rivali in questa speciale classifica (Jaguar, Kia e Toyota appaiate a “soli” 8 milioni). Poco sotto Chrysler, l’azienda Pepsi con 12 milioni di dollari.

È l’evento in cui si spendono migliaia di dollari per comprare un biglietto hanno speso dai 950 a 5000 dollari, senza considerare poi coloro che hanno fatto l’investimento, per poi rivendere i tagliandi online, a prezzi che in media oscillano sui 6000 dollari. Da evidenziare “in media”, perché arrivati in prossimità dell’evento, c’è chi spende fino a 22mila dollari pur di acquistare in extremis un biglietto di qualità.

Quest’anno la finalissima si è giocata a Minneapolis con temperature esterne rigidissime. In effetti ci sono stati picchi anche di -17 gradi. Ovviamente all’interno dell’U.S. Bank Stadium la temperatura si è aggirata attorno ai 20 gradi, dato che la struttura è coperta. Tuttavia il record della partita più calda appartiene invece alle finalissime del 1973 a Los Angeles e del 2003 a San Diego. In entrambi i casi si sfiorarono i 28 gradi.

Ma se pensiamo al Super Bowl non possiamo fare riferimento all’Halftime Show. Quest’anno la star è stata Justin Timberlake. Il cantante è tornato a guidare lo spettacolo centrale del Super Bowl dopo il 2001 (con i NSYNC) e il 2004. Proprio quest’ultima è stata quella del famoso “Nipplegate”, il fuoriprogramma capitato alla cantante Janet Jackson che, sul palco di Houston, rimase con un seno di fuori, per lo scalpore di tutti gli americani.
Tornando a Minneapolis, Timberlake ha infiammato la folla su è giù per il palco e arrivando a cantare proprio in mezzo al pubblico, anche con la sua più celebre hit, “Cant’ stop the feeling”.

Ma Minneapolis è anche la città stata del grande Prince ed è per questo che il cantante Timberlake ha improvvisato un duetto emozionante con l’ex star americana sulle note di “I Would Die 4 You”. Il tutto è stato possibile grazie a un ologramma con il cantante scomparso nel 2016.

Tuttavia a deliziare ed emozionare il pubblico sono stati anche Sting e Pink. L’ex cantante dei Police si è esibito all’esterno dell’Arena, mentre la cantautrice americana Pink ha avuto l’onore di cantare l’inno nazionale americano prima del fischio d’inizio. Qualcosa che sognava dal 1991, quando l’ha sentito cantare dal suo idolo Whitney Houston.