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Curiosita Sportive

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Siamo usciti da un boxing day con un morto e i buu razzisti sugli spalti. Entriamo nel nuovo anno pallonaro con una piccola speranza che qualcosa di bello c’è, anche nei campi di periferia. Lì dove non arrivano le telecamere e i social, ma il pallone rotola tra fango e tribune mal messe. Igor Trocchia è un ex celebre calciatore nelle serie minori bergamasche. Oggi è un tecnico delle categorie giovanili. Lo scorso 29 dicembre è stato tra i 33 premiati dal presidente della Repubblica con l’Ordine al merito della Repubblica italiana.

Trocchia, in particolare, è stato insignito del riconoscimento «per il suo esempio e la sua determinazione nel rifiuto e contrasto a manifestazioni di carattere razzista». La sua piccola storia di impegno civile risale allo scorso primo maggio. Il 46enne allenatore degli esordienti del Pontisola sta guidando i suoi ragazzi in un’amichevole a Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo. La sfida è contro i pari età del Rozzano. Dovrebbe essere un semplice divertimento in una giornata di festa, tra ragazzi di 12/13 anni che sognano un futuro da campioni. Invece succede qualcosa che non convince il mister.

Igor Trocchia

A fine partita un suo calciatore non stringe la mano all’avversario. Trocchia è infastidito, sul punto di andare a sgridare il baby giocatore. Cerca di capire e chiede qualcosa di più ai compagni di squadra che gli raccontano cosa era accaduto. Il ragazzo si era rifiutato di rispondere a quel gesto di sportività perché non era sincero. Perché qualche momento prima era stato insultato per il colore della pelle. “Negro di m…”. Il tecnico allora capisce che c’è bisogno di un gesto forte. Di una reazione esemplare. Ritira la squadra. “Ce ne andiamo, non giochiamo più”.

Gli altri ragazzi lo seguono in massa, il pubblico, perplesso, mugugna. Capirà dopo. Quando la storia verrà a galla. Capiranno anche il ragazzo autore degli insulti e il Rozzano, che lo punirà con la sospensione di un mese. E magari lo capiremo anche noi, che non possiamo più assistere inermi all’inciviltà e alla maleducazione.