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Questa è la storia di un atleta promettente che, in una sola sera, ha visto la sua carriera dissolversi pressoché definitivamente. Se provate a parlare di Loris Karius la prima parola che verrà in mente ai vostri interlocutori sarà probabilmente “papera” o “portiere saponetta”. Perché nell’immaginario collettivo l’estremo difensore tedesco è rimasto schiacciato dalla notte da incubo vissuta a Kiev la sera del 26 maggio 2018. In quella finale di Champions che gli resterà fatalmente indimenticabile contro il Real Madrid. Due errori clamorosi che spianano la strada alla terza coppa consecutiva per la squadra di Zidane. Ma la strada lunga e tormentata di Karius era appena iniziata.

Da Kiev a Istanbul

A giugno circolano le prime voci che lo scagionerebbero parzialmente sulla serata horror in Ucraina. I suoi errori in porta sarebbero stati determinati anche da un trauma cranico subito in uno scontro con Sergio Ramos. Lo stesso che aveva messo ko in quella finale Momo Salah. Ma a Liverpool tutto ciò non basta e il portiere viene scaricato a fine mercato, nonostante un’accoglienza da brividi ricevuta ad Anfield a inizio stagione. Karius va in Turchia, al Besiktas, cercando riscatto. Ma le cose non sembrano andare meglio, Loris sembra essersi fermato alla gara col Real. Le sue papere sono continuate in Europa League e anche in campionato.

“Qualcosa non va in lui”

Defaillance che non sono passate inosservate anche all’ombra della Mezzaluna. L’allenatore del Besiktas, l’esperto portoghese Senol Gunes, ha commentato così:

C’è qualcosa che non va in lui, anche a livello motivazionale. È così sin dall’inizio, non si è mai sentito realmente parte della squadra. È qualcosa che non siamo riusciti a risolvere e mi sento in parte in colpa”

E come se non bastasse la società turca sembrerebbe non avergli pagato lo stipendio negli ultimi quattro mesi. La denuncia è partita dallo stesso Karius che si è rivolto alla Fifa. Da quel tunnel in cui è piombato un anno fa a Kiev non si vede ancora l’uscita.