Calcio

Una vita sulla fascia, tra Empoli e Juventus: la storia di Alessandro Birindelli

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr

Ha attraversato dieci anni di Juventus, da Lippi a Capello, passando per Ancelotti, due finali di Champions League fino alla discesa agli inferi in B. Alessandro Birindelli è il doppio ex della sfida tra i piemontesi e l’Empoli in programma al “Castellani” per la decima giornata di serie A. Terzino destro tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni ‘2000, l’ex calciatore oggi 43 enne ha diviso la sua carriera tra la maglia dei toscani e quella in bianconero, indossata per 305 volte con 7 gol totali.

Non me ne voglia la Juve, ma tiferò l’Empoli. Ha bisogno di coraggio e di fiducia, al contrario della squadra di Allegri che non ha bisogno del mio tifo. I bianconeri, col Genoa, hanno dato l’impressione nel primo tempo di essere una squadra di maestri contro quella di allievi ma quelle partite le devi chiudere. E infatti quando ha preso il pareggio, non è riuscita a risolverla negli ultimi venti minuti. Se vorrà gestire gli incontri, dovrà trovare sicuramente un altro metodo ed evitare di perder punti in quel modo

(Intervista rilasciata a Tuttojuve.com)

Originario di Pisa, Birindelli cresce calcisticamente nell’Empoli, approdando in serie A nel 1997 sotto la guida di Luciano Spalletti. In quell’anno viene notato dagli osservatori della Juve e approda a Torino per 4 miliardi e mezzo di lire. Buona spinta sulla fascia, dedizione alla causa e piedino caldo che non disdegnava le conclusioni in porta. Le undici stagioni di Alessandro a Torino sono quelle di un gregario, al servizio dei più blasonati compagni di squadra, ma preziosissimo per l’equilibrio in campo. Pur stando sempre nell’ombra di una palla intercettata, di una rincorsa sulla fascia o di un cross scodellato in mezzo, Birindelli ha vissuto i suoi momenti di gloria in bianconero. Come quando al Riazor di La Coruña avviò la rimonta della Juve di Lippi nel 2002 con un tiro violentissimo dalla distanza.

Oppure, nella stessa edizione di Champions League, fu lui a crossare quel pallone che Zalayeta infilò in rete durante i tempi supplementari di Barcellona, nei quarti di finale. Nella finale di Manchester, fu l’unico a segnare durante la lotteria dei rigori assieme a Del Piero.

Dopo il ritiro nel 2010, Birindelli ha iniziato la carriera di allenatore nelle Giovanili di Pistoiese ed Empoli, con un’esperienza da assistant coach nella Dinamo Bucarest. Nel 2013 ha ritirato la sua squadra di Esordienti dal campo dopo un litigio in tribuna tra genitori. Suo figlio Samuele sta ripercorrendo le sue imprese sulla fascia destra, giocando a Pisa. Nel 2016 ha fatto il suo esordio in B lanciato da Gennaro Gattuso, all’epoca allenatore dei nerazzurri toscani.

Giornalista, nato e cresciuto nella provincia barese con pezzi di cuore sparsi tra Roma e Liverpool, a metà tra Penny Lane e Strawberry Fields. Segue il calcio da quando Andrè Escobar segnava nella propria porta a Usa ‘94 mentre Roberto Baggio riceveva palla da «un’iniziativa di Mussi sulla fascia destra» . SCOPRI LO SCONTO UTILIZZANDO IL COUPON: VINCENZOP

Comments are closed.