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Tifare la propria squadra del cuore: una scelta o un’eredità? - Mondiali.it
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Tifare la propria squadra del cuore: una scelta o un’eredità?

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La scelta della squadra del cuore: un momento da non sottovalutare

La scelta della squadra del cuore, nonostante venga presa spesso in tenera età, è una delle decisioni più importanti da prendere nella vita di un bambino. La scelta della squadra per cui si fa il tifo, infatti, ha sempre delle conseguenze di tipo sociale e a volte anche psicologico. Basti pensare ad un figlio che sceglie di tifare una squadra diversa, o addirittura rivale, di quella del proprio padre. Per esempio, non deve essere facile essere laziali e allo stesso tempo avere un padre romanista, o viceversa.

Inoltre, tifare una squadra, piuttosto che un’altra, spesso significa anche scegliere quali amici frequentare e quali no. Infine, condividere la passione per uno stesso club, comporta inevitabilmente, l’abbracciare insieme gioie e dolori in modo incondizionato.

Quelli che la squadra del cuore la ereditano

Quando si ha un genitore veramente tifoso, è difficile pensare ad una libera scelta in merito alla squadra del cuore. Infatti, non si può negare che spesso, questo genere di papà, cerchi in tutti modi di condizionare la scelta del proprio figlio. Se su altri temi vince la libertà, quando si parla di fede calcistica, la situazione si capovolge letteralmente.

All’improvviso, il figliolo viene trasformato in una vera e propria mascotte che inizia a ricevere, nella più totale inconsapevolezza, una ricca collezione di peluche, magliette e gadget, tutti con i colori rappresentativi della squadra del cuore del papà. Una quantità immane di regali, fatti per scongiurare il rischio che il proprio figlio possa tifare un’altra squadra. Non sia mai! Tuttavia, il tifo ereditato in questa modalità, spesso non si evolve in una passione vorace, quanto piuttosto in una simpatia più o meno superficiale.

La fede calcistica più vera invece, nasce sempre da qualcosa di molto più profondo, solitamente un’esperienza dalle sensazioni magiche, vissuta col proprio papà o col proprio nonno. L’emozione che prova un bambino quando, per la prima volta allo stadio, ammira e ascolta un gruppo di tifosi che cantano, gioiscono e soffrono all’unisono per una stessa causa, è indescrivibile. É un qualcosa che smuove le viscere, è il primo amore che non si scorda mai e che verrà tramandato di generazione in generazione. Una fede che passa di padre in figlio e che non ammette tradimenti. Ne è un esempio, quello dell’instancabile sostenitore dell’Atletico Madrid, il quale porta avanti la passione per i colchoneros, prima di suo nonno e poi di suo padre.  Il tifoso ha recentemente ricevuto la sorpresa dei giocatori dell’Atletico Madrid, i quali hanno deciso di premiare la fedeltà della famiglia di José Antonio con un regalo speciale.

Quelli che la squadra del cuore la scelgono

Anche se sono in molti a credere che la fede calcistica, o la si riconosce immediatamente oppure non la si potrà mai avere, in realtà alcune persone scelgono volontariamente la squadra da tifare, sia da bambini che in età adulta. Inoltre, come in ogni storia d’amore, la scelta può essere sia istintiva che razionale. Infatti, se qualcuno riesce ad amare senza avere un vero e proprio perché, qualcun altro lo fa quando riesce a identificarsi con i valori e la storia di quel determinato club.

In ogni caso, non importa che il tifo sia ereditario o meno, quel che conta davvero, è che la passione sia, come in un vero matrimonio, fedele per sempre, nella gioia e nel dolore. Un vero tifoso non abbandona mai la propria squadra, anche quando non ama il presidente, i giocatori o l’allenatore. Un vero tifoso, onora la maglia, con i suoi colori e il suo stemma, incondizionatamente, perché gli uomini passano, ma la squadra rimane!

Un esempio di vero tifo è stato quello dello scrittore Nick Hornby che, nel capolavoro “Febbre a 90”, ha raccontato la sua sfegatata passione per l’Arsenal e tutte le conseguenti vicissitudini, compresi i grandi eventi familiari saltati per poter essere sempre presente allo stadio a fianco dei suoi beniamini.

“Mi innamorai del calcio come mi sarei poi innamorato delle donne: improvvisamente, inesplicabilmente, acriticamente, senza pensare al dolore o allo sconvolgimento che avrebbe portato con sé.” Nick Hornby

Quelli che non hanno una squadra del cuore

Quelli che non hanno una squadra del cuore da supportare, come il tifoso dell’Atletico Madrid ringraziato recentemente da Griezmann, Lemar e Kondogbia, possono scegliere altre soluzioni per provare più o meno gli stessi brividi.

Tranquilli, non stiamo parlando di fare i finti tifosi, come quelli sospettati ai Mondiali in Qatar, ma di altre strategie, come ad esempio tifare per la squadra sorpresa dell’anno.

Certo, è un modo di tifare un po ‘ riduttivo, ma è pur sempre un tifare anche questo!

Redazione mondiali.it

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