Calcio

C’eravamo tanto odiati: perchè Sarri e Mou sono perfetti per la Juve

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Se esiste un mondo dove l’impossibile è il regno del possibile, quello è il calcio. Gli esempi sono innumerevoli: da Capello (“Mai alla Juve) in bianconero a Ronaldo il fenomeno al Milan dopo il nerazzurro di qualche anno prima. Da Figo passato dal Barca al Real a Marcello Lippi all’Inter dopo la Signora alla fine degli anni Novanta. Così come sembrava una follia l’arrivo a Torino di Higuain nel 2016 o la panchina dei Bauscia per Antonio Conte, promesso sposo per la società di Suning. Ecco perché le due pazze idee delle ultime ore per il totomister della Juve sono meno improbabili di quanto sembrano: Maurizio Sarri e Josè Mourinho.

Sulla prima pagina del Sun oggi

Perché Sarri

Gli attriti con la Signora, la presa del Palazzo contro il potere bianconero, la retorica popolare sul sarrismo contro il capitalismo della squadra della Fiat. Tutto verrebbe meno in un battito di ciglia, dopo le prime vittorie. E anche il dito medio esposto prima di Juve Napoli lo scorso anno indicherebbe solo un anno di attesa prima dell’arrivo alla Signora. Sarri sarebbe il profilo ideale per fare una rivoluzione tecnica. D’altronde se mandi via Allegri, avrebbe poco senso ingaggiare un allenatore con all’incirca lo stesso modo di giocare (Inzaghi, Mihajlovic) ma con meno appeal. E visto che Guardiola, Klopp e Pochettino sembrano irraggiungibili economicamente, il tecnico ex Napoli ed Empoli sarebbe l’ideale per una svolta tanto invocata sui binari dell’intensità e del bel gioco.

Perché Mourinho

Conte all’Inter e Mourinho alla Juve. Potrebbe essere la trama di uno dei prossimi episodi di Black Mirror e invece sarebbe lo scenario clamoroso della prossima serie A. Dal 2008 in poi, anno del suo approdo in nerazzurro, il portoghese è in cima alla lista dei nemici della Juve. Punzecchiature qua e là, esultanze irridenti (Juve Manchester United è solo di qualche mese fa), gli zeru tituli di scherno negli anni del dominio nerazzurro. Eppure Josè non è mai stato tenero anche nei confronti della sua ex amata (con lo scudetto vinto in segreteria). Potrebbe essere l’uomo giusto per regalare la tanto agognata Champions, che a Torino manca da 23 anni così come a Milano mancava da una vita (1966 prima del 2010). E sembra anche che i rapporti con Cristiano Ronaldo siano notevolmente migliorati dopo gli anni burrascosi al Real Madrid.

Giornalista, nato e cresciuto nella provincia barese con pezzi di cuore sparsi tra Roma e Liverpool, a metà tra Penny Lane e Strawberry Fields. Segue il calcio da quando Andrè Escobar segnava nella propria porta a Usa ‘94 mentre Roberto Baggio riceveva palla da «un’iniziativa di Mussi sulla fascia destra» . SCOPRI LO SCONTO UTILIZZANDO IL COUPON: VINCENZOP

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