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No, non è sempre tutta colpa di Mattia De Sciglio
Calcio

No, non è sempre tutta colpa di Mattia De Sciglio

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Quelle (poche) volte che le cose per i bianconeri vanno male il capro espiatorio ha le sembianze di Mattia De Sciglio. Un onesto mestierante della fascia che nel crollo della Juventus a Bergamo in Coppa Italia ha avuto il demerito di giocare in un ruolo non suo. Il centrale di difesa, chiamato in causa da Allegri dopo l’uscita per infortunio di Chiellini. E dire che l’ex milanista non si era comportato neanche così male, come lo stesso tecnico livornese ha evidenziato, prima della leggerezza che ha propiziato il definitivo 3-0 di Zapata.


De Sciglio, 26 anni cresciuto nelle giovanili del Milan, è diventato negli anni il bersaglio ideale dei tanti bomber da tastiera (citazione scelta non a caso) che affollano i social. Il livore riversato nei confronti del terzino azzurro appare davvero ingeneroso e, il più delle volte, ingiustificato. Non c’è dubbio che non ci troviamo di fronte all’erede in bianconero di Cabrini. Né a quel Paolo Maldini che l’aveva preceduto come laterale a San Siro. Ma Mattia De Sciglio incarna alla perfezione quel gregario onesto e silenzioso di cui tutte le grandi squadre hanno bisogno.


Non ha l’esplosività (a fasi alterne) di Alex Sandro, né la progressione irresistibile di Cancelo. Ma è stato lo stesso portoghese a innescare la serata da sballo dell’Atalanta in Coppa Italia. E De Sciglio si è ritrovato, suo malgrado, in una posizione in cui sa adattarsi (il centrale) ma che non è certamente il suo ruolo. Paga, senza motivo, la patente di pupillo di Allegri che lo accompagna dai tempi del Milan. Lì dove si era un po’ perso dopo l’esordio da giovanissimo e il posto da titolare.

Arrivato nell’estate 2017 a Torino, macchiatosi subito di una grave amnesia in Supercoppa contro la Lazio, il terzino milanese ha saputo rialzarsi senza far rumore. Nonostante i continui acciacchi fisici, ha saputo ritagliarsi uno spazio prezioso come prima alternativa sulla fascia. Destra o sinistra che sia, De Sciglio predilige la fase difensiva a quella offensiva, ma sa mettere palloni interessanti in mezzo. Chiedere a Mandzukic per saperne di più. Uno che di battaglie se ne intende e sa che non bastano i generali per vincere la guerra. Servono anche i soldati onesti e silenziosi, che corrono, magari sbagliano, ma garantiscono una dedizione assoluta per la causa.

 

Giornalista, nato e cresciuto nella provincia barese con pezzi di cuore sparsi tra Roma e Liverpool, a metà tra Penny Lane e Strawberry Fields. Segue il calcio da quando Andrè Escobar segnava nella propria porta a Usa ‘94 mentre Roberto Baggio riceveva palla da «un’iniziativa di Mussi sulla fascia destra» . SCOPRI LO SCONTO UTILIZZANDO IL COUPON: VINCENZOP

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