Calcio

La stagione triste e solitaria di Gonzalo Higuain al Milan

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Doveva essere l’uomo in più dello scacchiere di Gattuso. Ma finora Gonzalo Higuain ha deluso le attese dei tifosi rossoneri. Iniziano addirittura a circolare alcune voci secondo le quali il Milan non spenderebbe i 36 milioni del riscatto. Un inizio di stagione in chiaroscuro, culminato con i problemi alla spalla e la serata da incubo contro la sua ex Juventus. Rigore sbagliato ed espulsione. Il Pipita è lontano parente di quello ammirato a Madrid, Napoli e Torino. Ma stiamo pur sempre parlando del recordman nella storia della serie A con 36 centri in una stagione.

I numeri della stagione dicono che Higuain ha segnato 7 reti in 15 partite, con 3 assist. Un gol ogni 184 minuti, 5 i centri in campionato. Numeri da non buttare via se non si trattasse dell’argentino. Altrove ha abituato ad altre medie e ad altre prestazioni. A Milanello non è ancora il leader della squadra. La voglia di dimostrare il suo valore e di ripagare la fiducia della società lo sta portando a strafare. Finora, infatti, il proscenio è stato tutto del giovane Cutrone che ha sconvolto i piani di Gattuso costringendolo a schierare le due punte. Il feeling con Higuain non manca (vedasi il gol alla Roma, ad esempio), ma siamo abituati a vedere il Pipa attore protagonista e non spalla di un altro centravanti.

La questione è tutta psicologica. Gonzalo non si aspettava di essere scaricato dalla Juventus. Ma, in ogni caso, nessuno poteva immaginare che i bianconeri acquistassero Cristiano Ronaldo. Con l’arrivo del portoghese, a Torino hanno designato il compagno d’attacco di CR7. Mario Mandzukic e non Higuain, anche per non generare una minusvalenza dopo l’acquisto importante del bomber dal Napoli nel 2016. Non si certo dire che la scelta, finora, non abbia ripagato. Il croato alla Juve segna sfruttando gli assist proprio di Ronaldo. Il Pipita appare, invece, triste e solitario ma c’è ancora tempo per non essere anche final, per citare Osvaldo Soriano. C’è un quarto posto da centrare per la Champions e c’è un’Europa League da onorare fino in fondo. Qualificandosi già ad Atene contro l’Olympiakos. Gattuso ha bisogno del miglior Higuain, l’uomo dei 36 gol, più di sessant’anni dopo un altro milanista, Gunnar Nordahl.

Giornalista, nato e cresciuto nella provincia barese con pezzi di cuore sparsi tra Roma e Liverpool, a metà tra Penny Lane e Strawberry Fields. Segue il calcio da quando Andrè Escobar segnava nella propria porta a Usa ‘94 mentre Roberto Baggio riceveva palla da «un’iniziativa di Mussi sulla fascia destra» . SCOPRI LO SCONTO UTILIZZANDO IL COUPON: VINCENZOP

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