Calcio

La rinascita di Boateng al Sassuolo. “Se segno contro il Milan non esulto!”

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Al suo ritorno in Italia c’è chi aveva storco il naso per lo scetticismo, c’è chi invece sperava in un suo rendimento positivo come gli anni indimenticabili trascorsi al Milan. Fino ad ora, Kevin Prince Boateng ha soddisfatto ogni attesa e al Sassuolo sta raccogliendo consensi e belle prestazioni.

Quest’estate è tornato in Italia dopo le esperienze in Liga con il Las Palmas e in Bundesliga con l’Eintracht di Francoforte. Il presidente neroverde Squinzi, su suggerimento del tecnico De Zerbi, ha voluto richiamare il ghanese e riportarlo in quel campionato in cui ha fatto bene con la maglia rossonera.

Il ruolo di falso nueve cucitogli addosso da De Zerbi gli stanno permettendo di essere più vicino alla porta avversaria oltre che essere molto vivo nel gioco del Sassuolo. Fino ad ora la mossa sembra essere più che azzeccata, non solo per i tre gol messi a segno in sei partite di campionato.

Prince non si è mai sentito morto e ammette di non essere tornato in Italia per cercare riscatto.

Si è riaffacciato in Serie A su ordine del mister De Zerbi:

Lui non me l’ha chiesto, mi ha ordinato di venire. Volevo tornare in Italia e stare vicino a Milano, dove andrò a vivere con mia moglie Melissa Satta e mio figlio Maddox quando avrò smesso di giocare.

Milano è rimasta nel cuore del calciatore ghanese il quale prova stima per la società e affetto per i tifosi rossoneri.

Stasera c’è proprio Sassuolo – Milan e Boateng ammette che se dovesse segnare un gol non esulterà.

Intanto scherza sulla differenza tra l’atmosfera di san Siro e quella del Mapei Stadium:

Qui mi trovo bene e giocare in uno stadio da 10mila posti per certi versi è positivo: almeno se dovessi giocare male avrei meno gente che mi fischia rispetto a quando giocavo al Meazza con 80mila spettatori che mi guardavano!

Giornalista professionista, cura “Italians”, rubrica che parla di sportivi italiani che si sono affermati all’estero. E chissà magari, Ivanka Trump, la prossima volta non confonderà più Giorgio Chinaglia, ex attaccante di Lazio e New York Cosmos, per un santo.

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