Calcio

Gianluca Vialli torna con il secondo libro e racconta la sua battaglia

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Nell’immagine collettiva italiana è l’attaccante che ha vinto tanto in Italia e in Europa, icona del calcio nostrano in Inghilterra e gemello di una delle coppie d’attacco più prolifiche di sempre.

Gianluca Vialli, in un’intervista al Corriere della Sera, in occasione dell’uscita del suo secondo libro “Goals. 98 storie + 1 per affrontare le sfide più difficili”, racconta la battaglia contro un cancro che sta combattendo da diversi mesi.

Una parte della sua che avrebbe preferito non raccontare ed è per questo che l’ha considerata come tappa di vita, vissuta con coraggio e con qualcosa da imparare.

Sapevo che era duro e difficile doverlo dire agli altri, alla mia famiglia. Non vorresti mai far soffrire le persone che ti vogliono bene: i miei genitori, i miei fratelli e mia sorella, mia moglie Cathryn, le nostre bambine Olivia e Sofia. E ti prende come un senso di vergogna, come se quel che ti è successo fosse colpa tua. Giravo con un maglione sotto la camicia, perché gli altri non si accorgessero di nulla, per essere ancora il Vialli che conoscevano. Poi ho deciso di raccontare la mia storia e metterla nel libro.

Per ora l’allarme sembra rientrato e l’ex bomber di Samp, Juve e Chelsea si sente bene, dopo l’intervento e otto mesi di chemioterapia e sei settimane di radioterapia.

Ora sto bene, anzi molto bene. È passato un anno e sono tornato ad avere un fisico bestiale. Ma non ho ancora la certezza di come finirà la partita. Spero che la mia storia possa servire a ispirare le persone che si trovano all’incrocio determinante della vita.

A 54 anni insomma ha un po’ rivisto il suo percorso e ha capito tante altri fattori importanti. Nonostante la malattia è tornato a pensare in positivo quella che è stata la sua carriera calcistica e cosa gli aspetta ancora.

Giornalista professionista, cura “Italians”, rubrica che parla di sportivi italiani che si sono affermati all’estero. E chissà magari, Ivanka Trump, la prossima volta non confonderà più Giorgio Chinaglia, ex attaccante di Lazio e New York Cosmos, per un santo.

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