Calcio

Gattuso, un anno sulla panchina del Milan. Sempre sulla graticola, ma terzo per media punti

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Anche contro il Dudelange, in Europa League, Gennaro Gattuso era sulla graticola. Anche prima di iniziare a giocare, figurarsi quando la formazione lussemburghese è passata addirittura in vantaggio a San Siro. Ma Gattuso, sulla panchina del Milan, è sempre in discussione più di quanto non lo erano tutti i predecessori passati sotto l’era di Berlusconi. Ogni giorno detrattori, giornalisti, opinionisti, fini strateghi etichettano QUEL giorno come l’ultimo da mister in panca al Milan.

Ma Gennaro Gattuso, che ha ritrovato la sua casa e la sua famiglia, cinque anni dopo aver lasciato il calcio da calciatore, il 27 novembre ha chiuso il suo primo anno da allenatore rossonero. Ora più ora meno quando Vincenzo Montella fu salutato e invitato a lasciarsi alle spalle la sede di Milanello. In un anno, nel club meneghino è successo di tutto, ma veramente di tutto, sono cambiati anche i vertici dirigenziali, ma quell’ometto ingrugnito è ancora saldamente attaccato ai suoi giocatori, al suo stadio e ai suoi tifosi. Quelli più sanguigni lo capiscono e lo supportano, ma poi c’è anche la Milano naif che, nonostante l’ingiallirsi degli anni, crede ancora allo champagne.

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Spacciato a luglio, anzi no, spacciato domenica 3 dicembre 2017, alla prima partita, dopo il 2-2 contro il Benevento del gol di Brignoli, il portiere, al 90’. Poi ovviamente con le valigie in mano anche l’estate dopo e chissà, magari anche l’estate prossima. Ma i numeri raccontano altro: 67 punti messi insieme nella sua gestione, da quel punticino misero a Benevento, in un anno solare sono 62 punti (22 nella stagione 2018-2019), il terzo miglior rendimento in Serie A dietro le inarrivabili Juventus e Napoli. Significherebbe Champions League, significherebbe sgomitare contro Roma, Lazio, Inter e, tenendo anche botta, uscirne davanti.

Davanti a lui son passate proprietà cinesi e l’avvicendamento Elliott; fuori il duo Fassone-Mirabelli, dentro Leonardo-Maldini. Ha tenuto stretto l’ambiente nonostante la telenovela (o soap opera) Bonucci, da capitano e leader a uno che saluta tutti e se ne va dopo un anno. Dopo un anno Gattuso si è ritrovato con addosso anche la sentenza Uefa e i conti che ora non tornano, ora tornano, c’è Higuain, ma c’è anche Cutrone che a suon di schiaffi dell’allenatore calabrese sta venendo su davvero bene.

Lui continua a lavorare, nonostante la caterva di infortuni. In dodici mesi è cambiato tutto al Milan, ha avuto in mano 35 giocatori, a guardare indietro nessuno gli avrebbe dato un mese di vita dopo la figuraccia allo stadio Ciro Vigorito. Ma in realtà ci sono ancora molti che non gli darebbero nemmeno un giorno, adesso.

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Giornalista professionista, cura “Curiosità sportive”, rubrica-memorabilia di aneddoti, storie e miti legati allo sport, riavvolgendo le lancette del tempo perché il suo cuore è ancora fermo sulla traversa dove si è stampato il rigore tirato da Di Biagio nel Mondiale del ’98.

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