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14 anni di carcere all'attentatore contro il bus del Borussia Dortmund
Calcio

14 anni di carcere all’attentatore contro il bus del Borussia Dortmund

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Era l’11 aprile 2017 e Sergei W. a Dortmund faceva esplodere tre ordigni contro il pullman della squadra del Borussia Dortmund prima del match di Champions League contro i francesi del Monaco.

A distanza di un anno e mezzo il tribunale tedesco ha sentenziato condannando il 28enne a 14 anni di carcere per tentato omicidio di ventotto persone.

Sergei W. in tribunale dopo la sentenza

Il giorno dell’attentato, ovviamente, si è fatto in primis riferimento a un attacco terroristico, ma in breve tempo è stato fermato Sergei W., il quale ha costruito di sua mano le tre bombe rudimentali per “intimorire” solamente. In effetti la difesa dell’imputato è stata proprio quella di ribadire che “non era sua intenzione fare del male ai calciatori”.

In quell’incidente, fortunatamente, sono stati feriti solamente l’ex difensore giallonero Marc Bartra e un poliziotto. Il calciatore catalano ha subito un intervento al polso e al braccio per rimuovere le schegge di vetro che lo hanno colpito nell’esplosione.

Marc Bartra dopo l’intervento chirurgico

Per l’accusa, l’imputato avrebbe architettato questo attentato per fini prettamente economici. Durante le indagini, infatti, la polizia avrebbe scoperto operazioni finanziare da parte di Sergei W., il quale avrebbe comprato 15mila azioni del club giallonero, per 78 mila euro. Se il titolo della società fosse sceso, avrebbe ottenuto dei profitti così com’è stato con l’eliminazione dalla Champions. Un attentato di quel genere avrebbe fatto ulteriormente calare il titolo con guadagni superiori.

Da quell’attentato qualcosa è cambiato in casa Borussia, lo stesso ex capitano Wienderfeller ha ribadito che quell’attacco “gli ha cambiato la vita”.

Giornalista professionista, cura “Italians”, rubrica che parla di sportivi italiani che si sono affermati all’estero. E chissà magari, Ivanka Trump, la prossima volta non confonderà più Giorgio Chinaglia, ex attaccante di Lazio e New York Cosmos, per un santo.

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