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Vincenzo Pastore

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L’ostacolo per i quarti di finale si chiama Russia. L’Italia rosa del basket scende in campo questa sera a Belgrado (ore 20.30, diretta Sky Sport Arena) per entrare nelle migliori otto del continente. Un impegno molto ostico sulla strada degli Europei femminili di basket in corso in Serbia e Lettonia. In palio c’è la sfida a eliminazione diretta contro la Spagna già qualificata. Gli altri quarti sono Serbia Svezia, Francia contro la vincente di Belgio Slovenia e Ungheria Gran Bretagna.

La vigilia dell’Italia

Le azzurre di coach Marco Crespi arrivano a questo appuntamento dopo aver concluso al secondo posto il girone eliminatorio, dietro le ungheresi. Decisiva per il passaggio del turno è stata la vittoria contro la Slovenia, in cui finalmente l’attacco ha scacciato via quelle polveri bagnate che avevano caratterizzato i primi due match. 57 punti nel match vittoriosi contro la Turchia, soli 51 nel ko contro l’Ungheria. Poi i 75 punti contro le slovene, di cui ben 39 nel secondo tempo (Dotto 18, Crippa 15). Crespi attende le migliori condizioni di Giorgia Sottana, out precauzionalmente contro la Slovenia dopo l’intervallo lungo e una migliore performance realizzativa di Cecilia Zandalasini, finora al di sotto delle sue potenzialità.

La vigilia della Russia

Nella notte di Belgrado il pericolo russo può farci paura. Le ragazze allenate dal tedesco Olaf Lange, tra le favorite degli Europei, hanno finora deluso le attese. Nel girone D hanno evitato l’ultimo posto qualificandosi come terza: dopo le sconfitte contro Belgio e Serbia, solo la vittoria contro la Bielorussia ha permesso l’accesso allo spareggio contro l’Italia. I maggiori timori per le azzurre derivano dalla forza fisica della Russia, con ben 5 giocatrici sopra i 190 cm. Lo spauracchio numero 1 è Maria Vadeeva, miglior marcatrice della squadra con 16,3 media di punti a partita. La giusta attenzione dovrà essere anche dedicata alla mano educata di Elena Beglova e alla presenza sotto le plance di Natalia Vieru.

Lo straordinario Mondiale disputato dalle ragazze azzurre porta anche, se non soprattutto, il volto di Sara Gama. Le ragazze di Milena Bertolini hanno conquistato un Paese intero. Le dirette televisive sul servizio pubblico, l’attenzione mediatica ai massimi livelli, l’interesse verso una disciplina in rosa finora snobbata e sottovalutata. Il girl power ha lasciato le sue tracche anche nell’Italia del pallone, una nazione ancora tendenzialmente molto maschilista e settaria quando si parla di gol e campi da calcio. Icona di questa squadra, Sara Gama è stato il valico difensivo insuperabile assieme a Elena Linari.


Un torneo disputato ad altissimi livelli, precisa nelle chiusure, tempestiva negli anticipi, pratica negli incroci uno contro uno. Per la juventina è arrivato il riconoscimento della BBC. Una giuria di esperti, tra cui l’ex portiere inglese Rachel Brown Finnis, l’allenatrice del Chelsea Emma Hayes, la giornalista Alistair Bruce Ball e la scozzese Pat Nevin hanno stilato la top 11 del Mondiale. Nella formazione ideale compare Sara Gama al centro della difesa, unica italiana presente.

La lettera

La capitana azzurra, triestina classe 1989, ha scritto una lettera sui social per commentare le settimane mondiali della Nazionale femminile:

Emozioni avevamo promesso e emozioni abbiamo dato. Assieme a tutte noi stesse. Una lettera per spiegare il nostro Mondiale: esaltante, estenuante, elettrizzante, emendabile, educativo, euforico. Eloquente come un bravo oratore che usa le parole per catturare il suo pubblico. Noi di parole non ne avevamo molte, avevamo i nostri corpi tirati al massimo, le nostre menti concentrate e la nostra Essenza. Quella ha parlato ed è giunta forte e chiara a tutti.

Un grazie a chi è arrivato e si è lasciato trasportare dolcemente appassionandosi.

Una stretta infinita a chi c’era prima a sostenerci, ci ha seguito durante e rimarrà anche dopo questa cavalcata.

E uno sguardo orgoglioso alle mie compagne, quelle di oggi e quelle di ieri: eravamo molto più che una ventina di ragazze a questo magnifico mondiale francese.

Noi abbiamo messo lì un embrione, un corpo piccolo, unico e compatto come in questa foto. Con le potenzialità enormi che si sono intraviste ad aspettare di essere coltivate. A tutti ora il compito di curarlo e farlo crescere per poi scrivere nel futuro pagine Epiche che continuino le nostre piccole, o forse non così tanto, gesta di questa estate.

 

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Emozioni avevamo promesso e emozioni abbiamo dato. Assieme a tutte noi stesse. Una lettera per spiegare il nostro Mondiale: esaltante, estenuante, elettrizzante, emendabile, educativo, euforico. Eloquente come un bravo oratore che usa le parole per catturare il suo pubblico. Noi di parole non ne avevamo molte, avevamo i nostri corpi tirati al massimo, le nostre menti concentrate e la nostra Essenza. Quella ha parlato ed è giunta forte e chiara a tutti. Un grazie a chi è arrivato e si è lasciato trasportare dolcemente appassionandosi. Una stretta infinita a chi c’era prima a sostenerci, ci ha seguito durante e rimarrà anche dopo questa cavalcata. E uno sguardo orgoglioso alle mie compagne, quelle di oggi e quelle di ieri: eravamo molto più che una ventina di ragazze a questo magnifico mondiale francese. Noi abbiamo messo lì un embrione, un corpo piccolo, unico e compatto come in questa foto. Con le potenzialità enormi che si sono intraviste ad aspettare di essere coltivate. A tutti ora il compito di curarlo e farlo crescere per poi scrivere nel futuro pagine Epiche che continuino le nostre piccole, o forse non così tanto, gesta di questa estate💙💪 #RagazzeMondiali #FIFAWWC #DareToShine #Mondiale

Un post condiviso da Sara Gama (@saragama_ita) in data:

Sedici squadre per il titolo continentale con vista su Tokyo 2020. Gli Europei di basket femminile in programma in questi giorni in Serbia e Lettonia eleggeranno la squadra campione con la Spagna detentrice del trofeo. Ma daranno anche la possibilità di qualificarsi al torneo preolimpico per ottenere il pass ai Giochi in Giappone del prossimo anno. L’Italbasket di Marco Crespi si è presentata ai nastri di partenza con l’obiettivo di migliorare il settimo posto dell’edizione 2017 in Repubblica Ceca, così da centrare l’accesso al preolimpico.

Come ha dichiarato il coach a Repubblica:

Il nostro sogno è un posto per il preolimpico, l’abbiamo sempre dichiarato senza pensare di nasconderci. Le classifiche finali di qualsiasi tipo di manifestazione dipendono anche da sorteggi, incroci e casualità, su quello non possiamo fare nulla. Da 24 anni non riusciamo a conquistare tramite l’Europeo il passaggio all’evento successivo, sia esso un Mondiale o un’Olimpiade. Vogliamo fare qualcosa di storico

E le azzurre, inserite nel Girone C con Ungheria, Slovenia e Turchia, sono partite bene battendo la selezione turca all’esordio (57-54). Poi la battuta d’arresto contro l’Ungheria (51-59) che però non pregiudica le speranze di qualificazione. Decisivo sarà il match di domani 30 giugno (ore 18.30, diretta Sky Sport) contro la Slovenia per centrare il secondo posto nel gruppo. La formula prevede la qualificazione diretta ai quarti di finale per le prime classificate, mentre seconde e terze si sfideranno in nuovo girone.


Le speranze dell’Italia passano dalle mani del capitano Giorgia Sottana (guardia), di Cecilia Zandalasini (ala), di Martina Crippa (guardia), di Nicole Romeo (play), di Lorela Cubaj (pivot) .La sfida contro la Slovenia ci dirà cosa sarà il nostro futuro europeo. In caso di sconfitta la squadra di coach Crespi si qualificherebbe come terza e andrebbe a disputare un match più impegnativo contro un’avversaria del gruppo D (con Serbia, Bielorussia, Belgio e Russia).

Classifica gruppo D:

Ungheria 4

Slovenia 3

Italia 3

Turchia 2

E’ il quarto di finale più atteso della vigilia. Francia Usa, secondo molti, rappresenta la finale anticipata di questo Mondiale femminile transalpino. Le padroni di casa contro le superfavorite americane. Dopo la vittoria in scioltezza dell’Inghilterra contro la Norvegia, al Parco dei Principi di Parigi alle 21 verrà fuori la seconda semifinalista di questo torneo che incrocerà proprio le inglesi.

La vigilia

E’ la sfida tra la numero 1 del ranking Fifa e campione uscente (gli Usa) e la numero 4 (Francia). Il precedente più illustre tra le due squadre è la semifinale mondiale a Germania 2011, quando gli Stati Uniti approdarono in finale (poi persa ai rigori contro il Giappone) battendo 3-1 la Francia.

La squadra di Corinne Diacre non ha finora tradito le aspettative dei tifosi di casa. Superato a punteggio pieno il gruppo A (con Norvegia, Nigeria e Corea del Sud, 7 gol fatti, uno solo subito), hanno incrociato sul loro cammino un avversario ostico come il Brasile agli ottavi, La gara si è risolta solo ai tempi supplementari con la rete decisiva di Amandine Henry al 107’.

Gli Usa, superfavorite del torneo, hanno vinto il gruppo F demolendo le avversarie. Il match d’esordio contro la Thailandia è già storia per il punteggio finale, 13-0 con annesse polemiche se fosse giusto fermarsi nel risultato o meno. Le 5 reti di Alex Morgan, fuoriclasse della formazione di Jill Ellis, sembravano preludere a un Mondiale ancor più prolifico per l’attaccante degli Orlando Pride, che però si è poi fermata. Le vittorie contro Svezia (2-0) e Cile (3-0) hanno poi blindato la leadership. L’ottavo di finale è stato, invece, molto più irto di ostacoli. Spagna sconfitta per 2-1 solo grazie a due rigori trasformati da Megan Rapinoe.

Probabili formazioni

Francia (4-4-2): Bouhaddy; Torrent, Mbock, Renard, Majri; Diani, Henry, Bussaglia, Asseyi; Gauvin, Le Sommer.

Usa (4-3-3): Naeher; O’Hara, Dahlkemper, Sauerbrunn, Dunn; Lavelle, Ertz, Mewis; Heath, Morgan, Rapinoe.

In tv

Diretta ore 21 Sky Sport.

Ci siamo, le migliori otto dei Mondiali femminili di Francia si sfidano nei quarti di finale che iniziano questa sera. Alle 21 allo Stade Oceane di Le Havre Norvegia e Inghilterra si contenderanno il primo posto valido per le semifinali iridate. Domani sarà la volta di Francia-Usa mentre sabato Italia Olanda e Germania Svezia chiuderanno il programma dei quarti.

La vigilia

Norvegia e Inghilterra si scontrano stasera con umori diversi. Le norvegesi, tra le favorite del torneo, hanno chiuso il gruppo A al secondo posto, dietro la padrona di casa Francia. Contro le transalpine è finora arrivata l’unica sconfitta del torneo (1-2). Agli ottavi la squadra allenata da Martin Sjogren ha eliminato l’Australia solo ai calci di rigore dopo l’1-1 maturato dopo i tempi regolamentari e supplementari. La Norvegia, già campione del mondo nel 1995, si è presentata in Francia senza la sua giocatrice più forte e rappresentativa, Ada Hegerberg, probabilmente l’atleta oggi più forte al mondo. L’attaccante del Lione ha lasciato la Nazionale nel 2017 senza un motivo apparente, probabilmente in protesta verso le discriminazioni economiche e professionali che le calciatrici affrontano rispetto ai colleghi maschi.

L’Inghilterra è finora la grande sorpresa di Francia 2019. Arrivate con i riflettori spenti, senza grandi aspettative, le ragazze di Phil Neville (fratello di Gareth, coach degli uomini) hanno finora superato in scioltezza i vari ostacoli incontrati. Capolista a punteggio pieno del gruppo D contro Giappone, Argentina e Scozia le inglesi hanno poi abbattuto il Camerun a Valenciennes (3-0) negli ottavi di finale. Ora la sfida contro le norvegesi contro cui l’Inghilterra non si pone alcun limite e vuole continuare a stupire verso la strada che porta alle semifinali.

Probabili formazioni

Norvegia (4-4-2): Hjelmseth; Wold, Mjelde, Thorisdottir, Hegland-Minde; Saevik, Risa, Syrstad Engen, Reiten; Hansen, Herlovsen.

Inghilterra (4-3-3) : Bardsley; Bronze, Houghton, Bright, Greenwood; Walsh, Kirby, Scott; Parris, White, Duggan.

In tv

Dove vederla: diretta Sky/Rai Sport ore 21

 

Il Mondiale femminile in Francia è una questione tra Europa e Stati Uniti. Gli ottavi di finale hanno consegnato un tabellone in cui 7 squadre su 8 appartengono al vecchio continente. Il nuovo mondo è rappresentato solo dalle campionesse uscenti americane, grandi favorite però del torneo. Sono state via via eliminate la Nigeria (0-3 con la Germania), l’Australia (1-4 contro la Norvegia dopo i calci di rigore), il Camerun (0-3 contro l’Inghilterra), il Brasile (1-2 per mano delle padroni di casa francesi ai tempi supplementari). A casa sono finiti anche il Canada (0-1 Svezia), la Cina battuta 0-2 dall’Italia e infine il Giappone (1-2 contro l’Olanda).

Il programma

Il quadro dei quarti di finale è così completo. Il prossimo turno a eliminazione diretta inizierà domani 27 giugno. L’Italia è attesa sabato dalla sfida contro le olandesi campionesse europee in carica. Ecco nel dettaglio il programma dei quarti di finale e gli eventuali accoppiamenti in semifinale.

27 giugno, Le Havre, ore 21: Norvegia Inghilterra

28 giugno, Parigi, ore 21: Francia Usa

Le vincenti di questi due quarti si incontreranno in semifinale (2 luglio alle 21).

29 giugno, Valenciennes, ore 15: Italia Olanda

29 giugno, Rennes, ore 18.30: Germania Svezia

Le squadre vincitrici giocherebbero la seconda semifinale il 3 luglio alle 21.

La finale si disputerà domenica 7 luglio alle 17, quella per il terzo – quarto posto sabato 6 alle 17.

Ora che il biscotto è stato ingoiato, forse arriverà il tempo del mea culpa senza agitare lo spetto del complotto esterno. Perché, è innegabile, Francia Romania ha avuto quel copione già scritto a cui nessuno, in Italia, si augurava di assistere. Ma le responsabilità della Nazionale Under 21 sono di gran lunga maggiori rispetto allo scialbo 0-0 che ha qualificato francesi e rumeni alle semifinali dell’Europeo. Anche perché, probabilmente a parti invertite avremmo fatto la stessa partita e i media avrebbero scritti “bene così, missione compiuta”.

E quindi gli azzurrini del ct dimesso Gigi Di Biagio sono fuori da Europei e Olimpiadi. Un fallimento senza appello per quella che era, secondo molti, una delle migliori Under della storia italiana. Barella, Zaniolo, Chiesa, Kean, Pellegrini, Orsolini, Cutrone, Mancini. Giovani che hanno già collezionato gettoni con la Nazionale maggiore e che hanno vissuto un anno da protagonisti nei club, attirando le attenzioni dei top team. Ma nel torneo disputato in casa non sono bastati i 6 punti contro Spagna e Belgio. A condannare gli azzurrini è stato lo sciagurato 0-1 contro la Polonia, poi abbattuta da Fabian Ruiz e compagni per 5-0.


Certo si potrà imprecare per una formula che ti estromette dalle semifinali pur avendo realizzato 6 punti. Certo aspettare due giorni e mettersi davanti alla tv per conoscere il proprio destino non esprime proprio appieno il concetto di regolarità che dovrebbe essere garantito dalla contemporaneità. Ma sono argomenti che, di fronte a una rosa come quella di Di Biagio, rischiano di diventare inutili alibi da perdenti. Perché le possibilità per un grande Europeo (peraltro in casa) c’erano tutte e si è sprecata anche l’occasione di qualificarsi a Tokyo 2020.


L’Italia, così, non sarà presente nel calcio alle Olimpiadi dall’anno prossimo, fallendo quel pass che manca ormai da Pechino 2008. Per la terza volta consecutiva (dopo Londra 2012 e Rio 2016) la Nazionale sarà spettatrice a casa dell’edizione a cinque cerchi. E dire che, paradossalmente, siamo il Paese con più presenze nel torneo olimpico di calcio (15) inseguiti da Usa (14) e Brasile (13). E dal 1984 al 2008 gli azzurri sono sempre stati presenti alle Olimpiadi. Ma, almeno fino a Parigi 2024 il nostro unico successo resterà quello del 1936.

L’attacco fa vendere i biglietti, la difesa fa vincere le partite. Elena Linari deve aver letto da qualche parte questo noto aforisma sullo sport americano del telecronista John Madden. L’ex allenatore della Nfl si riferiva al football a stelle e strisce, ma è un’analisi concisa che si applica bene anche alla pallacanestro e al calcio. Basti pensare che la Nazionale femminile ai Mondiali di Francia ha vinto il suo girone grazie alla differenza reti. A pari punti con Brasile e Australia le ragazze di Milena Bertolini hanno ottenuto il pass da capolista per via delle sole 2 reti subite. E se i titoli di giornale se li prendono Barbara Bonansea e Cristiana Girelli, è la retroguardia però a rasserenare gli animi dei tifosi.

La coppia centrale è composta dalla capitana Sara Gama e Elena Linari, che gioca in difesa nell’Atletico Madrid. La calciatrice ha parlato ai microfoni dei sito ufficiale della Fifa:

Sapevamo che la differenza reti avrebbe potuto fare davvero la differenza. Non ero solo io però. Abbiamo rivisto le nostre partite e con i nostri attaccanti correre fino a 50 metri per aiutare la difesa. Questo dimostra davvero lo spirito della nostra squadra.

Venticinque anni, nata a Fiesole, cresce nella Fiorentina da buona tifosa viola. Poi passa a Brescia, il ritorno a casa prima della chiamata da Madrid, sponda Atletico.

Non mi è mai venuto in mente di dire no a un club così grande, potendo avere un’incredibile opportunità di crescere come persona e come giocatore. Ho superato molte difficoltà legate allo spostamento all’estero, ma l’ho fatto e si è concluso con l’Atleti che ha vinto il titolo nella mia prima stagione (…)

Giocare una partita importante come Atletico Madrid-Barcellona, ​​con oltre 60.000 persone è qualcosa di indescrivibile. Sentire i tifosi cantare l’inno a squarciagola, sentirlo sulla propria pelle, vedere con i propri occhi molte persone venire lì solo per noi, che urlano i nostri nomi…C’è solo una cosa che può superare tutto ciò. Essere ai Mondiali con la propria Nazionale, giocare la Coppa, fare la storia del mio Paese e rendere gli italiani orgogliosi del calcio femminile.

Hanno circondato l’arbitro per ben due volte, rifiutandosi di continuare in protesta con il Var. Ma in quel momento le calciatrici africane del Camerun, forse, stavano anche pensando alla maledizione mondiale che perseguita il continente nero nei tornei maschili e femminili. La vittoria senza appello (3-0) dell’Inghilterra cancella ogni traccia d’Africa nei mondiali francesi. E se pensiamo agli uomini non si è mai andati oltre i quarti di finale, nonostante in diverse edizioni ci sia stata la concreta possibilità di proseguire oltre.

La protesta delle calciatrici africane contro l’arbitro

La Nigeria femminile nel 1999

E così, mentre gli uomini in Egitto disputano la Coppa d’Africa, le donne in Francia assisteranno da spettatrici al prosieguo del torneo. Il risultato ottenuto dal Camerun, dopo la rocambolesca qualificazione agli ottavi ai danni della Nuova Zelanda, si avvicina al miglior risultato conseguito da un’africana a un Mondiale. Nel 1999, infatti, la Nigeria raggiunse i quarti di finale nell’edizione disputatasi negli USA. Il 1° luglio di 20 anni fa, a Landover, le ragazze biancoverdi furono sconfitte dal Brasile solo ai tempi supplementari per 4-3 dopo una clamorosa rimonta dallo 0-3.

Le illusioni maschili

Non va meglio neanche ai maschietti. Più volte si è detto di un calcio africano in ascesa, in procinto di contendersi il trofeo con le squadre più forti, ma il definitivo salto di qualità è stato finora sempre fallito. Basti pensare che nell’ultimo mondiale in Russia nessuna squadra del continente si è qualificata almeno agli ottavi di finale. Tutte fuori già dopo la fase ai gironi. Così i risultati migliori restano i quarti centrati per la prima volta dal meraviglioso Camerun di Omam Biyik e Roger Milla a Italia ’90, battuti dall’Inghilterra al San Paolo di Napoli. Risultato eguagliato dal Senegal di Bruno Metsu e Diouf a Corea e Giappone 2002, ko per mano della Turchia. Infine l’ultima grande illusione giocando “in casa”. Sudafrica 2010, quarti di finale, il Ghana sconfitto ai rigori dall’Uruguay dopo una partita drammatica.

Martedì 25 giugno, ore 18, Montpellier. Prendete carta e penna e segnatevi Italia Cina sul calendario appeso al muro del vostro ufficio o su quello virtuale del vostro smartphone. Le ragazze di Milena Bertolini hanno così conosciuto il nome del prossimo avversario negli ottavi di finale del Mondiale. Le asiatiche si sono qualificate alla fase a eliminazione diretta tra le migliori terze. Hanno concluso il gruppo B con Germania, Spagna e Sudafrica a quota 4 punti. Squadra quadrata, compatta tra le linee di gioco, segna poco ma subisce anche poco.

La Cina

Le ragazze allenate dall’ex calciatore cinese Jia Xiuquan hanno perso di misura all’esordio contro la Germania (0-1), vinto alla stessa maniera contro il Sudafrica (1-0) e impattato a reti bianche con la Spagna. Un gol fatto e uno subito. Il massimo risultato col minimo sforzo. Primo Paese a ospitare la competizione iridata nel 1991, la Cina ha poi conseguito un argento nella finale persa ai rigori contro gli Usa nel 1999, autentica bestia nera delle ragazze di Pechino. Contro le americane hanno perso anche i quarti di finale nel 2015 e la finale olimpica di Atlanta 1996. Sette i precedenti, di cui 4 amichevoli, tra Italia e Cina: 3 vittorie azzurre, 2 pareggi e 2 vittorie cinesi.

Il tabellone

Il tabellone degli ottavi di finale è così completato:

22 giugno, 17.30, Grenoble: Norvegia Australia

22 giugno, 21, Nizza: Germania Nigeria

23 giugno, 17.30, Valenciennes: Inghilterra Camerun

23 giugno, 21, Le Havre: Francia Brasile

24 giugno, 18, Reims: Spagna Usa

24 giugno, 21, Parigi: Svezia Canada

25 giugno, 18, Montpellier: Italia Cina