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Redazione Mondiali.it

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E’ stato presentato in queste ore l’inno degli Europei 2020, scritto dal DJ olandese Martin Garrix, in collaborazione con Bono e The Edge (David Howell Evans) della band U2. Si intitola “We are the People” e vuole dare un messaggio di unità a tutti i cittadini del mondo; in questo momento, in particolare, ai cittadini europei vista l’importanza di questi campionati continentali. Bisogna affrontare i problemi che affliggono tutto il mondo, remando tutti dalla stessa parte e restando uniti.

Nello specifico, DJ Garrix ha avuto l’idea, Bono si è occupato di scrivere il testo e di creare le melodie mentre The Edge ha creato i riff di chitarra. Il risultato è un brano molto bello ed orecchiabile, che sarà ascoltato da tutti. Il giovane DJ olandese Garrix si è detto molto soddisfatto della collaborazione con i due famosi artisti degli U2; ha dichiarato, infatti, che lavorare con queste due star è stato molto appassionante e avvincente.

Può essere visto come un messaggio ad ogni squadra, che, per vincere, deve essere unita oppure un incitamento più universale all’Europa e a Euro 2020; il fatto di avere una competizione itinerante, va in questa direzione di unità e di solidarietà tra i diversi Paesi dell’Unione.

L’inno degli Europei 2020 si è visto per la prima volta giovedì sera, quando lo hanno proiettato sul Maxi Schermo dello stadio di Wembley, che ospiterà, tra le altre partite, le semifinali e la finale di Euro 2020.

E’ già possibile, pertanto, ascoltare la canzone, che sta avendo un grandissimo successo e risalto su tutto il web; come tutti gli inni associati a queste grandi manifestazioni calcistiche in passato, anche questo si diffonderà tra milioni di persone.

Quella di Euro 2020 è la prima competizione tra nazionali europee ad essere svolta con la modalità itinerante; si svolgerà in 11 città diverse e la prima partita sarà Italia – Turchia all’Olimpico di Roma. In occasione della partita inaugurale, che avrà luogo l’11 giugno alle ore 21:00, sicuramente saremo in milioni ad ascoltare l’inno degli Europei 2020.

Non è ancora ufficiale ma sembra veramente questione di ore il passaggio di Gattuso alla Fiorentina. Secondo varie indiscrezioni, mancherebbe, infatti, solo la firma perché è stato raggiunto un accordo di massima tra le due parti.

Il tecnico calabrese, in questo periodo, è totalmente concentrato sull’obiettivo di portare il Napoli in Champions League; il mister è in scadenza di contratto ed è molto difficile, se non impossibile, che rimanga. Il motivo sta principalmente nei vari contrasti avuti con il presidente De Laurentis nel corso di questa stagione tormentata. Nonostante il quarto posto sia alla portata dei Partenopei, che sono in vantaggio sulla Juventus, in questa stagione non sono, infatti, mai mancati gli screzi con la proprietà.

Il tecnico, quando ha avuto a disposizione tutti i giocatori, ha fatto vedere una squadra aggressiva, ben messa in campo e con un attacco micidiale ma a De Laurentis questo non è bastato. Per questo motivo, Gattuso avrebbe scelto di accettare la proposta di Rocco Commisso, che aveva cercato di ingaggiarlo un anno e mezzo fa al posto di Montella.

L’attuale allenatore del Napoli, sempre secondo voci di popolo, avrebbe già informato i familiari di un imminente trasferimento a Firenze e starebbe già cercando casa. L’obiettivo è creare una Fiorentina che non debba lottare fino alla fine per la salvezza, come è successo in questa stagione. Commisso, infatti, vuole una squadra che lotti per raggiungere l’Europa, che manca da anni.

Gattuso alla Fiorentina – Evoluzione del Mercato

Per questo, in vista della prossima stagione, Pradé sta già lavorando per il rinnovo di Frank Ribery  e sta già pensando al mercato, considerando il raggiungimento della salvezza matematica a due turni dalla fine. Uno dei punti fermi dovrebbe essere il serbo Vlahovic, che il presidente considera incedibile ma che sicuramente riceverà moltissime offerte da club importanti. La rifondazione prevedrebbe anche alcune partenze tra cui probabilmente Biraghi e Pulgar e altre conferme tra cui Milenkovic in difesa.

Stiamo a vedere come evolverà la situazione ma una cosa è certa: per Commisso, Gattuso è l’uomo giusto.

Nella vita a volte ci sono delle decisioni non facili da prendere; una di queste è sicuramente quella della rinuncia di Van Dijk degli Europei 2020. Il fortissimo difensore dell’Olanda e del Liverpool, infatti, in una lunga intervista ha annunciato che non parteciperà a Euro 2020 per prepararsi al meglio per la prossima stagione.

Dopo aver parlato con dispiacere dell’infortunio del nostro connazionale Verratti, che speriamo di cuore che ce la faccia a essere disponibile per Euro 2020, oggi parliamo di quello, più grave, capitato a Van Dijk. Quest’ultimo, infatti, si è infortunato al ginocchio contro l’Everton, lesionandosi il crociato, e ha terminato la stagione addirittura ad ottobre.

Probabilmente avrebbe potuto anche farcela a recuperare per la competizione calcistica continentale; non vuole, però, correre il rischio di una ricaduta che pregiudicherebbe anche la sua prossima stagione. E’ davvero un peccato che l’Europeo si privi di uno dei giocatori più rappresentativi, sia per l’Olanda, che perde un pilastro, sia per tutti gli appassionati di calcio; stiamo parlando probabilmente del miglior difensore del mondo e la sua presenza avrebbe innalzato il livello tecnico generale della competizione.

Lascia la difesa della sua nazionale in buone mani. I due centrali sono, infatti, De Light e De Vrij, che in Serie A hanno dato prova di affidabilità e solidità; si tratta, quindi, di due ottimi difensori, uno dei quali ha vinto lo scudetto con l’Inter. Una cosa è comunque certa: se lui fosse stato al meglio, avrebbe giocato sicuramente e sarebbe stato un perno fondamentale per gli Oranges.

Rinuncia Van Dijk Europei 2020 – Obiettivi per il Futuro

Nel corso dell’intervista disponibile sul sito del Liverpool, Van Dijk si è detto molto dispiaciuto di non prendere parte a questa manifestazione; dall’altro lato, però, sente che la rinuncia agli Europei 2020 sia la scelta giusta. Ha, però. anche affermato che non vuole perdersi d’animo e che passerà la prossima estate ad allenarsi; vuole, infatti, ripartire alla grande con il suo club a settembre.

L’altro suo obiettivo a lungo termine è naturalmente il Mondiale Quatar 2022, in cui spera di esserci e viverlo da protagonista, anche perché è probabilmente il miglior giocatore della sua nazionale.

Ci auguriamo che i suoi propositi possano avverarsi e lo aspettiamo in campo il prima possibile.

L’Inter ultimamente fa parlare di sé per eventi positivi, quali la vittoria dello scudetto 2021, ma in questo caso balza agli onori della cronaca per le multe al compleanno di Lukaku, comminate dai Carabinieri.

La notte scorsa, infatti, i Carabinieri, forse allertati da una segnalazione, hanno fatto un blitz anticovid nell’Hotel The Square di Milano; in tale circostanza, avrebbero sorpreso Lukaku e altri giocatori dell’Inter mentre violavano il coprifuoco.

Da qui in poi le versioni divergono. Secondo la prima, infatti, si stava festeggiando il compleanno del giocatore belga in una sala eventi della struttura. Per cui, dopo l’arrivo delle forze dell’ordine, i militari hanno identificato e multato 23 persone; tra queste, c’erano il direttore e 3 altri giocatori interisti (Perisic, Young e Hakimi), verso le ore 3 del mattino.

Multe Compleanno di Lukaku – Versione dell’Inter

Secondo fonti vicine alla società nerazzurra e secondo l’ANSA, invece, si è trattato semplicemente di una cena dopo la partita Inter Roma di ieri sera. Al termine della vittoria contro i giallorossi, infatti, i giocatori si sarebbero recati nell’hotel per una cena; la quale cena è terminata ovviamente dopo le 22, visto che la partita è durata fino alle 22:45.

Al termine della cena, alcuni giocatori avrebbero preferito evitare di pernottare nell’hotel e tornare a casa in macchina. Mentre stavano raggiungendo le loro vetture, i Carabinieri li avrebbero raggiunti; dopo le identificazioni, gli uomini dell’Arma avrebbero provveduto a comminare ai giocatori le multe per violazione del coprifuoco. Sempre secondo tali fonti, la notizia della festa di compleanno sarebbe nata perché in presenza dei militari sarebbe stato consegnato un regalo a Lukaku all’uscita dall’hotel.

Non sappiamo quale delle due versioni sia la più vicina alla verità. Appare, però, molto improbabile che la vicenda abbia conseguenze sul piano disciplinare. La società nerazzurra, infatti, non sembra intenzionata a multare il giocatore (e gli altri suoi compagni coinvolti) né tantomeno a considerare una sua esclusione per la partita di sabato Juventus – Inter.

Il Covid 19 ha sconvolto diverse volte i nostri piani e ciò è accaduto anche per la Finale di Champions League 2021 spostata. E’ notizia ufficiale, infatti, che la partita tra Manchester City e Chelsea avrà luogo in Portogallo, anziché in Turchia, come stabilito in precedenza.

La decisione della UEFA scaturisce dal fatto che il Governo Britannico ha stabilito che la Turchia facesse parte della lista rossa del Covid 19 per le destinazioni di viaggio estere. Per questo motivo, i tifosi delle due squadre non avrebbero potuto raggiungere Istanbul per assistere alla partita; sarebbe stato veramente un peccato vedere la finale di Champions a porte chiuse.

Quindi, in accordo con la volontà della UEFA di portare almeno parte dei tifosi negli stadi, come per Euro 2020, la scelta è andata sullo stadio Do Dragao di Porto, in alternativa allo stadio Olimpico Ataturk di Istanbul.

Finale di Champions League 2021 Spostata – Il Precedente nel 2020

E’ la seconda volta in due anni che la destinazione della Finale di Champions League si sposta dalla Turchia al Portogallo per ragioni legate alla pandemia e alla presenza delle persone nello stadio. Anche l’anno scorso, infatti, la sfida tra le finaliste Bayern Monaco e Paris Saint Germain, in programma a Istanbul, si è giocata allo Stadio Da Luz di Lisbona a porte chiuse.

Poiché la Turchia si era rifiutata di accogliere la richiesta della UEFA di giocare senza tifosi; la stessa UEFA ha optato per far disputare la partita in Portogallo. Questa scelta non ha dato troppi risultati perché al Parco dei Principi del PSG la curva era aperta per guardare la partita sui maxi schermi. Fuori dallo stadio, inoltre, si sono ammassate migliaia di persone senza distanziamento e, alla fine, alcuni gruppi di facinorosi si sono scontrati con la Polizia, forse per la delusione della sconfitta.

Finale di Champions a Porto – Dichiarazioni di Ceferin

La UEFA aveva valutato anche l’opzione di spostare la partita in Inghilterra, visto e considerato che le due squadre finaliste sono inglesi. Ciò si è, però, rivelato irrealizzabile a causa delle stringenti normative Governo Britannico in materia di contrasto al diffondersi dei contagi del virus.

Il presidente della UEFA Ceferin si è dichiarato soddisfatto del compromesso raggiunto; ha, poi, ringraziato il Portogallo per aver contribuito attivamente alla soluzione della questione in tempi molto rapidi.

La partita si disputerà il 29 Maggio alle ore 21:00, presso lo stadio Do Dragao di Lisbona; consentirà l’ingresso di 12000 tifosi, 6000 per squadra finalista.

Il tempo passa e tutto finisce e una riprova di questo sta nel fatto che Buffon lascia la Juve, dopo 19 stagioni in cui ha vestito i colori del club di Torino. Il portiere ha anche fornito indicazioni sul suo ritiro, anche se su quello non ha ancora preso una decisione definitiva.

L’estremo difensore della Juventus, icona della nazionale italiana, non ha, infatti, ancora le idee chiare al 100% ma su un punto non ha dubbi: a fine stagione lascia la Juve e smette di vestire il bianconero. In questi 20-25 giorni deciderà se continuare a giocare ancora per un’altra stagione, valutando tutte offerte di altre squadre, oppure chiudere definitivamente con il calcio giocato.

Dopo la partita Sassuolo Juve, in cui ha parato anche un rigore a Berardi, diventando il portiere più longevo ad aver parato un rigore in serie A, ha fatto delle precisazioni sul suo futuro e sulle dichiarazioni di qualche giorno fa.

Innanzitutto ha affermato che il suo “tolgo il disturbo”, detto dopo la partita persa contro il Milan, non voleva essere una polemica con la Juventus; si trattava più che altro di una goliardata, un modo per prendere con ironia la scelta, comunque non facile, di lasciare i bianconeri a fine stagione. Ha ringraziato La Juve, un club in cui ha militato per ben 19 stagioni a cui ha dato tanto ma da cui ha ricevuto anche di più e con cui ha condiviso tantissimi successi. Può, infatti, avere solo parole belle nei confronti della Juve, con cui ha vinto 10 scudetti, 4 Coppe Italia (in attesa della finale contro l’Atalanta del 19 maggio), 6 Supercoppe Italiane e un campionato di Serie B.

In pratica, quindi, Buffon lascia la Juve a fine stagione e nelle prossime due settimane valuta tutte le offerte. Se ne trova una che lo entusiasmi e gli dia degli stimoli per proseguire, continua a giocare per un’altra stagione e a giugno del 2023 lascia il calcio giocato. In caso contrario, questa è stata la sua ultima stagione.

Sarebbe la seconda volta in cui il portiere saluta i bianconeri. Era già successo, infatti, al termine della stagione 2017-2018, quando Buffon ha deciso di intraprendere un’ esperienza con il Paris Saint Germain. E’ stata una militanza durata un anno, in cui il portiere ha collezionato diverse presenze nelle file dei parigini; insieme hanno vinto uno scudetto e una Supercoppa di Francia.

Buffon lascia la Juve – le possibili destinazioni

Come detto, Buffon non ha ancora deciso se continuerà a giocare o meno al termine di questa stagione; la prestazione di ieri con il Sassuolo è, comunque, la prova che il portiere è ancora integro fisicamente ed è in grado di continuare.

Nel caso in cui decida di giocare per un’altra stagione, le opzioni non gli mancheranno. Si parla, infatti, già di diverse squadre che sono interessate a lui; le piste più probabili sono Olympiacos, Eintracht Francoforte, Sporting Lisbona, Galatasaray e Dynamo Kiev.

Questi club pare abbiano già avanzato offerte concrete ma i rumors parlano anche dell’interessamento di altre squadre; tra queste ci sarebbe anche il Barcellona, anche se questa destinazione sembra improbabile.

A volte gli imprevisti capitano anche in situazioni impensabili, per cui può capitare di farsi male anche in allenamento, e oggi dobbiamo parlare di una cosa di cui avremmo fatto volentieri a meno: l’infortunio di Marco Verratti per gli Europei 2020.

Questa è davvero una brutta tegola per il CT dell’Italia Roberto Mancini, che puntava fortemente su di lui per il suo centrocampo a tre. In quel reparto, infatti, il Mancio nazionale aveva previsto la presenza di Barella, Verratti e Jorginho.

Pochi giorni fa il forte giocatore del PSG si è fatto male durante un allenamento ed il referto dei medici parla di una lesione al legamento collaterale del ginocchio destro. I tempi di recupero, quindi, vanno da 4 a 6 settimane.

Per cui, la sua stagione con il PSG è sicuramente finita e l’Europeo 2020 è in forte rischio anche se non tutto è ancora perduto. Il suo allenatore del Paris Saint Germain si è dichiarato molto dispiaciuto per aver perso una pedina fondamentale della squadra in questo momento cruciale della stagione; la sua squadra, infatti, è seconda in classifica a quattro punti dalla capolista Lilla. Ciononostante, ha fatto un in bocca al lupo al giocatore, augurandosi vivamente che possa recuperare in tempo per gli Europei 2020 con la nostra nazionale.

Infortunio Verratti Europei 2020- Giocatore Sfortunato

Noi tutti ci auguriamo che le cose possano volgere al meglio, anche perché il povero Marco è in credito con la buona sorte. In questa stagione, infatti, è risultato positivo al Covid per ben due volte; ha dovuto, pertanto, saltare la partita contro il Lilla ed in Quarto di Finale di andata di Champions League con il Bayern Monaco.

Lo stesso centrocampista, inoltre, è stato costretto a dare forfait in occasione degli Europei di Francia 2016 a causa di una pubalgia e, anche in quel caso, sarebbe sicuramente partito titolare con Antonio Conte. L’Italia, poi, come ben sappiamo, non si è qualificata ai mondiali 2018, per via dello spareggio perso contro la Svezia. Anche se si fosse qualificata, però, il giocatore di Pescara avrebbe saltato comunque Russia 2018 a causa di problemi agli adduttori.

La nazionale sembra quindi stregata per Marco Verratti, che, comunque, ancora può sperare di farcela e pare abbia rassicurato Mancini, mostrandosi cautamente ottimista.

Potrebbe anche darsi che il ct lo convochi in vista di ottenere un suo recupero completo nel corso del primo turno. La situazione, quindi, è sotto continuo monitoraggio e il ct mette in preallarme Sensi e Locatelli, eventuali sostituti di Verratti. Attendiamo fiduciosi e vediamo chi farà parte della lista ufficiale dei 26 convocati il primo giugno.

La UEFA ha ufficializzato i nomi degli arbitri degli Europei 2020, sperando che, anche grazie all’ausilio del VAR, non siano protagonisti in negativo, come qualche volta, loro malgrado, è capitato.

Ci sarà un po’ di Italia, rappresentata dal fischietto Montecchio Maggiore Daniele Orsato. In passato è stato protagonista di alcuni arbitraggi controversi, tra cui quello della partita Inter Juventus del 2018 ma a livello internazionale è molto apprezzato. Il 23 agosto del 2020, infatti, ha arbitrato la finale di Campions League tra Bayern Monaco e Paris Saint Germain; inoltre, è stato eletto miglior arbitro del mondo dell’anno 2020 dalla Federazione Internazionale di Storia e Statistica del Calcio (IFFHS). I suoi assistenti saranno Fabiano Preti e Alessandro Giallatino.

Alcune nazioni (la Spagna, l’Olanda, la Germania, la Romania e Inghilterra) avranno due arbitri a testa per questa competizione.

Tra gli assistenti, ci sarà una donna, la francese Stéphanie Frappart ed è la prima volta in assoluto che una donna viene designata per un campionato Europeo maschile. Si era parlato di affidarle la direzione di ItaliaTurchia ma appare un’ipotesi poco probabile.

In questa edizione, ci sarà anche un arbitro sudamericano; l’argentino Fernando Rapallini, infatti, si unirà al team degli arbitri di Euro 2020 e lo spagnolo Jesús Gil Manzano andrà ad arbitrare la coppa America. Anche in questa circostanza, si tratta della prima in cui avviene un simile scambio tra CONMEBOL e UEFA.

Non manca nemmeno l’arbitro inglese Michael Oliver che, per chi non lo ricordasse, ha avuto un duro scontro con Buffon in occasione della partita di Champions League del 2018 Real Madrid – Juventus, finita 1-3, che ha sancito l’eliminazione dei bianconeri. Si tratta dell’arbitro che ha assegnato un rigore un po’ dubbio al Real allo scadere, trasformato da Cristiano Ronaldo. Questa decisione ha fatto infuriare Buffon, che è stato espulso e a fine partita ha parlato di “bidone dell’immondizia al posto del cuore.”

Tutti i Nomi degli Arbitri Designati

Di seguito vediamo, chi sono tutti gli arbitri designati a dirigere le partite di Euro 2020:

  • Felix Brych (Germania)
  • Daniel Siebert (Germania)
  • Ovidiu Alin Hațegan (Romania)
  • István Kovács (Romania)
  • Carlos del Cerro Grande (Spagna)
  • Antonio Miguel Mateu Lahoz (Spagna)
  • Björn Kuipers (Olanda)
  • Danny Makkelie (Olanda)
  • Michael Oliver (Inghilterra)
  • Anthony Taylor (Inghilterra)
  • Cüneyt Çakır (Turchia)
  • Daniele Orsato (Italia)
  • Andreas Ekberg (Svezia)
  • Orel Grinfeld (Israele)
  • Sergei Karasev (Russia)
  • Fernando Rapallini (Argentina)
  • Slavko Vinčić (Slovenia)
  • Clément Turpin (Francia)
  • Artur Manuel Ribeiro Soares Dias (Portogallo)

Maglie Arbitri degli Europei 2020

Un po’ di Italia è presente anche sulle maglie degli arbitri degli Europei 2020. Lo sponsor è, infatti, l’azienda bolognese Macron, che ha creato il design che vestirà i direttori di gara, nei colori fucsia, giallo, nero e azzurro. Una novità assoluta sarà il disegno della cartina dell’Europa che sarà presente nella parte frontale delle divise arbitrali. L’obiettivo è quello di spingere, anche nel calcio, sempre di più il processo di integrazione dei Paesi dell’Unione Europea, gradualmente, le barriere.

La maglia è a girocollo e alle estremità delle maniche possiamo notare delle sottili strisce di colore nero. Al centro del petto e sulle spalle, si può notare il simbolo della Macron e sul lato sinistro del cuore campeggia lo stemma della UEFA. Sulla manica destra è, invece, presente il logo di Euro 2021 e su quella sinistra quello di RESPECT UEFA.

Lo Stadio Olimpico de la Cartuja di Euroo 2020 è un complesso polifunzionale che si trova nella città di Siviglia, nella regione Andalusia a sud della Spagna. E’ ubicato nell’omonima isola della Cartuja ed è di proprietà della Sociedad Estadio Olímpico de Sevilla S.A.

Lo stadio è stato costruito seguendo i dettami del Comitato Internazionale Olimpico per ospitare i giochi Olimpici 2004, che però sono stati assegnati ad Atene e da questo deriva il nome Olimpico. L’inaugurazione è avvenuta nel 1999 e, per l’occasione, si è svolta una partita amichevole tra la Spagna e la Croazia vinta dalle Furie Rosse. In agosto di quell’anno ha ospitato il mondiale di Atletica IAAF.

L’idea era quella di farlo diventare la casa delle di Siviglia e Real Betis dopo il mondiale di Atletica ma le due tifoserie si sono opposte a tale eventualità, per cui ora si utilizza solo sporadicamente dalle due squadre. Il Siviglia, gioca infatti le partite casalinghe allo stadio Ramon Sanchez Pizjuan mentre il Betis le gioca nello stadio Benito Villamarin.

C’è, quindi, una situazione paradossale  per cui uno stadio di 60000 posti, relativamente nuovo e costato 120 milioni di euro, non è quasi mai utilizzato perché i tifosi delle due squadre della città si oppongono a un accordo tra le due società. Tra tutti e tre gli impianti, il più nuovo viene quasi snobbato e relegato alle sole partite della nazionale.

Gli eventi che ha ospitato sono la Finale di Coppa UEFA del 2003 tra il Porto di Mourinho e il Celtic, vinta dal Porto, 2 finali della coppa Davis di tennis e diversi concerti musicali. In futuro, ospiterà la finale di tre edizioni della Coppa del Re.

Partite Stadio Olimpico de la Cartuja Europei 2020

Lo Stadio Olimpico de la Cartuja ospiterà tre partite del Gruppo E e un ottavo di finale degli Europei 2020. Vediamo alcune informazioni più precise su questi match.

  • SpagnaSvezia, giorno 14 giugno alle ore 21:00 CET, valida per la fase a gironi del Gruppo E;
  • Spagna-Polonia, giorno19 giugno alle ore 21:00 CET, valida per la fase a gironi del Gruppo E;
  • Slovacchia-Spagna, giorno 23 giugno alle ore 18:00 CET, valida per la fase a gironi del Gruppo E;
  • Partita del giorno 27 giugno alle 21:00 CET, valida per gli Ottavi di Finale.

Spettatori Stadio Olimpico de la Cartuja Europei 2020

Lo Stadio de la Cartuja di Siviglia è stato scelto come sede delle partite di Euro 2020, in sostituzione dello Stadio di Bilbao, che era la prevista come sede ospitante in precedenza. Per cui non cambia quasi nulla, tranne la destinazione e lo stadio in cui si disputeranno queste 4 partite.

Per quanto riguarda la presenza dei tifosi allo stadio Olimpico de la Cartuja degli Europei 2020, l’ingresso sarà consentito a circa 18000 persone; queste corrispondono, quindi, approssimativamente al 30% della capienza massima dello stadio.

Stadio Olimpico de la Cartuja Europei 2020 – Come arrivare

Lo stadio si trova sull’isola de la Cartuja, che è una delle aree più belle di Siviglia e, più in generale, della Spagna ed è piena di posti che vale la pena visitare. I modi migliori per raggiungere l’isola e lo stadio sono il bus e il taxi.

Taxi

Il modo più veloce per raggiungere lo stadio dal centro della città è, senza dubbio, il taxi. Dal centro, utilizzando il taxi, si arriva a destinazione in circa 7 minuti, spendendo mediamente 12 euro.

Bus

La zona è servita da numerose linee di autobus che partono da centro. In particolare, la linea C1 collega il Prado di San Sebastian allo stadio ed il tempo della tratta è di circa 30 minuti.

Lo Stadio Puskas Arena degli Europei 2020 è un complesso nuovissimo e modernissimo, essendo stato inaugurato a novembre del 2019.  Costruito nel 14esimo distretto (Zugló) della capitale ungherese, Budapest. Ha una capienza massima di poco meno di 68000 e ovviamente rispetta tutti i requisiti di UEFA e FIFA. E’ intitolato al più grande giocatore della storia ungherese (e della storia in generale) Ferenc Puskas, a cui era intitolato anche lo stadio precedente. Quest’ultimo stadio è, infatti, stato demolito nel 2017 ed al suo posto è sorto questo meraviglioso nuovo stadio, costato la bellezza di più di 600 milioni di euro.

La prima partita inaugurale dello stadio è stata Ungheria – Uruguay, terminata con la vittoria dell’Uruguay di Cavani. Si tratta di una sfida dal sapore storico perché le due squadre in passato erano leggendarie (l’Uruguay ha vinto 2 mondiali).

Pur essendo nuovo, ha già ospitato una finale di Supercoppa Europea tra il Bayern Monaco e il Siviglia, terminata con la vittoria dei Bavaresi per 2 a 1. In quell’occasione è stato concesso l’ingresso ai tifosi, per il 30% della capienza massima dello Stadio, quindi oltre 20000 spettatori.

Partite Stadio Puskas Arena – Europei 2020

Il glorioso stadio Allianz Arena per gli Europei 2020 ospiterà quattro partite, di cui tre del girone F della nazionale tedesca e una dei Quarti di Finale. Vediamo le date e gli orari di questi eventi che avranno luogo in questo impianto.

  • UngheriaPortogallo, giorno 15 giugno alle ore 18:00 CET, valida per la fase a gironi del Gruppo F;
  • Francia – Ungheria, giorno 19 giugno alle ore 15:00 CET, valida per la fase a gironi del Gruppo F;
  • Portogallo– Francia, giorno 23 giugno alle ore 21:00 CET, valida per la fase a gironi del Gruppo F;
  • Partita del giorno 27 giugno alle ore 18:00 CET, valida per gli Ottavi di Finale.

Spettatori Stadio Puskas Arena Europei 2020

La maggior parte degli stadi di Euro 2020 consentiranno l’accesso ai tifosi per il 25% della loro capienza, altri il 50% e poi c’è l’Ungheria che riempirà lo stadio per la capienza massima. Ciò significa, quindi, che nello stadio Puskas di Budapest, circa 67000 spettatori possono assistere alle partite degli Europei. Dovranno attenersi a dei requisiti di accesso che però devono ancora essere esplicitati.

Stadio Puskas Arena Europei 2020 – Come arrivare

Lo stadio Puskas Arena è molto vicino dal centro di Budapest. Dista, infatti, solo 4 Km, per cui si può ben pensare di raggiungerlo a piedi, facendo una piacevole passeggiata in questa bellissima città. Vediamo tutti i modi per arrivare allo stadio.

A Piedi

Per raggiungere lo stadio a piedi, come detto, ci si può avvalere di percorsi pedonali ed in circa mezz’ora si raggiunge lo stadio senza problemi.

Metro

Si può raggiungere lo stadio Puskas Arena anche con la metro, prendendo la linea 2 in modo molto agevole. Non ci possiamo sbagliare perché la stazione in cui si scende si chiama Puskas Ferenc Station.

Dall’Aeroporto

Chi si trova all’aeroporto, può raggiungere lo Stadio con il taxi, impiegando circa 20 minuti al costo di circa 20 euro, quindi non prezzi esorbitanti.

In alternativa, si può pensare di raggiungere lo stadio dall’aeroporto in bus al costo di circa 5 euro, in 40 minuti di viaggio.