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Redazione Mondiali.it

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Tutti coloro che seguono la Serie A conoscono bene il contributo che De Zerbi ha dato alla sua squadra ma, dopo il suo addio, la dirigenza si sta muovendo per sostituirlo al meglio e oggi è uscita la notizia che dà Marco Giampaolo Vicinissimo al Sassuolo. Il presidente Carlo Rossi avrebbe forse voluto tenere a vita il neo allenatore dello Shakhtar ma a volte i tecnici vogliono fare nuove esperienze.

Marco Giampaolo è un tecnico che ha grande esperienza in panchina e, nella sua carriera, ha vissuto, come tutti, degli alti e bassi. I tifosi del Sassuolo, a dire il vero, non hanno preso benissimo il suo possibile ingaggio per via dei tanti esoneri del suo percorso; gli ultimi due sono arrivati nelle sue esperienze con il Milan e con il Torino.

Sull’allenatore ci sarebbe anche l’interessamento della Sampdoria, che  deve sostituire Ranieri e che lui ha allenato con buoni risultati per 3 stagioni. Il tecnico sembra, però, intenzionato ad accettare l’offerta dei neroverdi; visto, infatti, che i primi incontri sono andati bene e per lui sarebbe pronto un contratto biennale.

Anche il Torino spera che la trattativa vada a buon fine perché così avrebbe modo di risparmiare 1,5 milioni di euro che, in caso di ripensamenti, dovrà versare al tecnico per via dell’esonero. Se si dovesse concretizzare l’operazione, Giampaolo dovrà assolutamente riscattare i due esoneri consecutivi oppure questa potrebbe essere una delle sue ultime opportunità.

Marco Giampaolo Vicinissimo al Sassuolo – Caratteristiche Tecniche

Il sistema preferito è il 4-3-1-2 e l’allenatore è famoso per essere ancora uno dei pochi a praticare il rombo di centrocampo. Il fatto di Marco Giampaolo Vicinissimo al Sassuolo implicherà sicuramente l’adozione di questo modulo ma le idee di De Zerbi erano simili a quelle dell’ex allenatore del Torino. La rosa che avrà a disposizione sembra, inoltre, essere adatta alla sua concezione del calcio.

In fase di possesso, lo schema diventa 2-5-1-2 , con i terzini che si alzano fino alla linea dei centrocampisti; il mediano rimane, invece, un po’ più schiacciato e vicino alla difesa per garantire copertura e forma un triangolo con i centrali di difesa. I difensori centrali impostano e possono scaricare il pallone sul mediano oppure sulle fasce.

Spesso gli interni di centrocampo si alzano ed il trequartista va incontro al portatore di palla, per creare lo spazio di inserimento.  In fase di costruzione dal basso, i due centrali tendono a allargarsi e al centro si infila il mediano, che, assieme al portiere e ai centrali, crea una disposizione a rombo.

La manovra si svolge con una fitta serie di passaggi al fine di creare spazio e servire le punte, una delle quali viene incontro e l’altra attacca la profondità. In fase di transizioni positive, la squadra verticalizza direttamente sulle punte o sul trequartista.

In fase di non possesso, le squadre di Giampaolo si dispongono con il 4-3-1-2 a rombo; la linea di difesa rimane sempre molto alta e applica spesso la tattica del fuorigioco.  Il pressing molto alto è un’altra costante dell’allenatore e parte dalle punte, che cercando di indirizzare la giocata sugli esterni, che le mezze ali vanno subito a pressare.

Per quanto riguarda le squadre favorite di Europei 2020, ognuno ha la sua opinione personale ed in questo articolo raccogliamo i pronostici di alcuni illustri addetti ai lavori. Mai come quest’anno, la competizione sembra difficile perché ci sono 5 o 6 squadre candidate alla vittoria finale e molto dipenderà dallo stato di forma degli atleti.

In generale, la maggior parte dei bookmakers e dei big del calcio mettono Francia, Belgio e Inghilterra come le principali favorite. Seguono, in ordine sparso, Spagna, Germania, Italia e Portogallo. Un caso insolito è la presenza di 3 squadre che potenzialmente potrebbero alzare la coppa nel Girone F, sicuramente il più duro di tutto, da cui potrebbero provenire  una o entrambe le finaliste.

Squadre favorite Europei 2020 – I Pronostici

Il ct della nazionale Roberto Mancini parla delle squadre favorite agli Europei 2020 e mette la Francia al primo posto, per via della straripante rosa dei campioni del mondo. Al secondo posto pone l’Inghilterra, che in semifinale ci arriva sempre ed è ricca di ottimi giovani, soprattutto in attacco. E poi inserisce la Germania, anche per via della sua secolare storia. L’Italia, secondo lui, potrebbe essere la terza o la quarta forza del campionato.

L’ex Bomber Christian Vieri concorda con Mancini e pensa che la Francia sia la squadra più forte in assoluto, anche perché può contare sul rientro di Benzema. Lui che di attaccanti se ne intende mette quindi i transalpini in primissima fascia e indica in Lukaku il possibile capocannoniere del torneo.

Il difensore tedesco Sule colloca sullo stesso piano Francia e Portogallo perché sono reduci dalla vittoria dei mondiali e degli Europei 2016, rispettivamente. Il girone sarà, quindi, un buon test per la sua Germania per misurare il livello della compagine tedesca.

L’ex tecnico dell’Arsenal Wenger parla di un predominio dell’Europa centrale, con Francia, Belgio, Inghilterra e Olanda. Secondo lui, però, la superfavorita rimane la Francia, soprattutto in virtù dell’immenso potenziale offensivo dei transalpini; i quali hanno ancora ulteriori margini di miglioramento e non sono arrivati al picco massimo.

Fabio Capello va un po’ in controtendenza, considerando l’Inghilterra come favorita, a patto, però, che giochi con la mente libera e non pensi al mondiale scorso. Per il tecnico friulano, gli inglesi hanno un grande potenziale a livello di tecnica e dinamismo.

Per l’allenatore ucraino Shevchenko, una nazionale candidata alla vittoria dell’Europeo è l’Italia, che ultimamente sta proponendo un bel calcio. La considera una squadra che è preferibile evitare di incontrare e vediamo se i fatti gli daranno ragione.

Il grande bomber Lewandowski indica, invece, Francia, Inghilterra e una tra Germania e Italia tra le favorite, mentre la sua Polonia cercherà di ritagliarsi uno spazio importante nella competizione.

Il ct Santos del Portogallo mette Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Italia e Belgio sullo stesso piano, al pari del Portogallo. Non sceglie una favorita ma un gruppo di squadre che se la giocano partendo alla pari e non esclude possibili sorprese.

Pronostico del CIES Euro 2020

Il centro studi sul calcio internazionale (CIES) ha utilizzato la statistica per determinare le squadre con maggiori probabilità di vincere l’Europeo. In questa classifica, la Francia si trova al primo posto, seguita da Germania, Spagna e Inghilterra.  L’Italia staziona al sesto posto e stupisce un po’ la posizione del Belgio, relegato all’ottava posizione; ci sembra che l’istituto tenda a sottovalutare un po’ troppo i Diavoli Rossi del Belgio, che hanno una rosa incredibile.

Quando le grandi squadre si incontrano, è molto bello assistere ai duelli tra i più forti; è, inoltre, interessante conoscere l’opinione dei grandi giocatori in merito al miglior difensore affrontato da loro in carriera. Dopo aver posto domanda “Chi è il più forte difensore che tu abbia mai affrontato?”, a volte si ottengono risposte sorprendenti, come in alcuni esempi che vedremo di seguito.

Miglior difensore affrontato – Opinione dei giocatori in attività

Lionel Messi è sicuramente uno dei migliori attaccanti della storia del calcio e ha provocato notti insonni a diversi suoi marcatori e la sua risposta alla domanda iniziale lascia tutti sbigottiti. Per la stella del Barcellona, infatti, il difensore più duro è stato Pablo Maffeo che giocava nel Girona. Nel 2017 la neopromossa ha affrontato i Blaugrana e Maffeo è stato tutto il tempo attaccato a Messi, impedendogli di segnare, tanto da rimanere nella memoria dell’attaccante.

Per Cristiano Ronaldo, il difensore più difficile da affrontare è stato Ashley Cole, che ha fatto penare il portoghese quando militava nel Manchester United. Il 5 volte Pallone d’Oro ha dichiarato che Cole non gli permetteva di respirare per tutta la partita.

Per gli ex giocatori del Barcellona Suarez e Neymar, il difensore più bravo incontrato su un campo di calcio è stato il perno dei rivali del Real Madrid, Sergio Ramos, bandiera del suo club e della Spagna.

Il fantasista Hazard (che ha giocato con il Chelsea) ha indicato Virgil Van Dijk come il più difficile da affrontare per via della sua forza fisica abbinata a una grande rapidità. In una partita in cui il belga giocava punta, praticamente il difensore non gli ha fatto toccare palla. Chi lo abbia visto giocare, difficilmente potrà dar torto ad Hazard.

L’asso svedese Ibrahimovic, invece, ha dichiarato di considerare Giorgio Chiellini il difensore più duro e difficile da superare ma ha anche detto, allo stesso tempo, che giocarci contro è stimolante.

Il Bomber Robert Lewandowski, attualmente il miglior attaccante al mondo, vede, come tanti altri, Sergio Ramos come l’avversario migliore. La lotta tra questi due giganti è uno spettacolo bellissimo da vedere. Anche Perisic è dello stesso parere del suo ex compagno di squadra al Bayern.

Miglior difensore affrontato – Opinione dei giocatori del passato

Per quanto riguarda Alan Shearer, il difensore che lo ha fatto soffrire maggiormente è stato Tony Adams; ci sorprende, invece, quando definisce Sol Campbell un giocatore sopravvalutato e relativamente facile da marcare. L’attaccante ha dichiarato di non aver avuto particolari problemi giocando contro di lui.

Ronaldo il fenomeno non ha dubbi su chi sia stato il migliore e fa il nome di Paolo Maldini, seguito da Nesta e Cannavaro. Anche loro, comunque, contro di lui hanno avuto il loro bel da fare perché si trattava di un calciatore letteralmente impossibile da fermare. La stessa opinione del brasiliano è condivisa da Cristian Vieri e da Antonio Cassano, che considerano il capitano del Milan il più forte difensore di tutti i tempi.

Er pupone Francesco Totti, come Ronaldo, cita un giocatore appartenente alla squadra che affrontava nel derby della sua città, con cui ha giocato anche in nazionale. Stiamo parlando del fortissimo Alessandro Nesta, uno dei migliori difensori italiani di sempre.

Anche il bomber della Fiorentina Batistuta può dire di aver giocato contro dei veri e propri mastini, tra i quali lui ricorda maggiormente Baresi e lo zar Vierchowod, negli anni in cui la scuola italiana di difensori era la migliore in assoluto.

Il miglior numero 10 della storia del calcio italiano, Roberto Baggio, afferma che quando vedeva arrivare Paolo Maldini sapeva già che difficilmente sarebbe passato. Ciononostante, ricordiamo azioni in cui brucia, da solo, l’invalicabile difesa del Milan ma comunque non era facile nemmeno per loro arginare tale fenomeno.

Per gli ex giocatori è consuetudine, come si può notare, indicare difensori italiani come i più duri e rognosi di tutti; all’epoca i nostri marcatori erano davvero bravi mentre quelli di oggi lo sono un po’ meno. Zibì Boniek, per esempio, considera Ciro Ferrara come quello più ostico mai affrontato.

Pelé e Maradona

Chiudiamo con i due giocatori più forti della storia del calcio, Maradona e Pelé. Secondo il pibe de oro il miglior difensore della storia del calcio è stato Franco Baresi; se guardiamo la sintesi della finale di USA 94, possiamo farci un’idea della grandezza di questo giocatore impressionante e probabilmente diamo ragione a Diego.

Pelé, invece, considera Trapattoni il più bravo sia dal punto di vista tecnico che da quello umano e ne elogia la grandissima correttezza sul campo.

In vista della prossima stagione di Serie A, le squadre di vertice avranno dei big in panchina e Lotito non vuole essere da meno, per cui in questi giorni sta circolando la notizia di Sarri vicino alla Lazio. Per l’ex allenatore di Napoli e Juve, si tratterebbe di un ritorno in panchina dopo un anno di stop, in seguito del suo esonero per mano della Juve che ha puntato su Pirlo.

Sarebbe un impegno economico non indifferente perché si tratta di un allenatore ambizioso, che porterebbe, quindi, la società biancoceleste a spendere per puntare a vincere. Ciononostante, Lotito, che ha visto sfumare la pista Gattuso, vuole puntare su un allenatore che abbia già vinto, come ha fatto la Roma con l’ingaggio di Mourinho.

Le parti, comunque, si stanno avvicinando sempre di più e Tare sta attuando la mediazione e convincendo Lotito a uno sforzo economico necessario per il cambio di Modulo; Sarri, infatti, com’è noto, non vuole sentir parlare di 3-5-2 ma questo ostacolo sembra stia per essere superato. In queste ore dovrebbero esserci buone notizie in merito a un accordo su un biennale o triennale con uno stipendio di circa 3 milioni di euro a stagione più bonus.

C’è un cauto ottimismo per l’incontro di oggi anche se non tutto è completamente deciso e ci sono alcuni ostacoli.

Sarri vicino alla Lazio – Caratteristiche Tecniche

La notizia di Sarri vicino alla Lazio farà sicuramente felici i tifosi biancocelesti; stiamo parlando di un maestro di tattica, elogiato più volte persino da Guardiola, che gli ha fatto i complimenti per il bel gioco espresso. Il tecnico ha fatto la gavetta nel vero senso della parola; è partito, infatti, dalla seconda categoria ed è arrivato poi ad allenare in Serie A e Premier League, disputando anche la Champions.

Inizialmente Sarri disponeva le sue squadre con un 4-3-1-2 mentre in seguito, dal Napoli in poi, ha quasi sempre proposto lo schema 4-3-3. Il suo gioco è votato all’attacco, le sue squadre hanno sempre una percentuale altissima di possesso palla; la linea difensiva tende a rimanere molto alta e vicina ai centrocampisti ed il riferimento è sempre il pallone, mai l’avversario. In fase di transizione negativa, le squadre del tecnico toscano cercano il recupero della palla con un pressing asfissiante.

Si tratta dunque di un allenatore che ama il bel gioco e le sue squadre sono molto ben organizzate dal punto di vista tattico.

Nel corso della sua carriera, Sarri ha vinto uno scudetto con la Juventus nel 2020 e un’Europa League nel 2019 alla guida del Chelsea.

In questo periodo, nemmeno l’avvento imminente di Euro 2020 ferma il calciomercato e oggi ha cominciato a girare la voce di una possibilità per Conte e Paratici al Tottenham, che sarebbe clamorosa. I due sono reduci, rispettivamente, dall’addio all’Inter e dalla rottura con la Juve e vogliono mettersi in gioco immediatamente.

L’ex tecnico dell’Inter ha lasciato il club e sembrava in corsa per il timone del Real Madrid, che ha, invece, ufficializzato pochi giorni fa l’ingaggio di Carlo Ancelotti. Per questo motivo è ancora sul mercato e rimane uno degli allenatori più richiesti. Ancora ci sono dei nodi da sciogliere perché gli Spurs non si sono qualificati per la prossima Champions League né per la meno prestigiosa Europa League; gareggeranno, pertanto, solo per la Conference League, che non è il massimo per l’ambizioso tecnico. In più, possiamo aggiungere la volontà di Kane di lasciare il club, perché in questa fase della sua carriera ha deciso di voler puntare a vincere qualche trofeo importante, che merita pienamente.

Questi motivi non avvicinano Conte al club ma la disponibilità economica della società è notevole; ci sono i presupposti per iniziare un progetto che porti gli Spurs a vincere la Premier, dopo 60 anni. Le sfide non mai sono state un problema per l’ex allenatore dell’Inter, che, alla fine, potrebbe accettare per cercare di entrare nella storia del club. Dall’altro lato, il Tottenham non ha smentito l’avvio delle trattative e quindi probabilmente qualcosa di interessante bolle in pentola.

Si parla anche di una trattativa per ingaggiare Paratici, che ha appena ricevuto il benservito alla Juventus, dopo 11 anni.

Possibilità Conte e Paratici Tottenham – Precedenti

Per Conte e Paratici si tratterebbe di un ricongiungimento, perché i due hanno lavorato assieme per la Juve. Il primo, infatti, in qualità di allenatore, ha trascorso tre stagioni  con i bianconeri (precisamente dall’estate 2011 all’estate 2014), vincendo tre scudetti e due Supercoppe Italiane. Nello stesso periodo, Paratici occupava il ruolo di direttore sportivo nella stessa squadra, per poi diventare Responsabile dell’Area Tecnica, al posto di Giuseppe Marotta.

Vedremo se questa, che appare più di un’ipotesi suggestiva, diventerà realtà.

Dopo aver parlato di alcune defezioni importanti di Euro 2020, dobbiamo oggi dire che Cillessen salta gli Europei 2020 perché positivo al Covid 19. La selezione Olandese è molto sfortunata perché, dopo la rinuncia di Van Dijk per infortunio, ha perso anche il suo primo portiere titolare.

La scelta del ct De Boer è comprensibile perché il giocatore è risultato positivo nella scorsa settimana e, anche se dovesse guarire in tempo, non si sa quando potrà tornare al 100% per via dell’imprevedibilità di questo virus.  Per tale ragione, il commissario tecnico ha optato per l’esclusione, convocando Bizot al posto del primo portiere dell’Olanda , per la competizione che sta per iniziare.

Un’altra motivazione che ha influito sulla mancata partecipazione del portiere del Valencia sta nella sua passata stagione, che è stata abbastanza tribolata. Il portiere, infatti, ha giocato appena 10 partite con il suo club a causa di due gravi infortuni che gli hanno impedito di scendere in campo con regolarità. La decisione di dargli il tempo di riprendersi da tutti questi malanni sembra essere ragionevole e logica, anche se il portiere, naturalmente, avrebbe voluto partecipare agli Europei.

Stando così le cose, ci sarà il ballottaggio tra  Tim Krul del Norwich City e Maarten Stekelenburg dell’Ajax, per il posto da titolare nella nazionale a Euro 2020.

Cillessen Sostituzione prima dei Rigori

Nel dare la notizia che Cillessen salta gli Europei 2020 ricordiamo un episodio della sua vita molto curioso, che rappresenta un unicum nella storia del calcio. Nel corso del Mondiale 2014 in Brasile, l’Olanda di Van Gaal affronta la Costarica, che ha ben impressionato e raggiunto i quarti di finale con pieno merito; tra l’altro, l’Italia ne sa qualcosa, avendo rimediato una sconfitta contro questa squadra nel girone ma questa è un’altra storia.

La partita è tiratissima, il risultato non si schioda dallo 0 a 0 e, dopo 120 minuti, si va ai rigori; ora accade l’impensabile. Il tecnico Olandese, infatti, decide di sostituire il portiere titolare e mandare in campo Krul, che ha una statistica migliore sui calci di rigore. Tutti pensano che Van Gaal sia impazzito ma, alla fine, i fatti gli danno ragione perché il subentrato para ben 2 rigori su 5 e l’Olanda vola in semifinale.

Ciononostante, Cillessen  ha fatto una buona carriera, militando in club glorioso quali Ajax, Barcellona e Valencia e quindi si è lasciato alle spalle questo episodio che avrebbe potuto condizionarlo.

Cillessen salta gli Europei 2020 – Palmares

Qui di seguito elenchiamo i trofei vinti dal portiere Cillesen nel corso della sua carriera:

  • 1 Supercoppa dei Paesi Bassi con l’Ajax;
  • 2 Lighe Spagnole con il Barcellona;
  • 1 Supercoppa di Spagna con il Barcellona;
  • 2 Coppe di Spagna con il Barcellona;
  • 3 Campionati Olandesi con l’Ajax.

Auguriamo al portiere una pronta guarigione e speriamo che la sua prossima stagione possa essere quella del suo riscatto.

La telenovela delle panchine quest’anno ha investito tutta Europa, nazionali comprese, e si arricchisce di un altro episodio che vede Ancelotti vicinissimo al Real Madrid. Per il grandissimo allenatore italiano si tratta di un gradito ritorno sulla panchina del club più glorioso della storia del calcio mondiale. Ha già allenato le Merengues per due stagioni (2013-2014 e 2014-2015) e ha lasciato un ottimo ricordo, vincendo, nel suo primo anno, la Champions League numero dieci della storia dei Blancos.

Dopo l’addio di Zidane, si era parlato di Conte o Pochettino ma alla fine l’ha spuntata Ancelotti, che ha detto di no all’Inter ma non ha saputo declinare l’offerta del club di Florentino Perez. Carlo Magno, com’è soprannominato in Spagna, effettivamente sembra maggiormente adatto per idee di gioco e anche per carisma al prestigio dei Blancos rispetto agli altri nomi.

In questi giorni, quindi, il tecnico italiano sta per trattare la rescissione del contratto con l’Everton, suo attuale club, e l’accordo con Florentino Perez, che dovrebbe essere formalizzato in questi giorni, a meno clamorosi e improbabili dietrofront.

Caratteristiche Tecniche del Mister Ancelotti

La notizia di Carlo Ancelotti vicinissimo al Real Madrid fa felicissimi i tifosi dei Galacticos perché si tratta di uno dei migliori allenatori della storia del calcio mondiale. La sua maggiore capacità è quella di adattarsi alla rosa che ha a disposizione e di farsi voler bene da quasi tutti i giocatori che ha allenato (tranne forse il solo Muller). Molti grandissimi giocatori, Cristiano Ronaldo su tutti, hanno sempre avuto parole bellissime sulle sue qualità tattiche e soprattutto umane.

Mr Ancelotti, nel corso della sua splendida carriera da allenatore, ha cambiato diversi moduli, in base alla rosa da allenare. All’inizio, quando allenava il Parma, era focalizzato su un rigido 4-4-2, simile a quello di Sacchi, suo maestro. Poi, però, già dalla sua seconda esperienza nella Juventus, ha modificato il suo schema per via della presenza del trequartista Zidane; che non poteva certo rimanere in panchina per motivi di modulo.

Nel Milan ha arretrato Pirlo a mediano e ha spesso fatto giocare, nei suoi primi anni, la squadra con il 4-3-1-2; facendo coesistere molti giocatori di classe dietro Shevchenko e Inzaghi.  Negli anni successivi, il tecnico ha proposto maggiormente il cosiddetto “albero di Natale” 4-3-2-1, tanto inviso al presidente Berlusconi che ha fatto sempre sapere di volere due punte. Ancelotti ha fatto di testa sua e, utilizzando il citato modulo, ha conquistato l’ultima Champions League del Milan, dimostrando, qualora ce ne fosse stato bisogno, di capire di calcio più del suo presidente.

Nelle altre squadre in cui ha allenato, ha spesso riproposto l’albero di Natale ma al Chelsea ha giocato con il 4-3-3. Non è, quindi, un allenatore fissato su un modulo ma predilige, in linea di principio, schierare molti giocatori tecnici dietro una o, meno raramente, due punte. Essendo discepolo di Sacchi, è alla ricerca del bel gioco e del possesso palla anche se è meno integralista del suo mentore e non esaspera all’estremo la ricerca del pressing asfissiante e del fuorigioco sistematico.

Ancelotti vicinissimo Real Madrid – Palmares

Ancelotti condivide il record di Champions League vinte con Zidane e Bob Paisley e ha vinto tutto quello che c’era da vincere; sia come giocatore che, soprattutto, come allenatore.

Elenchiamo di seguito tutti i suoi numerosi trofei vinti:

  • 1 Coppa Italia con il Milan;
  • 1 Scudetto con il Milan;
  • 2 Champions League con il Milan;
  • 1 Champions League con il Real Madrid;
  • 1 Supercoppa Italiana con il Milan;
  • 1 Community Shield con il Chelsea;
  • 1 Premier League con il Chelsea;
  • 1 Ligue 1 con il PSG;
  • 1 Coppa di Spagna con il Real Madrid;
  • 2 Supercoppe di Germania con il Bayern Monaco;
  • 1 Bundesliga con il Bayern Monaco;
  • 2 Supercoppe Europee con il Milan;
  • 1 Supercoppa Europea con il Real Madrid;
  • 1 Mondiale per Club con il Milan;
  • 1 Mondiale per Club con il Real Madrid.

I rossoneri si stanno muovendo molto bene sul mercato e oggi hanno concluso un’importante operazione, rappresentata dal riscatto di Tomori del Milan. Il club di via Turati ha raggiunto un accordo con il Chelsea per il forte difensore centrale e i termini economici si aggirano attorno ai 28 milioni di euro. La società inglese, infatti, non ha accettato contropartite tecniche che il Milan ha proposto, da Romagnoli e Leao.

“Pecunia non olet” è stato in questo caso il motto dei Blues, che hanno accettato solo il vile denaro per permettere al Milan di assicurarsi le prestazioni di Tomori. Comunque i rossoneri hanno fatto un affare, visto che possono continuare a contare sul 23enne difensore inglese ed il prezzo corrisposto non è affatto esorbitante.

La firma arriverà in questi giorni e le parti si accorderanno per un contratto quinquennale, in scadenza il 30 giugno 2026. Dopo l’acquisto del portiere Maignan, secondo portiere della Francia a Euro2020, Paolo Maldini prosegue nell’opera di rafforzamento della squadra e finora sembra stia lavorando molto bene.

Riscatto Tomori Milan – Caratteristiche Tecniche

Il giovane difensore, nato in Canada e inglese di adozione, nasce come difensore centrale ma può essere impiegato anche da terzino, all’occorrenza. E’ un giocatore molto rapido e forte fisicamente, bravo negli anticipi e, come la Juventus ha potuto provare sulla propria pelle, anche nel gioco aereo.

Nella fase di possesso palla, è molto bravo in progressione ed è dotato anche di una buona tecnica di base nella gestione del pallone. A volte si distrae un po’ ma è normale vista la giovane età e, se corregge qualche piccolo difetto, diventerà davvero una colonna del Milan, dove pensiamo che rimarrà per diverse stagioni.

Giocare al fianco di Kjær, difensore ben più esperto, gli sta consentendo di maturare e i due costituiscono una coppia difensiva solida e affidabile. Per questo motivo, il Milan ha fatto bene a non lasciarsi sfuggire l’occasione di riscattarlo a un prezzo relativamente vantaggioso.

Rendimento di Tomori al Milan

Tomori è arrivato al Milan il 21 gennaio 2021, esordendo nel quarto di finale di Coppa Italia contro l’Inter. Dopo un periodo di ambientamento, è diventato titolare fisso, soppiantando il capitano Alessio Romagnoli. Ha disputato, tra campionato e coppe, 22 partite, segnando un gol contro la Juve, dove ha fatto vedere un’elevazione impressionante.

Il quarto di finale di ieri sera ha decretato la Sconfitta dell’ Italia agli Europei 2021 Under21, con la nazionale italiana che ha perso contro i pari età del Portogallo per 5 a 3. E’ stata una partita ricca di gol e capovolgimenti di fronte ma la squadra del ct Nicolato ha dovuto arrendersi ai supplementari, in inferiorità numerica.

Gli azzurrini si sono dimostrati tecnicamente meno dotati rispetto agli avversari anche se hanno avuto il merito di riprendere una partita che sembrava segnata, lottando con un grande cuore. Preoccupano le numerose disattenzioni difensive ma c’è anche da dire che diversi giocatori che avrebbero potuto giocare ieri sera sono stati convocati da Mancini per Euro 2020. Quindi la funzione di serbatoio della nazionale maggiore sta funzionando.

Il Portogallo va in semifinale dove affronterà la Spagna.

 

Sconfitta Italia Europei 2021 Under21 – La Partita

Il primo tempo vede il netto predominio dei Lusitani, che hanno quasi sempre la palla e pressano alto, imbrigliando i tentativi azzurri. Il protagonista è Dany Mota, portoghese in forza al Monza, che segna una doppietta, deliziando gli occhi degli appassionati con il primo gol di rovesciata.

Entrambi i gol arrivano dai calci d’angolo, in cui gli azzurrini inspiegabilmente non marcano gli avversari; si limitano, infatti, ad ammucchiarsi in mezzo all’area ma perdono sempre i portoghesi, che trovano un grande spazio. Questo è probabilmente un campanello d’allarme che dovrebbe far sì che nelle giovanili si torni a insegnare meglio la marcatura a uomo, fondamentale in alcuni frangenti di gara, come i calci piazzati.

Dopo il secondo gol, la squadra gioca un po’ meglio e, nel finale di primo tempo, su calcio d’angolo accorcia le distanze con Pobega, il migliore dei suoi nel primo tempo.

Nel secondo tempo i portoghesi calano leggermente il ritmo e il portiere del Portogallo compie un miracolo su colpo di testa di Frattesi. Il Portogallo segna ancora con Ramos al 58′, sempre sugli sviluppi di un calcio piazzato, e qui la partita sembra essere veramente finita. Un minuto dopo, invece, Raspadori imbecca Frattesi che serve un assist al bacio per il pareggio di Scamacca. Il ct Nicolato è costretto a sostituire Pobega e mette in campo anche Cutrone e Sottil.

Poco dopo, il nuovo entrato Sottil è protagonista di un’azione travolgente sulla fascia sinistra, salta due uomini e mette la palla in mezzo dove si avventa Cutrone che pareggia.

Nel tempi supplementari l’Italia resta in 10 perché Lovato rimedia due ammonizioni e, nonostante questo, l’Italia lotta e ha anche azioni da gol, una clamorosa con Cutrone. Il Portogallo, però, chiude la partita con Jota e Conceicao.

Per gli azzurri bene Cutrone, Frattesi e Pobega, male Carnesecchi, Bellanova e Lovato. Raspadori è stato servito poco ed è quindi rimasto in ombra ma il 2-1 è anche merito suo.

Dichiarazioni di Nicolato

Il ct Nicolato ha fatto i complimenti agli avversari ma anche ai suoi ragazzi, elogiandone il cuore mostrato contro un avversario obiettivamente più forte. Si è dichiarato orgoglioso dei giocatori e ha detto che ora il ciclo è finito e bisogna iniziare un altro percorso con le nuove leve.

Il fermento di questi giorni sulle panchine è grande, non si limita solo ai club ma coinvolge anche le nazionali e si è da poco arricchito con la notizia ufficiale che vede Hansi Flick nuovo allenatore della Germania. Per l’ormai ex allenatore del Bayern Monaco si tratta di un gradito ritorno perché egli è stato il vice di Low dal 2006 al 2014 e diventerà ct alla fine di Euro 2020.

C’era anche lui, quindi, in occasione del mondiale vinto in Brasile nel 2014 e si accinge a rimpiazzare il commissario tecnico attuale, che è stato alla guida dei tedeschi per ben 15 anni. La Federcalcio tedesca ha ufficializzato l’ingaggio di Flick e le due parti hanno raggiunto un accordo fino al 2014, con uno stipendio di 5 milioni di euro a stagione. Il tecnico guadagnerà un po’ meno rispetto a quanto faceva nel Bayern ma il timone di una nazionale con tale storia vale bene qualche rinuncia economica.

Flick nuovo allenatore Germania – Caratteristiche Tecniche

Il nuovo allenatore della nazionale ha un’idea di calcio votata al predominio totale del campo e al possesso palla per lunghi tratti della gara; lo sviluppo sulle fasce costituisce, inoltre, uno dei cardini della sua tipologia di gioco. Il suo schema tattico preferito è il 4-2-3-1, che in fase si costruzione diventa un 2-4-3-1 perché i due terzini si alzano fino alla linea dei centrocampisti. Dopo il superamento della prima linea di pressione, il gioco si sviluppa quasi sempre sulle fasce.

In fase di non possesso, il gioco di Flick prevede il ritorno alla disposizione originaria del 4-2-3-1, con la squadra alla costante ricerca del pressing alto per recuperare subito il pallone. La linea difensiva rimane sempre molto alta e questo comporta una buona occupazione di tutto il campo ma, talvolta, anche qualche rischio nelle transizioni negative.

Le transizioni positive, invece, prevedono generalmente un’attacco rapido della porta avversaria per linee verticali.

Questa sua idea di calcio gli ha consentito di vincere tutto con il Bayern Monaco e hanno esaltato al massimo la grande vena realizzativa di Lewandowski.

Flick nuovo allenatore Germania – Palmares

Il neo ct Tedesco, dopo una lunga carriera nelle vesti di secondo, approda sulla panchina del Bayern Monaco nel 2019 e, in sole due stagioni, ha il tempo per togliersi grosse soddisfazioni.

Questi sono i trofei che Flick ha vinto nella sua carriera di allenatore:

  • 1 Oberliga con l’Hoffenheim;
  • 2 Campionati di Bundesliga con il Bayern Monaco;
  • 1 Coppa di Germania con il Bayern Monaco;
  • 1 Supercoppa di Germania con il Babern Monaco;
  • 1 Champions League con il Bayern Monaco;
  • 1 Supercoppa Europea con il Bayern Monaco;
  • 1 Mondiale per Club con il Bayern Monaco.

Il nuovo CT Tedesco Flick – Le Dichiarazioni

Il nuovo allenatore della Germania si è dichiarato molto felice del suo ruolo, anche perché le trattative sono andate in porto più velocemente del previsto. Ha inoltre, aggiunto, che la sua esperienza nel Bayern gli servirà in questa nuova avventura e che è ottimista per il futuro della sua nazionale.

Il suo debutto da Commissario Tecnico avrà luogo a Settembre, in occasione della partita di qualificazione ai mondiali 2022 contro il Liechtenstein.