Author

Redazione Mondiali.it

Browsing

Dopo il tumulto dell’addio di Conte, i tifosi si attendevano le dichiarazioni di Zhang sull’Inter per tranquillizzarsi; il presidente ha parlato ma i tifosi sono più turbati e preoccupati di prima, a causa di quello che ha detto. Praticamente, il numero 1 nerazzurro ha confermato che è tempo di cessioni ed il mercato in entrata sarà molto risicato. Prova ne è l’acquisto di Cordaz, 38enne portiere dell’ultima in classifica, come vice di Handanovic.

Ha lasciato, quindi, intendere che sarà difficile ripetersi e vincere un altro scudetto ma si cercherà di essere competitivi nonostante il ridimensionamento dei costi.

Dichiarazioni di Zhang Inter – I Numeri

Parliamo ora dell’Inter di Suning e vediamo alcune statistiche e alcuni numeri che l’hanno caratterizzata negli anni.  Nel giugno 2016 il gruppo Suning acquista l’Inter dal presidente Thoir e nell’ottobre 2018 Zhang diventa il presidente della squadra di Milano.

Dal 2016 a oggi gli investimenti sul mercato sono stati pari a circa 500 milioni di euro; i fans dell’Inter in tutto il mondo sono diventati 500 milioni e la grandissima crescita sui social ha fatto registrare un +232%. Il numero dei dipendenti del club è passato da 160 del 2016 ai circa 600 di oggi. Con Zhang il club si è, inoltre, dotato di diverse infrastrutture e il valore d’impresa è cresciuto del 120%.

Per 5 anni, la squadra ha registrato il maggior afflusso di pubblico e degli abbonati negli stadi di Serie A. E’ cresciuto, però, anche il debito netto, che nel giugno 2020 si è attestato a 323 milioni. Come abbiamo detto tempo fa, il fondo OAKTREE ha erogato un prestito al gruppo Suning, la maggior parte del quale è confluito nelle casse dell’Inter; questo, si spera, concorrerà a migliorare la situazione in casa nerazzurra.

 

Intervista Zhang

Nel corso della lunga intervista alla Gazzetta, il presidente Zhang ha parlato di più temi, suscitando ovviamente l’interesse dei tifosi.

Per quanto riguarda la situazione finanziaria e il prestito di OAKTREE, il numero 1 ha dichiarato che il Covid è stato, dal punto di vista economico, una mazzata per l’Inter, come per tutti i grandi club europei. Per cui, ha dovuto reperire le risorse all’esterno, visto l’ammanco degli introiti derivanti dallo stadio, e si sta cercando di gestire la situazione nel migliore dei modi. Le voci sulle speculazioni, a detta del presidente, erano tutte prive di fondamento.

In merito alle presunte offerte di acquisto dell’Inter, Zhang ha detto che non ce ne sono state, anche perché, in questi periodi di crisi, è difficile che grandi gruppi investano nel calcio. L’unica strada, secondo lui, per attrarre investitori, è quella di contenere i costi.

Sulla Superlega, il numero uno dell’Inter ha dichiarato che il Covid ha aggravato la crisi economica dei grandi club, che esisteva già prima, e che bisogna rivedere il sistema calcio. La Superlega andava in questa direzione ma ogni riforma dovrà essere concordata con UEFA e FIFA.

Si è, inoltre, dichiarato favorevole alla possibilità di costruire un nuovo stadio, che, per altri club, si è rivelato una buona strategia nel lungo periodo e poi ha parlato di Conte. Sull’ormai ex allenatore dell’Inter, il presidente ha dichiarato che la scelta di puntare su un tecnico preparato e ambizioso come il leccese si è rivelata quella giusta. La questione è stata che, dopo le perdite dovute alla pandemia, ci sono state delle divergenze di obiettivi tra la società e il Conte; per questo motivo, l’addio è stato inevitabile perché si doveva pensare alla solidità economica della società.

Su Simone Inzaghi, Zhang ha speso belle parole, dicendo che si tratta di un tecnico con molta esperienza e di valore, che ha sposato il progetto della società e che concorrerà a rendere competitiva la squadra anche nel futuro.

Anche su Lukaku ci sono state solo parole di elogio e, in merito agli obiettivi economici, si parla di fare plusvalenze ampie per restare competitivi in vista della Champions. Sullo scudetto, il presidente ha detto che rivincerlo sarà difficile e che è meglio godersi quello vinto quest’anno.

Questa, forse, è la parte che preoccupa maggiormente i tifosi dell’Inter.

Il Covid ha sconvolto le nostre vite in tutti i campi, calcio compreso, anche perché, fino a due anni fa, nessuno avrebbe mai immaginato una situazione come la  Polemica per la Coppa America in Brasile. La questione è molto delicata e di difficile soluzione perché gli scontri nel Paese, tra chi vuole giocarla e chi vorrebbe evitare, sono molto aspri.

Il problema è molto semplice da spiegare: la Coppa America si sarebbe dovuta disputare in Argentina e Colombia. La Colombia ha fatto marcia indietro per via della situazione sociale molto tesa nel Paese, che non avrebbe consentito il tranquillo svolgimento della rassegna.

L’Argentina ha rinunciato a ospitare il torneo per via della pandemia che ancora devasta il Paese. Il Brasile, che è messo ancora peggio, per mano del presidente Bolsonaro, ha invece accettato di far disputare la manifestazione sul suo territorio; per cui molti si sono opposti a questa decisione.

La CONMEBOL, che è l’organismo calcistico che amministra il calcio in Sudamerica, ha probabilmente pensato a questo Paese perché ha già ospitato la rassegna nel 2019, vincendola; il risultato, però, è stato una serie di contrasti e di opposizioni.

Ad oggi, il programma è di disputare la 47esima competizione calcistica dal 13 giugno al 10 luglio negli stati di  Stati di Mato Grosso, Rio de Janeiro, Goiânia. Anche se il presidente ha accettato la nomina, i problemi non mancano perché il Brasile è immenso e, in alcuni casi i governatori degli stati si oppongono a questa scelta.

Polemica Coppa America Brasile – Situazione nel Paese

La situazione in Brasile è molto delicata. Il Paese è il terzo più colpito al mondo e conta 16.841.408 di contagi, con 470.842 morti. La campagna vaccinale, inoltre, non procede in modo spedito, visto che solo il 33% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino. Tutto ciò ha portato a numerose proteste contro Bolsonaro per la gestione della pandemia, considerata dai manifestanti come inadeguata. Oltre a migliaia di cittadini, anche diversi politici e addetti ai lavori hanno mostrato la loro assoluta contrarietà allo svolgimento della manifestazione in una delle nazioni più colpite al mondo.

 

Polemica Coppa America Brasile – Reazioni

Ad opporsi non sono solo i cittadini ma anche diverse istituzioni e personaggi dello sport, di cui riportiamo alcune reazioni.

Istituzioni

Il senatore Renan Calheiros ha parlato di “Coppa America della Morte” e ha invitato i giocatori famosi brasiliani a boicottarla per il bene del Brasile.

Il partito dei lavoratori, inoltre,  ha sporto una denuncia contro la Federazione CONMEBOL e, ovviamente, contro il Governo; per cui, la Corte Suprema ha chiesto a Bolsonaro di riferire maggiori informazioni che giustifichino l’evento e si pronuncerà in questi giorni.

Calciatori e Addetti ai Lavori

Anche nel calcio, molte sono le voci contrarie al presidente del Brasile. Nonostante la vittoria per 2 a 0 contro l’Ecuador, valida per il Mondiale 2022, l’allenatore e molti calciatori della nazionale sono nervosi per la decisione della Coppa America nel loro Paese.

Il ct Tite ha fatto capire che alcuni giocatori vogliono il boicottaggio della competizione e lo diranno a tempo dovuto. Uno di loro è Neymar ma anche il capitano Casemiro, che non si è presentato alla conferenza stampa prima della partita di qualificazione.

L’ex stella della Selecao, Denilson, si è dichiarato senza parole per questa scelta; che ha trovato anche la contrarietà del ct dell’argentino Scaloni, di Messi, di Suarez, di Cavani e di molti altri, brasiliani e non.

Tutti i tifosi giallorossi conoscono bene il rebus del portiere della Roma, che il neo allenatore Mourinho tenterà di risolvere perché una squadra che vuole costruire qualcosa non può cambiare 19 portieri in 20 anni. Nelle ultime 5 stagioni, i portieri sono stati addirittura 5; questo dà l’idea di una società che non programma ma lascia molto spazio al caso.

Alcuni di loro sono grandi portieri, Alisson e Szczesny su tutti, ma hanno fatto parte di quest’esodo che dura ormai da molto tempo e che, alla lunga, si è dimostrato deleterio per la Roma.

Rebus portiere Roma – I Protagonisti

Dal 2001, anno dell’ultimo scudetto dei giallorossi, siamo partiti da Antonioli per arrivare a Daniel Fuzato, passando per molti altri che hanno giocato un discreto numero di partite. Tra tutti, l’estremo difensore che ha fatto registrare un maggior numero di presenze è il brasiliano Doni, con 200 incontri; seguono Antonioli, Pellizzoli e De Sanctis, in questa speciale classifica di presenze degli ultimi anni.

Quello che ha deluso di più è stato forse Stekelenburg ed il più bravo sicuramente Alisson, che, anche per questo motivo, è passato al Liverpool per la considerevole somma di circa 75 milioni. In quel caso, la società giallorossa non se l’è proprio sentita di tenerlo, visto che l’operazione costituisce il record del portiere pagato di più nella storia del calcio.

Il portiere che, in relazione al numero di partite giocate, ha subito meno gol è Antonioli mentre quello che ha subito meno gol sul numero di match disputati è De Sanctis.

I Possibili Nomi

Il rebus del portiere della Roma è tutt’ora senza soluzione, visto che Mirante e Olsen sicuramente andranno via e Pau Lopez è infortunato ad una spalla; al momento, quindi, difficilmente farà le valigie ma appena si riprende probabilmente cambierà aria. Il giovane brasiliano Daniel Fuzato, che ha giocato nelle ultime gare della stagione, ha mostrato una buona personalità; probabilmente, nella prossima stagione farà il secondo oppure andrà in prestito per avere spazio.

Per il primo portiere titolare del prossimo anno si pensa a De Gea del Manchester United, che Mourinho conosce bene, e stuzzica anche l’idea Lloris, portiere titolare della Francia di Euro 2020, in rotta con gli Spurs. Se Donnarumma va alla Juve, la Roma potrebbe accogliere il ritorno di Szczesny e le richieste dei bianconeri sono di 20 milioni più Florenzi.

Staremo a vedere cosa succede ma una cosa è certa: Mourinho vuole mettere mano alla ventennale questione del portiere della Roma.

Nulla dura per sempre e nell’articolo seguente parliamo del probabile ritiro di Tevez dal Calcio giocato e del sicuro divorzio dell’Apache con il Boca Juniors. Il giocatore ha dichiarato che per lui il Boca è la squadra del cuore e, non essendo più in grado di dare il massimo come in passato, non se la sente di continuare a militare in questo glorioso club.

Ad un’altra domanda sul suo futuro ha risposto che forse si ritirerà dal calcio giocato e questo lascia trasparire che non ha più nemmeno la voglia di continuare a giocare. Sarebbe una grossa perdita per questo sport perché parliamo di una punta che ha segnato più di 300 gol in carriera e ha militato in club di tutto rispetto, quali Manchester City, Manchester United e Juventus.

Ritiro Tevez dal Calcio – Caratteristiche Tecniche

Carlitos Tevez è un attaccante duttile perché può giocare da prima punta, da seconda punta e anche da trequartista. A dispetto della statura di un metro e 71 cm, è un giocatore forte fisicamente e molto rapido. E’ dotato di una buona tecnica individuale, che lo porta a essere decisivo anche sui calci piazzati, e di un grande fiuto del gol; la sua caratteristica migliore è il dinamismo con cui gioca tutte le partite; lo vediamo, infatti, molto spesso pressare gli avversari in maniera forsennata oppure ritornare in difesa per dare una mano alla sua squadra.

Ritiro Tevez dal Calcio – Juventus

Dal 2013 al 2015 ha militato nella Juventus e il periodo alla vecchia signora è stato forse il migliore di tutta la sua carriera perché, in questi due anni, ha onorato la maglia numero 10 che era di Del Piero. In questa squadra, infatti, Tevez ha segnato 50 gol in 96 partite, ha vinto 2 scudetti, una Supercoppa e una Coppa Italia; ha anche giocato una finale di Champions League con Allegri, perdendo per 3 a 1 contro il Barcellona stellare di Messi, Suarez e Neymar.

Per questo motivo, il giocatore è ancora molto apprezzato dal popolo juventino, che ha apprezzato molto la sua generosità in campo e, forse, lo ha amato più di Cristiano Ronaldo. Pertanto, ogni tifoso juventino che si rispetti, in queste ore, ha inviato il suo omaggio all’indimenticabile attaccante argentino di Fuerte Apache.

Palmares

Il giocatore ha vinto tantissimo e ha giocato assieme ai migliori giocatori al mondo, quali Messi e Cristiano Ronaldo e, qui di seguito, elenchiamo la lunga lista dei suoi trofei sportivi:

  • 1 Campionato Brasiliano con il Corinthians;
  • 1 Coppa di Lega Inglese con il Manchester United;
  • 4 Campionati Argentini con il Boca Juniors;
  • 1 FA Cup con il Manchester City;
  • 1 Supercoppa Italiana con la Juventus;
  • 3 Premier League, di cui una con il City e due con lo United;
  • 1 Coppa Italia con la Juventus;
  • 1 Coppa d’Argentina con il Boca Junions;
  • 2 Community Shield, di cui una con il Manchester City e una con il Manchester United;
  • 1 Supercoppa Argentina con il Boca Juniors;
  • 1 Coppa Diego Armando Maradona con il Boca Juniors;
  • 2 Scudetti con la Juve;
  • 1 Coppa Libertadores con il Boca Juniors;
  • 1 Coppa intercontinentale con il Boca Juniors;
  • 1 Coppa Sudamericana con il Boca Juniors;
  • 1 Champions League con il Manchester United;
  • 1 Mondiale per Club con il Manchester United.

In casa bianconera è tempo di grandi manovre, con Allegri che cerca di migliorare la squadra e potrebbe contemplare il ritorno  di Pjanic alla Juve. Se la trattativa dovesse andare in porto sarebbe ben accolta da entrambe le parti; il giocatore, infatti, non vede l’ora di lasciare il Barcellona, dove ha visto troppo spesso la panchina e non si è sentito valorizzato al meglio. La Juve, d’altro canto, potrebbe riappropriarsi di un calciatore che conosce squadra e società e ha un bel rapporto con il tecnico, per cui non c’è necessità di ambientamento.

Ricordiamo che il bosniaco è passato al Barcellona l’estate scorsa nell’ambito della doppia operazione di scambio tra i due club, che ha portato lui in Spagna ed il brasiliano Arthur a Torino. Ad un anno dalla doppia operazione, Pjanic si mostra insoddisfatto e vuole cambiare aria, soprattutto se il tecnico Koeman rimane alla guida dei blaugrana. Arthur viene anch’egli da una stagione tutt’altro che positiva ma ha sembra aver intenzione di giocarsi le sue carte alla Juve per riscattare il suo primo anno non positivo.

Stando così le cose, quindi, l’unica via possibile per il ritorno di Pjanic alla Juve sarebbe mediante il prestito per un anno, anche perché è poco probabile pensare a un acquisto, visto l’elevato valore di mercato del giocatore. Se tutto dovesse saltare, la Juventus si concentrerebbe probabilmente sull’ingaggio di Locatelli del Sassuolo.

Vediamo come si muove la squadra bianconera nel dopo Paratici.

Ritorno Pjanic alla Juve – Caratteristiche Tecniche

Pjanic è un centrocampista completo che può ricoprire praticamente tutti i ruoli a centrocampo. Ha giocato, infatti, sia da regista basso che da interno di centrocampo e qualche volta anche da trequartista. Le doti tecniche non si discutono perché è molto bravo nel dribbling e nei lanci lunghi e non gli manca sicuramente nemmeno una buona visione di gioco.

La sua specialità resta, comunque, l’abilità sui calci piazzati, in cui è uno dei migliori in Europa.  L’unico difetto è la sua discontinuità nelle prestazioni ma resta sempre un ottimo centrocampista.

Per tutti questi motivi, Allegri ha dato parere positivo al suo ritorno e può darsi che tale auspicio si concretizzerà a breve.

Dopo la notizia di Sarri alla Lazio, oggi parliamo di quella di Eusebio Di Francesco vicino al Verona, per sostituire Juric che è diventato l’allenatore del Torino. L’ex tecnico del Cagliari sembra a un passo dagli Scaligeri e ha vinto la concorrenza di Tudor; deve ancora trattare, però, la rescissione del contratto con il club sardo. Il Cagliari, dal canto suo, crediamo che sarà ben contento di togliersi di dosso il peso dell’ingaggio dell’allenatore, il cui contratto scade nel 2023; a conti fatti, il presidente Giulini, lasciandolo andare al Verona, risparmierebbe circa 3 milioni di euro.

Per Di Francesco, si tratterebbe di una grande opportunità per riscattare le parentesi negative vissute alla guida di Sampdoria e Cagliari e per rilanciarsi dal punto di vista professionale. Si trova, quindi in una situazione analoga a quella di Giampaolo, che è vicino al Sassuolo. Se i rumors di questi giorni sono affidabili, il tecnico firmerà un biennale con il club veneto proprio nei prossimi giorni; attendiamo , quindi, i risvolti della vicenda nel brevissimo periodo. Lo stipendio di Di Francesco al Verona dovrebbe essere di 1 milione di euro a stagione e nella prossima settimana dovrebbe aver luogo la sua presentazione.

Di Francesco vicino al Verona – Caratteristiche Tecniche

Di Francesco utilizza prevalentemente lo schema 4-3-3, che, in fase di non possesso, diventa un 4-1-4-1; visto che il mediano si mette tra le due linee e i due attaccanti esterni si abbassano a centrocampo. In fase di possesso, a volte, uno dei due terzini si alza sulla linea dei centrocampisti mentre l’altro rimane dietro e forma una linea a 3 assieme agli altri due difensori centrali. Lo schema diventa, quindi, una sorta di 3-1-3-3, che porta diversi giocatori nella metà campo avversario ad attaccare.

Di Francesco preferisce la costruzione dal basso impiegando molto anche il portiere nell’impostazione e le sue squadre attuano anche un pressing abbastanza alto e sono generalmente molto corte. In fase difensiva, il riferimento è sempre il pallone, come insegna il suo maestro Zeman.

Pur avendo preso alcuni concetti dal suo ex allenatore boemo, Di Francesco è molto meno integralista; nella sua carriera, ha utilizzato, qualche volta, anche la difesa a 3 e lo schema di gioco 4-2-3-1. I suoi principi di gioco restano comunque sempre gli stessi.

Gli Europei si avvicinano sempre di più, le squadre si stanno preparando e sono partite le amichevoli, come Italia Repubblica Ceca degli Europei 2020, che ha visto il successo degli azzurri. Al Dall’Ara di Bologna, si è svolto, infatti, l’ultimo test in vista di Euro 2020 e, se il buon giorno si vede dal mattino, la nazionale di Mancini farà vedere grandi cose nella corso della rassegna.

Ci aspettavamo, a dire il vero, qualcosa in più dai nostri avversari che, a parte i primi 10/15 minuti di pressing alto e assalti, hanno fatto vedere ben poco. In questi casi, è sempre difficile sapere se il successo dipende dai propri meriti o dai demeriti avversari, comunque a breve la nazionale si cimenterà con avversarie di valore già nel girone A.

Italia Repubblica Ceca Europei 2020 – La Partita

L’Italia si è schierata con Donnarumma in porta, Chiellini e Bonucci centrali, Florenzi a destra e Spinazzola a sinistra. A centrocampo, vista l’assenza di Verratti per infortunio e la definitiva defezione di Sensi, hanno giocato Jorginho, Barella e Locatelli. In avanti, spazio a Immobile punta centrale, Insigne e Berardi rispettivamente sulla fascia sinistra e destra.

La Repubblica Ceca invece, ha giocato con Pavlenka in porta; Coufal, Brabec, Celutska, Boril in difesa; Kral, Darida a centrocampo; Masopust, Barak, Jankto dietro l’unica punta, il gigantesco Krmencik.

Nel primo quarto d’ora l’Italia non riesce a prendere le misure, soffre il pressing degli avversari e non imbastisce una manovra, apparendo sorpresa dall’aggressività dei cechi. Chiellini comincia a sanguinare dal naso e si teme un infortunio per Bonucci, dopo uno scontro con Krmencik. Tutto, però, rientra immediatamente e la squadra prende in mano il pallino del gioco, per non abbandonarlo più per tutto il resto della gara; tranne forse gli ultimi 5/10 minuti a risultato ampiamente acquisito.

Alla fine gli azzurri detengono un’alta percentuale di possesso palla, che si aggira intorno al 63% e pressano molto alto, con un buon sincronismo tra i reparti. Bisognerà vedere se questa pressione funzionerà contro giocatori tecnicamente più bravi dei nostri avversari di stasera. Alla fine dei 90 minuti, la Repubblica Ceca non tira nemmeno una volta nello specchio della porta.

Il punteggio si sblocca al 23′ con Ciro Immobile mentre al 42′ ci pensa Barella (ottima la sua partita) con un tiro da fuori area. In entrambi i gol c’è la complicità di una deviazione. Nel secondo tempo l’Italia gioca ancora meglio e sale in cattedra Insigne, che segna al 66′ con un bel tiro di prima su assist di Immobile, festeggiando il suo 30esimo compleanno. Chiude al 73′ Berardi, che segna con un pallonetto, dopo il passaggio di Insigne.

Da qui in poi c’è spazio per le sostituzioni e trova spazio anche Raspadori ma non succede più nulla.

Dichiarazioni di Mancini

Il Commissario Tecnico è apparso molto soddisfatto della buona prova della squadra e spera che sia di buon auspicio per tutto il prosieguo degli Europei. Ha dichiarato, inoltre, che c’è ancora da migliorare ma la squadra sta bene in salute e la strada è quella giusta. La sua idea è quella di attaccare il più possibile ma, allo stesso tempo, di difendersi bene come stasera quando le circostanze lo richiedono, per avere equilibrio.

E’ finito il tempo delle scelte per il ct dell’Italia Roberto Mancini, che ha ufficializzato i 26 convocati dell’Italia agli Europei 2020. La rosa, quindi, è stata definita e ora bisogna attendere solo l’inizio dei giochi. Tra gli esclusi, quelli che maggiormente risaltano agli occhi sono Moise Kean, Matteo Politano, Alessio Cragno, Gaetano Castrovilli e Manuel Lazzari. Mentre l’assenza di quest’ultimo si poteva intuire, quelle degli attaccanti stupiscono un po’ di più.

Per quanto riguarda Moise Kean, egli è reduce da un’ottima stagione nel PSG, che è sicuramente una delle migliori squadre del panorama calcistico europeo. Qui, l’attaccante ha segnato 13 gol in campionato su 26 presenze, 1 su 5 presenze nella Coppa di Francia e 3 reti in Champions League su 9 apparizioni. Probabilmente il Mancio lo ha escluso per via della giovanissima età e la conseguente scarsa esperienza.

Politano ha giocato molto bene quest’anno con il Napoli di Gattuso, scendendo in campo in 50 partite e segnando 12 gol, che per un attaccante esterno non sono pochi. La sua esclusione è stata molto sofferta perché il ct ama i giocatori tecnici e veloci.

Ce l’ha fatta, invece, Giacomo Raspadori, che quest’anno ha giocato poco ma ha fatto chiaramente vedere di essere dotato di un talento indiscutibile. Mancini alla fine ha preso la decisione coraggiosa di lanciare un giocatore giovane di talento che ha caratteristiche diverse da tutte le altre punte a disposizione; si tratta, infatti, di una punta longilinea che ricorda Aguero.

Castrovilli e Lazzari non figurano nella lista dei convocati probabilmente per scelta tecnica, vista la relativa abbondanza di giocatori nei loro reparti; ciò non toglie che restano comunque ottimi giocatori e potremo vederli in azzurro in futuro.

26 Convocati Italia Europei 2020 – I Nomi

Sui portieri non c’erano forti dubbi per quanto riguarda Donnarumma come titolare indiscusso e Salvatore Sirigu come suo vice. L’unica perplessità stava nel ballottaggio tra Cragno e Meret, che quest’ultimo ha vinto all’ultimo minuto.

Per quanto riguarda la difesa, invece, il mister ha puntato sui senatori Bonucci e Chiellini, i quali probabilmente partiranno da titolari. Sulla fascia i titolari saranno probabilmente Emerson Palmieri e Florenzi ma il Mancio può contare anche su Spinazzola e Di Lorenzo.

Mancini sembrava potesse farcela ma non andrà a Euro 2020 perché il suo omonimo commissario tecnico gli ha preferito Toloi.

A centrocampo, sembra che gli infortuni di Verratti e di Pellegrini siano rientrati; per quanto riguarda Sensi, invece, Mancini ha dovuto mandarlo a casa per via dell’ennesimo infortunio e ha scelto Pessina come sostituto.

Portieri

Gianluigi Donnarumma (Milan) – Alex Meret (Napoli) – Salvatore Sirigu (Torino);

Difensori

Francesco Acerbi (Lazio) – Alessandro Bastoni (Inter) – Leonardo Bonucci (Juventus) – Giorgio Chiellini (Juventus) – Giovanni Di Lorenzo (Napoli) – Emerson Palmieri (Chelsea) – Alessandro Florenzi (Paris Saint Germain) – Leonardo Spinazzola (Roma) – Rafael Toloi (Atalanta);

Centrocampisti

Nicolò Barella (Inter) – Bryan Cristante (Roma) – Frello Jorge Luiz Jorginho (Chelsea) – Manuel Locatelli (Sassuolo) – Lorenzo Pellegrini (Roma) – Matteo Pessina (Atalanta) – Marco Verratti (Paris Saint Germain);

Attaccanti

Andrea Belotti (Torino) – Domenico Berardi (Sassuolo) – Federico Bernardeschi (Juventus) – Federico Chiesa (Juventus) – Ciro Immobile (Lazio) – Lorenzo Insigne (Napoli) – Giacomo Raspadori (Sassuolo).

26 Convocati Italia Europei 2020 – Il Punto

Martedì 1 giugno finalmente abbiamo visto la lista ufficiale dei 26 convocati dell’Italia agli Europei 2020. Il gruppo si riunirà presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano per preparare la partita d’esordio con la Turchia. Prima, però, ci sarà un’amichevole contro la Repubblica Ceca, che ha la funzione di ultimo test pre- Europeo.

Il reparto più forte sembra, ulteriori infortuni permettendo (e incrociamo veramente le dita), il centrocampo. L’attacco manca di un bomber di razza ma se Immobile ripeterà le gesta della Lazio, ci porterà molto in alto. La varietà di soluzioni, comunque, non manca nel reparto offensivo.

La difesa sembra un’incognita perché bisognerà vedere se i centrali avranno superato i malanni fisici e saranno ancora affidabili mentre sulle fasce non ci dovrebbero essere particolari patemi.

In porta abbiamo un grandissimo portiere e speriamo che Donnarumma non si faccia condizionare dai dissidi con il Milan. Le potenzialità per fare un grande Europeo, comunque, ci sono tutte.

Ogni giorno ci auguriamo che termini questa serie di infortuni ma, ultimamente, le defezioni sono all’ordine del giorno e oggi parliamo di Arnold che salta gli Europei 2020. Si tratta del forte terzino destro del Liverpool e della nazionale inglese, che si è infortunato nell’amichevole di mercoledì contro l’Austria; la partita ha visto trionfare i leoni inglesi per 1 a 0.

Questo infortunio costituisce una grossa perdita per il ct dell’Inghilterra Southgate; il quale non ha potuto fare altro che escludere il giocatore, a seguito del risultato degli esami che hanno evidenziato un problema alla coscia. La federcalcio inglese ha comunicato che l’atleta non farà parte della spedizione inglese a Euro 2020 e comincerà a svolgere la riabilitazione presso il suo club. Il commissario tecnico comunicherà il suo sostituto domenica, dopo la partita contro la Romania.

Il giocatore ha pubblicato un eloquente tweet in cui si definisce completamente distrutto.

Arnold salta Europei 2020 – I probabili sostituti

Diversi giocatori sono in lizza per sostituire Arnold che salta gli Europei 2020; il nome più probabile è quello di Ben White in forza al Brighton. Ci sono, poi, altri candidati a prendere il posto del terzino del Liverpool, tra cui Jesse Lingard del West Ham, James Ward-Prowse del Southampton e Ben Godfrey dell’Everton.

Come detto, il ct prenderà la sua decisione e la comunicherà domenica; a riguardo di ciò, circola la notizia che potrebbe anche andare agli Europei con soli 25 giocatori, anche se questa sembrerebbe proprio una mossa senza senso.

Caratteristiche Tecniche

Il giovane terzino inglese, classe 1998, è nato come centrocampista esterno ma Jurgen Klopp lo ha arretrato, trovandogli un ruolo in cui rende di più. Il giocatore ha una corsa devastante, che alcuni paragonano a quella di Bale, è bravo nel tackle e sa crossare. Il cross è la sua arma migliore e Arnold sforna, infatti, assist a grappoli; spesso occupa i primi posti nella classifica dei giocatori con maggiori passaggi decisivi di tutta la Premier. Nel Liverpool gioca assieme a Robertson e i due formano una delle migliori coppie di terzini d’Europa.

Quanto scritto sopra dà un’idea dell’entità del danno che questo suo infortunio ha causato all’Inghilterra, in vista degli Europei.

A volte ritornano, in questo caso si tratta degli infortuni che non danno pace a un giocatore, per cui dobbiamo dare la notizia che Sensi salta gli Europei 2020. Non ci piace parlare di malanni fisici, soprattutto quando provocano le defezioni di competizioni importanti quali Euro 2020; in questo caso, poi, trattandosi di un giocatore dell’Italia, la situazione diventa sicuramente meno piacevole.

Abbiamo già parlato di un suo primo infortunio e delle caratteristiche tecniche del giocatore, che oggi ha avuto un risentimento muscolare agli adduttori nel corso dell’allenamento. Il ct Mancini rinuncia, quindi, a uno dei suoi pupilli Stefano Sensi, che faceva parte della lista dei 26 dei convocati dell’Italia.

Sensi salta Europei 2020 – Le idee tattiche di Mancini

Stefano Sensi non sarebbe partito tra i titolari ma Mancini avrebbe potuto pensare di inserirlo qualora l’infortunio di Verratti non fosse rientrato in tempo; per adesso, sembra che il centrocampista del PSG possa scongiurare l’esclusione e che riesca a giocare dall’inizio, come previsto. Al suo posto, rientra il centrocampista dell’Atalanta Matteo Pessina, che faceva parte dei 28 convocati ma non dei 26 definitivi.

Il centrocampo dell’Italia sarà sicuramente a tre e, in fase di costruzione, due centrocampisti rimarranno al centro; il terzo, che è spesso Barella, si sgancerà sulla trequarti per attaccare. La stessa cosa succede ai terzini, che vanno in sovrapposizione quando gli attaccanti esterni si accentrano per creare lo spazio. Ovviamente, quando succede che un terzino sale in progressione offensiva, quello dal lato opposto si accentra in modo da formare una linea di tre difensori.

L’idea di Mancini è che questi due movimenti appena descritti avvengano simultaneamente, in modo che la squadra si disponga in un 3-2-4-1 e attacchi con almeno 5 uomini.

Un’altra costante sarà la posizione di Verratti e Jorginho non in linea tra loro; spesso, infatti, giocano in verticale (o comunque su due linee diverse), in modo da spezzare la pressione avversaria. I due centrocampisti, inoltre, potrebbero trovarsi diverse volte vicini a Insigne che si accentra in modo che questi 3 giocatori tecnici dialoghino il più possibile tra loro.

La squadra di Mancini giocherà prevalentemente palla a terra con pochi tocchi ma a volte non disdegnerà il lancio lungo; questo avviene per mano dei difensori, soprattutto Bonucci, o di Jorginho che ha un buon piede. Quando il difensore ha la palla, di solito uno degli attaccanti va in arretramento e un altro cerca la profondità e dettando il lancio al portatore di palla.

In fase di non possesso, non vedremo una squadra che pressa in modo asfissiante (se non in alcuni frangenti); lo schema, in quel caso, sarà il 4-5-1 con gli attaccanti esterni che arretrano a difendere.

La notizia che Sensi salta gli Europei 2020 è una tegola per la nazionale perché il giocatore si adatta bene a queste idee di gioco; adesso, non potendo disporre di lui, Mancini userà Pellegrini, che è guarito dall’infortunio, come primo rincalzo dei tre titolari.

Facciamo un grosso augurio di pronta guarigione per Stefano Sensi, perché possa ripartire alla grande sia con il suo club che in nazionale e che per lui questa sia l’ultima sua defezione.