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Redazione Mondiali.it

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Quando l’inizio del campionato è vicino, le squadre effettuano gli ultimi ritocchi di mercato e uno di questi è Kostic che è vicino alla Lazio. Il giocatore serbo è l’obiettivo numero uno per la squadra di Maurizio Sarri; inoltre, la sua esclusione nella gara di Coppa di Germania tra Eintracht di Francoforte e Waldhof Mannhein dà qualche indicazione in merito alla trattativa.

Sebbene i motivi della mancata partecipazione alla gara siano ufficialmente riconducibili a problemi fisici, il trasferimento del calciatore alla Lazio sembra molto vicino. Potrebbe, pertanto, diventare cosa fatta nel corso della prossima settimana. Al club tedesco andranno 1,5 milioni per il prestito e circa 20 milioni di euro per il riscatto che è obbligatorio nel 2022. Per il calciatore, invece, c’è un quinquennale da 2,2 milioni di euro a stagione.

Proprio in questi giorni, il profilo instagram del calciatore è inondato da messaggi di tifosi laziali che lo esortano a venire a Roma, sponda Lazio. Uno dei più grandi sponsor del serbo è il suo compagno di nazionale Milinkovic Savic. E’ molto probabile che, prima di ufficializzare l’acquisto, il club biancoceleste si assicuri la partenza di Correa, che non sembra compatibile con lo schema di Sarri.

Kostic vicino alla Lazio – Caratteristiche Tecniche

Kostic ha iniziato la sua carriera come ala sinistra ma poi ha arretrato il suo baricentro, ricoprendo quasi sempre il ruolo di esterno di centrocampo. Mancino naturale, può giocare anche sulla fascia destra e sa presidiare tutta la fascia, pur essendo molto più bravo ad attaccare che a difendere. Nella Lazio di Sarri, comunque, si occuperebbe soprattutto di compiti di supporto in fase offensiva, per via dell’idea di calcio del tecnico.

Dotato di grande corsa e forza fisica ed ha una grande propensione all’assist, anche grazie alla sua capacità di sfornare ottimi cross e alla sua abilità nel dribbling uno contro uno. Qualora la trattativa con i biancocelesti dovesse andare in porto, sarebbe un ottimo colpo di mercato per le aquile.

Quando un attaccante fondamentale parte, bisogna trovare il sostituto in meno tempo possibile e i contatti della Roma per Isak hanno questo obiettivo. Visto che Dzeko è ormai in direzione Inter, la società capitolina sta pensando, oltre che a Icardi, anche a Isak, attaccante della Svezia e della Real Sociedad.

Il giovane calciatore, però, costa un po’ troppo e il costo del suo cartellino si aggira attorno ai 40 milioni di euro, che la Roma ovviamente non ha intenzione di sborsare. Le trattative comunque vanno avanti, anche perché il club giallorosso sta cercando un giovane che abbia voglia di affermarsi e Isak sembra avere tutte le carte in regola.

Bisognerà vedere gli sviluppi dei prossimi giorni, per sapere se il club spagnolo è disposto ad abbassare le pretese; in caso contrario, sarà molto difficile vedere lo svedese in giallorosso e la Roma si concentrerà su altri obiettivi, quali Mauro Icardi del PSG.

Contatti Roma per Isak – Caratteristiche Tecniche

Isak è un attaccante svedese di origini Eritree alto 190 cm, che si trova a suo agio al centro dell’area di rigore ma sa anche svariare e giocare lontano dalla porta. Nello scatto breve non è devastante ma quando ha spazio risulta molto difficile da contenere per via di una grande progressione palla al piede.

Il giovane svedese rappresenta il prototipo dell’attaccante moderno, che sa fare tutto ed è particolarmente bravo nel posizionarsi in mezzo a due difensori centrali, per poi cercare la profondità. Isak non è una punta statica ma un centravanti a cui piace essere nel vivo dell’azione e spesso va, pertanto, incontro al portatore di palla; in questo modo, crea spazi su cui i suoi compagni possono inserirsi sfruttando anche le sue sponde.

Pur essendo molto giovane, ha già vinto una Coppa di Germania con il Borussia Dortmund e una Coppa di Spagna con il Real Sociedad. Nella sua ancora breve carriera, ha, inoltre, già segnato 66 reti e ha giocato sei volte con la nazionale, realizzando 6 gol. Le potenzialità, quindi  ci sono tutte e adesso serve la maturazione.

A volte ritornano in Serie A ma non necessariamente nella stessa squadra, come nel caso di Florenzi che è vicino al Milan. Il terzino di proprietà della Roma, infatti, dopo un’esperienza al Valencia e una nelle file del PSG, sembra in procinto di vestire la maglia rossonera.

Il giocatore aveva suscitato l’interesse di Inter e Siviglia ma negli ultimi giorni la pista Milan ha raggiunto un credito maggiore e i due club sono in contatto. La formula dovrebbe essere quella del prestito con diritto di riscatto, che diventa obbligo al verificarsi di determinate condizioni.

Il giocatore ha fatto di sapere di gradire la nuova destinazione e, per avere una certa discontinuità con il passato, non indosserà più la maglia numero 24. Per il Milan potrebbe essere un buon colpo di mercato, anche perché il calciatore è in grado di ricoprire diverse posizioni del campo e viene dal trionfo dell’Italia a Euro 2020.

Dopo la quasi certa partenza di Dzeko, quindi, i tifosi della Roma vedranno anche il trasferimento Alessandro Florenzi, che non rientra nei piani del nuovo tecnico Mourinho.

Florenzi vicino al Milan – Rapporto con la Roma

Alessandro Florenzi è un calciatore romano e romanista fino al midollo e la sua avventura con la maglia giallorossa inizia nelle giovanili. L’esordio avviene il 22 maggio 2011, quando sostituisce Francesco Totti a partita in corso e ancora non sa che in futuro dovrà indossare anche la fascia di capitano del suo idolo.

Dopo una stagione a Crotone in Serie B, Florenzi torna nella sua squadra del cuore e vi rimane per ben 8 stagioni. Da lì in poi alla Roma cambiano diversi allenatori, lui ricopre diverse posizioni e subisce vari infortuni, tra cui due gravi ai legamenti crociati. E, soprattutto, indossa la fascia di capitano.

Nel 2020 forse paga la volontà della società di liberarsi dei giocatori che sono nati a Roma e hanno sempre tifato per la Roma, Florenzi passa al Valencia e sembra che non tornerà più nella sua squadra. Nella sua lunga parentesi in giallorosso ha dimostrato di avere un grande talento ma sembra che gli sia mancata un po’ di fortuna.

Nel video di seguito si ripropone il suo gol più bello della carriera, che testimonia in modo inequivocabile la sua grande qualità tecnica.

La fase difensiva è fondamentale nel gioco del calcio e i contatti del Cagliari per Palomino sono mirati al miglioramento del reparto arretrato nella squadra sarda. Dopo la probabile partenza di Godin, infatti, il club deve correre ai ripari e sta pensando al difensore dell’Atalanta, che ha ormai una certa esperienza nella massima serie italiana.

Le due parti sarebbero vicine e la formula dovrebbe essere il prestito con il diritto di riscatto, per una cifra di circa 8 o 9 milioni di euro; nei prossimi giorni ci sarà sicuramente qualche novità in merito alla faccenda, che ancora non è in dirittura di arrivo. Si attende, infatti, il pronunciamento dell’Atalanta in merito al trasferimento o alla conferma del calciatore argentino.

Contatti Cagliari per Palomino – Caratteristiche Tecniche

Palomino è un difensore argentino che può giocare sia come centrale che come terzino sinistro. E’ alto 188 cm e pesa 87 Kg e quindi la forza fisica è certamente una dote di cui lui non difetta. Cresciuto nel San Lorenzo, approda in Europa vestendo la maglia del Metz, con cui gioca due stagioni, prima di passare al Ludogorec in Bulgaria.

Da qui approda all’Atalanta, dove gioca 4 stagioni di buon livello, contribuendo alla scalata della squadra di Gasperini verso il vertice alto della classifica. Palomino in questi anni si è dimostrato molto bravo nel gioco aereo e nell’anticipo, confermandosi un difensore molto affidabile e roccioso. Ha anche un bel sinistro, che utilizza per verticalizzare e talvolta anche per rendersi pericoloso in zona gol.

Nella sua carriera ha realizzato 13 reti e ha vinto solo un campionato bulgaro con il Ludogorec, anche se negli ultimi anni ha avuto l’opportunità di togliersi grandi soddisfazioni con la Dea. La squadra di Gasperini, infatti, gli ha dato la possibilità di giocare per due anni in Champions League e di sfiorare il secondo posto nello scorso campionato, vinto dall’Inter.

Quando una squadra retrocede può accadere che debba cedere giocatori di valore e questo è il caso del Crotone e di Simy che è vicino alla Salernitana. Grazie ai 20 gol segnati nella scorsa stagione, di cui quasi tutti sono arrivati nell’ultima parte del campionato, l’attaccante nigeriano ha trovato un’altra squadra con cui disputare la Serie A.

I due club sembrano vicinissimi all’accordo sulla base di una cifra che si aggira attorno ai 6 milioni di euro e nei prossimi giorni dovrebbe esserci anche l’ufficialità. Prosegue, quindi, l’opera di rafforzamento della Salernitana, che ha già acquistato Bonazzoli e adesso ha a disposizione anche un altro buon attaccante. Quest’ultimo si appresta a salutare il Crotone dopo 5 stagioni, in cui ha battuto diversi record e che sono state molto soddisfacenti dal punto di vista professionale.

Nell’ultimo periodo, Simy ha suscitato l’interesse della Lazio di Sarri, che poi ha cambiato obiettivo di mercato e del Mallorca; la sua volontà di proseguire la sua carriera in Italia gli ha, però, fatto propendere per la scelta del trasferimento alla Salernitana di Castori, che sembra ora un’operazione in dirittura d’arrivo.

Simy vicino alla Salernitana – Caratteristiche Tecniche

Simy è un centravanti dall’altezza impressionante di 198 cm e pesa 84 kg. Si tratta, quindi, di una punta centrale molto alta e abile nel gioco aereo, che ha un buon senso della posizione. Dispone anche di una buona propensione allo scatto in campo aperto ma la cosa che lo contraddistingue sembra una certa stranezza nei movimenti.

Sembra, infatti, essere un giocatore scoordinato nelle movenze ma ciò potrebbe essere anche un suo punto di forza, perché lo rende difficilmente leggibile dai difensori avversari. I suoi numeri, comunque, parlano chiaro e quindi si farebbe bene a evitare certe ironie nei suoi confronti; si tratta, infatti, di un attaccante che, sebbene appaia un tantino grezzo e poco aggraziato, è difficile da fermare e sa come mettere la palla in rete.

E questo è, fino a prova contraria, l’obiettivo principale di un attaccante.

Le grandi operazioni di mercato hanno grosse ripercussioni anche per le altre squadre e i contatti Roma per Icardi. La cessione di Lukaku ha, infatti, innescato l’interesse dell’Inter per Dzeko e le due parti sembrano molto vicine. Il molto probabile arrivo di Messi al PSG, inoltre, è fondamentale perché va a liberare Icardi, che può accasarsi alla Roma.

Icardi sarebbe molto gradito a Mourinho e ai tifosi perché garantirebbe molti gol per la causa giallorossa; l’unico neo, però, è l’ingaggio di 9 milioni di euro ed il costo del cartellino che è molto elevato. Per tutti questi motivi, la soluzione migliore sembra il prestito anche se bisogna vedere se Icardi sia disposto a ridursi l’ingaggio.

Comunque al PSG l’argentino non troverà molto spazio e quindi forse farebbe bene a considerare l’opzione del trasferimento nella capitale, per giocare con maggiore continuità. In alternativa, ci sarebbero i nomi di Seferovic e Scamacca ma la società giallorossa farà di tutto per chiudere con Icardi.

Contatti Roma per Icardi – Caratteristiche Tecniche

Cresciuto nelle giovanili del Barcellona, Icardi è un centravanti forte fisicamente e con un grande fiuto del gol. Uomo da area di rigore, è un attaccante proco propenso a dialogare con la squadra in fase di manovra e a tornare in difesa per dare una mano.

Dall’altro lato, però, quando c’è da mettere la palla in rete non si tira mai indietro e nell’area di rigore si avventa su tutte le palle come un falco. Icardi, infatti, ha un’alta efficacia in fase realizzativa e capitalizza al meglio quasi tutte le occasioni da rete. Per questo motivo, ha segnato 169 reti in 316 partite, la maggior parte delle quali nell’Inter e nel Paris Saint-Germain.

E’ ancora giovane e quindi ha la possibilità di segnare molti altri gol in carriera ma per farlo dovrà trovare una squadra che gli dia molto spazio; cosa che, al momento, è tutt’altro che garantita al PSG.

Palmarès

I trofei vinti in carriera da Icardi sono da ricondurre tutti all’esperienza a Parigi, visto che all’Inter non ha vinto nulla e sono i seguenti:

  • 1 Coppa di Lega Francese con il PSG;
  • 1 Campionato Francese con il PSG;
  • 2 Coppa di Francia con il PSG;
  • 1 Supercoppa Francese con il PSG.

A volte un giocatore che parte dalla panchina, entra in campo e spacca letteralmente la partita, come è successo a Chiesa nella  Storia dell’Europeo 2020, che lo consacra come giocatore formidabile. L’attaccante della Juve è figlio d’arte e, assieme a Enrico, costituisce la prima coppia padre e figlio in cui entrambi hanno realizzato almeno una rete ai campionati Europei.

Cresciuto nella Fiorentina, nella scorsa stagione passa alla Juventus, dove dimostra a tutti di essere un grande attaccante esterno, che salta l’uomo con grande facilità e vede molto bene la porta. Suo padre, Enrico Chiesa, aveva forse un tiro migliore; Federico, però, dal punto di vista atletico e nel dribbling nello spazio lungo sembra addirittura superiore al suo pur bravissimo genitore.

Nel video di seguito, che risale a molti anni fa, c’è una sua profezia, che a quanto pare ha mantenuto la promessa ed è andato anche oltre.

 

 

Nonostante la sua età relativamente giovane, Chiesa diventa subito un perno fondamentale della Juve e dell’Italia di Mancini, dopo aver ben impressionato anche con l‘Under21 azzurra.

 

Chiesa Storia dell’Europeo 2020 – Percorso con l’Italia di Mancini

A seguito della sua trafila tra le nazionali giovanili, il 9 aprile 2017 Ventura lo convoca per la prima volta con la nazionale maggiore, in occasione di uno stage. Il 23 marzo Di Biagio, commissario tecnico ad interim, lo fa esordire nell’amichevole persa contro l’Argentina; da lì in poi, Roberto Mancini lo chiama sempre e gli dà un grande spazio nella sua squadra.

Nations League 2020-2021

Nell’edizione della Nations League 2020-2021, Chiesa gioca 4 partite e può darsi che sarà presente anche nella partita contro la Spagna. La semifinale si giocherà a ottobre e sarà una sorta di secondo round, dopo la semifinale di Euro 2020, anche se noi speriamo che la squadra vincente risulterà ancora l’Italia.

Qualificazioni Mondiali Qatar 2022

Nelle qualificazioni al mondiale in Qatar del dicembre 2022, Chiesa ha, finora, giocato contro Irlanda del Nord, Bulgaria e Lituania. Sicuramente l’attaccante esterno della Juventus troverà spazio anche nelle prossime gare valide per accedere alla rassegna iridata.

Chiesa Storia dell’Europeo 2020 – Euro 2020

Nelle prime partite Federico non parte titolare; sembra, infatti, che nel corso della partita contro l’Under20 persa dalla nazionale maggiore, il ct non sia rimasto contento della prestazione di Chiesa, Belotti e Emerson Palmieri e questo non è un buon segno.

Nella sfida di esordio Italia – Turchia, Mancini decide quindi di puntare su Berardi che risulta uno dei protagonisti della netta vittoria per 3 a 0. In questa gara, lo juventino entra al minuto 81 al posto di Insigne e ha troppo poco spazio per lasciare una qualsiasi impronta. Nella gara contro la Svizzera va in scena più o meno lo stesso copione e cambia solo il minutaggio di Chiesa, che entra al 69′ e ha la possibilità di far vedere qualcosa in più.

La terza partita del girone vede molte seconde linee in campo contro il Galles e Federico parte dall’inizio nel ruolo di ala destra. Nel primo tempo va vicinissimo alla rete per ben due volte e la sua prestazione è di alto livello. Sulla fascia salta sempre l’avversario diretto e nel secondo tempo offre una palla invitante a Belotti che sbaglia. Appare completamente imprendibile e cerca il gol con grande insistenza, dimostrando di avere una gran voglia di giocare.

Gli ottavi di finale e la semifinale sono le gare in cui l’Italia riscontra le maggiori difficoltà e, in entrambe le situazioni, la sblocca Chiesa. Contro l’Austria, partendo dalla panchina, entra al 84′ al posto di Berardi, che appare in ombra e non gioca la sua migliore partita. Lo juventino, invece, fa subito vedere di che pasta è fatto quando all’inizio del primo tempo supplementare riceve palla da Belotti e cerca subito la porta con un tiro forte ma centrale.

Un minuto dopo accende la partita controllando un lancio non facile di Spinazzola, saltando l’avversario con un tocco e calciando di sinistro; la rete è bellissima è ha un coefficiente di difficoltà molto elevato, come si può vedere di seguito.

 

 

Al minuto 118 lo juventino rischia di segnare la rete del 3 a 1 battendo il portiere con un pallonetto ma un difensore austriaco salva la porta in extremis. Serviva un guizzo e ci ha pensato l’attaccante, subentrato dalla panchina; mai cambio fu più azzeccato.

Contro il Belgio, l’Italia gioca la migliore partita e Mancini decide di far giocare l’ala della Juve dall’inizio. Chiesa gioca molto bene, come il resto della squadra, garantendo grande qualità e quantità, anche se non riesce ad andare in rete.

La semifinale è una battaglia e la Spagna mette in grande difficoltà gli azzurri. Ormai il ct lo mette sempre in campo e, nel confronto con gli spagnoli, deve vedersela con un terzino del calibro di Jordi Alba, che nel primo tempo lo limita molto. Nella ripresa, ancora una volta, il guizzo che sblocca la partita è il suo; dopo una ribattuta della difesa, con uno splendido tiro di destro batte il portiere Simon. La rete, proposta qui di seguito, fa esplodere tutta l’Italia e fa urlare di gioia Fabio Caressa, che colloca ancora una volta ‘la chiesa al centro del villaggio’.

 

 

Per tutta la gara gli spagnoli ci mettono sotto e l’Italia vince ai rigori; fondamentale è, però, il gol dell’attaccante, sicuramente il migliore degli azzurri in questa partita difficile.

La finale vede il gol a freddo dell’Inghilterra con Shaw e l’Italia pian piano prendere terreno, dopo un inizio difficile. Nel primo tempo Chiesa gioca sulla destra e si rende pericoloso verso la fine della frazione di gioco con un tiro che va fuori di poco. Mancini lo sposta a sinistra a inizio ripresa e lì gioca ancora meglio, risultando imprendibile per gli inglesi, che non riescono a fermarlo in nessun modo.

Non segna ma risulta l’azzurro più pericoloso e al minuto 84′ è costretto a uscire per un infortunio e poi festeggia la vittoria dell’Italia ai rigori; con lui in campo in così grande spolvero forse la partita non sarebbe arrivata ai rigori ma tutto è bene quel che finisce bene.

Il momento dell’addio è sempre difficile ed emozionante e quello ufficializzato nel corso della Conferenza Stampa di Messi lo è ancora di più. Dopo 20 anni di gol, vittorie e trofei di ogni genere non è facile salutare per l’ultima volta i compagni, lo staff e i tifosi.

Per questo motivo, l’attaccante argentino non è riuscito a trattenere le lacrime di commozione e di tristezza. La sua emozione è evidente e il suo discorso è spesso interrotto da singhiozzi, come quello della conferenza di addio di Sergio Ramos.

Conferenza Stampa di Messi – Le sue Parole

Messi tocca diversi temi e inizia dicendo che questo è un momento difficile perché pensava di terminare la carriera al Barca, dove ha passato dei momenti irripetibili. Segue ringraziando i suoi compagni, alcuni dei quali presenti nella conferenza, e questo fantastico club, che per lui è stato più di una casa; ringrazia tutta la gente che lo ha inondato di affetto e dice che un giorno tornerà a vivere in questa città.

Dopo aver ringraziato tutti per i trofei e i momenti belli, a cui segue un lungo applauso dei presenti, partono le domande; l’argentino, pur emozionatissimo, risponde, toccando vari argomenti.

A chi gli chiede quale sia stato il momento più importante in questi anni, Leo Messi risponde che è difficile rispondere a questa domanda; volendo scegliere, dice che l’emozione più grande c’è stata forse al debutto, che l’attaccante si porterà dentro per sempre.

Gli chiedono poi che cosa abbia impedito il rinnovo del contratto e, a detta sua, ciò è dipeso da motivi derivanti le leggi della Liga Spagnola; ciò non gli ha permesso di continuare con il suo club. Poi aggiunge che Laporta e la società hanno fatto di tutto per farlo rimanere e c’era anche la sua volontà di continuare ma purtroppo non è stato possibile. Mentre l’anno scorso voleva andar via, quest’anno avrebbe voluto rimanere ma per motivi non dipendenti dalla sua volontà deve andar via.

Sul suo futuro Messi dice che ancora non tutto è deciso ma il PSG costituisce un’opzione e aggiunge che vorrebbe essere ricordato solo per aver rappresentato il Barcellona nel mondo. Questo, a detta sua, è sicuramente il momento più difficile della carriera e di sentirsi triste perché avrebbe voluto rimanere nel club della sua vita.

Aggiunge, poi, che il club è più importante del singolo e che arriveranno molti altri campioni, che faranno vinceranno molti altri trofei con questa maglia, a prescindere da Messi. Sul suo addio, avrebbe preferito farlo difronte al suo pubblico nello stadio Camp Nou ma ciò non è stato possibile. In merito alla sua carriera futura, dice che dipende dal suo fisico e quindi ancora non sa per quanto tempo continuerà a giocare.

Ha qualche rimpianto, perché ci sono state delle possibilità di vincere ancora più Champions ma, per un motivo o per l’altro, sono sfumate. Sul suo tentativo di rimanere al Barca, dice di essere disponibile a una riduzione del suo ingaggio del 50% ma il club ha un debito molto grande e non è stato possibile fare diversamente.

Si conclude, così, la storia tra il Barcellona e Messi, una delle più belle pagine della storia del calcio.

Quando un big parte la società deve trovare un sostituto all’altezza e la mossa di Dzeko vicino all’Inter è il tentativo dei nerazzurri di sostituire al meglio Lukaku. Il bosniaco sarebbe in procinto di vestire la maglia nerazzurra e di firmare un contratto biennale da 5,5 milioni di euro a stagione più bonus.

Il giocatore ha fatto sapere di gradire la nuova destinazione e i due club starebbero discutendo i termini del trasferimento, anche se Mourinho vorrebbe tenere l’attaccante con sé. Sebbene il suo stipendio all’Inter sarebbe più basso di quello attuale, c’è il vantaggio di un contratto più lungo di quello restante e la possibilità di giocare la Champions League.

Con la proprietà della Roma aveva raggiunto un accordo non scritto, secondo cui sarebbe potuto andare via se avesse trovato una squadra che gli avrebbe offerto un biennale. Per onorare la promessa, l’Inter e la Roma starebbero trattando per un indennizzo ai giallorossi e si parla di 2 milioni di euro anche se i giallorossi ne vorrebbero 4. Sistemato questo dettaglio, l’operazione può andare in porto, anche se le sorprese dell’ultimo minuto sono sempre dietro l’angolo.

Dzeko vicino all’Inter – Caratteristiche Tecniche

Edin Dzeko è un attaccante alto 193 cm che pesa 80 Kg e fa, dunque, un grande affidamento sulla sua prestanza fisica. Pur essendo una punta centrale di spessore e pur avendo realizzato in carriera 305 reti, è dotato anche di una grande tecnica che lo rende anche un ottimo assist man.

La sua stazza gli consente di creare ampi spazi per l’inserimento dei compagni e la sua capacità di calciare con entrambi i piedi gli conferiscono una grande varietà di soluzioni; spesso, infatti, nella sua carriera ha tentato il tiro da fuori area, con buoni risultati, grazie al suo buon tiro. E’ anche molto bravo di testa e, come accennato, gioca molto con la squadra, andando spesso sulla trequarti e rimanendo spesso nel vivo del gioco.

Per quanto riguarda gli aspetti negativi, possono essere riscontrati nella non altissima efficacia realizzativa, che lo porta a sbagliare qualche rete. Inoltre, la sua età di 35 anni può costituire un fattore aggiunto in termini di esperienza; può però essere anche un limite che potrebbe limitarne l’impiego in tutte le partite della stagione.

Palmarès

L’elenco dei trofei vinti dal bomber Edin Dzeko è il seguente:

  • 1 Campionato Tedesco con il Wolfsburg;
  • 1 Coppa d’Inghilterra con il Manchester City;
  • 2 Campionato Inglese con il Manchester City;
  • 1 Community Shield con il Manchester City;
  • 1 Coppa di Lega Inglese con il Manchester City.

In alcuni casi giocare un grande europeo o un grande mondiale può aprire le porte verso una squadra importante, come nel caso di Renato Sanches che è vicino al Barcellona. Secondo i giornali, il centrocampista portoghese e il suo procuratore avrebbero già trovato l’accordo con il Barca; i due club sarebbero, invece, ancora in contatto per trovare un punto d’incontro.

Il Lille, però, non vuole lasciar partire il suo giocatore per una cifra inferiore ai 35 milioni di euro. L’opzione prestito, voluta dal Barcellona, molto probabilmente non incontrerà il parere favorevole del club francese; in merito all’accordo tra i due club, ne sapremo di più nei prossimi giorni.

Il centrocampista portoghese ha suscitato anche l’Interesse della Juve, che da mesi sta cercando un rinforzo a centrocampo e ha valutato anche Sanches; il quale, con il suo Portogallo, è risultato uno dei migliori centrocampisti di Euro 2020.

Renato Sanches vicino al Barcellona – Caratteristiche Tecniche

Renato Sanches è un centrocampista con una grande forza fisica che era uno dei giovani più promettenti del panorama calcistico europeo; basti dire che era titolare nell’Europeo vinto dal Portogallo nel 2016, quando, giovanissimo, ha segnato un gol importantissimo contro la Polonia in semifinale. In quell’occasione, inoltre, ha vinto il premio come miglior giovane dell‘Europeo.

Acquistato dal Bayern Monaco, nelle file dei tedeschi non incide come sperato e la situazione non migliora nemmeno quando va in prestito allo Swansea City. Nel Lille, invece, la situazione cambia perché il tecnico Galtier gli dà fiducia e gli affida il compito di mettere ordine al centro del campo.

Qui il calciatore migliora moltissimo sul piano della lucidità, che è il suo punto debole, ed è molto più coinvolto nel gioco. La sua qualità migliore, che è la capacità di partire in dribbling palla al piede, perdura ma il centrocampista appare molto più razionale e comincia a migliorare anche in cabina di regia. Sanches è uno dei protagonisti dello scudetto del Lille del 2021, vinto nell’ultima giornata ai danni del PSG. Nell’ultimo Europeo, ha dato molta energia al centrocampo portoghese, facendosi valere sia in fase offensiva con le sue ripartenze travolgenti che in fase di copertura.

 

Palmarès

L’elenco dei trofei vinti da Renato Sanches è il seguente:

  • 1 Campionato Portoghese con il Benfica;
  • 1 Coppa di Lega Portoghese con il Benfica;
  • 3 Supercoppa di Germania con il Bayern Monaco;
  • 1 Coppa di Germania con il Bayern Monaco;
  • 1 Campionato Francese con il Lille;
  • 2 Campionato Tedesco con il Bayern Monaco;
  • 1 Supercoppa Francese con il Lille;
  • 1 Campionato Europeo con il Portogallo.