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Redazione Mondiali.it

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Quando un giovane è molto promettente, vari club se lo contendono e per questo motivo tutti vogliono Pobega, che resta di proprietà del Milan. Il club rossonero lo lascerà partire solo con la formula del prestito per scongiurare ogni rischio di perdere uno dei centrocampisti emergenti del calcio italiano.

La Sampdoria sembra seriamente intenzionata ad assicurarsi le prestazioni del calciatore e a farlo giocare con continuità nel corso della prossima stagione calcistica. La società genoana vuole anticipare Udinese e Cagliari ma prima di tesserare il centrocampista vuole vedere cosa succede con Thorsby.

L’Udinese nelle ultime ore si è inserita nella corsa al giovane italiano e, pur sapendo dell’interesse degli altri club, prova a prelevarlo per la prossima stagione. Il Cagliari, invece, è forse il club più accreditato, anche perché Nainggolan sembra ormai un giocatore dell’Anversa e non tornerà quindi a giocare per la squadra sarda.

Molto probabilmente per il giocatore si prospetta un’altra stagione in prestito per farsi le ossa e per giocare la maggior parte delle partite; questo non sembra possibile, per ora, al Milan ma i rossoneri molto probabilmente preleveranno il giocatore per la stagione successiva.

Tutti vogliono Pobega – Caratteristiche Tecniche

Pobega è un mediano che può giocare anche da mezzala e da trequartista. Dotato di un fisico possente, ha una buona tecnica di base e una grande intelligenza tattica. Si tratta di un giovane centrocampista tuttofare, che sa difendere ma è bravo anche negli inserimenti in area di rigore avversaria e nel tiro da fuori area.

Tutte queste doti gli hanno consentito di scendere in campo in ben 20 occasioni nella scorsa stagione con lo Spezia e di realizzare anche 6 reti. La sua duttilità e completezza lo hanno reso una colonna portante dell’Under21 italiana, con cui ha giocato 6 partite, realizzando 3 gol.

Tommaso Pobega è sicuramente uno dei migliori centrocampisti italiani della sua generazione e sicuramente farà ancora parlare di sé nei prossimi anni.

Le squadre minori spesso ricorrono ai prestiti per rafforzarsi e questo sembra il caso di Dragusin vicino al Cagliari. Il calciatore, che l’anno scorso ha esordito in prima squadra con Andrea Pirlo dopo due stagioni nella Juve Under23, ha suscitato un grande interesse del Cagliari.

Dopo il prestito di Rugani, i sardi cercano di accaparrarsi il prestito di un altro calciatore della Vecchia Signora, che Allegri apprezza moltissimo. Il romeno arriverebbe in Sardegna con la formula del prestito con diritto di riscatto e contro riscatto, proprio perché la Juve crede molto in lui.

Se la trattativa dovesse andare in porto, il difensore sarebbe non un rincalzo ma un possibile titolare e dovrebbe giocarsi il posto con gli altri per trovare spazio. Per lui sarebbe una grande occasione per scendere in campo più spesso, il che gli consentirebbe di maturare e fare esperienza in un campionato duro. Proprio per questa ragione, il calciatore ha fatto sapere di gradire la destinazione; nei prossimi giorni dovrebbe, quindi, avere luogo l’incontro tra le parti per definire i termini del possibile passaggio in rossoblù del rumeno.

Dragusin vicino al Cagliari – Caratteristiche Tecniche

Dragusin è un gigante di 191 com ed è molto abile sia nel gioco aereo che in fase di impostazione; è anche molto veloce negli spazi aperti ma nel breve soffre un po’ nella rapidità. Il difensore vince molti duelli fisici, facendo valere la sua stazza e si spinge a volte anche a centrocampo per impostare mentre altre volte lancia lungo da dietro.

Il fatto che la Juve, per prelevarlo dal Regal Sport Bucarest abbia dovuto sconfiggere la concorrenza di club del calibro di PSG e Atletico Madrid la dice lunga sulle prospettive del calciatore; il quale, nonostante la sua giovanissima età di 19 anni, ha dimostrato anche di essere un leader e una grande personalità.

Il suo ruolo ideale è quello di difensore centrale in una difesa a quattro e per il Cagliari potrebbe essere una gradita sorpresa.

Quando una squadra non può essere ammessa nella massima serie, i giocatori vanno via e questo è il caso del giovane Massimo Bertagnoli che è un nuovo giocatore del Brescia. Il centrocampista si è detto entusiasta della sua nuova squadra e soprattutto dell’accoglienza ricevuta per mano del presidente Cellino e del mister Filippo Inzaghi.

Ricorda con molto piacere la sua esperienza di 14 anni con il Chievo Verona che è stata molto utile per la sua maturazione ma adesso è in un’altra squadra e farà di tutto per il nuovo club. Infine, il nuovo acquisto delle rondinelle afferma di essere sicuro di trovarsi al posto giusto per crescere e migliorare sotto tutti gli aspetti. Il club è molto attivo in questa sessione di mercato perché la società sa benissimo che per sperare di raggiungere la Serie A la rosa deve essere competitiva.

Bertagnoli nuovo giocatore del Brescia – Storia e Caratteristiche Tecniche

Bertagnoli è un giovane centrocampista che nella scorsa stagione ha totalizzato 25 presenze e due reti in Serie B. Nato e cresciuto a Lugo, ha cominciato a giocare a calcio all’età di 6 anni con il Real Grezzanalugo, praticando, al contempo, anche altri sport. A 9 anni è iniziata la sua esperienza con la maglia del Chievo Verona, con cui ha fatto tutta la trafila, arrivando a giocare in Primavera.

Il momento della convocazione in prima squadra lo ha ripagato di tutti i sacrifici sostenuti, dovuti agli impegni scolastici e alle distanze da percorrere per allenarsi. Il fatto che la squadra sia retrocessa nella serie cadetta ha sicuramente facilitato il suo debutto, in seguito al quale Bertagnoli ha visto il campo molto spesso nella passata stagione. Il suo augurio, per il futuro, è di continuare a migliorare sempre di più e di continuare a fare il lavoro che gli piace con lo stesso entusiasmo e la stessa sua passione.

Ci sono squadre che puntano sempre sui giovani e la notizia di Udogie nuovo giocatore dell’Udinese dimostra che la compagine friulana ha tale propensione. Il giovanissimo terzino appartiene al Verona, con cui ha debuttato in Serie A l’8 novembre 2020 e ora appresta a fare questa nuova esperienza.

Il prestito all’Udinese è ormai ufficiale e Marino tesse le lodi del giocatore italiano, dicendo che lo stesso dimostra una grande maturità nonostante l’età di 19 anni. Il tecnico Gotti sembra apprezzarne moltissimo le qualità tecniche e umane e gli ha dato un grande spazio nelle amichevoli estive.

Udogie nuovo giocatore dell’Udinese – Dichiarazioni

Il giovane calciatore sembra avere le idee molto chiare e si è detto molto felice di giocare nell’Udinese, che è notoriamente una società che lascia tanto spazio ai giovani. Per questo motivo, vuole sfruttare al meglio questa opportunità, che potrebbe fare la differenza per la sua carriera futura.

Sul suo ruolo, dice di essere duttile ma di rendere al meglio come esterno di centrocampo e il mister sembra essere d’accordo con questa sua visione. Si è detto molto felice del ritorno allo stadio dei tifosi, che danno una grande carica ai calciatori e sugli obiettivi della squadra dice che i principali sono la salvezza e l’andare avanti il più possibile in Coppa Italia. Infine, chiude dicendo di ispirarsi a Marcelo del Real Madrid, uno dei più grandi terzini degli ultimi anni.

Caratteristiche Tecniche

Nella scorsa stagione Udogie ha disputato solo sei partite, dimostrando comunque buone abilità tecniche e atletiche. Il nuovo giocatore dell’Udinese sembra il prototipo del difensore moderno, forte fisicamente e bravo anche con i piedi. Avendo una prestanza fisica abbastanza notevole, è duro da superare ma dà il meglio di sé in progressione offensiva, essendo veloce e tecnico.

Il suo piede molto educato gli consente, infatti, di crossare con grande efficacia e di tentare, ogni tanto, il tiro dalla lunga distanza. Si tratta, quindi, di un terzino sinistro di spinta e può migliorare ulteriormente in fase difensiva e nell’uso del piede destro.

Alcuni giocatori del nostro campionato hanno suscitato il grande interesse di grandi club Europei e l’offerta Atletico Madrid per Vlahovic ne è una dimostrazione. L’attaccante della Fiorentina, infatti, avrebbe mosso la squadra spagnola a proporre un’offerta di ben 50 milioni di euro per avere il suo cartellino.

La duttilità tattica e i 21 gol del serbo non sono, quindi, passati inosservati e hanno incuriosito molto Simeone. Ora la palla passa alla dirigenza viola, la quale però sembra intenzionata a tenere il giocatore e ha respinto anche le proposte dell’Inter che era interessata alle prestazioni del calciatore.

Il nuovo tecnico Vincenzo Italiano, alla vigilia della partita di Coppa Italia contro il Cosenza, ha dichiarato che non esiste il problema Vlahovic, visto che il calciatore si sta allenando bene. Ha, però, aggiunto, di essere ben consapevole della forza del giocatore e che il mercato può cambiare tutte le situazioni; per ora, comunque, l’attaccante serbo sembra molto in linea con il progetto di crescita della Fiorentina.

Offerta Atletico Madrid per Vlahovic – Caratteristiche Tecniche

Vlahovic è un attaccante alto 190 cm ed è dotato di una grandissima forza fisica. Gioca prevalentemente da prima punta ed è abbastanza bravo nel gioco areo (che non è, però, la sua specialità), nella protezione della palla e nel mettere la palla dentro. E’ anche molto bravo nel dialogare con i compagni e nel farsi trovare al posto giusto e al momento giusto.

Quando parte in progressione, i difensori hanno sempre qualche problema nell’arginarlo e sa calciare con entrambi i piedi, anche se con il sinistro risulta molto più devastante. Le sue grandi capacità nella finalizzazione non gli impediscono di saper dialogare con i compagni di squadra e fare le sponde per premiare gli inserimenti da dietro.

Essendo ancora 21enne, ha ampi margini di miglioramento, soprattutto nel gioco aereo, dove è bravo ma non ancora eccelso. Il suo abbinamento tra tecnica e forza fisica lo fa somigliare allo svedese Zlatan Ibrahimovic, che ha caratteristiche e idee di gioco simili.

Nella sua carriera ha vinto una Coppa Italia Primavera con la Fiorentina e due Coppe di Serbia e un Campionato Serbo con il Partizan.

Sostituire l’esterno destro più forte del mondo non è semplice ma Dumfries vicino all’Inter farà del suo meglio per non  far rimpiangere il suo predecessore Hakimi. Secondo i media, il terzino destro olandese, che ha ben impressionato a Euro 2020, sarebbe in procinto di trasferirsi a Milano già dalle prossime ore.

Le parti sarebbero vicinissime per una cifra che si aggira intorno ai 12,5 milioni di euro più 2,5 di bonus, che la società nerazzurra verserebbe nelle casse del PSV Eindhoven. Con l’acquisto a titolo definitivo del nazionale olandese, Simone Inzaghi si assicura il sostituto di Hakimi sulla fascia destra. Il tecnico si sarebbe convinto anche per via delle delle 4 presenze e 2 gol di Dumfries con l’Olanda agli Europei.

Dumfries vicino all’Inter – Caratteristiche Tecniche

Denzel Dumfries è un terzino destro della nazionale olandese che non è cresciuto nei prestigiosi vivai dei Paesi Bassi ma si è fatto le ossa partendo dai dilettanti. Nelle ultime tre stagioni ha giocato per il PSV e ha convinto il ct De Boer a convocarlo e a farlo giocare molto spesso con la nazionale Olandese. Negli ultimi europei, nonostante il cammino olandese sia stato deludente, è stato sicuramente uno dei più positivi degli Oranges.

Il calciatore, come si è visto in nazionale, può giocare anche come esterno di centrocampo; ha dimostrato, infatti di essere bravo sia nella fase difensiva che in quella offensiva. La sua arma migliore è la corsa che abbina a una grande forza fisica ma non ad una tecnica eccelsa. Anche dal punto di vista tattico appare un po’ grezzo e avrà l’opportunità di migliorare, avendo spazio in un campionato in cui questo aspetto è predominante.

Se da un punto di vista offensivo il paragone con Hakimi non regge, Dumfries potrebbe garantire un maggior equilibrio in fase di copertura e di equilibrio. Sicuramente necessiterà un po’ di tempo per adattarsi al modo di giocare della Serie A ma ha le doti fisiche e atletiche per inserirsi molto bene nel nostro campionato.

Ci sono anni in cui una squadra raggiunge risultati spettacolari e nel 2021 questo accade al Chelsea che vince anche la Supercoppa Europea contro il Villareal. I Blues bissano il successo della finale di Champions League e, grazie ai calci di rigore, vincono anche questo prestigioso trofeo internazionale.

Per la squadra di Tuchel si tratta di un ottimo inizio di stagione, arrivato subito dopo l’acquisto del bomber belga Romelu Lukaku. La vincitrice della Champions per 1 a 0 contro il City, quindi, vince anche la Supercoppa, battendo la vincitrice della finale di Europa League, ai danni del Manchester United.

Chelsea vince Supercoppa Europea – La Partita

Il Chelsea imprime un grande ritmo e gioca molto bene nel primo tempo, trascinato da un grandissimo Kanté, che ripropone una prestazione degna di quelle della scorsa stagione. Dopo un bel tiro da fuori del francese, la squadra di Tuchel passa in vantaggio dopo una bella azione, finalizzata da Ziyech al minuto 26.

Il Chelsea gioca meglio ma il Villareal si rende pericoloso con Dia al 32′ e la sua conclusione trova una grandissima risposta del portiere Mendy. La squadra londinese risponde pochi minuti dopo con una grande occasione di Alonso, sventata dal portiere. Alla fine del primo tempo, una traversa di Moreno fa tremare i Blues, che in questo caso devono ringraziare la Dea Bendata.

Nella ripresa, il Villareal cresce e si rende maggiormente pericoloso dalle parti di Mendy. Dopo una girandola di cambi, tra cui l’avvicendamento tra Kanté e Jorginho, il Villareal pareggia al 72′, sfruttando un’impostazione sbagliata in uscita di Rudiger. A segnare è Moreno, servito alla perfezione alla fine della transizione positiva della sua squadra.

Marcos Alonso va ancora vicino al gol nel finale della seconda frazione di gioco ma la palla va fuori e si va ai supplementari. Il Chelsea ha una grande occasione di chiudere i giochi con Pulisic che la manda fuori da posizione ottima. I Blues giocano meglio ma non riescono a sbloccarla.

Si arriva al momento dei rigori e Tuchel cambia il portiere Mendy, sostituendolo con Kepa; la mossa si rivelerà decisiva. Il portiere subentrato, infatti, para i rigori di Mandi e il settimo rigore di Albiol, consegnando la vittoria alla sua squadra. Per il Chelsea sbaglia solo Havertz mentre Jorginho segna con il consueto saltello e spiazza il portiere Asenjo.

Chi vuole sapere come passare da un monastero di Verona al tetto d’Europa può chiedere a Jorginho, perché la sua Storia dell’Europeo 2020 è incredibile e molto significativa. Arrivato a 15 anni dal Brasile, l’Hellas Verona, allora in serie C, non può tesserarlo e lui è costretto a vivere in una comunità di preti, quasi da clandestino.

Dopo molti sacrifici, supera le difficoltà e, quando Maurizio Sarri lo vede giocare, se ne innamora e in futuro lo porterà con sé al Napoli e al Chelsea. Jorginho intanto parte dalla Lega Pro, poi passa per la Serie B, fino ad approdare in Serie A con il Verona.

Dopo 5 stagioni al Napoli, approda al Chelsea. Qui vince la Champions League da protagonista e, qualche settimana più tardi, arriva anche la vittoria di Euro 2020 con la maglia dell’Italia; a questi due trionfi del suo 2021 magico si aggiunge la Supercoppa Europea; tutti questi trofei ne fanno uno dei principali candidati per il Pallone d’Oro, che contenderà alla stella Lionel Messi.

Jorginho Storia dell’Europeo 2020 – Percorso con l’Italia di Mancini

Jorginho nasce a Imbituba in Brasile ma riesce a ottenere la cittadinanza italiana per via dei suoi nonni paterni, originari della provincia di Vicenza. Sceglie, pertanto, di vestire la maglia azzurra e il ct dell’Under21 Mangia lo convoca per la prima volta il 13 novembre 2012.

Per l’esordio con la nazionale maggiore bisogna aspettare il 24 marzo 2016, con Antonio Conte che però non lo porta agli Europei di Francia 2016. Anche Ventura all’inizio lo esclude ma poi lo schiera nello spareggio di ritorno con la Svezia, che ha un esito nefasto, come tutti ricordiamo.

Con l’arrivo di Mancini, Jorginho diventa una pedina insostituibile della nazionale azzurra e ottiene le chiavi del centrocampo italiano.

Qualificazioni Euro 2020

Per quanto riguarda le qualificazioni a Euro 2020, gioca 9 volte e riesce a realizzare anche tre gol su rigore, contro Finlandia, Grecia  e Bosnia.

Già da questo, si nota quanto il ct punti su di lui, che diventa il mediano più basso del centrocampo a tre dell’Italia, con i due interni che sono Barella e Verratti. Questo reparto risulta il settore più forte della nazionale Italiana, formato da tre giocatori non molto fisici ma dotati di una grande tecnica individuale. In questo sistema di gioco, il giocatore del Chelsea risulta fondamentale sia in fase di prima impostazione che nel tenere compatti i settori di difesa e centrocampo.

Nations League 2020-2021

Nella Nations League 2020-2021, il centrocampista scende in campo in 5 occasioni, contro la Bosnia, 2 volte contro l’Olanda e due volte contro la Polonia. In una delle due occasioni contro i polacchi realizza anche un gol.

Jorginho Storia dell’Europeo 2020 – Euro 2020

Jorginho gioca tutte le partite e Mancini lo tiene in campo anche nella partita dal turnover massiccio contro il Galles; ciò significa che il ct riuscirebbe a fare a meno di tutti i calciatori della nazionale ma non del centrocampista del Chelsea.

Nella partita contro la Turchia, il giocatore del Chelsea soffre un po’ nella prima frazione e perde una palla dando modo a Under di ripartire in contropiede a inizio ripresa. Poi, però, non sbaglia più nulla e dà le giuste geometrie al centrocampo dell’Italia, che vince per 3 a 0.

Contro la Svizzera la sua gara trascorre senza intoppi e lui si occupa, come sempre, dell’impostazione e di dettare i ritmi di tutta la squadra. Il metronomo del nostro centrocampo in questa gara non sbaglia nulla e capisce alla perfezione quando accelerare e quando rallentare il ritmo del gioco.

Il massiccio turnover di Mancini della terza gara non riguarda l’italo-brasiliano, che offre un’altra prova maiuscola contro i gallesi. Il Galles, all’inizio, cerca di disinnescare la fonte di gioco azzurra con marcature strette e allora Jorginho comincia ad alternarsi con Verratti nella fase di regia; i due mettono in crisi gli avversari che non riescono a vedere la palla per larghi tratti della gara.

Agli ottavi, gli austriaci pressano molto e mettono in difficoltà gli azzurri soprattutto nella ripresa ma l’Italia non si perde d’animo e tiene botta fino al trionfo dei supplementari. Anche in questa gara, Jorginho ottiene la sufficienza e non si tira indietro, neanche quando c’è da difendere e fare diversi chilometri.

La sfida contro il Belgio dei quarti di finale è la miglior partita dell’Italia e forse anche quella di Jorginho. In questa gara, il centrocampista tiene alta la squadra e gioca una grandissima varietà di palloni, con la consueta tranquillità e senza sbagliare nulla. L’arbitro gli nega un rigore netto ma gli azzurri vincono lo stesso e approdano in semifinale.

Contro la Spagna i centrocampisti azzurri soffrono la superiorità numerica degli avversari ed il padrone della nostra linea mediana non riesce a impostare con la solita fluidità. Luis Enrique, infatti, pensa bene di pressare e bloccare la principale fonte di gioco italiana. Ciononostante, il centrocampista azzurro tiene duro, anche se sul gol di Morata, la sua azione difensiva non è perfetta. Si incarica, infine, di battere il quinto rigore per l’Italia e lo segna spiazzando nettamente il portiere avversario Simon, con il consueto saltello durante la rincorsa.

Di seguito c’è il video del penalty e l’esultanza di Caressa e Bergomi:

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La finale allo stadio di Wembley contro i padroni di casa inizia male con il gol a freddo subito dopo 2 minuti. La sua partita rischia di finire dopo 20 minuti, visto che il calciatore si accascia per un problema fisico e chiede il cambio, ammutolendo Mancini e tutti i tifosi italiani. Per fortuna Jorginho stringe i denti e rimane in campo, crescendo molto nella ripresa e ispirando a destra e a manca come al solito, assieme a Verratti.

Al 114′ per un attimo perde la testa e si rende protagonista di un brutto fallo su Grealish, che l’arbitro, per fortuna, punisce solo con un giallo. L’Intervento è duro e il fallo, per qualche direttore di gara molto severo, avrebbe potuto essere da rosso. Si va ai calci di rigore e stavolta è molto sfortunato sull’ultimo penalty, che dopo un paio di carambole non va in porta;  pochi secondi, però, dopo ci pensa Donnarumma a portare l’Italia al trionfo.

A volte un giocatore fa di tutto per raggiungere un suo ex allenatore, come nel caso di Correa che è vicino all’Inter e si è trovato molto bene con Simone Inzaghi. Nella situazione attuale, la partenza di Lukaku ha fatto sì che la società nerazzurra intervenisse sul mercato acquistando Dzeko ma manca ancora un rinforzo per l’attacco nerazzurro.

L’allenatore sembra aver trovato in Correa il giocatore ideale, anche perché l’attaccante conosce molto bene il campionato italiano e le idee di gioco del mister. Per via delle difficoltà della trattativa per Zapata dell’Atalanta, che è un altro obiettivo dell’Inter, la società nerazzurra ha deciso di puntare sul Laziale e la trattativa sembra ben avviata.

Si parla di circa 27 milioni di euro più 4 di bonus, da versare al club biancoceleste, che, a cessione avvenuta, ufficializzerebbe gli acquisti di Kostic Basic, che sono in sospeso.

Correa Vicino all’Inter – La Situazione

La situazione in casa Lazio sembra ben definita e, con l’arrivo di un allenatore integralista come Sarri, si è subito capito che Correa avrebbe trovato meno spazio. Nel suo 4-3-3 rigido, infatti, potrebbe giocare solo da esterno ed il club ha acquistato sul mercato diversi giocatori di fascia, tra cui Felipe Anderson. Dall’altro lato, la cessione dell’argentino permetterebbe alla Lazio di sbloccare il mercato e questo è un altro fattore che facilita la riuscita della trattativa.

Nell’Inter, invece, gli attaccanti a disposizione di Inzaghi sono al momento solo Lautaro, Sanchez e il nuovo arrivato Dzeko. Viste le tante partite per via delle varie competizioni, il tecnico avrà la possibilità di ricorrere ad un ampio turnover; può, inoltre, contare su giocatori di livello e creare diverse coppie d’attacco. Per questo motivo lo stesso Correa potrà certamente avere molto spazio e la sua classe potrà farlo diventare un beniamino dei tifosi nerazzurri.

Sembra, quindi, che la cessione del 27enne argentino convenga a tutti e quindi c’è una grande probabilità di avere l’ufficialità nei prossimi giorni.

In questa sessione di mercato, molti giocatori optano per emigrare verso la Premier League e uno di questi casi è quello di Milenkovic vicino al West Ham. Dopo Lukaku e Romero, per citare i più eclatanti, anche il difensore della Fiorentina decide di trasferirsi oltre la Manica per una nuova esperienza sportiva.

Le parti sarebbero molto vicine a chiudere l’accordo sulla base di 17 milioni di euro più bonus che andrebbero al club viola, le cui richieste sono, così, accontentate. Il serbo ha fatto sapere di gradire molto la destinazione e la possibilità di maturare nella Premier, che al momento è il miglior campionato del mondo.

Nei giorni scorsi, si era parlato anche di un interessamento della Juventus per il cartellino del giocatore ma poi la pista bianconera è andata via via scemando. Per sostituire il partente Milenkovic, la Viola sta pensando di puntare sul ritorno di Nastasic.

Milenkovic vicino al West Ham – Caratteristiche Tecniche

Milenkovic è un difensore centrale che, grazie alla sua altezza ciclopica di 195 cm, risulta molto bravo nel gioco aereo. Oltre a questo, è dotato di un buono scatto, che gli consente, all’occorrenza, di disimpegnarsi bene anche nel ruolo di terzino.

Grazie alla sua esperienza nel campionato italiano con la Fiorentina, che lo ha prelevato dal Partizan, ha migliorato anche il senso della posizione e la qualità negli anticipi. Milenkovic non disdegna nemmeno la prima impostazione e sa come impensierire anche in zona d’attacco. La sua grande prestanza fisica gli consente, infatti, di svettare nell’area avversaria e rendersi pericoloso soprattutto sulle palle inattive.

L’unico suo difetto sta nelle difficoltà che trova quando ha a che fare con un’ala molto veloce nell’uno contro uno; negli ultimi anni è però migliorato anche su questo aspetto. Inoltre, quando parte da terzino, in genere tende a spingere poco anche quando potrebbe attaccare la fascia e guadagnare il fondo. Bisogna, però, ricordare che è ancora un giocatore giovane, avendo 24 anni, e quindi ha ampi margini di miglioramento e può crescere ancora.