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Il ct della nazionale francese a ‘Le Parisien’ ha espresso parole confortanti per il Polpo e la sua partecipazione al Mondiale.

Didier Deschamps assicura che Paul Pogba sarà presente al Mondiale. A pochi mesi dall’appuntamento in Qatar, la nazionale francese presenta diverse incognite: oltre all’infortunio dello juventino, a centrocampo il ct deve fare i conti con gli acciacchi e il calo di rendimento di N’Golo Kanté. “Parliamo di giocatori molto richiesti, con molta esperienza, di leader. È importante che ci siano, ma non siamo mai al sicuro. Da qui la necessità di preparare i giocatori più giovani. Ovviamente sono in contatto con Paul. La sua partecipazione ai Mondiali di oggi non è in discussione”, ha spiegato Deschamps.

 

 

Nelle scorse settimane, dopo vari consulti medici, il giocare francese della Juventus aveva deciso di non intervenire chirurgicamente per risolvere il problema fisico, ma di seguire delle cure meno invasive e quindi di non mettere a rischio la sua presenza per la rassegna iridata invernale.

Le possibilità di una vittoria ai Mondiali in Qatar sono sicuramente più alte con la presenta dello juventino vista la sua esperienza calcistica.

Pogba sta continuando la riabilitazione in piscina e palestra, e non solo, sta svolgendo anche un lavoro personalizzato con il team di J Medical. Il recupero sta procedendo bene e, stando a quanto si legge, il giocatore non ha più dolore e confida di tornare a disposizione di Allegri per la sfida contro la Salernitana dell’11 settembre.

 

La Finalissima Italia – Argentina

Gli Azzurri hanno vinto il secondo titolo europeo dopo quello del 1968, la finale si è disputata a luglio 2021 a Wembley, proprio contro l’Inghilterra. L’Argentina è riuscita a vincere la Coppa America che mancava da 28 anni contro gli acerrimi nemici di sempre, il Brasile, entrambe le squadre possiedono il record di vittorie con 15 titoli vinti.

Ancora una volta la finalissima si giocherà a Wembley il 1 giugno 2022 alle ore 20:45, che corrispondono alle 19:45 dell’ora locale italiana e alle 15:45 in Argentina.

Jorginho Storia dell'Europeo 2020 Jorginho con la maglia dell’Italia

I precedenti delle due squadre

Questa è una partita abbastanza equilibrata, ma gli Argentini sono leggermente favoriti sugli Azzurri e gli incontri precedenti non smentiscono questi valori.

Le statistiche parlano di 8 gare totali con 3 vittorie dell’Argentina, 2 dell’Italia e 3 pareggi, in Coppa del Mondo gli Azzurri hanno vinto nel 1978 e nel 1982, la prima gara tra queste due Nazionali fu disputata nel 1974 e terminò con il risultato di 1 – 1, stesso punteggio nella gara del 1986 durante i Mondiali in Messico, vinti proprio dall’Albiceleste.

Ma la gara più sofferta e sicuramente l’affronto più doloroso da vendicare per gli Azzurri, riguarda la Semifinale dei Mondiali di Italia 1990, quando al 17’ minuto Schillaci portò in vantaggio l’Italia al Diego Armando Maradona (allora si chiamava San Paolo) e nel secondo tempo Caniggia firmò un pareggio che sarebbe costato caro agli uomini di Vicini. In quell’occasione, la colpa del gol subito fu imputata all’uscita disastrosa di Walter Zenga che permise all’attaccante argentino di segnare.

Anche i tempi di supplementari terminarono in pareggio, i rigori che seguirono furono un tasto dolente per Donadoni e Serena che sbagliarono, il quarto rigore, quello della vittoria, fu segnato proprio da Diego Armando Maradona nel suo stadio.

Le altre due gare disputate sono amichevoli e sono state vinte entrambe dai sudamericani per 2 – 1 e 2 – 0.

 

Quali sono i calciatori italiani che potrebbero fare la differenza e quelli da scartare

Nell’ultima gara con la Nazionale di Chiellini, il suo compagno di sempre Bonucci rimane una pedina fondamentale per la retroguardia Azzurra, Donnarumma è sicuramente uno dei migliori portieri al mondo ma non ha dimostrato molto nelle sconfitte per la qualificazione ai Mondiali.

Un altro giocatore che forse dovrebbe essere scartato è sicuramente Jorginho, potrebbe sembrare una pazzia ma la mancata qualificazione ai Mondiali del Qatar porta ben 3 eventi negativi firmati proprio da lui: i 2 rigori sbagliati nei gironi contro la Svizzera e il suo errore nell’azione finale contro la Macedonia del Nord sul gol negli ultimi minuti di recupero. Via Immobile e Insigne, si potrebbe dare spazio a Scamacca, Berardi, Zaniolo e Kean, nuove promesse che sicuramente rappresentano il futuro della Nazionale Azzurra.

È trascorso più di un secolo da quando, in un’unica giornata, si è disputato il primo Campionato Italiano di Football. La prima edizione della Serie A, infatti, risale all’8 maggio 1898 e consistette in un quadrangolare disputatosi a Torino e vinto dal Genoa.

Da allora, il calcio è senza ombra di dubbio lo sport più amato e seguito in Italia. Attualmente, la 120esima edizione del massimo torneo nazionale è in dirittura di arrivo, in attesa di decidere chi, tra Milan e Inter, riuscirà ad aggiudicarsi lo Scudetto.

A rendere tanto spettacolare questo gioco, hanno contribuito in tutti questi anni il gran numero di fuoriclasse italiani che hanno vestito le maglie più prestigiose del nostro campionato. Sebbene elencarli tutti sarebbe impossibile e una classifica ufficiale dei migliori non esista, si presenteranno a seguire alcuni dei suoi giocatori più rappresentativi.

Giuseppe Meazza

Come non iniziare da questo storico attaccante, a cui è stato dedicato lo stadio che ospita le partite casalinghe di Inter e Milan. Considerato da alcuni esperti il calciatore migliore di sempre, Peppino – questo era il suo soprannome – ha disputato 14 stagioni con la casacca nerazzurra, segnando 284 goal in 408 partite.

In questo periodo, fu capitano della sua squadra per 9 anni e vinse due Scudetti e una Coppa Italia. Oltre a questo, quando si ritirò a 38 anni suonati, poteva vantare nel suo palmares anche due Coppe del Mondo, vinte nel 1934 e nel 1938.

Gianni Rivera

Passiamo ora alla sponda rossonera per colui che, a detta di molti e secondo i numeri, sarebbe il centrocampista italiano più forte di sempre. L’alessandrino classe 1943 ha iniziato la sua avventura con il “Diavolo” a soli 17 anni, disputando con questa maglia 658 partite ufficiali e mettendo a segno la bellezza di 164 reti.

Con il Milan, il “Golden Boy” vinse 3 Scudetti, 4 Coppe Italia, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe delle Coppe e 1 Coppa Intercontinentale. Mai sazio di successi, questo numero 10 si aggiudicò il Pallone d’Oro nel 1969, dopo aver accompagnato la Nazionale alla vittoria del Campionato d’Europa l’anno precedente.

Roberto Baggio

Troppo spesso ricordato per il rigore sbagliato ai Mondiali di USA ‘94 contro il Brasile, il “Divin Codino” è una delle stelle più brillanti del calcio italiano e internazionale. Nonostante la sua carriera sia stata interrotta da terribili infortuni, la sua tenacia e classe indiscussa gli hanno permesso di fare grandi cose e farsi largo nei cuori dei tifosi di tutto il mondo.

Al momento del suo ritiro a 37 anni, aveva vestito in ordine cronologico le maglie di Vicenza, Fiorentina, Juventus, Milan, Bologna, Inter e Brescia. Sebbene non sia mai diventato Campione del Mondo, i suoi 278 goal hanno contribuito a portarlo alla vittoria di un Pallone d’Oro nel 1993, 2 Scudetti, 1 Coppa Italia, 1 Coppa UEFA, oltre che a aggiudicarsi i titoli di FIFA World Player e capocannoniere in un’edizione della Coppa delle Coppe.

Gianluigi Buffon

Il suo debutto in Serie A con il Parma di Nevio Scala sembra un episodio risalente a un’altra epoca. Eppure, Buffon è ancora in attività a 44 anni, ed è di recente tornato a difendere la porta della stessa squadra per chiudere la carriera dove l’ha iniziata.

I successi di “Superman” sono tanti da essere impossibili da elencare in qualche riga. Tra i più celebri, comunque, occorre citare la Coppa del Mondo di Germania 2006, 10 campionati nelle file della Juventus, 1 Coppa UEFA con i “Ducali” nella stagione 1998-99, 6 Coppe Italia e 7 Supercoppe italiane.

 Paolo Maldini

Quella dei Maldini, al Milan, è una vera e propria dinastia. Se prima di Paolo, la casacca rossonera era vestita dal padre Cesare – difensore e poi allenatore – oggi viene indossata dal 20enne Daniel, nel ruolo di attaccante.

Nei suoi 25 anni e 902 partite con il Milan, Paolo ha ottenuto risultati incredibili. Tra i trofei vinti, non si può fare a meno di citare 7 Scudetti, 5 Coppe dei Campioni e 5 Supercoppe Europee, alcuni dei quali con la fascia di capitano ereditata da Franco Baresi nel 1997.

Mondiali Qatar 2022

Quest’anno non è dei più propizi per gli appassionati di calcio del Belpaese. Nonostante la Nazionale di Roberto Mancini abbia di recente mostrato sul campo il proprio valore aggiudicandosi l’ultima edizione dei campionati europei, non è purtroppo riuscita a qualificarsi per la prossima Coppa del Mondo.

Dopo 53 anni di digiuno dall’ultimo successo ottenuto a livello continentale, lo scorso 11 luglio gli “Azzurri” si sono imposti ai rigori sull’Inghilterra. Pur essendo tra i favoriti per raggiungere la finale dei Mondiali che si disputerà in Qatar il prossimo 18 dicembre, non hanno però superato le qualificazioni.

Non solo questa assenza non permetterà agli amanti del calcio di godersi appieno il torneo più famoso del mondo, ma non lascerà neanche ai giocatori italiani la possibilità di distinguersi sul campo.

Gli altri miti italiani del calcio giocato

Come anticipato, quelli presentati non sono altro che alcuni dei campioni più rappresentativi del calcio italiano. La lista, però, dovrebbe essere infinita, estendendosi oltre i citati Meazza, Rivera, Baggio, Buffon e Maldini.

Che dire, infatti, di Dino Zoff, Gianfranco Zola, Francesco Totti, Alessandro Del Piero e Gigi Riva? Qual è, tra questi, il vostro preferito e chi, invece, è imperdonabilmente stato escluso da questa breve rassegna?

Il countdown è iniziato e tiene tutti con il fiato sospeso, tra nuove promesse, alcune certezze e, forse, qualche addio.

Qatar 2022, ventidue edizioni di emozioni su campo.

Il campionato mondiale di calcio 2022 si sta svolgendo, nella sua fase finale, in Qatar. Una edizione molto particolare perché sarà l’ultima a prevedere la partecipazione di 32 squadre nazionali. Infatti dal 2026 (prevista negli USA) la competizione subirà un allargamento epocale a 48 squadre. Quest’anno, per la prima volta, il torneo non sarà disputato nei mesi estivi ma in quelli autunnali (inizierà infatti il 21 novembre 2022) per via delle alte temperature che renderebbero proibitivi gli scontri. Le squadre qualificate al torneo sono: la nazionale qatariota (di diritto, poiché paese ospitante), Germania, Danimarca, Brasile, Belgio, Francia, Croazia, Spagna, Serbia, Inghilterra, Svizzera, Olanda, Argentina, Iran, Corea del Sud, Giappone, Arabia Saudita, Ecuador, Uruguay, Canada, Ghana, Senegal, Portogallo, Polonia, Marocco, Tunisia, Camerun, Messico, Usa. Da determinare: Scozia, Galles o Ucraina; Perù, Australia o Emirati Arabi Uniti; Nuova Zelanda o Costa Rica. In generale dall’Europa risultano qualificate 13 squadre, dall’Asia 6, 5 dall’Africa, 3 o 4 dall’America centro-nord, 4 o 5 dal Sudamerica ed una o nessuna dall’Oceania. Gli italiani per la seconda volta consecutiva, non potranno tifare per la loro squadra reduce da una seconda mancata qualificazione.

Le favorite di Qatar ’22.

Tra le favorite del prossimo mondiale ci sono sicuramente le big europee ma non solo. Tra queste la Germania che dopo un europeo non proprio brillante, nel 2020 (eliminata dagli inglesi agli ottavi di finale) ora giocherà con nuove prospettive. La nazionale tedesca ha collezionato una sfilza di vittorie dimostrando di essere in profonda sintonia con il suo nuovo coach Hansi Flick. Gli inglesi, dal canto loro, dovranno dimenticare la pesantissima sconfitta alla semifinale del Mondiale 2018 (persa contro la Croazia) e quella in campo europeo contro l’Italia, per cercare di disputare una coppa del mondo dignitosa. I francesi, tra gli altri favoriti, sono i campioni in carica dopo aver disputato un brillante mondiale nel 2018. I bleu potranno contare anche sul ritorno di Karim Benzema. Anche il Portogallo entra nella rosa delle favorite con forse un colpo di scena clamoroso. I tifosi infatti si stanno chiedendo se questo potrà essere l’ultimo mondiale del suo capitano Cristiano Ronaldo che, nonostante i rumors, continua a tenere tutti con il fiato sospeso circa una sua possibile decisione di lasciare la maglia della sua nazionale. Non è dato di sapere con certezza se questo sarà davvero la sua ultima uscita sul campo della coppa del mondo, sicuramente però solo l’idea di un possibile addio del campione rende molto tristi. Lo stesso dicasi per il suo antagonista per eccellenza, Leo Messi, che invece sembra essere più deciso. L’attaccante argentino ha infatti dichiarato che dopo il mondiale cambieranno molte cose e la sua avventura con l’Albiceleste potrebbe concludersi proprio con Qatar ’22. Ancora più risonanza hanno avuto le parole di Neymar che sembra anche orientato all’addio al calcio. Il fuoriclasse brasiliano ha fatto sapere che questo potrebbe essere il suo ultimo mondiale anche perché nel 2026  avrà 35 anni. Insomma il mondiale del 2022 sembra la competizione degli addii. Sicuramente diverse stelle del calcio appenderanno le scarpette al chiodo, dopo aver costruito sogni ed averne regalati di fantastici a milioni di tifosi ma il tempo passa per tutti, anche per coloro destinati a rimanere per sempre delle icone del calcio.

Che lo spettacolo abbia inizio.

Questo mondiale regalerà sicuramente enormi emozioni e tantissime sorprese perché le squadre sembrano abbastanza in forma e tutte vogliose di vincere. Sicuramente alcuni match saranno imperdibili visti anche i possibili addii di alcuni tra i migliori giocatori al mondo. Non sarà sicuramente facile pensare di non vedere più Cristiano Ronaldo, Messi o Neymar calciare con le loro rispettive maglie e regalare sogni a tutte le generazioni ma sicuramente nasceranno nuove stelle del calcio e chissà che non sia proprio questa l’occasione per vederle nascere. Conto alla rovescia iniziato, dunque, per rivedere le nazionali gareggiare per la coppa più importante del mondo.

Prima di andare a conoscere alcuni dei migliori giocatori di basket italiani, cercheremo di farvi una piccola introduzione su come sia nato il basket in Italia. .

I primi allenamenti di una squadra di basket bolognese avvennero nel 1889, sotto il simbolo di una neonata società, la Virtus Bologna, nome che sarebbe poi diventato una delle società sportive più famose e vittoriose di tutta Italia. La Virtus Bologna sarà anche la prima squadra in Italia a vincere il campionato nazionale.

Negli anni ’30, nella città di Bologna si tenevano i tornei di “Palla al cesto”, come era chiamata la pallacanestro in Italia, e le squadre cittadine erano circa sei; dal 1931 faceva parte dei tornei anche la squadra della Fortitudo Bologna, allora agli albori ma che avrebbe dominato negli anni non meno fama della Virtus.

Erano state fondate le squadre milanesi, quelle dell’Emilia-Romagna, così come quelle del nord-est e della Roma. L’ascesa di questo sport americano in Italia sarebbe solo questione di tempo, e la città di Bologna aveva tutte le carte in regola per diventare una delle capitali italiane del basket. In Emilia-Romagna, il basket bolognese sta vivendo la sua stagione migliore, grazie all’ascesa di un’altra squadra regionale, la Grissin Bon Basketball Reggiana, che è ancora una delle migliori squadre del Campionato Nazionale di Pallacanestro e che vanta molti i migliori giovani italiani tra le sue fila.

Andrea Bargnani

Bargnani, di origine italiana, ha iniziato la sua carriera nel basket professionistico con la Stella Azzurra Roma nella Serie B2 italiana nel 2002-03. Nella sua stagione da rookie, ha registrato 13,2 punti e 4,5 rimbalzi a partita mentre è apparso in 23 partite. Ha deciso di firmare con la Benetton Treviso per la stagione successiva dopo la sua prima stagione con il club. Il giovane ha avuto una carriera internazionale di successo ed è stato due volte vincitore della Coppa Italia nel 2004 e nel 2005. Nel 2006 è stato membro di una squadra che ha vinto il campionato italiano ed è stato nominato uno dei migliori giocatori del campionato di età inferiore ai 22 anni. Ha avuto molto successo giocando in giovane età.

Da grande uomo, Bargnani era estremamente versatile. Può giocare non solo in palo, ma anche sul perimetro. La sua capacità di tirare da tre punti lo ha reso una minaccia in attacco in vari modi. Inoltre, giocare con giocatori più anziani lo ha aiutato a migliorare notevolmente il suo gioco.

Danilo Gallinari

Danilo Gallinari è un cestista italiano che attualmente gioca come attaccante per gli Oklahoma City Thunder della National Basketball Association (NBA).

Gallo, come è affettuosamente conosciuto, è stato arruolato sesto assoluto dai New York Knicks nel draft NBA 2008 dopo aver trascorso i suoi primi quattro anni da professionista nella natia Italia, con periodi con Casalpusterlengo nel 2004-2005, Nuova Pavia nel 2005- 2006 e Olimpia Milano nel 2006-2008.

Dopo due stagioni e mezzo con i Knicks, è stato ceduto ai Denver Nuggets nel 2011, dove ha trascorso sei stagioni, incluso un breve periodo con l’Olimpia Milano in Italia. Gallinari è stato successivamente acquisito dai Los Angeles Clippers nel 2017, prima di essere ceduto agli Oklahoma City Thunder nel 2019.

L’attaccante è stato nominato Most Valuable Player (MVP) della Lega italiana nel 2008, Miglior giocatore Under 22 della Lega italiana nel 2007 e 2008 e Stella nascente dell’Euro League nel 2008. Ha giocato anche per l’Italia a livello U-16 e U-18 ed è membro della squadra maggiore dal 2007. Ha giocato nella Coppa del Mondo FIBA ​​2019 con l’Italia, con una media di 17,2 punti, 5,6 rimbalzi e 2,8 assist a partita.

Nicolò Melli

Melli, figlio dell’ex giocatore di basket Leopoldo e di Julie Vollertsen, ex pallavolista che ha vinto una medaglia d’argento, è uno degli assi NBA di Sacchetti. Ha iniziato la sua carriera nelle giovanili della Pallacanestro Reggiana, con la quale ha esordito in Legadue nel 2007. Ha esordito nella Lega Basket Serie A (LBA) tre anni dopo, giocando per l’EA7 Emporio Armani Milano, con il quale ha vinto lo scudetto nel 2014.

Ha vinto una medaglia d’argento con la nazionale Under 20 agli Europei di Bilbao nel 2011, e ha gareggiato in tre tornei EuroBasket con la nazionale maggiore (2013, 2015, 2017). Melli è sposato con Khatarina e padre di Matilde. Sentirà senza dubbio molti applausi dai suoi fan a casa

Per qualche ora è stata messa in dubbio anche la possibilità di chiudere regolarmente la stagione: le sanzioni del governo inglese a Roman Abramovich toccano da vicino anche il Chelsea. Il magnate russo, all’indomani dello scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, aveva subito messo in vendita il club, prevedendo probabilmente l’arrivo della stangata nei suoi confronti. Non ha fatto in tempo a vendere e ora la situazione si complica terribilmente.

Le sanzioni ad Abramovich

Beni congelati, questo è il succo delle sanzioni agli oligarchi russi presenti nel Regno Unito, annunciate da Liz Truss, ministro degli esteri. Abramovich non può così chiudere affari con persone o aziende inglesi, non può entrare nel paese e di fatto gli viene impedita ogni attività economica/lucrativa col Chelsea. Ai “blues” è stato concesso di continuare a giocare e a prendere parte alle competizioni sportive solo grazie ad una licenza speciale ma anche la squadra risentirà direttamente di queste sanzioni.

Basti pensare che Stamford Bridge sarà aperto solo agli abbonati (non si possono vendere biglietti, così come è stata sospesa tutta l’attività di merchandising), mentre per le trasferte non si potranno spendere più di 20mila sterline, complicando ovviamente anche l’aspetto logistico.

Non solo: il Chelsea non può ovviamente fare mercato (nessun acquisto e nessuna cessione) e non può rinnovare i contratti in scadenza. Certo, da qui al 31 maggio la situazione potrebbe ammorbidirsi, visto che il club londinese ha chiesto al governo di poter operare il più normalmente possibile, ma le incognite sono tante anche da questo punto di vista.

Smobilitazione in vista?

L’allenatore tedesco Tuchel cerca di restare concentrato su quello che resta della stagione ma è inutile nascondere che c’è apprensione per il futuro del club. Abramovich aveva chiesto 3.3 miliardi di euro per vendere il club, si è parlato di un’offerta di 2.3 miliardi di un consorzio svizzero-statunitense, ma ad oggi è sempre il miliardario Wyss ad essere il più interessato. Tutto ora è bloccato.

Vale la pena ricordare che parliamo della squadra campione d’Europa in carica: lo scenario di una possibile smobilitazione in estate era quindi impensabile fino ad un paio di settimane fa.

Le italiane pronte ad approfittarne

L’esodo ci sarà, in ogni caso. Ci sono infatti diversi giocatori in scadenza, uno di essi (il 24enne difensore centrale, Christensen), ha già trovato l’accordo col Barcellona e ha svolto anche le visite mediche al Camp Nou. Il danese, peraltro, non è il solo difensore col contratto che scade a giugno: c’è il capitano, Azpillicueta, anche lui dato per vicino alla firma col Barça, e Antonio Rudiger.

L’ex Roma, 29 anni, è tra i pezzi pregiati del mercato degli svincolati. Ci pensa la Juventus, chiamata a trovare un sostituto di Chiellini, atteso dall’ultima stagione da professionista, ma la concorrenza è folta e comprende diversi top club europei.

Per i bianconeri, allora, è più realistico arrivare a Jorginho. Allegri dalla scorsa estate è alla ricerca di un play “puro”, non a caso ha chiesto (invano) il ritorno di Pjanic. Il tecnico toscano vedrebbe quindi di buon occhio l’arrivo del regista della nazionale, il cui contratto col Chelsea scadrà nel 2023. L’ex Napoli potrebbe essere acquistato a cifre molto più basse rispetto a quelle preventivate qualche mese fa, e non va neppure dimenticato che dal punto di vista dell’ingaggio la Juve godrebbe dei benefici del decreto crescita: insomma, ai 6 milioni di ingaggio netto a stagione, se ne aggiungerebbero solo altri 3 lordi (e non 6).

Mancano nove mesi al calcio d’inizio del primo Mondiale d’inverno nella storia del calcio. Un vero spartiacque considerando che l’edizione successiva del 2026 allargherà il numero di partecipanti da 32 a 48 squadre nel nome dell’inclusione sportiva. O forse semplicemente con l’obiettivo di aumentare gli incassi derivanti da diritti TV, ticket e dall’intero indotto. Quello qatariota sarà il primo Mondiale al freddo per gli spettatori italiani da casa, mentre il piccolissimo stato petrolifero degli sceicchi godrà  delle temperature estive del Golfo Persico. La data del calcio d’inizio è certa così come il numero e il nome delle formazioni già qualificate. Diverso è il discorso playoff europei: un set di spareggi dai quali verrà fuori il nome delle 3 squadre mancanti. Nell’area africana ne mancano 5, nel centro-nord America 3, dagli spareggi intercontinentali 2, mentre in sudamerica e in Asia sono ancora 4 i posti a disposizione per completare l’intero tabellone di Qatar 2022. Ecco la situazione.

Sul fronte delle nazionali già qualificate a livello globale si annoverano 15 formazioni compreso l’undici del paese ospitante: Brasile, Argentina, Germania, Danimarca, Belgio, Francia, Croazia, Olanda, Serbia, Spagna, Inghilterra, Svizzera, Iran e Corea del Sud. Escludendo eventuali outsider provenienti dai playoff, la favorita del torneo dovrebbe nascondersi esattamente tra una delle nazionali già qualificate.

Dando uno sguardo al calcio che conta, le squadre che possono ancora partecipare al Mondiale qatariota, che stravolgerà le date dei campionati in Europa, sono le seguenti. In Africa: Egitto, Senegal, Camerun, Algeria, Ghana, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Marocco, Mali e Tunisia; mentre nel centro-nord America figurano Canada, Messico, Stati Uniti, Panama, Costa Rica, El Salvador, Giamaica e Honduras. Discorso a parte per l’area oceanica e asiatica con squadre ancora in lizza in veste di semplici sparring partner che possono solo augurarsi il miracolo sportivo per partecipare al loro primo mondiale della storia: formazioni come Fiji, Isole Cook, Vanuatu e Isole Salomone se la giocano da una vita, e senza fortuna, e tutto sommato sarebbe una piacevolissima sorpresa vederle al cospetto dei giganti mondiali del football.

Sul fronte azzurro ecco la situazione degli spareggi Qatar 2022 con date e avversarie dell’Italia. La qualificazione ai Mondiali per Mancini & co. sembrava una formalità di rito prima di trasformarsi in tragedia. Archiviato l’inaspettato successo agli Europei d’Inghilterra, l’Italia dovrà giocarsela come testa di serie ai playoff in un mini torneo nient’affatto semplice che vede anche la partecipazione di squadre della Nations League. Restano tuttavia i dubbi sul reale contributo dell’attaccante azzurro in forza all’Adana Demirspor, che in questa stagione ha realizzato una decina di gol nella massima serie turca: la Süper Lig. Sono passati quattro anni dalla sciagurata notte di Milano con gli azzurri in lacrime sul verde di San Siro dopo la clamorosa eliminazione subita dalla solita, quanto solida Svezia, e l’incubo di una nuova esclusione sembra già manifestarsi all’orizzonte. Dopo il miracolo in terra d’Albione si attende il secondo: la vittoria agli spareggi playoff che di per sè rappresenta un altro torneo vero e proprio prima dell’attesissimo, quanto lontano, paradiso qatariota nel Golfo Persico.

Ancora poche settimane e sapremo quali saranno tutte le 32 nazionali qualificate ai prossimi mondiali che si svolgeranno in Qatar quest’anno.

L’Italia di Mancini ad esempio dovrà vedersela in un doppio turno di playoff utile per staccare un pass per il mondiale battendo prima la Macedonia, sfida che si disputerà a Palermo il 24 Marzo, e in caso di vittoria una tra Turchia e Portogallo, andando a giocare la finale sul campo degli avversari.

Ronaldo rischia quindi di non partecipare a questo torneo, con Mancini e tutti gli azzurri spettatori molto interessanti.

Inghilterra Euro 2020

Capocannoniere Mondiali Russia 2018

Se guardiamo la classifica cannonieri della scorsa edizione, organizzata in Russia e terminata con la vittoria della Francia, in virtù del successo per 4 a 2 dei transalpini contro la Croazia, troviamo alcuni protagonisti di quella edizione pronti a darsi battaglia anche 4 anni dopo.

La scarpa d’oro del torneo è stata assegnata all’ attaccante inglese Harry Kane che ha messo a segno 6 reti, superando per una marcatura il campione del mondo Antoine Griezmann, che è stato decisivo proprio in finale, con 4 gol. A pari merito  troviamo anche Romelu Lukaku, con il campione belga attualmente al Chelsea che sta vivendo un periodo non troppo felice e, proprio in vista del Mondiale, potrebbe cambiare aria per ritrovare fiducia.

Capocannoniere Euro 2020

Troviamo l’attaccante inglese Harry Kane presente anche nella classifica capocannonieri dell’ultima edizione dell’Europeo 2020, che a causa della pandemia si è svolto, sempre in maniera itinerante, ma solamente l’estate scorsa con quindi un anno di ritardo.

Kane è un attaccante che sa finalizzare le occasioni create dai compagni, riuscendo a trovarsi sempre al posto giusto nel momento giusto. Sfortunatamente per gli inglesi però le sue qualità non sono bastate per vincere il trofeo e la punta si è vista sfuggire anche il titolo di capocannoniere che è stato vinto da Cristiano Ronaldo, autore di 5 gol.

Il campione portoghese però non è stato l’unico a segnare 5 reti, ma si  è trovato in compagnia  di Patrik Schick, vecchia conoscenza del nostro campionato e stella della Repubblica Ceca.

La Fifa ha scelto però di assegnare al lusitano il premio perché a parità di reti segnate ha giocato meno minuti.

Entrambi i bomber devono passare attraverso i playoff se vogliono prolungare questa sfida anche in QatarCapocannoniere Coppa America 2021

Lo scorso anno si è disputata anche la Coppa America che è terminata con la vittoria dell’Argentina (risultato di 1 a 0) contro il Brasile, con Leo Messi che oltre a festeggiare il trofeo con i compagni ha vinto la scarpa d’oro, insieme al colombiano Luis Diaz, con un bottino di 4 reti.

Al secondo posto con 3 marcature troviamo l’interista Lautaro Martinez e Gianluca Lapadula, giocatore italiano che però ha scelto di essere convocato dal Perù, in omaggio alle sue origini sudamericane.

Nazionale italiana

Gli altri bomber di Qatar 2022

Tra i nomi già citati ritroveremo sicuramente al prossimo mondiale Lukaku, Kane, Griezmann, Lautaro Martinez e Messi oltre a Benzema, Mbappe, Morata, Neymar, Muller.

Ci sarà anche Dusan Vlahovic che debutterà per la prima volta ad un mondiale e potrebbe essere, insieme alla Serbia, una sorpresa della manifestazione. L’attaccante della Juventus è senza dubbio uno dei giovani più interessanti nel panorama internazionale e sarà un piacere per tutti i tifosi vederlo in azione in una competizione così spettacolare.

Tra i sicuri assenti ci sarà un altro giovane bomber, capace di segnare in tutti modi, come Erling Halland, perchè la Norvegia non è riuscita a qualificarsi.

Molto comunque dipenderà dal sorteggio, in programma il 1 Aprile, con alcune squadre che potrebbero avere partite abbordabili nel girone, vantaggio per alcuni bomber che potrebbero iniziare a segnare parecchi gol in queste sfide per avvicinarsi alla vittoria della classifica marcatori.

Tra qualche giorno, precisamente il 24 Marzo, gli azzurri scenderanno in campo per il primo turno dei playoff utili a garantire un posto per Qatar 2022.

Sorteggio sfortunato per l’Italia

L’Italia, dopo essere arrivata seconda nel girone, ha parecchio da recriminare non solo per il rigore sbagliato da Jorginho proprio nella sfida decisiva contro gli elvetici, ma anche per il risultato del sorteggio.

La nazionale campione d’Europa, ha già saltato gli ultimi Mondiali, organizzati dalla Russia nel 2018, a causa della sconfitta contro la Svezia, ma adesso il sistema dei playoff è diventato addirittura ancora più complicato. I ragazzi di Mancini sono stati inseriti nel gruppo composto da Macedonia del Nord, avversario da affrontare a Palermo nella sfida d’andata, con la vincente che affronterà in trasferta una tra Portogallo e Turchia.

Secondo esperti e bookmakers, sulla carta la partita decisiva vedrà Bonucci e compagni affrontare Cristiano Ronaldo, con i due giocatori ex juventus pronti a ritrovarsi come nemici.

Pericolo Portogallo

La nazionale lusitana, allenata da Fernando Santos, è arrivata seconda nel suo girone di qualificazione a causa della sconfitta interna patita il 14 Novembre 2021 per 1 a 2 contro la Serbia, che forse un po’ a sorpresa si è aggiudicata con anticipo un posto per i prossimi mondiali.

I punti di forza dei portoghesi, oltre ad una leggenda come Cristiano Ronaldo, voglioso di partecipare per l’ultima volta a questa prestigiosa manifestazione, che per la prima volta nella storia sarà giocata durante l’inverno, sono la possibilità di giocare davanti ai propri tifosi e il calcio propositivo votato sempre all’attacco.

Il modulo con cui spesso scendono in campo è un 4 3 3 con gli attaccanti esterni che possono mettere in difficoltà le difese avversarie, sfruttando tecnica e velocità individuale.

Al centro della difesa dovrebbe tornare Pepe, che con la sua esperienza è pronto a guidare i compagni di reparto che dovranno contrastare, anche con il fisico, probabilmente Ciro Immobile che per il momento dovrebbe essere la punta scelta da Mancini.

La difesa portoghese potrebbe essere messa in difficoltà dagli attacchi dell’Italia, ma sarà una sfida da giocare anche sotto l’aspetto mentale. In caso di finale tra Portogallo e Italia è difficile stabilire chi possa aver più pressione: se la squadra di casa, campione d’Europa nel 2016, avrà l’onore e la responsabilità di giocare davanti ai propri tifosi, l’Italia non può permettersi di vanificare l’ultimo successo internazionale mancando per la seconda volta la qualificazione ad un Mondiale.

Attenzione però a dare per scontata la finale tra queste due nazionali perché non bisogna dimenticarsi che Macedonia del Nord e Turchia, potrebbero sfruttare i pronostici a loro sfavore, giocando con minor pressioni continuando ad inseguire il sogno di andare in Qatar.

A 31 anni, Mario è finalmente tornato in sé?

Mario Balotelli è sempre stato considerato un grande talento, ma le cose estranee lo distraggono costantemente dal gioco. Ha fatto spesso lo sciocco durante l’allenamento, ha organizzato feste rumorose ed è stato spesso criticato. Per valutare l’entità delle sciocchezze commesse dall’attaccante bastano pochi fatti.

Lancia la maglia dell’Inter e prova la maglia del nemico giurato: il Milan

A inizio carriera Balotelli suscitava spesso in campo le ire dei tifosi nerazzurri. Dopo una delle partite, l’attaccante è diventato così furioso che si è strappato con aria di sfida la maglietta e l’ha lanciata sul prato, questo ha quasi portato a una rissa con il veterano dell’Inter Marco Materazzi. E durante una delle trasmissioni televisive, Balotelli è caduto per le provocazioni dei padroni di casa e ha provato la maglia del Milan. I tifosi nerazzurri non hanno apprezzato un simile trucco da parte dell’attaccante.

Ha fatto impazzire Francesco Totti

Il leggendario attaccante della Roma è sempre stato considerato un modello di professionalità. Ma anche lui fu condotto ai trucchi di un odioso compatriota. Durante la partita Balotelli ha detto a Totti: “Giocherai o farai il bambino?”. Francesco non sopportava tanta sfrontatezza, rimproverò Mario e con tutte le sue forze gli colpì le gambe. Forse per il capitano dei romani, questo crollo è stato il più forte della sua carriera.

Ha divertito le persone con un colpo di tacco andato a vuoto

Mario è entrato nelle classifiche umoristiche dopo l’episodio in amichevole con un colpo di tacco a porta vuota non riuscito. L’attaccante non è riuscito in alcun modo a tirarsi indietro e ha mandato su tutte le furie uno degli allenatori del Manchester City, Roberto Mancini. In quel giorno molti bookmaker hanno molto sottovalutato tutte le quote con la sua partecipazione.

Ha lanciato dardi contro i compagni di squadra e ha quasi bruciato la sua casa

Al Manchester City, Balotelli è impazzito. Ha lanciato dardi contro i giovani giocatori, ha combattuto con Rio Ferdinand e quasi ha bruciato … la sua stessa casa. Durante una festa amichevole, Mario decide di lanciare fuochi d’artificio direttamente dalla finestra del bagno. Tutto finì male: prima il sipario prese fuoco, e poi l’intera abitazione. Per fortuna nessuno si è fatto male. Rispetto a questo, i combattimenti in allenamento con Micah Richards, Vincent Kompany e Jerome Boateng sembrano una sciocchezza.

L’ultima volta che l’attaccante è stato seriamente interessato alla nazionale del suo paese è stato nel 2016-2018. Con il Nizza ha collezionato 76 presenze, segnando 43 gol e fornendo tre assist. Dopo di che, c’è stato uno strano periodo al Marsiglia: 15 partite, otto gol e il club si è improvvisamente rifiutato di rinnovare il contratto.

Dopo la Francia, la carriera di Balotelli è stata quella del Brescia, a cui il calciatore ha portato anche tanti vantaggi (5 gol in 19 partite). Questo è solo un atteggiamento più responsabile nei confronti del processo di allenamento, l’attaccante non è iniziato. Il regolare assenteismo dalla formazione ha comportato la risoluzione anticipata del contratto.

Balotelli ha così raggiunto la Serie B. Con una bella partita a Monza (6+1 in 14 partite), Mario ha attirato l’attenzione del club turco Adana Demirspor, dove attualmente milita. Si comporta molto bene, dal momento che l’allenatore della Nazionale italiana, Roberto Mancini, ha deciso di dare un’altra chance al travagliato attaccante, chiamandolo alle qualificazioni più difficili per il Mondiale 2022: con la Macedonia del Nord, e in futuro anche con il Portogallo .

Mancini ha così spiegato la mossa inaspettata: “Non considero la sfida di Mario un gesto di disperazione. Ha sempre dimostrato un’ottima tecnica. La cosa principale è valutare la sua forma fisica. L’abbiamo perso di vista ultimamente, quindi è bello vederlo da vicino”.

Attilio Lombardo, assistente di Mancini, ha parlato in modo lusinghiero della prontezza dell’attaccante: “Ha perso molto peso. Non so se ciò sia dovuto al fatto che era stato malato di coronavirus o qualcos’altro. Non vedo Mario da molto tempo perché ora che gioca all’estero è più difficile tenere traccia dei suoi progressi. Sinceramente, non mi aspettavo di vederlo così in forma. È stata una piacevole sorpresa”.

Balotelli è tornato in Nazionale e potrebbe essere la “wild card” di Mancini. Il compito davanti ai campioni d’Europa è incredibilmente difficile: non inciampare nella Macedonia del Nord e poi, probabilmente, togliere di mezzo Portogallo e Cristiano Ronaldo.