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Redazione mondiali.it

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Come ogni mondiale che si rispetti, anche la prossima competizione di Qatar 2022 suscita curiosità per la presenza di nazionali poco blasonate che cercheranno di mettersi in mostra contro i più famosi top team. Alla squadra di casa, qualificata di diritto come Paese organizzatore e unica esordiente assoluta, si aggiungono interessanti ritorni come il Canada, il Galles e il Ghana: riusciranno le “Cenerentole” a fare bella figura?

L’esordio del Qatar in casa

Non ci si aspettano particolari scintille dalla nazionale del Qatar, ma la squadra di casa potrebbe mostrare qualcosa in più di quanto immaginino gli appassionati di calcio occidentali. È ciò che sperano la federazione qatariota, che sta lavorando duramente da anni per ben figurare in questa edizione del mondiale, e i tifosi locali, che per la prima volta si affacciano a una competizione così importante.

Il biglietto da visita del Qatar è la vittoria della Coppa d’Asia nel 2019, valsa il balzo dall’88esima alla 49esima posizione nel ranking FIFA consultabile anche sul portale Transfermarkt, un successo non di poco conto se si considera che la nazionale del piccolo emirato è riuscita ad arrivare in fondo eliminando la Corea del Sud ai quarti e battendo in finale i ben più blasonati giapponesi con un netto 3-1.

Collocato nel girone A con Paesi Bassi, Ecuador e Senegal, il Qatar parte sfavorito secondo le piú aggiornate analisi statistiche sulle scommesse per il mondiale 2022 ma, escludendo la netta superiorità degli Orange, potrebbe sfruttare il fattore geografico per sorprendere gli addetti ai lavori.

Canada, ritorno al mondiale dopo 36 anni

Con una sola partecipazione ai mondiali nel 1986, la nazionale canadese sbarcherà in Qatar con grande entusiasmo, spinta anche dal fatto che assieme a Stati Uniti e Messico il Paese nordamericano ospiterà, come racconta Il Corriere dello Sport, l’edizione 2026 della competizione. Sorteggiato nel gruppo F con Belgio, Croazia e Marocco, il Canada si presenta con una squadra valida e sicura di sé, che annovera al suo interno diversi giocatori con esperienze in Europa, a partire dal bomber del Lille Jonathan David.

L’undici allenato da John Herdman ambisce a non fare solo una comparsata e potrebbe essere una delle sorprese del torneo, almeno per ciò che riguarda la fase a gironi.

Il Galles dai playoff al sogno mondiale

Battendo l’Ucraina nello spareggio playoff per accedere ai mondiali, il Galles torna a partecipare alla maggiore competizione calcistica dopo ben 64 anni. La nazionale dei Draghi Rossi, che vanta in rosa giocatori del calibro di Gareth Bale, Aaron Ramsey e Daniel James, è senza dubbio una delle squadre europee migliorate maggiormente nell’ultimo decennio, tanto da aver raggiunto nel 2016 le semifinali e nel 2020 gli ottavi agli Europei di calcio ed essersi qualificata a Qatar 2022 dopo una storia fatta di pochissime soddisfazioni (unico mondiale disputato quello del 1958, terminato ai quarti di finale).

Con queste premesse, il Galles è un’altra squadra che potrebbe sorprendere, magari facendo uno sgambetto ai cugini inglesi nel girone eliminatorio (gruppo B con Stati Uniti e Iran).

Il Ghana in Qatar per fare sul serio

Tra le squadre africane qualificate a Qatar 2022 troviamo il Ghana, le cui uniche tre partecipazioni alla competizione sono tutte abbastanza recenti (2006, 2010, 2014). Le Black Stars partiranno per l’emirato arabo con l’obiettivo – difficile – di emulare quanto accaduto nel 2010, quando la nazionale ghanese si è arresa solo ai calci di rigore nei quarti di finale contro l’Uruguay, che tra l’altro ritroverà già nel girone del gruppo H.

Per aumentare le proprie possibilità di andare avanti, il Ghana ha cercato di rinforzare la rosa naturalizzando alcuni nomi di spicco del calcio europeo, come Iñaki Williams dell’Athletic Bilbao, Tariq Lamptey del Brighton Hove & Albion e Stephan Ambrosius difensore dell’Amburgo: qualificazione certo non facile, ma le africane ai mondiali sono sempre una mina vagante.

L’edizione di quest’anno della FIFA World Cup si terrà in Qatar, il ricchissimo paese della penisola araba. L’organizzazione complessiva ha richiesto costi faraonici e, secondo i dati FIFA, questa sarebbe l’edizione più costosa mai organizzata. Ma a quanto ammontano le spese sostenute dallo stato mediorientale?

Il conto

Le spese per l’organizzazione della prossima Coppa del Mondo, al momento, ammonterebbero a circa 220 miliardi di euro. Un primato che sarà difficile da battere, specialmente se si considera che l’edizione più costosa mai registrata in precedenza è quella tenutasi in Brasile nel 2014, costata (soltanto) 15 miliardi.
Il ricco investimento infrastrutturale ha previsto la costruzione dei nuovi stadi, di alberghi, strutture turistiche e aeroporti oltre che l’ammodernamento delle strade urbane.

Per alcuni la cifra risulta assolutamente sproporzionata, uno spreco per un evento calcistico che dura, tra l’altro, poco meno di un mese. Eppure l’obiettivo del paese ospitante è molto ambizioso e va aldilà della competizione sportiva in sé. Secondo le parole di Al Nuaimi, membro della famiglia reale emira, l’organizzazione della Coppa del Mondo 2022 è inserita all’interno di un programma più ampio denominato “Qatar National Vision 2030”. Il piano prevede, infatti, tutta una serie di ingenti investimenti a lungo termine per il miglioramento delle infrastrutture, i quali erano stati pianificati molto tempo prima rispetto alla notizia dell’assegnazione FIFA.

L’audace scommessa del Qatar

La necessità di organizzare i mondiali 2022, dunque, ha soltanto velocizzato la realizzazione di opere che erano già state previste da tempo dagli enti governativi mediorentali. L’evento avrà sicuramente il compito di rendere il Qatar, per la prima volta, un perno sportivo a livello globale, a cui tutti i paesi del mondo dovranno fare riferimento.

È proprio questa l’audace scommessa dell’emiro Tamim bin Hamad al-Thani, quella cioè di sfruttare l’evento per accendere i riflettori sul Qatar e per portare finalmente  il calcio mondiale nel Golfo. L’idea è, quindi, quella di pubblicizzare il Qatar come Stato all’avanguardia, un modello per tutti i paesi, orientali e occidentali. Non ci resta che attendere la cerimonia di inaugurazione della FIFA World Cup e scoprire se l’obiettivo verrà raggiunto.

Cosa aspettarci?
Quello di quest’anno, insomma, sarà sicuramente un mondiale da non perdere, malgrado la nostra nazionale già fuori competizione. Complice il gran caldo e la presenza della squadra del Qatar, qualificata di diritto, ci saranno risvolti inediti e spettacolari colpi di scena.

Dopo ben 24 anni l’Italia della pallavolo maschile torna sul tetto del mondo

La giovane Nazionale di Ferdinando De Giorgi scrive una pagina importantissima della già gloriosa storia della pallavolo italiana battendo 3-1 (22-25, 25-21, 25-18, 25-20) la Polonia alla Spodek Arena laureandosi così campione del Mondo a 24 anni di distanza dall’ultima medaglia d’oro vinta in Giappone.

Per gli azzurri si tratta del quarto titolo iridato dopo quelli ottenuti nel ’90, ’94 e ’98 e diventando così l’unica squadra dopo l’URSS (a quota 6 tra il ’49 e l’82) a raggiungere tale traguardo.

TABELLINO: POLONIA – ITALIA 1-3 (25-22, 21-25, 18-25, 20-25)

ITALIA: Giannelli 8, Michieletto 13, Anzani 8, Romanò 13, Lavia 21, Galassi, Balaso (L). Sbertoli, Russo 4. N.e: Recine, Bottolo, Pinali, Scanferla (L), Mosca. All. De Giorgi
POLONIA: Semeniuk 11, Bieniek 10, Janusz 1, Skiwka 12, Kochanowski 6, Kurek 8, Zatorski (L). Kaczmarek 7, Lomacz, Fornal 5, Kwolek. N.e. Klos, Poreba, Popiwczak (L). All. Grbic
Arbitri: Mokry (SVK) e Simonovic (Sui).
Durata set: 29′, 31′, 27′, 27′.
Spettatori: 11500.
Italia: 4 a, 18 bs, 10 mv, 22 et.
Polonia: 5 a, 15 bs, 5 mv, 30 et.

 

Primo set iniziato con gli azzurri bravi a contenere a muro gli attacchi dei polacchi e con Giannelli come sempre abile a sfruttare la buona vena di Lavia in attacco. Ciò che ne è derivato è stato un inizio gara equilibrato con le due squadre a contatto (18-15 per l’Italia) e con i ragazzi di De Giorgi molto efficaci in fase difensiva. Con il passare dei minuti Grbic ha poi inserito Kaczmarek al posto di Kurek, ma Giannelli e compagni hanno continuato a giocare davvero una buona pallavolo continuando ad amministrare un minimo vantaggio (21-17) successivamente recuperato dagli uomini di Grbic (21-21) che nel frattempo aveva cambiato anche il palleggiatore inserendo Lomacz. Il finale si è fatto vibrante con il pubblico di casa che ha continuato a far sentire la sua pressione e con i ragazzi di De Giorgi che nel frattempo hanno fatto molta fatica in attacco (solo 28%) proprio nella fase clou; gli uomini usciti dalla panchina polacca sono risultati determinanti e un muro su attacco di Romanò ha chiuso il primo set sul 25-22 per i padroni di casa.

I polacchi, sulle ali dell’entusiasmo sono andati subito sul 3-1, ma con il passare dei minuti gli azzurri si sono rifatti sotto agguantando la parità sul 7-7. Il match è proseguito a strappi con i padroni di casa che hanno tentato più di una volta di allungare ma con gli azzurri che hanno retto l’urto della forza offensiva polacca con una serie di muri; allo stesso modo però la fase offensiva dei laterali italiani ha continuato a essere deficitaria, ma nonostante questo l’orgoglio e il capitano hanno tenuto a galla i ragazzi di De Giorgi (18-18, 20-20). Nel finale tanto coraggio per gli azzurri che nel momento clou si sono portati avanti di 3 lunghezze (24-21) chiudendo poi sul 25-21 portando la gara sull’1-1.

Terzo set
iniziato con Russo in campo al posto di Galassi (cambio già effettuato nel corso del secondo set) e Polonia di nuovo avanti, ma nuovamente azzurri reattivi e caparbi nel non voler mollare niente (14-13); Gianelli e compagni ancora sugli scudi nella fase calda (23-16) e trascinati da una magnifica trance agonistica vanno a prendersi anche il terzo set (25-18) ribaltando la situazione sul 2-1.

Quarta frazione che ha visto ancora gli azzurri protagonisti di un’ottima organizzazione di gioco (14-10) e bravi a resistere a un ritorno di fuoco degli avversari (18-13). Con il proseguire del set i padroni di casa hanno tentato una disperata rimonta (19-16), ma Giannelli e compagni non hanno concesso nulla e, a 24 anni di distanza da Tokyo 1998, sono andati a riprendersi il titolo Mondiale (25-20).

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Cosa sono le slot machine Megaways?

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Ciò è dovuto in gran parte al fatto che le slot regolari non sfruttano il potenziale dei rulli.

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Il rovescio della medaglia è che spesso si è costretti a giocare per lunghi periodi di inattività senza ottenere vincite significative. Infatti, solo nella funzione bonus le vincite si fanno davvero consistenti.

 

I migliori giochi da casinò online Megaways

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Sei anni dopo, Playtech ha introdotto Buffalo Blitz Megaways, una versione definitiva della slot originale con oltre 117.000 linee di pagamento e quattro diversi jackpot progressivi.

 

I Mondiali di calcio, che quest’anno si disputeranno per la prima volta in Qatar, ma soprattutto durante l’inverno, situazione insolita per il calendario internazionale, infiammano i cuori dei tifosi di tutto il globo. Se dev’essere dato ancora il fischio d’inizio della competizione, la prima partita in programma vedere i padroni di casa che scenderanno in campo contro la squadra dell’Ecuador, molti scommettitori si stanno già informando sulle quote, informandosi su siti specializzati come rabona scommesse.

Purtroppo gli azzurri di Roberto Mancini dovranno seguire l’evento da casa, avendo fallito la qualificazione, in maniera drammatica  a maggior ragione dopo l’esclusione da Russia 2018. Peccato perché guardando la storia calcistica del nostro paese e il valore della rosa, praticamente lo stesso blocco che si è laureato lo scorso anno campione d’Europa, ci potevano essere i presupposti per replicare le notti magiche del 2006 o dell’82.

Chi sono le nazionali favorite?

Il Mondiale potrebbe regalare sia grandi sfide tra le nazionali più forti del mondo, ma attenzione alle possibili sorprese. Il livello della competizione si è alzato nel corso degli anni, e anche le nazionali sulla carta sfavorite, potrebbero sovvertire i pareri avversi dei pronostici con prestazioni tutto corsa e cuore.

La squadra favorita, come da tradizione, risulta essere il Brasile, unica nazione che può vantarsi di aver vinto 5 titoli mondiali. L’ultimo però ormai è distante 20 anni e i verdeoro hanno voglia di riportare a casa la coppa. Uno dei protagonisti della squadra sudamericana sarà sicuramente l’attaccante del Paris Saint Germain, Neymar, pronto anche a salutare i suoi compagni di nazionale dopo quest’esperienza

Il successo del Brasile viene bancato a 5.60, quota interessante a maggior ragione se si analizza il girone nel quale i pentacampioni sono stati inseriti. Durante la prima fase la fantasia e la potenza di questa squadra sarà utile per mettere in riga Serbia, Camerun e Svizzera, squadre che però potrebbero scegliere di sfidare i rivali a viso aperto, cercando di proporre a loro volta un gioco offensivo e divertente.

Al secondo posto secondo i pronostici troviamo l’Inghilterra. Southgate e soci, dopo la sconfitta a Londra contro gli azzurri agli Europei, e la delusione di un secondo posto che sa di beffa, vogliono alzare l’asticella provando a lottare per vincere un trofeo, opzione a 6.60. Un eventuale successo sarebbe accolto in patria con i massimi festeggiamenti, motivo in più per impegnarsi al massimo e dare il 100% in ogni sfida. L’Inghilterra può contare su un gruppo di giovani giocatori già pronta sia dal punto di vista mentale che da quello tecnico fisico, dato i ritmi estenuanti che si giocano in Premier League e chissà se la scelta di giocare tra novembre e dicembre non sia un vantaggio per questo tipo di atleti, che molto spesso arrivano senza energie nel post stagione.

La Francia proverà a bissare l’ultimo successo, ma c’è abbastanza preoccupazione per le condizioni di un leader come Pogba, che tornato alla Juventus è subito finito ai box causa infortunio. Davanti la classe non manca con attaccanti del calibro di Mpabbe, Griezmann e Benzema, con la punta del Real Madrid candidato come possibile vincitore del pallone d’oro, obiettivo reso possibile dalla straordinaria stagione che ha avuto in Spagna.

Il successo della nazionale transalpina viene valutato a 7, quota che può stuzzicare le fantasie di molti, anche se vincere due Mondiali di fila non è così facile.

Possibili sorprese

Al 4 posto abbiamo l’Argentina di Messi a 8,20, poi Spagna a 9 e Germania a 11 ma una delle possibile sorprese potrebbe essere la Danimarca che viene bancata a 29. La nazionale nordica ha dimostrato le sue qualità nel recente passato e chissà che questa non sia un indicazione anche per il Mondiale.

Per i più coraggiosi si potrebbe rischiare con Uruguay e Croazia ( 4 anni fa sconfitta solamente in finale) con entrambe le nazionali che condividono una quotazione di 50.

La vittoria di una nazionale non europea o sudamericana è molto difficile, ma quella con più speranza è il Senegal, data a 70.

Cifra tonda per gli Stati Uniti a 100, nazione dove negli ultimi anni il movimento calcio si è diffuso in maniera massiva e capillare, ma forse sognare una trionfo a stella e strisce è troppo anche per Hollywood.

Prima dell’entrata in vigore del decreto Dignità i casinò online erano tra i principali sponsor delle squadre di calcio italiane, mentre oggi questo binomio non esiste più. La legge ha cancellato del tutto gli stretti rapporti delle aziende del settore gambling nello sport, facendo perdere milioni di euro di sponsorizzazioni ai club calcistici.

Ovviamente la situazione è diversa tra le squadre europee, con i casinò online che sono ancora molto presenti in campionati come la Ligue 1 in Francia o la Premier League in Inghilterra. Al contrario dei colleghi europei, dal 2018 i club nostrani hanno dovuto trovare in fretta delle alternative, cercando altre aziende disposte a pagare milioni per apparire sulle maglie con il proprio logo.

Parte dei contratti sono stati assorbiti dalle aziende legate al mondo crypto, con la famosa piattaforma exchange Crypto.com che dopo la forte presenza nella NBA di basket americano è oggi uno dei più importanti sponsor della Serie A. Secondo Il Sole 24 Ore, i crypto sponsor hanno un valore di circa 180 milioni di euro per il campionato di calcio italiano, senz’altro una cifra ragguardevole.

L’addio del gambling al calcio a distanza di 4 anni dal decreto Dignità

I casinò online autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, come quelli recensiti su wisecasino.net, sono stati costretti nel 2018 a interrompere ogni forma di sponsorizzazione e promozione al di fuori dei loro canali proprietari. Soltanto nel 2018 la perdita per i club è stata di circa 30 milioni di euro, alla quale un paio d’anni dopo si è aggiunta quella legata alla chiusura degli stadi e all’azzeramento degli incassi provenienti dalla biglietteria.

Al contrario, in Premier League i club inglesi continuano a ricevere milioni di euro ogni anno dai casinò online, considerando che nell’ultima stagione appena una sola squadra non era sponsorizzata da un operatore del gambling. In alcuni casi lo stesso club ha fino a 4 o 5 sponsor nel settore del gioco e delle scommesse, assicurandosi entrate importanti per mantenere la squadra e coprire costi sempre più alti.

In Spagna, invece, dopo anni di sponsorizzazioni da parte di bookmaker e casinò è arrivata una stretta alle sponsorizzazioni del gambling ai club della Liga, in particolare all’esposizione dei loghi delle aziende sulle magliette e i banner. Queste limitazioni avranno un impatto considerevole sugli introiti delle squadre spagnole, già alla ricerca di nuovi sponsor per sostituire le partnership con il mondo del gioco e delle scommesse.

Crypto sponsor: le criptovalute alla conquista della Serie A

L’introduzione del divieto alle sponsorizzazioni da parte delle aziende di gambling ha spinto i club calcistici italiani a cercare nuove entrate in altri settori. Le società che si occupano di criptovalute non si sono fatte attendere, rimpiazzando rapidamente casinò e bookmaker nel campionato italiano di Serie A e non solo. In particolare, i crypto sponsor hanno conquistato visibilità puntando sulla parte anteriore delle maglie, quella più redditizia in quanto continuamente ripresa dalle telecamere in ogni momento.

Dall’Inter alla Juventus, dalla Roma al Napoli, i club del massimo campionato di calcio nazionale hanno stretto collaborazioni proficue con le crypto aziende. Per il 2022/23 l’Inter avrà come sponsor DigitalBits, la blockchain dei brand che ha preso il posto di Socios.com, con il nome della società che appare nella parte centrale anteriore delle nuove maglie del club. DigitalBits è anche il main sponsor di maglia della Roma per una contropartita di 35 milioni di euro in tre anni.

Il main sponsor della Lazio per la stagione 2022/23 sarà ancora Binance, uno degli exchange di criptovalute più grandi al mondo, con il club che sta puntando anche sui fan token proprio grazie alla collaborazione con Binance. Ovviamente dopo il crollo della quotazione delle criptovalute è difficile dire se i crypto sponsor saranno così generosi anche in futuro, oppure se le squadre di calcio dovranno cercare nuovamente un altro settore dal quale ottenere queste preziosissime entrate.

È di certo il sogno di molti, soprattutto dei patiti del basket, quello di poter  assistere dal vivo a una partita di NBA. I grandi campioni, i fantastici palazzetti, gli straordinari spettacoli e in più, da cornice, le grandi città americane come New York, Los Angeles, San Francisco, ecc.

Se il tuo sogno è quello di poter godere di uno spettacolo simile in una delle città più importanti al mondo, sei capitato nel posto giusto. In quest’articolo troverai tutte le info per acquistare i biglietti per una partita senza alcuna difficoltà e direttamente da casa tua.

NBA

L’NBA, per chi non lo sapesse, è il massimo campionato di pallacanestro in cui militano le migliori squadre americane e canadesi. Il sogno di qualsiasi giocatore di questo sport è poter arrivare a giocare in questa competizione, un po ‘come la Champions League per chi ama il calcio.

Il campionato è strutturato in quattro momenti:

  • Training camp e pre season;
  • Regular Season;
  • Playoffs;
  • Finals.

ed è diviso in due:

  • East conference: ovvero le squadre della costa Est, come i Boston Celtics, le due squadre di New York, i Nets e i Knicks, o i Chicago Bulls;
  • West conference: cioè le squadre della costa Ovest, ad esempio: i Los Angeles Lakers, i San Francisco Golden State o i San Antonio Spurs.

Per training camp e pre season s’intende il periodo di tempo, prima di una stagione ufficiale, in cui le squadre si dedicano alla formazione delle rose e alla preparazione atletica e tattica del campionato che dovranno affrontare. Dopo essersi allenate al meglio le squadre disputano 7 partite, amichevoli, durante la fase detta pre season e al loro termine inizierà il campionato vero e proprio.

La regular season inizia intorno all’ultima settimana di Ottobre e si conclude circa a metà Aprile. In questo periodo verranno giocate ben 82 partite, in cui le squadre si daranno battaglia per conquistare punti per la classifica finale.

Una settimana dopo la fine della regular season, durante la quale i giocatori possono riposarsi, si giocano i playoffs, uno degli avvenimenti più attesi e importanti del mondo basket e NBA. Durante questa fase le migliori 8 squadre, in base al loro posizionamento in classifica, di ogni conference si scontreranno in base a un preciso ordine al meglio delle 7 partite vinte.

Le vincitrici di ogni playoff, uno per conference, si scontreranno nelle finals e la vincitrice sarà decretata al meglio delle 7 partite vinte. Come per ogni fase anche alle finali saranno distribuiti premi individuali, come quello per il miglior giocatore.

Comprare i biglietti

Acquistare i biglietti per un incontro di NBA non è mai stato così facile, puoi farlo tranquillamente da casa tua con un semplice click. È molto più facile e conveniente rispetto a all’acquisto  in loco, e ora ti spieghiamo il perchè.

Come hai potuto leggere poco prima l’NBA vive diversi momenti durante l’anno, per cui  devi sapere a cosa vai incontro quando acquisti. Ad esempio le fasi finali costeranno di più rispetto alle amichevoli pre-season o alle partite di campionato.

Prima, acquistando  i biglietti presso le biglietterie fisiche, si correva il rischio di guardare una partita durante i periodi di riposo o, peggio ancora, di prenderli in prossimità della partita, dunque a prezzi triplicati.

Noi ti consigliamo HelloTickets, un sito affidabile  in cui potrai tranquillamente acquistare i biglietti appena vengono resi disponibili e senza il pericolo di pagare sovrapprezzi. Dunque clicca sul link se sei interessato a seguire dal vivo le squadre NBA new york e di ogni altra conference.

In primis lo spettacolo

Come puoi constatare tu stesso, dalla formazione della competizione dell’NBA, parte integrante di questo sport è lo spettacolo.

Un biglietto costa in media tra gli 80 e i 100 dollari,, bisogna però tenere a mente cosa si sta  andando a vedere e soprattutto dove. Le competizioni NBA si giocano in dei palasport attrezzatissimi, dove lo spettatore viene coccolato già prima che l’incontro inizi.

Oltre alla partita vengono proposti tantissimi momenti di intrattenimento, come piccoli spettacoli sul parquet, contest in cui potrai vincere gadget delle squadre, e tanto altro. Per non parlare di un altro aspetto culturale americano che, in questi casi, va provato,  cioè il cibo. Chiunque vorrebbe provare l’ebbrezza di vedere un incontro di NBA mangiando un Hot Dog gigante, come nei film con cui siamo cresciuti

Non ti resta che aspettare

Al momento ci troviamo in preseason dunque dovremo ancora aspettare per vedere i giganti dell’NBA, ma grazie ad Hello Ticket potrai prenotare con largo anticipo la tua vacanza americana all’insegna del basket di massimo livello.

Il ct della nazionale francese a ‘Le Parisien’ ha espresso parole confortanti per il Polpo e la sua partecipazione al Mondiale.

Didier Deschamps assicura che Paul Pogba sarà presente al Mondiale. A pochi mesi dall’appuntamento in Qatar, la nazionale francese presenta diverse incognite: oltre all’infortunio dello juventino, a centrocampo il ct deve fare i conti con gli acciacchi e il calo di rendimento di N’Golo Kanté. “Parliamo di giocatori molto richiesti, con molta esperienza, di leader. È importante che ci siano, ma non siamo mai al sicuro. Da qui la necessità di preparare i giocatori più giovani. Ovviamente sono in contatto con Paul. La sua partecipazione ai Mondiali di oggi non è in discussione”, ha spiegato Deschamps.

 

 

Nelle scorse settimane, dopo vari consulti medici, il giocare francese della Juventus aveva deciso di non intervenire chirurgicamente per risolvere il problema fisico, ma di seguire delle cure meno invasive e quindi di non mettere a rischio la sua presenza per la rassegna iridata invernale.

Le possibilità di una vittoria ai Mondiali in Qatar sono sicuramente più alte con la presenta dello juventino vista la sua esperienza calcistica, su Netbet sono già partite le scommesse sulla coppa del mondo per puntare su quelle nazionali che possono ambire a sollevare l’ambito trofeo.

Pogba sta continuando la riabilitazione in piscina e palestra, e non solo, sta svolgendo anche un lavoro personalizzato con il team di J Medical. Il recupero sta procedendo bene e, stando a quanto si legge, il giocatore non ha più dolore e confida di tornare a disposizione di Allegri per la sfida contro la Salernitana dell’11 settembre.

Guardare le migliori quote Serie A per scoprire quali sono i giocatori italiani più forti, in grado di ricostruire la Nazionale Azzurra, è fondamentale per capire quali saranno i prossimi convocati di Mancini per la finalissima 2022 fra l’Italia, vincitrice di Euro 2020 e l’Argentina, vincitrice dell’ultima Coppa America.

 

La Finalissima Italia – Argentina

Gli Azzurri hanno vinto il secondo titolo europeo dopo quello del 1968, la finale si è disputata a luglio 2021 a Wembley, proprio contro l’Inghilterra. L’Argentina è riuscita a vincere la Coppa America che mancava da 28 anni contro gli acerrimi nemici di sempre, il Brasile, entrambe le squadre possiedono il record di vittorie con 15 titoli vinti.

Ancora una volta la finalissima si giocherà a Wembley il 1 giugno 2022 alle ore 20:45, che corrispondono alle 19:45 dell’ora locale italiana e alle 15:45 in Argentina.

Jorginho Storia dell'Europeo 2020

I precedenti delle due squadre

Questa è una partita abbastanza equilibrata, come è possibile notare sui siti di scommesse quali Betfair, gli Argentini sono leggermente favoriti sugli Azzurri e gli incontri precedenti non smentiscono questi valori.

Le statistiche parlano di 8 gare totali con 3 vittorie dell’Argentina, 2 dell’Italia e 3 pareggi, in Coppa del Mondo gli Azzurri hanno vinto nel 1978 e nel 1982, la prima gara tra queste due Nazionali fu disputata nel 1974 e terminò con il risultato di 1 – 1, stesso punteggio nella gara del 1986 durante i Mondiali in Messico, vinti proprio dall’Albiceleste.

Ma la gara più sofferta e sicuramente l’affronto più doloroso da vendicare per gli Azzurri, riguarda la Semifinale dei Mondiali di Italia 1990, quando al 17’ minuto Schillaci portò in vantaggio l’Italia al Diego Armando Maradona (allora si chiamava San Paolo) e nel secondo tempo Caniggia firmò un pareggio che sarebbe costato caro agli uomini di Vicini. In quell’occasione, la colpa del gol subito fu imputata all’uscita disastrosa di Walter Zenga che permise all’attaccante argentino di segnare.

Anche i tempi di supplementari terminarono in pareggio, i rigori che seguirono furono un tasto dolente per Donadoni e Serena che sbagliarono, il quarto rigore, quello della vittoria, fu segnato proprio da Diego Armando Maradona nel suo stadio.

Le altre due gare disputate sono amichevoli e sono state vinte entrambe dai sudamericani per 2 – 1 e 2 – 0.

 

Quali sono i calciatori italiani che potrebbero fare la differenza e quelli da scartare

Nell’ultima gara con la Nazionale di Chiellini, il suo compagno di sempre Bonucci rimane una pedina fondamentale per la retroguardia Azzurra, Donnarumma è sicuramente uno dei migliori portieri al mondo ma non ha dimostrato molto nelle sconfitte per la qualificazione ai Mondiali.

Un altro giocatore che forse dovrebbe essere scartato è sicuramente Jorginho, potrebbe sembrare una pazzia ma la mancata qualificazione ai Mondiali del Qatar porta ben 3 eventi negativi firmati proprio da lui: i 2 rigori sbagliati nei gironi contro la Svizzera e il suo errore nell’azione finale contro la Macedonia del Nord sul gol negli ultimi minuti di recupero. Via Immobile e Insigne, si potrebbe dare spazio a Scamacca, Berardi, Zaniolo e Kean, nuove promesse che sicuramente rappresentano il futuro della Nazionale Azzurra.

È trascorso più di un secolo da quando, in un’unica giornata, si è disputato il primo Campionato Italiano di Football. La prima edizione della Serie A, infatti, risale all’8 maggio 1898 e consistette in un quadrangolare disputatosi a Torino e vinto dal Genoa.

Da allora, il calcio è senza ombra di dubbio lo sport più amato e seguito in Italia. Attualmente, la 120esima edizione del massimo torneo nazionale è in dirittura di arrivo, in attesa di decidere chi, tra Milan e Inter, riuscirà ad aggiudicarsi lo Scudetto.

A rendere tanto spettacolare questo gioco, hanno contribuito in tutti questi anni il gran numero di fuoriclasse italiani che hanno vestito le maglie più prestigiose del nostro campionato. Sebbene elencarli tutti sarebbe impossibile e una classifica ufficiale dei migliori non esista, si presenteranno a seguire alcuni dei suoi giocatori più rappresentativi.

Giuseppe Meazza

Come non iniziare da questo storico attaccante, a cui è stato dedicato lo stadio che ospita le partite casalinghe di Inter e Milan. Considerato da alcuni esperti il calciatore migliore di sempre, Peppino – questo era il suo soprannome – ha disputato 14 stagioni con la casacca nerazzurra, segnando 284 goal in 408 partite.

In questo periodo, fu capitano della sua squadra per 9 anni e vinse due Scudetti e una Coppa Italia. Oltre a questo, quando si ritirò a 38 anni suonati, poteva vantare nel suo palmares anche due Coppe del Mondo, vinte nel 1934 e nel 1938.

Gianni Rivera

Passiamo ora alla sponda rossonera per colui che, a detta di molti e secondo i numeri, sarebbe il centrocampista italiano più forte di sempre. L’alessandrino classe 1943 ha iniziato la sua avventura con il “Diavolo” a soli 17 anni, disputando con questa maglia 658 partite ufficiali e mettendo a segno la bellezza di 164 reti.

Con il Milan, il “Golden Boy” vinse 3 Scudetti, 4 Coppe Italia, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe delle Coppe e 1 Coppa Intercontinentale. Mai sazio di successi, questo numero 10 si aggiudicò il Pallone d’Oro nel 1969, dopo aver accompagnato la Nazionale alla vittoria del Campionato d’Europa l’anno precedente.

Roberto Baggio

Troppo spesso ricordato per il rigore sbagliato ai Mondiali di USA ‘94 contro il Brasile, il “Divin Codino” è una delle stelle più brillanti del calcio italiano e internazionale. Nonostante la sua carriera sia stata interrotta da terribili infortuni, la sua tenacia e classe indiscussa gli hanno permesso di fare grandi cose e farsi largo nei cuori dei tifosi di tutto il mondo.

Al momento del suo ritiro a 37 anni, aveva vestito in ordine cronologico le maglie di Vicenza, Fiorentina, Juventus, Milan, Bologna, Inter e Brescia. Sebbene non sia mai diventato Campione del Mondo, i suoi 278 goal hanno contribuito a portarlo alla vittoria di un Pallone d’Oro nel 1993, 2 Scudetti, 1 Coppa Italia, 1 Coppa UEFA, oltre che a aggiudicarsi i titoli di FIFA World Player e capocannoniere in un’edizione della Coppa delle Coppe.

Gianluigi Buffon

Il suo debutto in Serie A con il Parma di Nevio Scala sembra un episodio risalente a un’altra epoca. Eppure, Buffon è ancora in attività a 44 anni, ed è di recente tornato a difendere la porta della stessa squadra per chiudere la carriera dove l’ha iniziata.

I successi di “Superman” sono tanti da essere impossibili da elencare in qualche riga. Tra i più celebri, comunque, occorre citare la Coppa del Mondo di Germania 2006, 10 campionati nelle file della Juventus, 1 Coppa UEFA con i “Ducali” nella stagione 1998-99, 6 Coppe Italia e 7 Supercoppe italiane.

 Paolo Maldini

Quella dei Maldini, al Milan, è una vera e propria dinastia. Se prima di Paolo, la casacca rossonera era vestita dal padre Cesare – difensore e poi allenatore – oggi viene indossata dal 20enne Daniel, nel ruolo di attaccante.

Nei suoi 25 anni e 902 partite con il Milan, Paolo ha ottenuto risultati incredibili. Tra i trofei vinti, non si può fare a meno di citare 7 Scudetti, 5 Coppe dei Campioni e 5 Supercoppe Europee, alcuni dei quali con la fascia di capitano ereditata da Franco Baresi nel 1997.

Mondiali Qatar 2022

Quest’anno non è dei più propizi per gli appassionati di calcio del Belpaese. Nonostante la Nazionale di Roberto Mancini abbia di recente mostrato sul campo il proprio valore aggiudicandosi l’ultima edizione dei campionati europei, non è purtroppo riuscita a qualificarsi per la prossima Coppa del Mondo.

Dopo 53 anni di digiuno dall’ultimo successo ottenuto a livello continentale, lo scorso 11 luglio gli “Azzurri” si sono imposti ai rigori sull’Inghilterra. Pur essendo tra i favoriti per raggiungere la finale dei Mondiali che si disputerà in Qatar il prossimo 18 dicembre, non hanno però superato le qualificazioni.

Non solo questa assenza non permetterà agli amanti del calcio di godersi appieno il torneo più famoso del mondo, ma non lascerà neanche ai giocatori italiani la possibilità di distinguersi sul campo. Ciò nonostante, i tifosi potranno scommettere seguendo le partite in diretta streaming e, così, far sì che la loro esperienza sia ugualmente appassionante.

Gli altri miti italiani del calcio giocato

Come anticipato, quelli presentati non sono altro che alcuni dei campioni più rappresentativi del calcio italiano. La lista, però, dovrebbe essere infinita, estendendosi oltre i citati Meazza, Rivera, Baggio, Buffon e Maldini.

Che dire, infatti, di Dino Zoff, Gianfranco Zola, Francesco Totti, Alessandro Del Piero e Gigi Riva? Qual è, tra questi, il vostro preferito e chi, invece, è imperdonabilmente stato escluso da questa breve rassegna?