Author

Redazione mondiali.it

Browsing

Jean Todt, ex manager della Ferrari e oggi presidente della Fia (Federazione Internazionale dell’Automobile), torna a parlare dell’ex pilota di F1 Michael Schumacher, a sei anni dal terribile incidente sulle piste da sci avvenuto a Meribel, nelle Alpi francesi, il 29 dicembre 2013.

Todt, intervistato da Radio Monte Carlo, ha parlato delle attuali condizione del campione e del rapporto di amicizia che li lega ancora oggi, seppure in maniera diversa: «Sono sempre molto cauto quando faccio queste dichiarazioni, ma è vero: ho guardato con lui le gare di Formula 1 nella sua casa in Svizzera. Michael non si arrende, continua a combattere ed è nelle migliori mani», ha dichiarato l’ex manager facendo riferimento al team che segue il campione in questa lunga fase di riabilitazione a cui è sottoposto.

Risultati immagini per todt schumacher

Oltre ad aver ammesso di aver visto il Gp di Hockenheim, durante l’intervista, Todt ha anche rivelato che, anche se oggi non c’è più la comunicazione di un tempo, a legarli c’è ancora una grande amicizia, nata nella lunga esperienza condivisa in Ferrari dal 1996 al 2006, durante la quale Schumacher ha vinto ben cinque Mondiali. Poi ha aggiunto: «Michael continua a lottare, e con lui la sua famiglia».

Intanto Mick Schumacher, il figlio 20enne di Michael, ha intrapreso la strada di suo padre. Pilota di formula 2 e membro della Ferrari Driver Academy, nel Gran Premio di Hockenheim ha avuto occasione di guidare la monoposto dell’indimenticabile campione.

 

E’ stato sorteggiato il calendario di Serie A 2019/20. La prima giornata: Cagliari-Brescia, Fiorentina-Napoli, Verona-Bologna, Inter-Lecce, Parma-Juventus, Roma-Genoa, Sampdoria-Lazio, Spal-Atalanta, Torino-Sassuolo, Udinese-Milan. Alla 2a il big-match Juve-Napoli e il derby di Roma. Alla 4a Milan-Inter. Inter-Juve alla 7a. Alla 12a Juve-Milan, la seguente Milan-Napoli. Chiusura col botto: Roma-Juve, Inter-Atalanta e Lazio-Napoli all’ultima.

LA PRIMA GIORNATA (and. 25-08-19 – rit. 19-01-2020)

Cagliari-Brescia, Fiorentina-Napoli, Verona-Bologna, Inter-Lecce, Parma-Juventus, Roma-Genoa, Sampdoria-Lazio, Spal-Atalanta, Torino-Sassuolo, Udinese-Milan.

LE DATE DEI BIG MATCH

Prima giornata – Fiorentina-Napoli
Seconda giornata – Juventus-Napoli e Lazio-Roma
Terza giornata – Fiorentina-Juventus
Quarta giornata – Milan-Inter
Quinta giornata – Inter-Lazio e Roma-Atalanta
Sesta giornata – Milan-Fiorentina
Settima giornata – Inter-Juventus
Ottava giornata – Lazio-Atalanta
Nona giornata – Roma-Milan
Decima giornata – Napoli-Atalanta
Undicesima giornata – Roma-Napoli, Torino-Juventus e Milan-Lazio
Dodicesima giornata – Juventus-Milan
Tredicesima giornata – Milan-Napoli e Atalanta-Juventus
Quindicesima giornata – Inter-Roma e Lazio-Juventus
Sedicesima giornata – Fiorentina-Inter
Diciassettesima giornata – Atalanta-Milan e Fiorentina-Roma
Diciottesima giornata – Napoli-Inter
Diciannovesima giornata – Inter-Atalanta, Lazio-Napoli e Roma-Juventus

Risultati immagini per serie a 2019 2020

LE DATE

La Serie A partirà il 25 agosto e terminerà il 20 maggio 2020. Sono previsti tre turni infrasettimanali (25 settembre, 30 ottobre, 22 aprile) e cinque soste: quattro per gli impegni delle nazionali (8 settembre, 13 ottobre, 17 novembre, 29 marzo) mentre l’ultima sarà a cavallo di capodanno, con il ritorno della sosta invernale dal 29 dicembre al 5 gennaio che manda in pensione il boxing day dopo una sola stagione.

GLI ORARI

Le partite in notturna, compresi i primi due turni che si giocheranno di sera per il caldo estivo, tornano alle 20.45. dopo un solo anno abbandonate le 20.30 per gli anticipi serali del sabato, il posticipo domenicale e il Monday night. Confermate le indicazioni della scorsa stagione per le altre partite. il sabato tre match alle 15, 18 e 20.45, Domenica lunch time alle 12.30, le partite delle 15, una alle 18 e il posticipo alle 20.45. Come sempre, gli anticipi del venerdì e del lunedì sera verranno decisi di volta in volta.

Fonte: comunicato stampa Fisdir

Europeo scoppiettante per i colori azzurri quello appena concluso in Finlandia, a Tampere. La nazionale italiana, partita con i favori del pronostico alla vigilia, conferma la forza del movimento C21, portando a casa la bellezza di 32 medaglie, 28 in atletica e 4 nel tennis tavolo, con 18 ori, 10 argenti e 4 bronzi, numeri che racchiudono la forza di un gruppo capace di affermarsi come top a livello europeo tanto a livello IAADS che ITTADS.

E’ stato un europeo prevalentemente al femminile in atletica leggera, con la conferma assoluta di Nicole Orlando; la biellese torna in patria con ori e un argento individuale e due ori nelle staffette 4×100 e 4×400, quest’ultima corsa insieme a Chiara Zeni, Giulia Pertile e Sara Spano che fermano il cronometro a 6’52’’44.

Giulia Pertile, l’atleta Fisdir più medagliata in atletica leggera, si conferma con due ori negli 800 e 1500 marcia. Vecchio e nuovo si sono compenetrati benissimo, amalgamandosi perfettamente come dimostrano le medaglie della giovanissima Chiara Zeni, due ori sui 100 – 16’’31 – e nei 200 – 36’’15 – e un argento nel salto in lungo vinto dalla sua amica e compagna di squadra Nicole Orlando, con quest’ultima capace di allungare la fettuccia della misurazione a 3 metri e 30 centimetri.

Risultati immagini per Nicole Orlando

Sara Spano ha ben figurato nei 100 e 200 metri , gare che hanno visto la piccola sarda arrivare in terza posizione, ma il capolavoro è arrivato sui 400 metri, gara che consacrano l’azzurra con un imperioso 1’29’’93. Silvia Preti, nella categoria mosaico, vince due ori e un argento, rispettivamente nel giavellotto, peso e disco. Tra gli uomini la grande conferma è certamente Stefano Lucato, con il padovano che non perde un colpo nella marcia, stravincendo le gare di 800 e 1500.

Daniel Gerini si conferma lanciatore di livello internazionale, vincendo oro nel disco e un argento nel peso. La velocità azzurra premia Andrea Piacentini, che all’esordio in maglia azzurra vince la gara sui 200 e un bronzo sui 100 metri, gara che conferma – insieme a quella sui 400 – come Luca Mancioli sia ancora una certezza di questa nazionale. Le staffette 4×100 e 4×400, entrambe corse da Mancioli, Casarin, Rondi e Piacentini, sono una battaglia contro il Portogallo: questa volta la sfida è pari, un oro e un argento a testa e arrivederci ad Antalya 2020.

Risultati immagini per tampere 2019 italia

Il tennis tavolo, rappresentato da Matteo Giomo e Alberto Mondino si conferma movimento importante per la Fisdir. 4 medaglie, 3 argenti e 1 bronzo (nel singolo firmato Giomo) rappresentano un bottino di tutto rispetto per una squadra ormai collaudata e comunque in crescita costante in termini di prestazione. Unico rimpianto: la rete al quinto set del doppio contro i portoghesi ma la vita, come lo sport, è decisa spesso da millimetri.

Medagliere Atletica Leggera

Nicole Orlando – oro, disco
Nicole Orlando – oro, giavellotto
Nicole Orlando – oro, triathlon
Nicole Orlando – oro, salto in lungo
Nicole Orlando – argento, peso
Silvia Preti – oro, giavellotto (mosaico)
Silvia Preti – argento, disco (mosaico)
Silvia Preti – oro, peso (mosaico)
Giulia Pertile – oro, 1500 marcia
Giulia Pertile – oro, 800 marcia
Sara Spano – oro, 400 metri
Sara Spano – bronzo, 100 metri
Sara Spano – bronzo, 200 metri
Chiara Zeni – oro, 100 metri
Chiara Zeni – oro, 200 metri
Chiara Zeni – argento, salto in lungo
Staffetta 4×100 (Orlando, Zeni, Spano, Pertile) – oro
Staffetta 4×400 (Orlando, Zeni, Spano, Pertile) – oro
Stefano Lucato – oro, 1500 marcia
Stefano Lucato – oro, 800 marcia
Daniel Gerini – oro, disco
Daniel Gerini – argento, peso
Luca Mancioli – argento, 400 metri
Luca Mancioli – argento, 100 metri
Andrea Piacentini – oro, 200 metri
Andrea Piacentini – bronzo, 100 metri
4×100 (Mancioli, Rondi, Casarin, Piacentini) – oro
4×400 (Mancioli, Rondi, Casarin, Piacentini) – argento

Risultati immagini per tampere 2019 italia

Medagliere Tennis Tavolo

Alberto Mondino- Matteo Giomo/doppio – argento
Matteo Giomo/doppio misto – argento
Mondino-Giomo/squadre – argento
Matteo Giomo – bronzo, singolare

Si sono conclusi domenica 28 luglio  i Mondiali di nuoto che erano in corso dal 12 luglio a Gwangju, in Corea del Sud. L’ultima gara disputata è stata la staffetta 4×100 mista femminile, in cui la nazionale italiana è arrivata quarta. Nonostante l’ultima prestazione, quello appena concluso è stato il Mondiale più vincente nella storia dell’Italia, che è arrivata sesta nel medagliere con 15 medaglie di cui 4 d’oro, 6 d’argento e 5 di bronzo. Le quattro medaglie d’oro appartengono a Federica Pellegrini nei 200 stile libero, Gregorio Paltrinieri negli 800 stile libero, Simona Quadarella nei 1500 stile libero e alla nazionale maschile di pallanuoto.

Il record precedente era stato registrato nei Mondiali del 2017, quando l’Italia ottenne 4 ori, 3 argenti e 9 bronzi (la qualità del medagliere si misura a partire dal numero di medaglie d’oro, poi d’argento e in ultima analisi di bronzo; non dal numero complessivo di medaglie).

Il medagliere generale è stato vinto dalla Cina, che ha ottenuto 30 medaglie di cui 16 d’oro. Gli Stati Uniti, che avevano vinto il medagliere del 2017, sono arrivati secondi con 36 medaglie di cui 15 d’oro. Il podio è stato completato dalla Russia. I prossimi Mondiali si terranno a Fukuoka, in Giappone, nel 2021.

È nata una stella. Benedetta Pilato, 14 anni e mezzo, la più giovane italiana mai qualificata per un Mondiale, è splendida medaglia d’argento in 30” netti nei 50 rana dietro la statunitense Lilly King, 29”84, mettendosi alle spalle la russa Efimova, una big della specialità, terza in 30”15. Quinta l’altra azzurra Martina Carraro, già bronzo nei 100, in 30”49. Dopo una partenza bruciante dell’americana, la tarantina ha recuperato bracciata dopo bracciata con un’azione scintillante e continua, mettendo a serio rischio il successo della statunitense. Una rana potente e lanciata con frequenze alte, e una lucida follia verso la gloria mondiale senza timidezza ma con sfrontatezza, forse solo al tocco ha pagato un po’ di inesperienza. Tra le lacrime, dice:

Non ci credo Sono contentissima. Non posso dire altro se non che sto lavorando benissimo, adesso devo pensare ai Mondiali junior ma devo vivere questo momento. Non sono mai stata così tesa prima di una gara, ma penso che sia normale. Non ci pensavo proprio a una medaglia, vedendomi con il terzo tempo l’idea l’ho sfiorata, però non me l’aspettavo. Rendere la vita difficile alla King? Vabbé dai non esageriamo…però è bellissimo competere con gente che ha più esperienza

 La 14enne azzurra Benedetta Pilato ha vinto l'argento nei 50 rana ai mondiali di nuoto di Gwanju. "Aiuto, sono sconvolta: non ci posso ...

La liceale tarantina, fresca campionessa europea juniores a Kazan, non ha mai fatto un doppio allenamento in un giorno. Promossa alla seconda liceo di scienze applicate a Taranto, va in palestra tre volte alla settimana e ogni giorno fa 31 km all’andata e altrettanti al ritorno per nuotare al massimo 5 km nella piscina di Pulsano. La allena un trentenne, Vito D’Onghia, insieme ad un gruppo di 18 ragazzini da dove emerge subito la classe di Benny. Assediata di domande, la piccola si gode la favola con incredulità. Sa rispondere colpo su colpo come sfidare le specialiste della rana. «Sono una ragazza solare, non ho mai tempo per i social, io nuoto e studio. Non sono mai andata in discoteca, e i miei genitori mi dicono che da bambina non mi piaceva tanto l’acqua, forse avrei fatto la tuffatrice». In camera non ha idoli, se non le sue foto. Sa il fatto suo quando risponde che «i ranisti sono una classe eletta». «Non me l’aspettavo davvero – commenta – ma io non cambio, resto con i piedi per terra, devo ancora capire cosa ho fatto e se l’ho fatta è merito delle persone giuste che ci sono alle mie spalle». Come tutti i talenti fatica ad assorbire i lavori aerobici: «Andare all’Olimpiade? Sì, ci arriverò». Ora non svegliatela. Il coach dice di lei: «E’ una velocista pura fibra bianca».

 La 14enne azzurra Benedetta Pilato ha vinto l'argento nei 50 rana ai mondiali di nuoto di Gwanju. "Aiuto, sono sconvolta: non ci posso ...

 

Gara pazza, suggeriva il meteo. E gara pazza è stata, tra pioggia a intermittenza, innumerevoli Safety car (4 più 3 virtual), incidenti a ripetizione e un numero nemmeno quantificabile (non in tempo reale) di cambi gomme. L’ha vinta Max Verstappen tra il tripudio dei tifosi arancioni che hanno trasformato anche Hockenheim in un circuito olandese. Bravo, Max, a sopravvivere, rimediando anche a un testacoda e a scappare quando è stato il momento. Per una vittoria che resterà nella memoria della Formula 1. Secondo Sebastian Vettel, che era partito ultimo. Bravissimo, dunque. A scattare avanti mangiandosi via una grossa fetta del gruppone. Poi ha faticato un po’ sul passo. Ma a differenza di tutti gli altri non ha mai sbagliato e ha sfruttato l’occasione nel finale, quando la Safety car lo ha portato sotto il gruppo di outsider che si è sorprendentemente trovato in lotta per il podio. Sul quale è salito Daniil Kvyat, per la prima volta sulla Toro Rosso (nel 2016 ci salì con la Red Bull). La Toro Rosso non ci saliva da 11 anni, da Monza 2008 con Vettel. Sì, perché le due Mercedes e la Ferrari di Charles non sono arrivate in fondo, come anche la Red Bull di Pierre Gasly. Tutte e tre hanno sono uscite di scena nel cambio di direzione del Motordom. Talmente insidioso da diventare una specie di Trattoria al Curvone di Fantozzi. Con continue uscite di pista. Dalla battaglia esce felice anche Antonio Giovinazzi, ottavo, miglior piazzamento in carriera.

Risultati immagini per formula 1

Al via Verstappen si inchioda e volan davanti le due Mercedes: 1° Hamilton, 2° Bottas. Dietro Leclerc balza da 10° a 6° e Vettel da 20° a 14°. La prima Safety entra al 3° giro per l’incidente Sergio Perez. Girandola di cambi per mettere le gomme intermedie. Vettel continua a risalire, arriva all’8° posto. Dal 23° giro qualcuno comincia ad azzardare le gomme slick, comincia Magnussen, poi Vettel (rosse), Verstappen (gialle) e via via tutti gli altri, sfruttando la Virtual safety car decretata per un lungo di Lando Norris (uscito di scena). Solo che con le slick non si sta in pista. Tutti gli errori sono nel cambio di direzione al Motodrom, le ultime due curve : Verstappen si gira, un 360°, ma resta in pista. Leclerc no, si schianta e si impantana nella ghiaia, disperato. Poco dopo sbaglia anche Hamilton, nello stesso punto. Danneggia l’ala, ma riesce a ripartire, entra ai box, tagliando malamente la traiettoria (si prenderà 5” di penalità) i meccanici non hanno le gomme pronte, il pit durerà 50”. Ancora Safety car, e ancora tutti dentro a rimettere le gomme verdi-intermedie. Davanti c’è Verstappen, secondo Hulkenberg, terzo Bottas, quarto un eccellente Albon, quinto Hamilton, Vettel è ottavo.

Risultati immagini per formula 1

Le due Mercedes si prendono seconda e la terza posizione. Davanti Verstappen allunga. È il giro 41 quando nel solito punto va a sbattere Nico Hulkenberg. Safety car, allora. Ancora un giro di pit per rinnovare le verdi, ma non per tutti. Il che rimescolerà molto le carte. Perché al 48° giro non piove, la pista va asciugandosi di nuovo e c’è la processione ad andare a montare le rosse. In testa rimane Verstappen, ma dietro è bagarre: secondo Stroll, terzo Kvyat, quarto Bottas, quinto Sainz; Vettel è nono, Hamilton dodicesimo, Giovinazzi tredicesimo. Kvyat passa Stroll; Albon supera Gasly per il 7° posto. Al 52, incredibile, sbaglia ancora Hamilton, un 360° senza urti, che lo sbalza ultimo, cioè 15°, dietro anche alle povere Williams: alla fine chiuderà 11°. E tre giri dopo scivola via anche l’altra Mercedes: Bottas si stampa sotto al solito Motodrom. Con l’ennesimo boato degli olandesi in tribuna. Torna dentro la Safety car, che ormai ha fatto quasi gli stessi giri delle auto in corsa. E si ricuce tutto: Vettel è quinto, davanti ha Sainz, Stroll e Kvyat. Il podio è a portata. Al giro 60 si prende Sainz. Sul rettilineo del 62° si fuma Stroll. Al 63 si prende Kvyat ed è secondo. E contento, un’iniezione di fiducia di cui aveva tanto bisogno.

 

 

Visualizza questo post su Instagram

 

That’s one VERY happy podium 🥳🍾 . Epic race, guys 👏👏👏 Enjoy your celebrations! . #GermanGP 🇩🇪 #Formula1 #F1

Un post condiviso da FORMULA 1® (@f1) in data:

La nazionale italiana maschile di pallanuoto ha vinto la medaglia d’oro ai Mondiali in corso in Corea del Sud, battendo in finale la Spagna per 10-5. L’Italia era arrivata in finale vincendo un girone non particolarmente complicato con Brasile, Germania e Giappone, e poi aveva battuto la Grecia ai quarti di finale e l’Ungheria in semifinale. L’ultima importante partita tra Italia e Spagna si era giocata agli Europei del 2018 a Barcellona: aveva vinto la Spagna 8-7, con un gol regolare annullato all’Italia nel finale.

Per l’Italia è il primo oro Mondiale dal 2011, quando a Shanghai sconfisse in finale la Serbia. Sandro Campagna raggiunge Vittorio Pozzo (calcio), Julio Velasco (volley) e Pierluigi Formiconi (pallanuoto femminile) nell’Olimpo dei ct italiani che hanno vinto due titoli mondiali. Lui ne aveva vinto anche un terzo da giocatore nel 1994.

Stefano Luongo e Perrone aprono le marcature in superiorità: 1-1. Si tira con troppa precipitazione da un fronte all’altro. Di Fulvio lotta per divincolarsi da Tahull, finché Echenique non sfonda col suo tiro mancino (2-1). Ma Perrone ci riprende subito trovando un corridoio libero davanti a Del Lungo. Figlioli spara sul palo. Del Lungo para un rigore a Barroso. Nel secondo tempo, sfonda Figlioli (3-2). E Dolce e Renzuto sfruttano brillantemente due rapide superiorità: l’Italia allunga sul 5-2. Il punteggio rispecchia anche il gioco, l’organizzazione, l’attenzione: noi più concreti davanti e più bravi indietro (anche se commettiamo più falli), loro più dinamici ma poco incisivi. Un altro rigore (Munarriz) serve alla Spagna per avvicinarsi agli azzurri (5-3) nel finale di secondo tempo. La Spagna resta pericolosa ma paga forse gli sforzi per aver eliminato Serbia e Croazia. L’Italia sembra a tratti giocare a memoria, agile e veloce: segna Aicardi per il 6-3 e allontanare così gli spagnoli. Del Lungo chiude la porta. Il tempo scorre e l’Italia segna ancora: è Dolce a sorprendere in diagonale Lopez Pinedo. E’ 7-3. E in controfuga Francesco Di Fulvio nuota felice verso l’8-3. Una squadra corale, che spara le sue frecce alternando a turno i suoi protagonisti. Uno show tricolore. Mallarach sfrutta l’uomo in più per l’8-4 dopo un break tutto azzurro. Resta un tempo per soffrire e l’eternità per gioire. Lungo intanto incrementa sul 9-4 a 5’ dalla fine. Mallarach a 2’ dalla fine fa la doppia ma 4 gol di distacco sono ormai incolmabili. Anzi diventano 5 grazie a Bodegas.

SPAGNA-ITALIA 5-10

SPAGNA: Lopez Pinedo, Munarriz 1 rig., Granados, De Toro, Cabanas, Larumbe, Barroso, Fernandez, Tahull, R. Perrone 2, Mallarach 2, Bustos, Lorrio. All. Martin Lozano.

ITALIA: Del Lungo, Di Fulvio 1, Luongo 2, Figlioli 1, Di Somma, Velotto, Renzuto 1, Echenique 1, Figari, Bodegas 1, Aicardi 1, Dolce 2, Nicosia. All. Campagna.

 

ARBITRI: Margeta (Slo) e Goldenberg (Usa). NOTE: sup. num. Spagna 16 (2), Italia 6 (4); usciti 3 f. Di Somma e Figari nel 4° tempo. Ammonito Campagna per proteste.

 

ALTRE FINALI – 3° posto: Croazia-Ungheria 10-7; 5° posto: Serbia-Australia 13-9. 7° posto: Grecia-Germania 11-6.

 

CAMMINO AZZURRO: 14-5 Brasile, 9-7 Giappone, 8-7 Germania, 7-6 Grecia, 12-10 Ungheria.

C’è una certezza nello sport azzurro, ovvero aspettarsi di vedere il Settebello o il Setterosa sempre competitivi. O quanto meno provarci fino alla fine delle proprie forze per raggiungere il traguardo finale. Così l’Italia di pallanuoto maschile, allenata da coach Campagna, pur soffrendo nel primo quarto, ha superato l’Ungheria per 12-10. Il che significa avere al collo certamente una medaglia, che mancava dal 2011, e ottenere sicuramente il pass per i Giochi di Tokyo 2020. Ora sabato 27 luglio, la finale per il titolo contro la Spagna che ha superato la Croazia 6-5 (ore 11.30  in diretta tv su Rai Due).

La finale che fa ricordare l’ultimo oro olimpico di Barcellona ’92. O la finale che fa ricordare l’ultimo oro mondiale a Shanghai 2011. O quella che ci porta direttamente all’Olimpiade di Tokyo 2020. Un’altra doppia pesantissima missione compiuta per il Settebello ai Mondiali: battuti i giocolieri ungheresi in semifinale dopo una partita soffertissima gol a gol, gli azzurri vanno fino in fondo e sabato giocheranno contro la Spagna per il titolo iridato. Gli spagnoli hanno eliminato la Croazia campione del mondo e argento a Rio. Nella storia del medagliere azzurro ci sono 3 ori, 2 argenti e un bronzo.

Risultati immagini per italia ungheria pallanuoto maschile

LA PARTITA

Di Fulvio apre le marcature del match, Pohl e Sedlmayer ribaltano in superiorità (1-2). Di Fulvio riprende i magiari con un’esecuzione balistica: 2-2. Colpo su colpo: Manhercz sfrutta anche l’uomo in più per il 3-2. Idem Vamos: 4-2. Il Settebello soffre. Il secondo parziale si apre con la doppietta di Gonzalo Echenique che riporta in equilibrio la semifinale. Poi è ancora Di Fulvio l’uomo del destino a riportare avanti l’Italia: 5-4. Ed Echenique il mancino sfrutta in diagonale la superiorità: 6-4. Zalanki in superiorità sigla il 5-6. E il var ci dà una mano confermando il pallone oltra la linea nell’appoggio in rete di Bodegas: 7-5. Il secondo parziale di 5-1 è consistente per gli azzurri, che a metà partita possono gestire un doppio vantaggio. Gli ungheresi cambiano portiere. Del Lungo è efficace in alcuni interventi, poi deve arrendersi a Harai di rimbalzo (6-7). Angyal pareggia in superiorità a 1’23” dalla fine del 3° parziale. Il match resta in bilico. Figari a 46” riporta avanti l’Italia in superiorità. Un gol pesantissimo. Un rigore trasformato da Pietro Figlioli vale il 9-7 a un tempo dalla fine. Vamos segna il -1. Di Figari in extra player il 10-8 e di Zalanki il 10-9. Poi Echenique si conferma provvidenziale per l’11-9 a 2 minuti dalla fine. Il var assegna ad Angyal il 10-11, Luongo mette la firma a 1’42” dalla fine sul 12-10. E’ finale!

Risultati immagini per italia ungheria pallanuoto maschile

TABELLINO

Ungheria-Italia 10-12 (4-2, 1-5, 2-2, 3-3)
UNGHERIA:
Nagy, Angyal 1, Manhercz 1, Zalanki 2, Vamos 2, Mezei, Sedlmayer 1, Jansik, Pohl 1, Den. Varga, Batori, Harai 1, Vogel. All. Marcz.
ITALIA: De Lungo, Di Fulvio 3, Luongo 1, Figlioli 1 rig., Di Somma, Velotto, Renzuto, Echenique 4, Figari1, Bodegas 1, Aicardi, Dolce, Nicosia. All. Campagna.
ARBITRI: Zwart (Ola) e Margeta (Slo).
NOTE: Vsup.num. Ungheria 14 (6 gol); Italia 15 (5 fol), usc. 3 f. Vogel 3° tempo, Velotto e Renzuto nel 4° tempo.

 

Realizzate con materiali riciclati raccolti da vecchi smartphone: questa la novità delle medaglie con cui saranno premiati gli atleti alle prossime Olimpiadi di Tokyo 2020, in programma dal 24 luglio al 9 agosto. Le medaglie sono state presentate dagli organizzatori dei 32esimi Giochi olimpici, a un anno esatto dall’inizio dell’evento, con l’obiettivo di “assomigliare a pietre grezze che sono state lucidate e che ora brillano”.

I premi in oro, argento e bronzo hanno ciascuno una superficie ruvida, quasi meringata sull’anello esterno, che circonda un centro liscio e brillante. Le medaglie sono state svelate nel corso di una cerimonia ad un anno esatto dall’inizio dei Giochi, alla presenza del presidente del Comitato Olimpico Internazionale Thomas Bach, il quale ha detto: «Posso dire di non aver mai visto una città olimpica preparata come Tokyo a anno prima delle Olimpiadi».

Progettate da Junichi Kawanishi, che ha vinto un concorso a cui hanno aderito 400 designer, a livello di dimensioni avranno un diametro di 85 millimetri, e saranno spesse 12,1 mm. Le medaglie d’oro useranno 6 grammi di placcatura in oro su argento puro, mentre quelle che saranno date ai secondi classificati saranno fatte totalmente d’argento. A concludere il cerchio ci sono quelle di bronzo, che useranno una lega di ottone rosso composta da rame al 95% e zinco al 5%.

I regolamenti del Cio imponevano che il design includesse i cinque anelli, il nome ufficiale dei giochi e la dea greca della vittoria di fronte allo stadio Panatheniac. Due anni fa il Comitato Organizzatore di Tokyo 2020 lanciò una campagna di raccolta di vecchi dispositivi elettronici, allo scopo di riciclarli per ottenere i materiali per le medaglie: sarebbero state ricevute 78.895 tonnellate di gadget, di cui 6,21 milioni di smartphone che hanno permesso di ottenere 32 chilogrammi di oro, 3.500 chilogrammi di argento e 2.200 di bronzo.

Risultati immagini per tokyo 2020 medals

Due ori in dieci minuti per una giornata storica e indimenticabile per l’Italia del nuoto. Ai Mondiali di Gwangju, Gregorio Paltrinieri ha vinto gli 800 stile libero e lo fa in maniera trionfale: 7’39”27, nuovo record europeo è il tempo che gli vale la medaglia d’oro. Un successo conquistato davanti al danese Henrik Christiansen (argento in 7’41″28) ed al francese David Aubry (bronzo in 7’42″08). Solo un quinto posto per Gabriele Detti (7’43″89).

Ma le emozioni vivono un nuovo scossone qualche minuto dopo: un’immensa Federica Pellegrini ha vinto ancora una volta la medaglia d’oro nei 200 stile libero ai Mondiali di nuoto di Gwangju. Per l’azzurra il tempo di 1.54.22.  Medaglia d’argento per l’australiana Ariarne Titmus in 1.54.66, bronzo per la svedese Sarah Sjoestroem in 1.54.78, che poi ha accusato un leggero malore al termine della gara. Per la straordinaria Pellegrini sono otto i podi mondiali in carriera nei 200 stile libero, con 4 titoli,  come nel 2009, nel 2011 e nel 2017, il secondo consecutivo, 3 argenti e un bronzo. A quasi 31 anni.

Risultati immagini per paltrinieri

Sorridente, quasi incredulo Paltrinieri a fine gara:

E pensare che dopo il Sette Collli non ci credevo neanche io”. Invece è arrivata una gioia enorme. “Sono contentissimo, sono andato forte da subito, ho acquisito presto un buon vantaggio, vedere il distacco che aumentava mi faceva ben sperare. Me la sono giocata tatticamente, era l’unica cosa che potevo fare e così ho fatto, ponendo subito un ritmo abbastanza alto. Erano quattro anni che non facevo bene gli 800 stile, sono molto contento

Lacrime, tante, e di gioia per Federica Pellegrini:

Questo è il mio ultimo Mondiale. Finisce qui. Non ci credo ancora, ho fatto quello che ho voluto sentendomi come volevo. E’ stato incredibile anche il tempo, vuol dire che tutto il lavoro che stiamo facendo paga tanto e forse come non mai. Sono tanto contenta perché è il mio ultimo mondiale. A me piace lavorare, non sempre i risultati sono arrivati ma questa volta è incredibile. Sono felice, Budapest è stato voluto fortemente ma mai avrei immaginato l’oro. Qui sono successe una serie di cose strane, mi sono trovata a giocarmi qualcosa di importante arrivando così di passaggio: è bellissimo