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Giovanni Sgobba

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Stoppato però prima della conclusione per la formazione improvvisa di una cellula temporalesca a nord di Castel Tesino

Un percorso di gara sviluppato tra Veneto e Trentino, con partenza dal Monte Avena in direzione del Lago di Caldonazzo e rientro verso la vallata feltrina attraversando la Valsugana.
Alle 13.00 lo start e poi tutti i piloti girati verso ovest per raggiungere la prima boa in prossimità di Levico Terme. Attorno alle 13.40 un numeroso gruppo di testa è già alle porte della Valsugana pronto a incontrare la prima boa di giornata. I più veloci hanno scelto di volare a ridosso delle cime, per trovare maggiori correnti e mantenere quota.  Poco dopo le 14.00 i primi piloti superano la prima boa: davanti a tutti Simon Arnold (AUT) inseguito da un numeroso gruppo che a quel punto ha preso direzione Santa Giustina per incontrare la seconda boa.

Poi, quando il gruppo di testa si trovava sopra Castel Tesino, il Direttore di gara ha decretato lo stop. La terza manche del mondiale si è quindi interrotta alle 15.15. La formazione improvvisa di una cellula temporalesca ha infatti imposto di dare precedenza alla sicurezza. Il giudizio tecnico di Maurizio Bottegal, direttore di gara:

In questi casi i piloti hanno l’obbligo di raggiungere terra nel minor tempo possibile e in sicurezza. Nessuno ha interesse a cercare di prolungare la permanenza in aria perché comunque il conteggio dei chilometri percorsi, valido per accumulare punti, viene, in situazioni come questa, calcolato tracciando la posizione che ciascun pilota aveva cinque minuti prima dello stop

Una situazione inaspettata quella che si è verificata durante la terza manche, tanto più che la zona a nord-est di Cima D’Auda solitamente non è tra i punti sensibili che generano condizioni temporalesche. Continua Bottegal:

A volte anche solo due gradi di temperatura in più dal suolo possono generare situazioni impreviste ma al meteo non si comanda. Le interruzioni di manche possono capitare, dispiace, ma fa parte del gioco. C’è un rammarico in più perché molti dei piloti che gareggiano in questo mondiale non hanno mai volato verso ovest, verso Levico, sarebbe stato interessante portare a compimento questo percorso inedito

Pochi i piloti atterrati al Boscherai quindi, solo quelli che erano nelle posizioni più avanti verso Santa Giustiana. Per tutti gli altri si è messa in moto la macchina straordinaria dei recuperi che tutti i giorni lavora silenziosamente per riportare al campo base tutti i piloti che non riescono a completare la task e atterrano quindi lungo il percorso. Matteo Di Brina, presidente del Comitato organizzatore:

Il lavoro oggi per le squadre di recupero è stato straordinariamente più intenso ma siamo preparati e perfettamente coordinati, pronti per gestire anche queste situazioni

Unico particolare da segnalare tra i recuperi quello dello slovacco Jaroslav Janduch che, probabilmente alla ricerca di correnti ascensionali, si è ritrovato a volare troppo a ridosso di un costone montuoso restando impigliato tra le cime di un albero. Nulla di grave, solo un recupero insolito tra quelli avvenuti in giornata.

Classifica provvisoria della task, in attesa degli ultimi recuperi e degli accertamenti tecnici: per gli uomini Stefan Wyss (Sui), Idris Birch (Gbr) e Xevi Bonet Dalmau (Esp) e per le donne Seiko Fukuoka Naville (Fra), Silvia Buzzi Ferraris (Ita) e Kari Ellis (Aus)

Classifica generale provvisoria, in attesa degli ultimi recuperi e degli accertamenti tecnici:

Uomini: Pierre Remy (Fra), Honorin Hamard (Fra), Duan Oro (Slo)

Donne: Seiko Fikuoka Neville (Fra), Silvia Buzzi Ferraris (Ita), Kari Ellis (Aus)

Squadre: Francia, Slovenia, Italia

 

Fonte: comunicato stampa

Ha toccato gran parte della vallata feltrina, con grande gioia della gente, ma ha messo a dura prova l’abilità tecnica e la resistenza dei piloti: 91 km di percorso e più di 4 ore di volo hanno permesso a dura prova anche i migliori.
Di 150 piloti infatti circa 80 sono arrivati a meta. I primi tre a concludere la manche di oggi sono stati nell’ordine Honorin Hamard (Fra), attuale campione del mondo in carica, Duan Oro (Slo) e Simon Arnold (Aut). Tra le donne il primato oggi aspetta a Seiko Fukuoka Naville (Fra), attuale campionessa del mondo, che ha scelto di difendere il titolo in solitaria, permettendo in questo mondo alla connazionale Laurie Genovese di gareggiare nella nazionale francese.

«Una task davvero lunga, che mi ha messo alla prova» ha dichiarato la Fukuoka, le fa eco Honorin: «Un percorso difficile, soprattutto per le parti sopra la pianura fino a metà della gara sembrava che gli spagnoli fossero in netto vantaggio, ma poi siamo riusciti a sfruttare bene le correnti vicino alle montagne e alla fine li abbiamo superati.”
Il primo tra gli italiano oggi è stato invece Biagio Alberto Vitale che ha tagliato la linea di goal con un ottimo piazzamento in 13 posizione.

Una manche partita dal decollo del Monte Avena con start alle 13.45, prima boa da aggirare sopra Cesiomaggiore poi via in direzione Belluno dove i piloti hanno aggirato la seconda boa a circa 6 km dal centro. Da lì aggiramento della terza boa sopra Trichiana (raggio di 12km sulla boa di Cison Di Valmarino) e poi rientro verso i costoni montuosi e aggiramento della quarta boa su Roncoi di San Gregorio Nelle Alpi (raggio di 18 km sulla boa di Agordo). Meta successiva dei piloti in direzione del Lago Di Arsiè, aggiramento della quinta boa sopra Rocca Di Arsiè procedendo poi per raggiungere e aggirare l’ultima boa di giornata sopra Feltre (raggio di 8 km sulla boa di Busche) con chiusura di gara in atterraggio al #Boscherai tra gli applausi dei molti accorsi a godersi lo spettacolo.

Una giornata importante anche per l’organizzazione questa, perché il regolamento vuole che per convalidare l’edizione di un Mondiale almeno un pilota totalizzi 1.500 punti. Il commento di Maurizio Bottegal:

Potrebbe essere considerata una formalità, ma con oggi entriamo ufficialmente negli annali dei mondiali riconosciuti. E con margine ampissimo infatti dopo questi due straordinari giorni di gara, con i punteggi totalizzati oggi, i piloti di gara che hanno raggiunto e/o superato la soglia dei 1.500 punti sono circa 120

Fonte: comunicato stampa

 

Il primo ad arrivare a meta il francese Pierre Remy, tra le donne, invece, l’italiana Silvia Buzzi Ferraris

Con 120 piloti a meta, condizioni meteo che hanno consentito una disputa di manche sopra le aspettative e puro spettacolo in fase di atterraggio, la 15esima edizione del Mondiale di parapendio si apre sotto i migliori auspici.
Primo ad arrivare a meta il francese Pierre Remy  e immediatamente alle sue spalle lo svedese Lars Anders Jonsson e l’altro transalpino Honorin Hamard. Tra le donne ad avere la meglio è stata invece l’italiana Silvia Buzzi Ferraris.

Il meteo incerto nell’area del Monte Avena ha spinto gli organizzatori a scegliere di spostarsi nella pedemontana bassanese; per garantire ai piloti migliori condizioni di volo si è scelto il decollo di Rubbio (località Brombe –Vi), qui i piloti hanno cominciato a prendere posizione in una finestra di decollo aperta dalle 12.15 alle 13.15.
A quel punto lo start tanto atteso e la prima manche del campionato ha preso il via: 150 vele si sono girate all’unisono e hanno cominciato a guadagnare cielo in direzione della prima boa che è stata aggirata tra Crespano e San Zenone in uno spettacolo mozzafiato, perfettamente visibile anche da Bassano del Grappa.

L’aggiramento della seconda boa è avvenuto sopra Calvene, da lì la manche è proseguita in direzione Montebelluna, con aggiramento della terza boa sopra Onè. Linea di goal a Borso del Grappa, all’atterraggio di Garden Relais. Il commento di Maurizio Bottegal, direttore di gara:

Una gara straordinaria, una giornata mitica per il volo libero: i piloti hanno coperto 80 km con medie di velocità attorno i 33-34 km/h. Una manche assolutamente al di sopra delle nostre aspettative, siamo entusiasti. Sensazionale anche l’atterraggio, con i piloti che sono arrivati vicinissimi, di fatto possiamo dire che i primi 50 sono atterrati quasi contemporaneamente a pochissimi secondi di distanza l’uno dall’altro, uno spettacolo anche per noi che li aspettavamo a terra

Un commento anche sulla Nazionale italiana:

La nostra Nazionale si è comportata benissimo, sono tutti arrivati nel gruppo di testa e che dire della straordinaria Silvia Buzzi Ferraris che è stata la prima tra le donne. I giochi sono aperti, l’Italia c’è. Unico rammarico non aver potuto disputare la prima giornata di gara nei cieli sopra casa nostra, il bellunese. Ma con tutta probabilità ci rifaremo domani

Fonte: comunicato stampa

Ultimo giorno di prove per i piloti che da domani saranno impegnati nelle manches ufficiali valide per l’assegnazione dei punteggi per questo 15° Mondiale.
Dopo la grande emozione della cerimonia di apertura, con oggi i sentimenti cedono il passo alla concentrazione: i piloti sono saliti al decollo del Monte Avena e lì si sono visti assegnare la prima task (di allenamento) dal direttore di gara Maurizio Bottegal.

Finestra di decollo dalle 12.00 alle 13.45 a quel punto taglio della linea di start verso la prima boa da aggirare sopra Cesiomaggiore, poi via verso Boscon dove hanno aggirato la seconda boa all’altezza di Sedico. Da qui aggiramento della terza sopra Arten/Fonzaso, poi via in direzione Asiago e aggiramento di boa su Primolano. A seguire in ritorno nuovamente Arten, Col Melon e chiusura della task con atterraggio a Boscherai.

Erano 72 i chilometri che i piloti dovevano coprire nel rispetto del tracciato di gara, per andare a goal. Complice il cielo sereno, la task in un primo momento poteva sembrare relativamente semplice, poco prima della partenza però il cielo si è coperto e questo ha richiesto ai piloti di tirare fuori le abilità che li hanno portati fin qui, a contendersi un titolo mondiale. Spiega Maurizio Bottegal:

Mentre la stavamo tracciando ci aspettavamo una task molto molto veloce poi però la meteo, che è signora indiscussa in questa disciplina è improvvisamente cambiata e ha costretto tutti a rallentare. Ci aspettavamo una velocità media attorno ai 30km/h probabilmente invece è stata di inferiore, perché le termiche all’inizio erano deboli e di conseguenza fare quota diventava difficile. Ma verso le 14.45 le condizioni sono cambiate nuovamente e i piloti hanno potuto riprendere velocità. Di fatto però, volare oggi è stato complicato, basti pensare che su 150 piloti circa 25 hanno potuto completare correttamente la task. Per domani stiamo monitorando la situazione meteo perché nella zona del feltrino danno temporali quindi è molto probabile che si scelga di andare in Pedemontana del Grappa, nella zona di Bassano o di Marostica

Hector Bellerin ha un cuore d’oro. Il terzino spagnolo in forza all’Arsenal, sul suo profilo Twitter aveva annunciato, prima dell’inizio dell’Europeo Under-21, un’azione in favore delle vittime del tremendo rogo alla Grenfell Tower di Londra.
Un’azione diretta, ma anche un invito a tutti a dare una mano, lui che abita nella capitale inglese da luglio 2011: 50 sterline donate per ogni minuto giocato nella competizione.

 

Per lui il sogno di salire sul tetto d’Europa con la Roja si è spezzato proprio in finale con la rete di Weiser che ha consegnato lo scettro alla Germania.
Ma Bellerin, delusione sportiva a parte, può ritenersi un vincitore dal punto di vista umano: con i suoi 381 minuti disputati, il terzino ha raccolto 19.050 sterline, circa 23mila euro, che andranno direttamente nella casse della Croce Rossa inglese.
Unica nota stonata è stata la panchina nel match contro la Serbia, voluta dal ct della Spagna Under-21, come turnover per far rifiatare i giocatori in attesa della semifinale contro l’Italia.

 

L’incendio della Grenfell Tower, un grattacielo di 24 piani, è divampato nella notte del 14 giugno. Oltre 80 persone hanno perso la vita nelle fiamme, mentre sono 70 le persone sono rimaste ferite.
La polizia di Londra ha, inoltre, dichiarato che il bilancio definitivo delle vittime non sarà disponibile prima del 2018, a causa delle difficoltà nell’identificazione dei cadaveri e nel definire l’esatto numero di persone presenti nella torre al momento dell’incendio.

Ma nel lutto e nelle lacrime che hanno coinvolto Londra e l’Inghilterra, ci sono stati anche forti gesti come l’incessante e estenuante lavoro dei vigili del fuoco e atti di umanità come quello del calciatore spagnolo classe 1995. Complimenti Hector!

Si è svolta per le vie della cittadina medievale di Feltre la cerimonia di apertura che dà ufficialmente il via alla 15 edizione dei Mondiali di Parapendio, che si svolgono per la prima volta in Italia.
Un corteo di 400 persone ha invaso le vie del centro per salire nella cornice incantata di piazza Maggiore dove, secondo i dettami del cerimoniale Fai (Fédération Aéronautique Internationale) le 48 Nazionali si sono presentate al pubblico.

Una cerimonia all’insegna della contaminazione tra sport, storia e tradizione: ad accompagnale i piloti, infatti, i figuranti in costume del Palio di Feltre e gli sbandieratori e tamburini della città di Feltre che hanno condotto le squadre, divise in quattro gruppi lungo il suggestivo susseguirsi di palazzi storici di via Mezzaterra.

Migliaia le persone che si sono assiepate lungo le vie del centro storico della cittadella e in piazza Maggiore e che hanno applaudito ininterrottamente il passaggio degli atleti. Numerose anche la autorità presenti che hanno portato il solo saluto augurale alla manifestazione: per primi i sindaci dei quattro comuni parte del Comitato Organizzatore : Paolo Perenzin-Feltre, Teresa De Lazzer -Pedavena, Federico Dalla Torre-Sovramonte, Giorgio Slongo –Fonzaso. Una menzione speciale per la presenza del  Colonnello Davide Morpurgo, comandante del 51° Stormo di Istrana, la senatrice Raffaela Bellot e l’onorevole Roger De Menech e per l’intervento di Enrico Boni , vice Presidente Coni Veneto che ha espresso la speranza di poter vedere presto anche il parapendio tra le specialità olimpiche.

Dopo le presentazioni ufficiali e il saluto di rito di Stéphane Malbos, presidente della Civl (Commition Internationale de Vol Libre) che ha sancito ufficialmente l’apertura del campionato,  la serata è continuata in un clima di festa con il concerto dei Maci’s  e poi, nello stupore generale dei presenti, le facciate dei palazzi della piazza hanno accolto uno spettacolo di videoproiezioni tutto incentrato sul volo.

Fonte: Comunicato stampa

Anche quest’anno torna a Feltre Viaggio Italia, la sfida di Danilo Ragona e Luca Paiardi che da tre anni percorrono il l’Italia con le loro carrozzine, tra incontri e avventure, sport e risate per raccontare la loro storia e portare un messaggio di speranza e solidarietà.
Già, perché Danilo e Luca da quasi 20 anni, a causa di un incidente, vivono seduti su una carrozzina e il loro viaggio, ironico, divertente, a tratti avventuroso, ci racconta il mondo dal loro punto di vista. Da tre anni viaggiano insieme unendo sport, amicizia, musica, turismo, avventure e relax.
 
Quest’anno Viaggio Italia è un progetto ancora più grande, più lungo e più ambizioso; è strutturato come un viaggio a tappe, da Aprile a Dicembre, e diversamente dagli altri anni, Danilo e Luca questa volta usciranno dall’Italia per portare la loro voglia di vivere anche in Spagna e verso altre destinazioni europee.
C’è una cosa che in ogni tappa non mancherà mai: lo sport.
Elemento fondamentale nella vita dei due amici, lo sport è stato uno strumento di riabilitazione dopo l’incidente e oggi è il loro modo di raccontarsi. Quest’anno Danilo e Luca hanno deciso di tornare a Feltre, sul Monte Avena, in occasione dei Mondiali di parapendio 2017 che vedrà coinvolti oltre 150 atleti provenienti da 48 diverse nazioni.
Ma oltre ad assistere a questo importante evento saranno gli stessi Danilo e Luca a sperimentare l’ebbrezza del volo ammirando dall’alto il Parco Nazionale delle Dolomiti bellunesi, accompagnati da istruttori professionisti. Un’esperienza unica resa possibile grazie alla collaborazione di Para&Delta Club Feltre, AeroClub Feltre, AeCI, Consorzio Turistico Dolomiti Prealpi e ai Comuni di Feltre, Pedavena, Fonzaso e Sovramonte.
Viaggio Italia è anche un viaggio di solidarietà, il pretesto per raccogliere fondi importanti.
Durante la scorsa edizione i ragazzi avevano lanciato una raccolta fondi sulla piattaforma lastminuteheroes.org per acquistare uno speciale furgone per Danilo Neri, un amico rimasto tetraplegico all’età di 17 anni.
Grazie all’aiuto di tutti l’obiettivo è stato raggiunto e ora Danilo Neri può ricominciare a viaggiare, diventando anche protagonista di una tappa del nuovo viaggio, quella in programma a Luglio a Sestriere, per fare downhill con i due amici di sempre. Anche quest’anno l’anima di Viaggio Italia è fatta di beneficienza, il nuovo progetto è in via di definizione e sarà online da giugno.
Quest’anno, per partecipare in modo ancora più capillare e diretto, Danilo e Luca, con il sostegno di diversi altri partner, hanno fondato B-Free, associazione no profit con lo scopo di sostenere, promuovere e sviluppare progetti sull’accessibilità e l’eliminazione delle barriere architettoniche.
Un viaggio ricco e impegnativo, con tante tappe già in programma e alcune ancora in fase definizione. Seguite Viaggio Italia su www.viaggioitalia.org e www.facebook.com/viaggioitalia.
Questi gli appuntamenti durante il Mondiale di parapendio:
Sabato 1 luglio
Visita alla Città Vecchia di Feltre
Volo in parapendio biposto sul Parco Nazionale delle Dolomiti
Ore 19.30: dibattito e presentazione di Viaggio Italia con Davide Giozet, presidente ASSI Onlus (Associazione Sociale Sportiva Invalidi) nella tendostruttura area atterraggio, località Boscherai, Pedavena (Bl);
Domenica 2 luglio
Partenza dal Rifugio dal Piaz e visita nel cuore del Parco Nazionale delle Dolomiti bellunesi
Ore 19: partecipazione di Viaggio Italia alla Cerimonia di apertura dei Mondiali di Parapendio 2017;
Lunedì 3 luglio
In mattinata Danilo e Luca assisteranno all’inizio dei Mondiali di Parapendio 2017 dall’area di decollo.
Fonte: Comunicato stampa

Mercoledì 28 giugno, nella magnifica cornice di piazza Maggiore, a Feltre, è stato presentato il programma del Mondiale di parapendio MonteAvena2017, prima edizione in Italia e con numeri da record: ben 150 atleti e 48 paesi partecipanti, mai successo nelle 14 edizioni precedenti.

Per l’occasione erano presenti anche i piloti di casa nostra che difenderanno i colori dell’Italia durante il campionato e che hanno scelto questo momento per presentarsi ufficialmente al pubblico. Ecco il team che porterà nei cieli l’orgoglio italiano: Silvia Buzzi Ferraris (Milano), Joachim Oberhauser (Termeno, Bolzano), Luca Donini (Molveno, Trento), Biagio Alberto Vitale (Bologna), Christian Biasi (Rovereto, Trento) e Alberto Castagna, ct della Nazionale (Cologno Monzese, Milano).

Ecco nel dettaglio, le schede degli atleti italiani:

Silvia Buzzi Ferraris

Nata a Milano il 25 settembre 1967, sposata con due figlie gemelle di 19 anni, laureata in fisica e insegna matematica e fisica. Hobby: parapendio, kite, triathlon, sci-alpinismo e poi passione per il ricamo, uncinetto e suonare il pianoforte. Nel parapendio è stata campionessa italiana per dieci anni a partire dal 1994;

Joachim Oberhauser

Nato a Bolzano il 14 ottobre 1975. In volo dal 1993, a partire dal 2004 ha iniziato a gareggiare. I suoi migliori risultati: Campione europeo Team nel 2010, vincitore della Coppa Italia nel 2013 e nel 2015, 7° nell’Europeo ad Abtenau nel 2010, 10° nel Mondiale a Roldanillo nel 2015, vicecampione nell’Europeo a Krushevo nel 2016;

Christian Biasi

Nato il 16 giugno 1973 a Rovereto, in Trentino Italia. La passione per la montagna e il volo è stata trasmessa dal padre che praticava il paracadutismo. Pratica alpinismo, lo sci da discesa, lo sci alpinismo e la corsa in montagna, ma il parapendio assorbe la maggior parte del suo tempo libero, dato che lo pratica a livello agonistico nazionale e internazionale. Nel suo palmares ci sono quattro titoli di Campione Italiano (2002, 2004, 2006, 2009) e vari piazzamenti di rilievo con la maglia azzurra della Nazionale e in Paragliding World Cup. Fa parte della squadra nazionale Italiana dal 1999;

Luca DONINI

Nato a Trento il 22 febbraio 1963, vola dai primi anni ’90. I suoi migliori risultati: campione del Mondiale 2001, campione dell’Europeo nel 2006 e nel 2010, campione italiano nel 2016, campione europeo a squadre nel 2004 e nel 2010, diverse medaglie argento e bronzo a Mondiali ed Europei;

Biagio Alberto Vitale

Campione italiano nel 2007, oro a squadra negli Europei dei 2010, bronzo a squadra negli Europei del 2016, due volte vincitore del Trofeo Guarnieri;

 

Alberto Castagna, Team Leader nazionale Italiana 

 

Nato a Milano il 28 agosto 1963. Vola dal 1990 ed è team leader della Nazionale dal 1998. Sposato con Ida con la stessa passione per il volo, i suoi migliori risultati sono, da ct: medaglia d’ oro – Campione europeo Nazioni nel 2004 e nel 2010, medaglia d’argento Nazioni Campionato Mondiale nel 2009 e nel 2013; medaglia d’argento Nazioni Campionato Europeo nel 1998 e nel 2006;  medaglia di Bronzo Nazioni Campionato Mondiale nel 2001, medaglia di Bronzo Nazioni Campionato Europeo nel 2008, 2014 e nel 2016.

 

Ad aprire la cerimonia dopo il saluto del colonnello David Morpurgo, comandante del 51° Stormo, il passaggio delle Frecce Tricolori che, dopo 50 anni di assenza, hanno sfrecciato in formazione da nove velivoli sopra Feltre a alla sua vallata. Un buon augurio a tutti gli sportivi e agli organizzatori dell’evento, come commenta Matteo Di Brina, presidente MonteAvena2017:

Vederle passare è un sogno che è diventato realtà, un’emozione incredibile, resa ancora più grande dal fatto che sono passati proprio per salutare il nostro Mondiale. Un evento straordinario non solo per noi, ma da condividere con tutto il territorio: le Frecce mancavano da mezzo secolo, speriamo che in molti apprezzino i nostri sforzi e questo risultato!

La 15esima edizione del Mondiale di parapendio prenderà ufficialmente il via con la maestosa cerimonia di apertura domenica 2 luglio alla quale seguirà una giornata di prove tecniche, fissate per il 3 luglio.
Si entra nel vivo della competizione martedì 4 luglio con la prima assegnazione di gara valida per i punteggi. Le discipline procederanno poi fino a sabato 15, giornata in cui verrà proclamato il nuovo campione del mondo. Una curiosità: uomini e donne gareggiano assieme senza gare distinte.

Ma MonteAvena2017 non sarà solo parapendio: moltissime, infatti, sono le attività che si svolgeranno a contorno della gara, già a partire dal 1° luglio con “Monte Avena Dolomti Expo”, la fiera dedicata al volo libero e agli sport outdoor con la possibilità, per appassionati e temerari, di provare l’emozione del volo in tandem.
E poi ancora escursioni naturalistiche, visite ai centri storici, degustazioni di prodotti tipici, giri in bicicletta, cannyoning, arrampicata, concerti, buona cucina e molto altro. Centro nevralgico di questo vortice di eventi è il campo di atterraggio principale del Mondiale, in zona Boscherai a Pedavena.

 

 

 

Quattro anni dopo, rieccoci nuovamente. Li avevamo incrociati in finale dell’Europeo del 2013 giocato in Israele; questa volta lo scontro varrà un posto in finale. L’Under-21 allenata da Di Biagio, che ha superato il proprio girone di qualificazione non senza qualche patema di troppo, affronta gli spagnoli di pari età nella semifinale nello Stadion Cracovii di Cracovia, in Polonia.

Una sfida senz’altro impegnativa per gli azzurrini chiamati a tener testa alla squadra favorita in questa edizione: mentre Donnarumma, Bernardeschi, Petagna e gli altri hanno rischiato di uscire già al primo turno dopo la pesante sconfitta per 3-1 contro la Repubblica Ceca (prontamente rifatti con la vittoria per 1-0 sulla Germania), la Spagna Under-21 ha passeggiato nel Girone B centrando tutte e tre le vittorie (roboante il 5-0 sulla Macedonia, ma anche il 3-1 sul Portogallo) chiudendo con nove reti realizzate e una sola subita.

Dopo queste premesse statistiche, ecco che i fantasmi della finale di quattro anni fa riemergono a galla. I ragazzi allenati da Devis Mangia crollarono 4-2 contro gli 11 guidati da ct Julen Lopetegui. Autore di un’autentica mattanza fu Thiago Alcantara, funambolico centrocampista del Barcellona e ora del Bayern Monaco che, quella sera, realizzò una tripletta nel primo tempo.
L’Italia provò a stare al passo con il momentaneo pareggio di Immobile al 10’, ma il 4-1 su rigore realizzato da Isco fece crollare i sogni di una Nazionale che disputò un validissimo torneo e che chiuse la propria avventura con la rete di Borini per il 4-2 finale.

Del resto, a guardare le formazioni, c’era solo da applaudire per l’enorme sforzo fatto da Devis Mangia nel riuscire a portare in Polonia una formazione valida e all’altezza:  Bardi, Donati, Caldirola, Bianchetti, Rossi e Regini, ovvero sei degli 11 titolari che disputarono la finale, giocavano in Serie B.
Nel complesso sui 23 convocati, 11 giocavano in serie cadetta: un numero troppo elevato per tenere botta alla Roja che aveva solo calciatori già svezzati nella Liga. E i nomi, con l’occhio maturo di oggi, sono stati confermati: De Gea, Bartra, Koke, Álvaro Morata, Isco, Tello, Carvajal  hanno fatto il salto di qualità. Nelle file azzurre qualche giocatore è ancora in attesa dell’exploit, altri come Borini hanno bisogno di ritrovare la propria dimensione. E poi ci sono Insigne, Immobile, Verratti o Florenzi che sono talenti cristallini.

Ma quattro anni dopo, forse, la corrente è cambiata e anche in Italia si sta respirando una tendenza inversa che punta tutto sui giovani talenti: rispetto agli 11 giocatori della Serie B del 2013, quest’anno Di Biagio ha chiamato solo tre giocatori, Ferrari, Cragno e Garritano.
Per non parlare della qualità, sensibilmente alzata anche grazie alla fiducia di alcuni allenatori di Serie A che hanno buttato nella mischia calciatori protagonisti di questa stagione come Donnarumma, Caldara, Bernardeschi, Conti, Chiesa o Pellegrini, autore di una rete mozzafiato contro la Danimarca:

Insomma, all’orizzonte il cielo sembra essere sereno: bisogna solo aspettare e crederci con un sorriso spensierato.

 

Anche senza un riconoscimento ufficiale, la rete di Diego Armando Maradona contro l’Inghilterra durante il Mondiale del 1986 in Messico è, per gli appassionati di calcio, la rappresentazione terrena della perfezione.
Il “Gol del secolo”, così è stato chiamato lo slalom artistico del fantasista argentino, in una partita dalle forte emozioni che, qualche istante prima, aveva visto un’altra rete “storica” con tanto di appellativo: la “Mano de Dios” con cui il numero 10 argentino anticipò d’astuzia l’uscita del portiere inglese Shilton.

Ma nel 2002, in occasione dei Mondiali in Giappone e Corea del Sud, la Fifa sul proprio sito web chiese ai tifosi di scegliere, tramite votazione, la rete più bella nella storia della Coppa del Mondo. Anche qui, Maradona è stato monumentale, vincendo in maniera ufficiale il titolo di “Gol del secolo”. Diego ha scalzato tutti con 18.062 voti, ma chi sono gli altri che, solo per un istante, hanno provato a contendergli lo scettro?

Una piccola menzione anche a loro: quanti di questi gol sono ancora così limpidi nei vostri ricordi?

Michael Owen (Inghilterra, campionato del mondo 1998 contro Argentina), 10.631 voti

Pelé (Brasile, campionato del mondo 1958 contro Svezia), 9.880 voti

Diego Armando Maradona (Argentina, campionato del mondo 1986 contro Belgio), 9.642 voti

Gheorghe Hagi (Romania, campionato del mondo 1994 contro Colombia), 9.297 voti

Saeed Al-Owairan (Arabia Saudita, campionato del mondo 1994 contro Belgio), 6.756 voti

Roberto Baggio (Italia, campionato del mondo 1990 contro Cecoslovacchia), 6.694 voti

Carlos Alberto (Brasile, campionato del mondo 1970 contro Italia), 5.388 voti

Lothar Matthäus (Germania Ovest, campionato del mondo 1990 contro Jugoslavia), 4.191 voti

Vincenzo Scifo (Belgio, campionato del mondo 1990 contro Uruguay), 2.935 voti