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Giovanni Sgobba

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Settantamila anime in silenzio. Per sessanta secondi. Un respiro profondo, intenso e sentito. Tutto lo Stade de France si è unito per ricordare le vittime inglesi del terrorismo. Francia – Inghilterra era l’amichevole di lusso.
Più che amichevole, una serie di gesti di fratellanza per ribadire unione e testa altra contro il terrorismo che a Manchester e a Londra ha lasciato sangue e morti: trenta persone uccise, tanti feriti.

La Francia, che ha sua volta ha pianto per i propri cari, ha aperto le braccia e accolto gli inglesi. Emozioni e brividi continui prima dell’inizio del match: l’inno “God save the Queen” cantato all’unisono, proprio come “Don’t look back in anger”, pezzo icona degli Oasis, scritto da Noel Gallagher e lanciato come singolo nel 1996 e tratto dall’album, dell’anno prima, (What’s the Story) Morning Glory?

E’ con la musica che si risponde all’ignobile terrore. Tutti insieme: è uno scambio reciproco di affetto e omaggi proprio come aveva fatto due anni fa l’Inghilterra dopo gli attacchi del 13 novembre. Gesti spontanei e genuini come quelli visti tra tifosi del Borussia Dortmund e Monaco dopo l’attacco al pullman della squadra tedesca.

Contro ogni paura, non solo nello stadio, ma anche nelle ore precedenti: ecco alcuni tifosi inglesi in giro per le strade di Parigi cantare ancora un brano degli Oasis, questa volta “Wonderwall”:

Le doverose misure di sicurezza, tiratori scelti e reparti speciali non hanno frenato l’entusiasmo per una partita bella da vedere e tifare. Hanno vinto i Blues per 3-2, nonostante l’inferiorità numerica per espulsione di Varane. Ritmi frenetici e tanta voglia di fare con Mbappé e Dembélé da un lato e con Kane, autore di una doppietta, dall’altro. E’ proprio il centravanti del Tottenham ad aprire i giochi al 9’, poi pari di Umtiti al 22’ e raddoppio francese con Sidibé al minuto 43. Nella ripresa Kane trasforma dal dischetto al 48’. Ma i ragazzi di Deschamps non demordono e al 78’ mettono la freccia per il definito sorpasso con la rete di Dembélé.

Sul campo abbiamo visto il talento dei calciatori del prossimo futuro; sugli spalti si guarda avanti e non indietro (con rabbia) come suggerisce proprio il brano degli Oasis. Perché c’è bisogno di coraggio, di guardarsi dentro e di diventare grandi. Con un sorriso e con un inno alla vita.

 

Le macchine nate dalla mente del padre del volo in mostra a Palazzo Guarnieri dal 15 giugno al 10 agosto

 

Tutti invitati all’inaugurazione della mostra dedicata alle macchine di Leonardo da Vinci, giovedì 15 giugno​ alle 18:30 a Palazzo Guarnieri.
La mostra arriva a Feltre grazie all’impegno congiunto del Comitato dei Mondiali di
Parapendio MonteAvena2017 e dei Commercianti di Feltre che, facendo tesoro della segnalazione arrivata da Fabio Giudice hanno deciso di fare lavoro di squadra e portare questa opportunità unica per per conoscere più da vicino il Maestro fiorentino. Spiegano i promotori:

Abbiamo voluto un taglio del nastro aperto perché vogliamo sia chiaro che le iniziative che prenderanno vita da qui in avanti hanno carattere inclusivo, sono pensate per creare scambio e movimento grazie alla partecipazione di tutti

Dopo il taglio del nastro seguirà una visita dell’esposizione sotto la guida di Girolamo Covolan e Ivano Morgan, ideatori della mostra, che hanno realizzato con le loro mani tutti i modelli.

L’esposizione sarà ospitata, grazie alla disponibilità della famiglia Guarnieri – Ferrari Bravo, nelle storiche stanze di Palazzo Guarnieri, luogo legato al mondo del volo libero, perché residenza di della famiglia di Adriano Guarnieri, pioniere del volo libero, a cui è intitolato l’omonimo trofeo che annualmente si disputa proprio sul Monte Avena.

La mostra, a ingresso libero, sarà aperta dal 15 giugno al 10 agosto, dal martedì alla domenica grazie all’assistenza dei volontari delle associazioni Fondaco, La Fenice e Tilt.

NOTE SULLA MOSTRA

Una mostra tributo all’ingegno di Leonardo, scelto come simbolo dell’eccellenza artigiana e creativa italiana e per il ruolo fondamentale che i suoi studi hanno avuto nel rendere realtà il sogno e l’aspirazione dell’uomo a volare. La mostra consentirà al visitatore di conoscere da vicino molte delle macchine progettate da da Vinci, grazie ai modelli costruiti dal dal professore Girolamo Covolan e da Ivano Morgan, dopo studi approfonditi dei codici originali fino ad arrivare a delle riproduzioni perfettamente fedeli all’originale.
Per meglio condurre il visitatore attraverso il percorso di ingegno nato dalla mente di Leonardo, i suoi progetti sono raggruppati in quattro sezioni corrispondenti agli elementi cosmologici: terra, acqua, aria, fuoco e corredati da pannelli descrittivi.

Nel passare da una riproduzione ad un’altra, i visitatori avranno la possibilità di apprezzare il difficile e affascinante passaggio dall’intuizione alla realizzazione pratica, avendo la possibilità di toccare con mano ed azionare i diversi congegni perfettamente funzionanti.

Fonte: comunicato stampa

Di elogi e di apprezzamenti ne ha avuti tanti, ma è fondamentale andarci piano. Se ne rientra in Italia con una medaglia di bronzo al collo, dopo la vittoria nella finalina della Nazionale Under-20 contro l’Uruguay ai calci di rigore, e con una bella scarpa d’oro, riconoscimento come capocannoniere del Mondiale appena concluso. Cinque gol per Riccardo Orsolini, piacevolissima sorpresa di quest’avventura dei ragazzini di Evani che hanno scritto la storia arrivando laddove mai erano arrivate le altre Nazionali, a un passo dalla gloriosa finale.

Ala destra con il numero sette sulle spalle, Orsolini è nato ad Ascoli Piceno il 24 gennaio 1997. La Juventus, sbaragliando la concorrenza, l’ha comprato nel gennaio 2017 parcheggiandolo sempre ad Ascoli dove ha disputato 41 presenze in Serie B con otto reti e una presenza in Coppa Italia.
Dopo la sua brillante performance al Mondiale già si parla di un suo inserimento nella formazione allenata da Massimiliano Allegri che, forse, starebbe più saggiamente pensando a un anno di prestito per poter giocare con continuità e svezzarsi definitivamente.

 

Orsolini ha segnato ben 5 gol, tutti uno dopo l’altro: ha aperto le marcature contro il Sudafrica e poi non si è fermato contro Giappone, Francia, Zambia e Inghilterra, l’ultima sua vittima prima di una partita non troppo entusiasmante contro l’Uruguay. Capocannoniere, dunque, ma non solo: è il giocatore italiano ad aver segnato di più in un Mondiale Under-20, battendo il precedente record, di quattro reti, di Graziano Pellè nell’edizione del 2005 giocata in Olanda.

 

Ma chi sono stati i bomber delle passate edizioni? E che fine hanno fatto? Alcuni nomi sono davvero altisonanti, altri sono finiti nel dimenticatoio, passati per grandi promesse a semplici meteore. E poi ci sono quelli che sono rimasti nel limbo tra l’esplodere definitivamente e il rammarico per qualcosa di intentato.
Come Javier Saviola, centravanti argentino, che nell’edizione del 2001 vinse la classifica dei marcatori con 11 reti alle spalle di altri nomi di un certo spessore come Djibril Cisse o Adriano. El conejo ha fatto vedere grandi cose al River Plate e poi al Barcellona, ma la sua stella ha brillato a intermittenza passando anche per Grecia e Italia, nel Verona.

Stessa sorte, ma più amara per il connazionale Fernando Cavenaghi e capocannoniere dell’edizione 2003 con quattro reti. Il classe ’83, ritiratosi a soli 33 anni anche a causa di problemi al ginocchio, è salpato anche lui dal River Plate per cercar fortuna in Europa, trovando dimora nello Spartak Mosca, in Russia, e girovagando per diversi club tra Francia, Spagna e Cipro.
Nell’edizione delle quattro reti di Pellè, a vincere la classifica del 2005, fu un altro argentino sul quale non ci dilungheremo molto: Lionel Messi con sei reti realizzate in tutto il torneo. La generazione di craque argentini non è ancora finita: nel 2007 è il turno di Sergio Agüero, soprannominato El Kun, che ha da poco compiuto 29 anni, mantenendo medie realizzative impressionati. Solo tre club hanno avuto, per il momento, la fortuna di avercelo nella propria rosa: Independiente, Atlético Madrid e Manchester City.

Di Dominic Adiyiah, invece, si sono perse le tracce: eroe del Ghana nel 2009 con ben otto realizzazioni, l’attaccante è ricordato per esser stato comprato dal Milan che provò a piazzare il colpo del futuro, pagandolo 1,4 milioni di euro. Non giocò mai in prima squadra, ma iniziò un lungo e infinito pellegrinaggio  tra Reggina, Partizan, Karşıyaka (squadra di seconda divisione turca) e Arsenal Kiev. Attualmente gioca nel Nakhon Ratchasima, squdra thailandese.

Il suo connazionale, Ebenezer Assifuah, è invece il capocannoniere del 2013 con sei reti e una carriera ancora da costruire. L’attaccante nato ad Accra, che deve ancora compiere 24 anni, ha giocato quattro stagioni al Sion, in Svizzera, prima di passare al Le Havre in Francia. Due anni prima, nel 2011, a portare a casa la scarpa d’oro fu Henrique, attaccante brasiliano, con cinque reti, le stesse messe a segno da Lacazette, giocatore del Lione di cui tutti aspettiamo la definitiva consacrazione anche dopo aver visto un gol del genere contro la Roma in Europa League:

Nel 2015, infine, lo scettro come bomber del Mondiale Under-20 è andato all’ucraino Viktor Kovalenko, classe 1996 e attualmente nello Shakhtar Donetsk. Insomma, anche per Riccardo Orsolini, il futuro è un’incognita e tutto ancora da scrivere. Starà a lui scegliere se essere ricordato come enfant prodige o signor nessuno…

Affacciato sul Mar Nero, per la prima volta si è disputato il Gran Premio di Orlyonok, in Russia, decima tappa del mondiale di motocross. A spuntarla dal fango è stato Clement Desalle che bissa il successo di due settimane fa in Francia.

Un forte acquazzone ha rovinato i pronostici per le manche di domenica, con la pista al limite delle possibilità e con il fango a renderla quasi impraticabile. In Gara1, Antonio Cairoli, che nel sabato in qualifica aveva concluso terzo registrando però il giro più veloce, è riuscito a partire al comando, ma dopo alcuni giri ha ceduto la posizione al compagno di squadra Herlings.

In Gara2, il pantano ha complicato i piani di tutti i piloti, ma è ancora il belga a tirar fuori il coniglio dal cilindro chiudendo in prima posizione, anche con un pizzico di fortuna: Romaina Febvre che era in testa a due giri dal termine, è caduto in un tentativo di doppiaggio. Tony Cairoli, invece, a causa di una partenza non buona ha chiuso in nona posizione, limitando i danni.

Nel complesso, quinta piazza per lui, e solo tre punti persi in classifica generale: l’italiano, infatti, è ancora al vertice con 381 punti, dietro di lui Clement Desalle a 334 punti, si è issato in seconda posizione, mentre il terzo è Gautier Paulin con 333 punti. Ecco le parole del siciliano:

Tutto sommato è stato un buon fine settimana, mi ero preparato per affrontare una pista del genere, anche in queste condizioni ma la sfortuna ci ha messo del suo. In condizioni normali, era andato tutto bene, ma questa mattina ero un po’ preoccupato per la pioggia che cadeva abbondante, perché col fango fatico sempre un po’. Non sono completamente a mio agio quando devo mettere a terra la gamba sinistra, a causa dell’infortunio subito qualche anno fa al ginocchio e quando la moto diventa pesante è ancora peggio, così devo fare attenzione a non forzare

Adesso è tempo di fare rientro in Italia dove tra due settimane si disputerà il Fiat Professional fullback MXGP of Lombardia nella pista di Ottobiano, in provincia di Pavia.

Foto di Michele Torresan  

E’ forse uno dei miracoli più riusciti nella musica italiana. Una canzone in grado di oltrepassare i confini del tempo, trascinando le stesse identiche emozioni e di coinvolgere chi, all’alba degli anni ’90, non era nemmeno nato. Per tutti è “Notti magiche”, ma in realtà è entrata così tanto nella cultura popolare da veder storpiato il nome originale, “Un’estate italiana”. Assieme alla mascotte “Ciao”, l’inno dei Mondiali del ’90, rappresenta uno dei ricordi più piacevoli e romantici di quell’edizione.

Il brano musicale è stato composto da Giorgio Moroder, in occasione dei Mondiali di calcio del 1990 che si sono disputati in Italia, con il titolo originale “To Be Number One”; in Italia è stato portato alla ribalta grazie alla bravura e all’entusiasmo elettrizzante dei due interpreti, Gianna Nannini ed Edoardo Bennato, che riscrissero il testo per la versione italiana portando la canzone in vetta alle classiche.
Da gennaio a settembre del 1990, “Un’estate italiana” è stato il singolo più venduto in Italia e ha rappresentato l’ultimo vero 45 giri a ottenere un successo commerciale prima del definito tramonto all’interno del mercato discografico.

Twine: Be a better creative

L’8 giugno 1990, allo stadio San Siro di Milano, durante la cerimonia inaugurale, la canzone fu eseguita in playback dalla Nannini e da Bennato. Seguì, successivamente, una coloratissima sfilata dove modelli e modelle che rappresentavano i cinque continenti sfilarono con capi disegnati da alcuni grandi stilisti italiani: l’America, per esempio, aveva abiti firmati da Valentino e in rosso, l’Africa con Missoni in nero, l’Asia, invece, con Mila Schön in giallo, e l’Europa con Gianfranco Ferré in verde.

San Siro ospitò la prima partita del torneo: quell‘Argentina-Camerun passata alla storia con la sorprendente vittoria degli africani per 1-0, in nove uomini, con la rete di  François Omam-Biyik al 66′.

“Noi siamo figli delle stelle” cantava Alan Sorrenti nel 1977. Un moto irrequieto, una voglia di fare, di spaccare il mondo, di salire sul tetto del mondo…e chissà magari proprio loro saranno le stelle del domani.
Quel che è certo, però, è che hanno già scritto la storia spingendosi fino alle semifinali del Mondiale Under-20. Nessun’altra Nazionale azzurra era arrivata così vicino dalla finale. Sono i ragazzi terribili allenati da Alberigo Evani, è la Nazionale italiana Under-20 che, in Corea del Sud, sta mietendo vittime su vittime, spingendosi oltre i confini dell’immaginazione.

Nei quarti di finale contro lo Zambia, si è capito che i ragazzi non scherzano: in dieci da fine primo tempo e sotto di un gol fino all’88’, gli azzurrini sono riusciti a ribaltare la situazione acciuffando il pareggio e mettendo la freccia del sorpasso ai supplementari.
Agli ottavi hanno buttato fuori i cugini rivali francesi per 2-1, mentre nella fase a gironi, hanno chiuso al secondo posto alle spalle dell’Uruguay.

Il gioiellino che più è brillato in questi giorni è Riccardo Orsolini, comprato dalla Juventus a gennaio, ma che si sta svezzando ad Ascoli, la sua città, capocannoniere azzurro con quattro gol realizzati durante il torneo. Il ragazzo, che ha fatto il suo esordio nella Nazionale Under-20 il 6 ottobre 2016, è già a sette reti in dieci incontri.
Lui è l’avamposto di un gruppo di ragazzi del 1997, ma ci sono anche due 1998 e un 2000. Orsolini è uno dei cinque giocatori di proprietà del club bianconero, il più rappresentato prima di Milan, con tre giocatori, e Genoa e Udinese con 2 a testa. Quattro di loro hanno già debuttato in Serie A, uno addirittura in Europa League.

Al di là di come andrà la loro avventura, ecco chi sono questi piccoli futuri campioni che ci stanno facendo emozionare sempre più:

Portieri

Andrea Zaccagno è il portiere titolare degli Azzurrini. Nato a Padova il 27 maggio 1997 è cresciuto nei biancoscudati prima di passare alla Primavera del Torino. Di proprietà dei granata, quest’anno ha raccolto due presenze in Serie B e una in Coppa Italia con la maglia della Pro Vercelli;

Samuele Perisan è il secondo portiere. Nato il 21 agosto 1997 a San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone, gioca nella Primavera dell’Udinese. Quest’anno ha disputato cinque partite nel campionato di Primavera B e una in Coppa Primavera;

Alessandro Plizzari è il terzo portiere. Ha da poco compiuto 17 anni: è nato a Crema il 12 marzo 2000 e gioca nella Primavera del Milan. Con il club rossonero, quest’anno, è sceso in campo nove volte nel Campionato di Primavera A e due gettoni in Coppa Italia Primavera;

DIFENSORI

Giuseppe Scalera, terzino destro, nato ad Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, il 26 gennaio 1998. Ha già fatto il suo debutto in Serie B, con i Galletti, il 17 dicembre 2016, quando gioca tutti i 90 minuti in Bari-Avellino, vinto dai pugliesi per 2-0. Gioca altre due gare in biancorosso prima di passare in prestito alla Fiorentina, il 23 gennaio 2017, che lo inserisce nella formazione Primavera con nove presenze nel campionato Primavera e una in Coppa Italia Primavera;

 

Filippo Romagna, difensore centrale, nato a Fano, provincia di Pesaro e Urbino, il 26 maggio 1997. Di proprietà della Juventus, Romagna gennaio ha giocato fino a gennaio nel Novara con quattro presenze in Serie B, una in Coppa Italia e una nel campionato Primavera; poi è andato in prestito al Brescia dove ha giocato con continuità: ben 14 presenze in Serie B;

 

Mauro Coppolaro è di Benevento ed è nato il 10 marzo 1997. E’ difensore centrale, cresciuto nella Reggina, ora di proprietà dell’Udinese che, quest’anno, l’ha girato al Latina, dove ha disputato 20 partite in Serie B;

 

Giuseppe Pezzella, terzino sinistro, è nato a Napoli il 29 novembre 1997. Ha già due anni di esperienza in Serie A con la maglia del Palermo: cresce nelle giovanili del Monteruscello, scuola calcio della sua città natale, nel 2013, all’età di 15 anni, viene acquistato dal Palermo dove fa tutta la trafila prima di debuttare nel massimo campionato il 6 dicembre 2015 in Atalanta-Palermo, terminata 3-0 in favore dei bergamaschi, entrando al 65’. Quest’anno ha collezionato dieci gettoni in Serie A;

 

Federico Dimarco, terzino sinistro dal piede educato (vedere il suo calcio di punizione per il 2-2 contro lo Zambia al 88’) è di proprietà dell’Inter che l’ha girato, quest’anno, all’Empoli dove ha giocato 12 partite in Serie A e una in Coppa Italia. E’ nato a Milano il 10 novembre 1997;

 

Riccardo Marchizza è un difensore centrale della Roma. E’ nato nella capitale il 26 marzo 1998. Quest’anno oltre alle 22 presenze nel campionato Primavera con cinque reti  e sei apparizioni in Coppa Italia Primavera con tre gol, Marchizza si è fatto le ossa anche in campo internazionale: cinque presenze nella Youth League, ma soprattutto una in Europa League, con i giallorossi, seppur solo un minuto contro l’Astra Giurgiu;

 

Leonardo Sernicola chiude la linea difensiva. Terzino sinistro, nato a Civita Castellana, in provincia di Viterbo, il 30 luglio 1997, quest’anno ha giocato nella Ternana (suo club d’appartenenza) sei presente in Serie B e due in Coppa Italia; poi da gennaio è in prestito all’Unicusano Fondi con cinque presenze in Lega Pro;

 

Centrocampisti

Rolando Mandragora è il capitano della Nazionale Under-20. Centrocampista centrale, nato a Napoli il 29 giugno 1997, è cresciuto nel settore giovanile del Genoa, esordendo in Serie A il 29 ottobre 2014. Passato in Serie B, al Pescara, viene acquistato dalla Juventus nel gennaio 2016 per sei milioni di euro. A fine aprile 2016 è costretto ad operarsi per la frattura del quinto metatarso del piede destro che lo porterà, anche alla Juventus, ad avere continue noie. Esordisce con la maglia della Juventus il 23 aprile 2017, subentrando a Marchisio nel finale della partita di campionato vinta 4-0 contro il Genoa;

 

Mattia Vitale, centrocampista centrale, è nato a Bologna il 1° ottobre 1997. Di proprietà della Juventus, la stagione 2016-2017 l’ha giocata in prestito al Cesena dove ha raccolto 21 presenze in Serie B e tre in Coppa Italia;

 

Francesco Cassata, centrocampista centrale, è nato a Sarzana, in provincia di La Spezia, il 16 luglio 1997. Cresciuto nella Primavera dell’Empoli, è passato alla Juventus che, nell’ultima stagione, l’ha girato all’Ascoli trovando un’ottima continuità: quasi sempre titolare, è sceso in campo 36 volte in Serie B segnando un gol proprio al debutto stagionale contro la Pro Vercelli;

 

Paolo Ghiglione è nato a Voghera, provincia di Pavia, il 2 febbraio 1997. E’ centrocampista destro, è di proprietà del Genoa e quest’anno ha giocato nella Spal, nella fortunata cavalcata verso la Serie A, disputando sette partite;

 

Nicolò Barella è il più “maturo” tra i giocatori della Nazionale. Premiato come miglior calciatore italiano classe 1997 nel 2012 e 2013, è nato il 7 febbraio 1997 a Cagliari, dov’è cresciuto fino a giocare in Serie A con costanza. Esordisce in Serie A il 4 maggio 2015, contro il Parma, nella partita vinta 4-0 dal Cagliari Centrocampista centrale. Quest’anno in campionato ha collezionato 28 presenze e due in Coppa Italia. Convocato per il Mondiale, ha giocato solo le prime due gare, uscendo per infortunio alla mano durante Italia-Sudafrica;

 

ATTACCANTI

Riccardo Orsolini, ala destra con il numero sette sulle spalle, è nato, come detto, ad Ascoli Piceno il 24 gennaio 1997. E’ stato acquistato a gennaio dalla Juventus che ha sbaragliato la concorrenza, ma è rimasto per tutta la stagione all’Ascoli dove ha disputato 41 presenze in Serie B con otto reti e una presenza in Coppa Italia;

 

Andrea Favilli, la punta centrale. Compagno d’avventura con Orsolini nell’Ascoli a suon di presenze e gol con 30 gettoni e otto realizzazioni. Nato a Pisa il 17 maggio 1997 è cresciuto nelle giovanili del Livorno, suo club di appartenenza, che l’ha girato all’Ascoli;

 

Giuseppe Panico, anche lui punta centrale, è nato a Ottaviano (provincia di Napoli), il 10 maggio 1997. E’ di proprietà del Genoa, ma quest’anno ha giocato al Cesena con 15 presenze in Serie B, due in Coppa Italia e tre nel campionato Primavera;

 

Andrea Bifulco è conterraneo di Panico. Nato a San Gennaro Vesuviano qualche mese prima del coetaneo, il 18 gennaio 1997, è cresciuto calcisticamente nel Napoli e nell’ultima stagione ha giocato in prestito al Carpi, collezionando 20 presenze e tre gol in Serie B;

 

Luca Vido, l’eroe della vittoria ai supplementari contro lo Zambia, con la maglia numero 10. Vido è nato a Bassano del Grappa, provincia di Vicenza, il 3 febbraio 1997. Ha giocato fino al 2009 nel settore giovanile del Treviso, prima di passare al Padova, dove ha giocato fino 2011, anno in cui è stato acquistato dal Milan. Con i rossoneri è rimasto fino a fine gennaio 2017, quando è stato ceduto in prestito per i successivi sei mesi al Cittadella, in Serie B. Per lui 12 partite nel torneo cadetto con quattro gol.

 

La Figc ha reso noto che la semifinale contro l’Inghilterra verrà trasmessa in chiaro su RaiSport a partire dalle 13:

 

Giovedì 1° giugno, nella Sala degli Stemmi del Municipio di Feltre, è stato presentato il francobollo emesso da Poste Italiane per celebrare i Mondiali di Parapendio. Per la prima volta in Italia nella storia di questa disciplina, l’evento si svolgerà dal 1° al 15 luglio 2017, con quartier generale ai piedi del Monte Avena, Feltre in provincia di Belluno.

Un’affrancatura da 95 centesimi che Poste Italiane distribuirà a partire dal 1° giugno raffigurante un atleta in volo, un disegno del bozzettista Fabio Abbati su ispirazione di uno scatto eseguito dal pilota di parapendio e fotografo Andrea Schenal.

Durante la presentazione sono intervenuti Matteo Di Brina, presidente del Comitato organizzatore, Andrea Schenal, autore della foto a cui il francobollo si ispira, il responsabile filiale di Belluno di Poste Italiane, Erasmo Scatigna, che ha impresso, a fine conferenza, il primo, simbolico annullo speciale ad alcune copie del francobollo.

Matteo Di Brina ha così commentato:

Siamo davvero orgogliosi di poter annoverare tra le iniziative a sostegno di Monte Avena 2017 anche la partecipazione e l’interessamento del Ministero dello Sviluppo Economico, che ha voluto unirsi alla nostra conquista con l’emissione di questo francobollo tematico che senza dubbio passerà alla storia sia tra gli appassionati della disciplina, sia in tutti i territori toccati dalla manifestazione. La nostra speranza è che, proprio grazie a questa emissione speciale, tutta Italia possa sentirsi vicina al Mondiale. Questo francobollo sarà in qualche modo la misura di una conquista che parte dallo sport, ma che è motivo di orgoglio per una intera Nazione. Abbiamo conquistato questo mondiale contendendocelo con Turchia, Slovenia, Svizzera, Austria, Portogallo e Brasile e siamo ben felici di avere un simbolo che attesta che appartiene all’Italia tutta

Presenti in sala anche la senatrice Raffaela Bellot, il delegato provinciale Coni, Luciano Trevisson, e l’assessore allo sport, manifestazioni e associazionismo per il comune di Feltre, Giovanni Pelosio, che hanno speso parole di plauso all’indirizzo dei promotori del Mondiale, sia per essere riusciti a ottenere l’emissione del francobollo dedicato, sia per il moltiplicarsi di eventi e iniziative che gravitano attorno al Mondiale e che vanno a beneficio non solo dello sport, ma dell’intero territorio.

Per il giorno dell’emissione lo sportello filatelico dell’ufficio postale di Feltre utilizzerà l’annullo speciale realizzato per l’occasione da Filatelia Poste Italiane. Il francobollo ed i prodotti filatelici correlati possono essere acquistati presso gli Uffici Postali abilitati, gli “Spazio Filatelia” di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Roma 1, Torino, Trieste, Venezia e sul sito poste.it.

Fonte: comunicato stampa

 

Domenica 28 maggio, nello splendido tracciato di Ernée in Francia, una delle piste più tecniche e selettive del calendario mondiale, si è disputata la nona prova del campionato mondiale di motocross, un evento sempre caratterizzato da un calorosissimo pubblico.

Già velocissimo dal sabato in qualifica, con un secondo tempo in gara-1 e un terzo tempo in gara-2, Antonio Cairoli ha concluso il Gran Premio di Francia con un ottimo secondo posto, a 42 punti, sul podio alle spalle del belga Clement Desalle, vincitore con 43 punti finali.
Un altro magnifico fine settimana per il nostro porta colori che in classifica generale, dove si trova al comando, riesce ad allungare a 50 punti dal secondo Gautier Paulin.

Sono riuscito sempre a partire bene e sono anche stato in testa in entrambe le manche ma nella prima parte delle gare ho perso qualche posizione, non riuscendo a guidare come volevo. Non sono contentissimo ma oggi ad ogni modo sono riuscito a salire ancora sul podio e questo è quello che conta per il campionato, raccogliendo più punti possibili e questo è l’aspetto positivo di questa gara

Il prossimo Gp di Motocross è tra due settimane a Orlyonok, in Russia.

 

Foto di Michele Torresan

Domenica 28 maggio, nello splendido tracciato di Ernée in Francia, una delle piste più tecniche e selettive del calendario mondiale, si è disputata la nona prova del campionato mondiale di motocross, un evento sempre caratterizzato da un calorosissimo pubblico.

Già velocissimo dal sabato in qualifica, con un secondo tempo in gara-1 e un terzo tempo in gara-2, Antonio Cairoli ha concluso il Gran Premio di Francia con un ottimo secondo posto, a 42 punti, sul podio alle spalle del belga Clement Desalle, vincitore con 43 punti finali.
Un altro magnifico fine settimana per il nostro porta colori che in classifica generale, dove si trova al comando, riesce ad allungare a 50 punti dal secondo Gautier Paulin.

Sono riuscito sempre a partire bene e sono anche stato in testa in entrambe le manche ma nella prima parte delle gare ho perso qualche posizione, non riuscendo a guidare come volevo. Non sono contentissimo ma oggi ad ogni modo sono riuscito a salire ancora sul podio e questo è quello che conta per il campionato, raccogliendo più punti possibili e questo è l’aspetto positivo di questa gara

Il prossimo Gp di Motocross è tra due settimane a Orlyonok, in Russia.

 

Foto di Michele Torresan

Applaudirlo per la giovane età, per la sfrontatezza e la sfacciataggine di ribaltare le regole e le convinzioni del buon costume del tennis, in uno dei più autorevoli scenari di questo sport. O fischiarlo o quanto meno criticarlo per lo stesso motivo?
Il cinque giugno 1989, durante il Roland Garros, il pubblico del Philippe Chatrier , almeno per qualche istante, tra incredulità e un briciolo di compiacimento, si ritrova dinanzi a questo bivio: agli occhi degli spettatori, sulla terra rossa parigina, nell’ottavo di finale si sta concretizzando una delle imprese sportive più astruse: da un lato il cecoslovacco Ivan Lendl, numero uno del mondo in quel momento e già vincitore di tre edizioni dello Slam parigino. Dall’altro l’artefice di questa memorabile pagina per il tennis: Michael Te-Pei Chang, sbarbato e timido statunitense di origini taiwanesi, di appena 17 anni e tre mesi.

Match da sbrigare in un giro di lancetta corta, avranno pensato in molti e, forse, lo stesso Lendl che, in maniera liscia e prevedibile, si porta due set a zero: un doppio 6-4 che bolla l’inevitabile abisso tecnico ma anche di esperienza tra il ragazzino e il campione.
Poi il calo di concentrazione e la mancata zampata per chiudere definitivamente i conti: così Chang, cogliendo qualche distrazione di troppo del rivale, riesce a strappare un set con il risultato di 6-3. “Sì, ok, Lendl adesso si rifà in un batter di ciglia”, avranno sussurrato tra gli spalti. “Starà tirando il fiato”, pensava gli altri. Michael Chang sembrava aver finito la benzina: l’apprezzabile tentativo tutto agonismo di uno spensierato diciassettenne che ci mette la foga oltre la logica per spingersi oltre i suoi limiti.

Crampi e altri acciacchi l’hanno, di fatto, messo quasi fuori da giochi. Quando tutti pensano al ritiro, Chang sapendo di essere spacciato e pure fisicamente compromesso inizia, così, a giocare stravolgendo il tennis in maniera sciatta, eretica, sciagurata: pallonetti per prender tempo e soprattutto il servizio da sotto. Roba che forse nemmeno i principianti alla prima lezione di tennis non fanno più.
Nella nobiltà francese, nel tempio della perfezione, sembra un attacco al sistema dalle sfumature grottesche e burlesche: Lendl si infastidisce, preso in giro, ma con logica che obbliga il campione a scendere sotto rete, lasciando a Chang il campo per tirare passanti vincenti. Una lunga serie e il quarto set vola sul 6-3 a favore di Chang.

(la serie di lob per prendere fiato e spazientire Lendl)

Il set decisivo, il quinto, si discosta dalla realtà per oltrepassare i limiti logici: lo statunitense utilizza tutti i mezzucci e gli espedienti psicologici per infuocare l’animo di Lendl che, smontando dalla sua compostezza, cede senza troppo bon-ton alle provocazioni: Chang abusa della pausa fisiologica e, tra uno stop e un altro, sbuccia avidamente banane su banane per assumere potassio e ridurre il rischio di crampi. Se questa pratica ci sembra consona nell’era moderna, va detto che lui è stato il primo tennista in assoluto a introdurre questa consuetudine.

(Lendl e Chang a fine partita)

Come prevedibile la storia del tennis passa dalla sua racchetta, anzi dall’assenza di logica con cui ha condotto tutto il match: sul 5-3 a favore di Chang, e con Lendl in battuta, il ragazzino si porta clamorosamente sul 15-40. Due match point da far tremare le gambe, da prendere fiato, darsi un paio di ceffoni in faccia per dire alla propria coscienza: “Non facciamo stupidaggini”. Ma la sua coscienza razionale era in ferie da diverse ore e, dopo un match estenuante durato ben 4 ore e 38 minuti, il cecoslovacco capitola.
Perché Chang trova ancora un modo di mozzare il fiato alla platea: sulla seconda di servizio di Lendl, il minorenne decide di giocarsi il punto avanzando a pochi centimetri dal rettangolo del servizio, scatenando definitivamente l’ira di Lendl che prima prova a chiedere rispetto per il regolamento (mossa consentita) e poi carica il servizio, ma lo ciabatta malamente contro la rete. La palla si adagia a fondo campo, mentre il pubblico esplode in un boato e Chang stramazza nella polvere.

(la battuta con il colpo da sotto, da prima lezione di tennis, e la ricezione sul servizio che gli dà la vittoria)

Michal Chang, in quell’occasione, vincerà il primo e unico torneo del Grande Slam della sua carriera, diventando il più giovane tennista a vincere il torneo parigino. Con un paio di banane, un colpo dal basso e tanta sfrontatezza.