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Dario Sette

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Il Campionato del Mondo femminile del 2015, tenutosi in Canada dal 6 giugno al 5 luglio, è stata l’edizione ufficiale numero sette. Questo Mondiale ha segnato una svolta perché per la prima volta è stato allargato il numero delle nazionali partecipanti da 16 a 24 squadre.
Il torneo è stato vinto per la terza volta (record attuale) dagli Stati Uniti che ha battuto 5-2 in finale il Giappone con la tripletta di Carli Lloyd. Il match è stato un remake del Mondiale 2011 in cui, però, a prevalere furono le nipponiche.

L’ultima partita, inoltre, è stata da record perché sono stati eguagliati risultati stabiliti a livello maschile: il maggior numero di reti realizzate in una finale (sette, come nella finale maschile del 1958, Svezia-Brasile), la tripletta di Lloyd (come l’inglese Geoff Hurst nel 1966 contro la Germania Ovest), stesse finaliste a distanza di quattro anni (come Germania Argentina, 1986 e 1990), il record di calciatrice più anziana a vincere il trofeo della quarantenne Christie Rampone (già campionessa del mondo nel 1999), come il portiere Dino Zoff nel 1982.

L’attaccante statunitenste Carli Lloyd è stata premiata come miglior calciatrice del torneo grazie soprattutto alle sei reti realizzate e con cui ha vinto la classifica marcatori in concomitanza con la tedesca Celia Sasic. Il titolo di miglior portiere lo ha conquistato l’americana Hope Solo.
Nei 52 incontri disputati sono state segnate 146 reti per una media di 2,81 per incontro.

L’edizione di Francia 2019 sta per cominciare e possiamo gustarci i 10 migliori gol di Canada2015.

L’ultima volta era successo oltre 40 anni fa, nel 1976, con Panatta e Barazzutti quando la qualità video della tv non era il massimo. Ora le tv sono ultrasottili, ad altissima definizione 4K e finalmente un altro italiano, Fabio Fognini, è nella top ten del tennis mondiale.

Il ligure, dal prossimo lunedì, salirà in decima posizione del ranking Atp riportando così l’Italia maschile protagonista nel mondo delle racchette.

Era un tennis sì diverso, ma sottolinea quanto l’Italia abbia sofferto nel presentare tennisti di rilevanza internazionale. Da qualche anno Fabio Fognini è lì e ora se la gioca con i migliori al mondo.

Il migliore degli azzurri è stato Adriano Panatta, giunto al numero 4 nel 1976, l’anno della conquista degli Internazionali d’Italia e del Roland Garros. Dietro di lui c’è Corrado Barazzutti, salito fino al numero 7 nel 1978.

Raggiungere la top 10 è un po’ il compimento di un sogno

Per il sanremese è un 2019 da incorniciare, in primis per il magnifico traguardo raggiunto oltre a non dimenticarci della vittoria nel Masters 1000 di Montecarlo, a Pasqua.

In questi anni abbiamo imparato a conoscere bene Fognini: un grande talento ma con un carattere spesso sopra le righe. Ne ha distrutte di racchette per la rabbia e crediamo che ne distruggerà ancora ma, a 32 anni ora Fabio riconosce i propri mezzi ed è pronto sempre a mettersi in gioco.

Il merito di questo traguardo è sicuramente suo ma è anche da condividere con il suo coach e con la sua famiglia. Ovvio che sua moglie Flavia Pennetta e suo figlio Federico abbiano trasmesso quella tranquillità che soltanto il calore famigliare può offrirti.

Una cosa è certa quello raggiunto da Fognini è un traguardo che resta nella storia del tennis italiano maschile che da anni sognava un gradito ritorno nel circuito mondiale.

Attualmente ottavo nella Race e in lotta per un posto per le prossime Atp Finals di Londra, Fognini arriva in top 10 dopo nove titoli in singolo e dieci finali perse.

Ora non resta che godersi la grande gioia ma al tempo stesso cercare di continuare a migliorarsi, soprattutto sull’erba dove Fabio deve ancora dimostrare tanto.

Una frase ad effetto che significa tanto e che segna la strada per il futuro delle donne.

Non abbandonare i propri sogni significa: lottare per loro, non farsi condizionare e cercare di cambiare il mondo. Ciò sottolinea quanto è importante per le donne il Mondiale di calcio che sta per iniziare in Francia. Questa competizione deve essere la prova che anche l’universo femminile può realizzare ciò che nel genere maschile è oramai abitudine.

Lo spot della Nike ha come protagonista la giovanissima calciatrice Makena Cook. Nei tre minuti di video, l’azienda, grazie alla ragazzina, cerca di raccontare come i sogni di qualsiasi persona possono diventare realtà. Un altro aspetto importante è quello, appunto, di non cambiare i tuoi desideri ma cercare di cambiare il mondo pur di farli avverare.

Dai primi secondi di spot, Makena è nel tunnel degli spogliatoi prima del match tra Olanda e Nigeria, tenuta per mano dalla centrocampista orange Lieke Martens. Dopo aver accompagnato sul campo la sua beniamina, Martens dice alla bambina che “non ha ancora finito”. Così Makena si ritrova a giocare al suo fianco, e poi a saltare da un campo all’altro al fianco delle giocatrici più famose, da Fran Kirby a Ji So-Yun.

Dopodiché la ragazzina si ritrova in uno shooting fotografico con l’attaccante brasiliana e del Barcellona, Andressa Alves, riuscendo a conquistare la copertina del videogame Fifa. Makena la rivediamo poi al fianco di Alex Scott, ex giocatrice dell’Inghilterra e dell’Arsenal che viene personificata come prima allenatrice donna Barcellona maschile.

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La scena dello shooting fotografico

Al termine del video la ragazzina calcia una punizione decisiva prima di rientrane nel tunnel dello spogliatoio ed è lei a prendere la mano di Lieke Martens dicendole “Are you ready?”.

Quando decidi di fare di tua spontanea volontà, ma tua moglie te lo impedisce e si fa come dice lei.

È quello che è successo a Peter Crouch, attaccante inglese ex Liverpool a cui è ancora molto legato. Un legame talmente forte che l’attuale punta del Burnley ha voluto rafforzarlo in maniera indelebile dopo la vittoria della sesta Champions dei Reds.

Il 3 giugno Crouch aveva annunciato su Twitter la nascita del suo quarto figlio e quello che sarebbe stato il suo nome: Divock Samrat. Divock proprio per ricordare Origi, autore delle tre reti tra semifinali e finale di Champions League.

A questa decisione presa dal bomber inglese è arrivata la pronta risposta di sua moglie Abbey Clancy, la quale ha letteralmente impedito a suo marito di dare il nome dell’attaccante belga del Liverpool.

La formazione degli Stati Uniti è sicuramente tra le favorite al prossimo Mondiale femminile in Francia e,  proprio nella nazionale americana, c’è una delle calciatrici più forti del mondo qual è la vicecapitana Alex Morgan.

L’attaccante dell’Orlando Pride, oltre a essere una prolifica marcatrice sul campo (ha segnato più di 100 reti con la sua nazionale), è altrettanto attiva in importanti iniziative fuori dal rettangolo verde.

La famosa rivista americana del Time ha voluto dedicarle la copertina con il titolo “The Equalizer” una lunga intervista.

Alex Morgan, 29 anni, di professione attaccante ed “equilibratrice”

La calciatrice ha sottolineato quanto fondamentale sia fare bene al Mondiale, specie perché gli Usa sono favoriti ma, altrettanto importante è l’impatto sociale. Alex Morgan da anni combatte per l’eguaglianza di genere al fine di ottenere il rispetto, l’attenzione e la retribuzione alla pari dei colleghi maschi. Il Campionato del Mondo può e deve essere una vetrina di riscatto.


Grazie alle sue iniziative, la punta americana è stata anche inserita nella nota lista delle donne più influenti del 2019 proprio dalla rivista Time. L’atleta rispecchia i tre criteri fondamentali per far parte del ranking: potenzialità della figura pubblica; influenza nel corso di eventi significanti; esempi morali di vita a cui ispirarsi.

 

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Thank you @time for including me as one of the 100 most influential people of 2019, what a dream!!

Un post condiviso da Alex Morgan (@alexmorgan13) in data:


Da sempre Alex Morgan, inoltre, si è detta lontana dalle politiche del presidente Donald Trump, soprattutto riguardo le scelte di separare le famiglie dei migranti al confine messicano. Per una serie di motivi la 29enne ha deciso di declinare l’invito del presidente alla Casa Bianca, in caso di vittoria del torneo.

Non solo lotta per pari diritti tra uomo e donna, Alex Morgan è anche una famosa scrittrice, autrice di libri per bambini della serie “The Kicks”, best sellers del New York Times. La collana racconta di una ragazza di 12 anni di nome Devin, che gioca per la squadra di calcio dei Kentville Kangaroos, nota come The Kicks.

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Un famoso numero della serie The Kicks

Nei libri ci sono tanti riferimenti al passato della calciatrice in cui si racconta come c’è stata la crescita calcistica della Morgan. Famoso è stato il primo libro della serie, “Saving the team”. Al suo interno c’è “una nota di Alex” indirizzata a sua madre quando aveva 8 anni. Quella nota è poi stata posta sul frigo da sua madre e il suo contenuto è diventata poi una ragione di vita.

Oramai non si fa altro che contare i giorni per il debutto delle azzurre al Mondiale femminile in Francia. Le ragazze sono già a Valenciennes e sono state abbracciate in maniera affettuosa dagli abitanti della cittadina, sede del ritiro.


Tuttavia, prima della partenza, hanno avuto anche l’onore di essere accolte dalla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, a Palazzo Madama oltre a essere salutate dai tifosi all’aeroporto di Fiumicino.

Un grande weekend, quindi, per la squadra della ct Milena Bertolini, che rappresenterà la nazione intera al prossimo Campionato del Mondo dopo 20 anni.

L’invito in Senato è stato un gesto importante che sottolinea quanto sia cresciuto il calcio femminile negli ultimi tempi, tanto da regalare molte più soddisfazioni di quello maschile, così come ha sottolineato la seconda carica dello Stato.

Potrete ridare entusiasmo ai tifosi italiani che hanno subito lo smacco della mancata qualificazione al Mondiale da parte della Nazionale maschile. Il calcio italiano rinascerà attraverso le donne. L’augurio è che questa partecipazione ai Mondiali rappresenti un punto di partenza e non di arrivo per il movimento calcistico femminile.

Una vera e propria svolta per l’Italia che da sempre è conosciuta come la patria del calcio. Finalmente, ora non è più considerato un sport solamente di uomini.

Prima di imbarcarsi per il volo diretto in Francia, un’altra sorpresa per Sara Gama e compagne: il saluto in aeroporto.

Una torta è stata taglia per l’occasione nello scalo romano

Per seguire tutte le novità delle azzurre, ci sono i canali social: Instagram, Twitter e Facebook, oltre all’hashtag #Ragazzemondiali #vivoazzurrowomens 

È servito un tocco di classe di uno dei calciatori più promettenti della nazionale italiana per superare l’ostacolo Polonia.

Andrea Pinamonti ha regalato la gioia della qualificazione ai quarti di finale del Mondiale Under 20 grazie a un cucchiaio, magistralmente realizzato dal dischetto del rigore al 38esimo minuto di gioco.


Un gesto rischioso ma stilisticamente bellissimo da ammirare specie se, come in questo caso, riesce a gonfiare la rete.
Il gol del capitano numero 9 di scuola nerazzurra ha spianato la strada agli azzurrini per il resto della partita, così com’è successo in passato per altri “cucchiai” realizzati in partite della nazionale.

FRANCESCO TOTTI

Il più famoso che si ricorda, ovviamente, è quello dell’ex capitano della Roma a Euro2000 nella batteria di rigori contro i padroni di casa dell’Olanda, in semifinale. Uno scavetto perfetto, per evitare i centimetri di Edwin Van der Sar, che riuscì a stupire tutti gli italiani e i compagni di squadra.

GRAZIANO PELLÉ

Nella stessa competizione di Pinamonti, non tutti lo ricordano ma anche la punta del Shandong Luneng ha segnato un rigore utilizzando il cucchiaio. Sì perché è fresco ancora l’immagine del rigore sbagliato contro la Germania a Euro2016 col famoso gesto a Neuer “Ti faccio lo scavetto!”. Ma c’è un rigore che l’attaccante salentino ha realizzato, ed è quello durante i penalty ai quarti di finale del Mondiale U20 del 2005 contro il Marocco. La partita arrivò ai calci di rigore, dopo l’1-1 dei tempi regolamentari e il 2-2 dopo i tempi supplementari. Nella serie, l’attaccante scelse di batterlo così, mostrando grande coraggio.

ANDREA PIRLO

Il più recente è sicuramente quello del centrocampista campione del Mondo all’Europeo 2012 contro l’Inghilterra. Un rigore altrettanto importante che ha fatto da spartiacque in quella batteria. Una beffa per il portiere Hart e per gli inglesi che poi hanno perso quella partita.

Ora i ragazzi del ct Nicolato sono in attesa di sapere chi tra Argentina e Mali sarà la nazionale da affrontare ai quarti di finale. I sudamericani sono sicuramente favoriti rispetto alla formazione africana, ma certo in questo torneo le sorprese non sono mancate, vedi l’eliminazione del Portogallo.

Saranno i biancorossi a sfidare gli azzurri negli ottavi di finale del Mondiale Under 20.

La nazionale polacca è riuscita a qualificarsi in extremis come una delle quattro migliori terze della fase a gironi.
Il match si disputerà domani alle 17.30 nello stadio di Gdynia, a nord del Paese. Una partita molto delicata per la squadra del ct Paolo Nicolato che tanto bene ha fatto finora.

In primis, nonostante si siano qualificati con difficoltà, non c’è da sottovalutare la Polonia, nazionale che ogni anno sforna nuovi talenti calcistici; oltre al fatto che il pubblico sugli spalti sarà interamente schierato dalla loro parte.

La Polonia ha cambiato parecchi elementi e anche noi non siamo più gli stessi. Sarà un’altra partita, affronteremo una squadra molto potente, dalle grandi qualità fisiche, motivata e spinta dal proprio pubblico.

Le decise parole di mister Nicolato.

Come già raccontato, sin qui l’Italia ha fatto un ottimo percorso. Gli azzurri si sono imposti al primo posto del gruppo B con 7 punti, grazie alle due vittorie contro Messico (2-1 all’esordio) ed Ecuador (1-0) e al pareggio (0-0) contro il Giappone.

La Polonia, invece, ha chiuso la fase a gironi con 4 punti in cui ha perso contro la Colombia (0-2), vinto contro Tahiti (5-0) e pareggiato con il Senegal (0-0).

Tra i talenti più considerati all’interno della rosa del ct Bednarczyk ci sono: il portiere Majecki, il difensore Walukiewicz e l’attaccante Steczyk.

Classe ’99, il numero 1 difende i pali della squadra della capitale, il Legia Varsavia. Con lui continua la tradizione degli ottimi estremi difensori di scuola polacca che, negli ultimi decenni, sta sfornando nuove stelle, e in Italia ne sappiamo qualcosa.

Noto già in Italia, classe 2000, è il centrale del Cagliari, Sebastian Walukiewicz. I sardi l’hanno pescato dal Pogon Stettino che poi l’ha riavuto in prestito. Comunque un buon investimento per il futuro che in questo Mondiale può essere valorizzato, se è vero che viene considerato come l’erede di Kamil Glik.

Autore di due gol e un assist contro Tahiti, Dominik Steczyk è un centrocampista offensivo che può giocare anche come punta. Milita in Germania nel Norimberga II, ma i tedeschi hanno intenzione di farlo debuttare con la prima squadra per la prossima stagione in Zweite Liga.

Disastro Portogallo. La vincitrice dell’Europeo non è riuscita a qualificarsi per la fase a eliminazione diretta, per la differenza reti.

Le ragazze della nazionale tedesca danno un calcio ai pregiudizi.

In vista del prossimo Mondiale in Francia le calciatrici della Germania hanno realizzato un video dal forte impatto soprattutto sociale.

“Non abbiamo le palle, ma sappiamo usarle!” è il titolo della campagna lanciata da quelle che saranno alcune delle protagoniste al Campionato del mondo.

Un video che è una risposta a coloro che considerano lo sport di squadra femminile di un livello molto basso, a maggior ragione se si tratta del calcio.

Di calciatrici forti, invece, ce ne sono e che si stanno affermando a livello europeo e mondiale. Tali atlete avranno modo di mettersi in mostra in una vetrina importantissima qual è il Mondiale.

Tra le campionesse ci sono proprio le tedesche che hanno voluto alzare la voce contro lo scetticismo che ruota ancora attorno al calcio delle donne.

Giochiamo per una nazione che non conosce nemmeno i nostri nomi, ma sai che siamo state tre volte campioni d’Europa, giusto? No, perché sono state otto volte!

Una frase toccante della capitana Alexandra Popp, che sottolinea quanto sia stata difficile la strada percorsa in questo sport, nonostante i molti titoli vinti dal 1989.

Una partita esagerata, forse troppo, soprattutto se in un Mondiale.

La Norvegia Under 20 ha vinto in maniera netta contro i pari età dell’Honduras in Polonia con una prestazione da record del 18enne Haland.


Un risultato certamente storico per questa competizione e difficilmente superabile per la cifra di reti raggiunta.

In effetti, quello realizzato dagli scandinavi contro gli honduregni riscrive un po’ il concetto di goleada, della quale si fa riferimento a match di calcio di 4 o 5 gol di scarto. In questa partita c’è stata una vera e propria umiliazione.

A Lublino non solo è stato infranto le record di gol messi a segno, ben 12, ma anche le 9 fatte tutte dallo stesso calciatore: Erling Braut Håland. Il giovanissimo attaccante, dallo scorso gennaio al Salisburgo, si è fatto ghiotto di marcature, superando di netto le sei reti realizzate dal brasiliano Adailton, ex Genoa, Bologna e Verona, nel Mondiale Under 20 del 1997 in Malesia, contro la Corea del Sud (risultato 10-3).

Grazie ai 12 gol, la nazionale norvegese ha un’ottima differenza reti che potrebbe permetterle di rientrare tra le quattro migliori terze del torneo, agguantando così gli ottavi di finale.