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Dario Sette

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È un gran bel Mondiale quello che stanno giocando le nostre nazionali di beach volley ad Amburgo.

La coppia femminile Menegatti – Orsi Toth si è dovuta arrendere alle canadesi Pavan – Melissa solamente ai quarti di finale, comunque un risultato grandioso calcolando che era da 18 anni che due azzurre non si giocavano un posto in una semifinale iridata.

Bene anche tra gli uomini perché le coppie Lupo – Nicolai e di Rossi – Carambula sono entrambe ai quarti e se la vedranno rispettivamente contro gli austriaci Seidl – Waller alle 15 e contro gli americani Allen – Slick alle 16.45.

Sin qui un bel cammino per tutti dato che mai prima d’ora tre coppie erano giunte agli ottavi di finale di un Mondiale. Le azzurre Marta Menegatti – Viktoria Orsi Toth sono riuscite a battere le americane Sponcil – Claes e a raggiungere uno storico quarto di finale che non risalvia dal lontano 2001 quando, la coppia Bruschini – Solazzi hanno raggiunto lo stesso risultato a Klagenfurt in Austria.

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La coppia Marta Menegatti – Viktoria Orsi Toth

Positivo sin qui anche il percorso tra gli uomini con Daniele Lupo e Paolo Nicolai che hanno battuto gli iraniani Salemi – Vakili al tie-break 2-1 (21-16, 16-21, 15-7). Match giocato alla pari, con la vittoria azzurra del primo set. La risposta dell’Iran è stata importante, nell’ultimo parziale i ragazzi di coach Matteo Varnier hanno fatto la voce grossa sigillando il match.
Tra poco affronteranno gli americano Allen – Slick che hanno sconfitto per 2-0 (21-19, 21-18) i brasiliani Evandro – Bruno Schmidt.

Ok anche l’altro tandem Enrico Rossi e Adrian Carambula che dopo il successo nei sedicesimi contro gli svizzeri Heidrich – Gerson 2-0 (21-11, 21-13) andranno in campo per strappare il pass per i quarti di finale. Contro gli elvetici non c’è stata storia, gli azzurri hanno dominato sin dall’inizio tanto da tenere a debita distanza gli avversari.

OTTAVI DI FINALE

Lupo/Nicolai – Allen/Slick alle ore 15

Rossi/Carambula – Seidl/Waller alle ore 16.45

Quando è sceso in campo in molti pensavano che sarebbe diventato un grande calciatore, il Borussia Dortmund (squadra proprietaria del suo cartellino) ha sempre creduto in lui, anche nei momenti più difficili. Ora però per il 21enne Dario Scudieri è momento di voltare pagina perché, dopo il grave infortunio di due anni fa, i medici gli hanno consigliato il ritiro dal calcio giocato.

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Dario Scuderi in azione con il suo Dortmund II

Sì perché il terzino originario di Paternò è rimasto coinvolto in un gravissimo infortunio durante un match di Youth League (la Champions League Primavera) nel 2016 con il suo BVB II contro il Legia Varsavia. In quella partita l’allora sedicenne difensore si è rotto il crociato, il menisco e tutti i legamenti del ginocchio, con seri problemi di circolazione del sangue lungo tutta la gamba, che ha fatto ipotizzare addirittura un’amputazione.

Per lui si erano fatti avanti ad augurargli il meglio campioni come Totti, Neymar e Iniesta attraverso i social.

Un vero e proprio dramma per un ragazzo che aveva in mente soltanto il calcio. Ora, dopo 9 operazioni, Dario è tornato alla normalità e a correre anche se non potrà più giocare a calcio. Tuttavia il Borussia Dortmund gli ha voluto dare una seconda possibilità.


Il club giallonero ha intenzione di offrirgli un posto all’interno dello staff delle giovanili. Una possibilità di continuare a crescere in un club importantissimo qual è il Dortmund, non da calciatore ma da collaboratore tecnico.

Il giovane Scudieri ha apprezzato tantissimo il gesto della squadra in cui è cresciuto e che gli ha permesso di esordire anche nelle giovanili dell’Italia (tra cui due presenze con l’U19).
La società, dopo l’infortunio, ha offerto gli studi in Management dello Sport. Certo lui avrebbe sicuramente voluto ritornare a calpestare l’erba in campo, ma il rischio è troppo grande ed è per questo che con razionalità ha preferito dire basta con il calcio giocato, accettando un ruolo da collaboratore.

Una nuova vita per il giovanissimo Scuderi, comunque nel mondo del calcio.

È stata una serata magica quella vissuta al San Paolo di Napoli per la cerimonia d’apertura della 30esima edizione dell’Universiade 2019 che si terrà fino al prossimo 14 luglio, tra il capoluogo campano e altri 32 comuni della regione.

Per l’occasione l’impianto dove gioca il Napoli è stato rimesso a nuovo e, durante la presentazione dell’evento, si è trasformato in qualcosa di surreale, rappresentando il grande golfo partenopeo.

Oltre 30mila spettatori presenti sugli spalti, ottomila gli atleti partecipanti e uno share televisivo altissimo data la contemporaneità in 140 paesi diversi.

La bellissima scenografia presente ha trasformato il San Paolo come il golfo di Napoli con tanto di Vesuvio, ricostruito davanti alla storica Curva B del tifo azzurro.

Le acque del Tirreno e l’esplosione del vulcano hanno seguito il volo di una sirena. Mozzafiato è stata la performance della campionessa italiana di apnea, Maria Felicia Carraturo, che ha vestito i panni di Partenope con uno strascico lungo 60 metri.

 Alla cerimonia ha partecipato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha salutato la Noemi, la bambina ferita in maniera grave in un agguato di camorra.

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L’incontro tra il presidente Mattarella e la piccola Noemi

Lorenzo Insigne è stato il protagonista dell’accensione della torcia con un tiro infuocato.

 

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@lorinsigneofficial infiamma il San Paolo e accende la 30a #Universiade #Napoli2019 @balichws @regione.campania @fisu

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Un grande spettacolo di luci e scenografie umane come quella di una grande “U” che ha simboleggiato l’abbraccio tra gli ottomila atleti provenienti da 120 Paesi e il golfo di Napoli.

Con gli Stati Uniti già in finale, siamo in attesa di capire chi tra Olanda – Svezia avrà modo di sfidare le campionesse del mondo uscenti in questa edizione di Francia2019.

Al Parc OL di Lione sarà un match tutto da vivere (diretta su Rai Sport alle 21) tra due squadre che, sin qui, hanno fatto un gran bel cammino sottolineando che entrambe si reputano nazionali outsider.
Sì perché le Orange, già campionesse europee, si giocano per la prima volta un posto nella finalissima; la Svezia, invece, è alla quarta semifinale Mondiale. Le scandinave, però, sono riuscite a volare in finale solamente nel 2003, sconfitte dagli States.

Le due formazioni si sono affrontate anche durante l’Europeo 2017, con le Oranjeleeuwinnen che sono uscite vincenti agli ottavi di finale per 2-0 grazie alle reti di Lieke Martens e Vivianne Miedema, tuttora colonne portanti dell’attacco olandese.

Una giocata di Vivianne Miedema durante l’ottavo di finale a Euro2017

Le due squadre, però, partono abbastanza alla pari. Le olandesi hanno fatto bene contro l’Italia, grazie alle ottime azioni da calcio piazzato; la Svezia è galvanizzata dalla vittoria importantissima contro la Germania: un exploit che ha regalato gioia e consapevolezza dei propri mezzi.

Tra le Blagult sarà assente l’attaccante Fridolina Rolfo per squalifica. Fortunatamente il ct Peter Gerhardsson ha trovato una degna sostituta in Lina Hurtig. Per le scandinave il problema principale sarà arginare l’offensiva olandese che è il punto di forza Orange, perché a livello difensivo qualcosa concedono.

Per le ragazze di Sarina Wiegman sarà un vero banco di prova per capire se ci sono le possibilità di contrastare il grande dominio degli Stati Uniti.

È stato un bel Superclasico e, stavolta, a spuntarla sono stati i padroni di casa del Brasile che vola in finale di Coppa America dopo 12 anni.

Nello stadio di Belo Horizonte la Seleçao tornano a vincere dopo l’umiliante sconfitta subita dalla Germania nel Mondiale del 2014. Ora può veramente sognare: il tifo c’è, la squadra anche. Si attende di sapere solamente chi sarà l’avversaria tra Cile-Perù nel capitolo finale.

Grande partita per tutta la formazione guidata dal ct Tite, trascinata da un sempreverde Dani Alves e da Gabriel Jesus. Il terzino e capitano ha preso in mano la squadra oltre a esser stato l’ispiratore del primo gol, l’attaccante del City ha finalmente fatto la voce grossa nel reparto offensivo.

Nell’Albiceleste per 60 minuti si è visto un buon Messi, soprattutto con il palo colpito a inizio ripresa. Gli argentini nel complesso avrebbero meritato qualcosa in più, i verdeoro sono stati cinici.
La Pulce è stato ripreso da tutte le telecamere durante l’inno nazionale. Non aveva mai cantato e questa questione ha smosso mezzo pianeta.


La partita è stata vivace con il Brasile più dinamico all’inizio del match, ma con l’Argentina che sfiora il vantaggio con un tiro dalla distanza di Paredes.
A sbloccare l’equilibrio al 19esimo è Gabriel Jesus dopo una magistrale azione di Dani Alves. Il terzino ha superato con un sombrero Acuña e con un dribbling Paredes, per poi allargare su Firmino che, con precisione, ha offerto la palla all’attaccante Citizens.

Nell’Argentina la ghiotta pallagol arriva ad Aguero che di testa ha colpito la traversa. Nel secondo tempo il capitolo è lo stesso con la Selección che ha provato a pungere ma è stato il Brasile a chiudere il match con la rete dell’attaccante del Liverpool, servito da Gabriel Jesus, autore di una grande giocata.

Finale prevista domenica al Maracanà di Rio de Janeiro. Per il Brasile sarà un nuovo banco di prova davanti a uno stadio che in alcune occasioni viene ricordato per momenti poco felici.

Per l’occasione lo stadio san Paolo di Napoli è stato rimesso a nuovo e tra poco sarà il luogo del via della 30esima edizione delle Universiadi estive.

Undici giorni di puro sport (dal 3 al 14 luglio), in cui il capoluogo partenopeo e tutta la regione Campania saranno il centro di ottomila atleti da ogni parte del mondo e ben 220 medaglie da assegnare.

Una grandissima manifestazione che si svolge ogni due anni e che è alla sua undicesima edizione in Italia (comprese anche quelle invernali). Proprio 60 anni fa a Torino è stata organizzata la prima.

Evento multidisciplinare rivolto ad atleti universitari da 118 Paesi del Mondo, che gareggiano in tante discipline sportive: tiro con l’arco, atletica, basket, tuffi, scherma, calcio, ginnastica artistica, ginnastica ritmica, judo, rugby, vela, tiro a segno, nuoto, ping pong, taekwondo, tennis, pallavolo e pallanuoto.


Nonostante la cerimonia d’apertura è prevista per domani sera (ci sarà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella), alcune gare sono già partite. Il cinese Liu Chengming ha rotto il ghiaccio nelle qualificazioni del trampolino da un metro nella piscina della Mostra d’Oltremare di Napoli.

Per la città di Napoli sarà un grande evento sportivo e sociale. Vetrina importante anche per tutta la regione con i 33 comuni interessati alla manifestazione. Infatti sono stati 58 gli impianti sportivi rimessi a nuovo in vista proprio dei giochi universitari.

Durante la cerimonia tornerà in città la torcia olimpica dopo il tour mondiale, oltre alla sirena Partenope, mascotte delle universiadi 2019.

 

La Coppa d’Africa spesso ha regalato delle piacevoli sorprese, tuttavia in pochi pensavano che, durante questa 32 edizione del torneo continentale africano, a farsi notare sarebbe stato il piccolo Madagascar.

La nazionale isolana è riuscita a sbaragliare la concorrenza di Nigeria, Burundi e Guinea nel girone B e a qualificarsi al primo posto, strappando uno storico passaggio agli ottavi di finale.

Sì perché il Madagascar è alla prima partecipazione in Coppa d’Africa dopo tantissimi anni in cui non è mai riuscita ad affacciarsi in un torneo prestigioso. Al primo tentativo i malgasci sono riusciti a fare il colpaccio battendo, tra l’altro, una formazione molto più blasonata qual è la Nigeria.

Un secco 2-0 ad Alessandria d’Egitto ha fatto sì che la nazionale guidata dal ct francese Dupuis strappasse il pass per entrare tra le migliori prime 16 d’Africa. A regalare i tre punti agli scorpioni sono stati gli esterni d’attacco Nomenjanahary (al 13esimo minuto) e Andriamatsinoro (al 53esimo).

Una nazionale che, contro i pronostici, è riuscita in primis a qualificarsi alla fase finale del torneo e ora anche a volare agli ottavi.


Piazzati alla posizione 108 del ranking Fifa i Barea sono la formazione più “anziana” del torneo, con una media d’età di 29,9 anni. In rosa c’è Romario Baggio (due dei protagonisti del Mondiale di Usa ’94), terzino 23enne che gioca Fosa Juniors di Boeny, Nord dell’isola. Insieme al terzo portiere Randrianasolo è l’unico a giocare in patria.
Calciatore famoso è il 35enne difensore centrale e capitano Andriatsima che milita nel Clermont, in Ligue 2.

Il ct, invece, è il francese Dupuis, ex difensore dilettante, che si alterna anche sulla panchina di una squadra francese di quarta serie.

L’isola ha tanti gravi problemi da risolvere ma almeno gli scorpioni sono riusciti a regalare qualche sorriso.

La notizia è arrivata in maniera sorprendente ma è un grande risultato per lo sport azzurro.
Nicolò Melli dice sì ai Pellicans New Orleans e vola in Nba per giocare la sua prima stagione nel campionato di basket più ricco e importante al mondo.

Negli States l’ex ala grande del Fenerbahce incontrerà gli altri due veterani azzurri: Danilo Gallinari e Marco Belinelli.


Contratto biennale a otto milioni di dollari per il 28enne campione d’Italia con l’Olimpia Milano nella stagione 2013/14.

A New Orleans il nostro Nicolò incontrerà Zion Williamson, nuovo astro nascente del basket americano e prima scelta al Draft. La franchigia ha rinunciato alla sua stella Anthony Davis, passato ai Lakers di LeBron James, e ha ottenuto una serie di giocatori di prospettiva come Lonzo Ball, Brandon Ingram e Josh Hart e anche il nostro Melli.

L’ala si trasferisce in Usa dopo 2 anni in Turchia dove, insieme al capitano dell’Italbasket e all’ex Nba, Gigi Datome, ha trascinato la squadra di Istanbul alla vittoria di un campionato, una Coppa di Turchia e una Coppa del Presidente.

Inoltre per lui è la terza esperienza all’estero dopo la prima fatta in Germania. Un grande balzo in avanti per una delle stelle del basket italiano. Ha vestito 78 volte la maglia azzurra.

Nella storia del campionato statunitense è il settimo cestista partito dall’Italia in assoluto (dopo Enzo Esposito e Stefano Rusconi prima, Andrea Bargnani e Gigi Datome dopo, appunto, Belinelli e Gallinari attualmente in forza ai Los Angeles Clippers e ai San Antonio Spurs).

Intanto il ct Sacchetti lo ha inserito nella lista dei 24, selezionati per andare al Mondiale in Cina. Per il campionato del mondo, però, ne serviranno solo 12.

Si infrange contro l’Olanda il sogno Mondiale dell’Italia. Le #RagazzeMondiali sono state sconfitte dai calci piazzati delle orange. Il tutto si è rotto in dieci minuti ed entrambi da calcio di punizione: prima con la bomber Vivianne Miedema e poi dalla centrale van der Gragt.

 

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Grazie 🇮🇹 #RagazzeMondiali 💙 per il sogno che ci avete fatto vivere. Orgogliosi di voi!👏🏻👏🏻👏🏻 #FIFAWWC #ITANED

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Dopo un primo tempo abbastanza equilibrato, il secondo tempo è stato di pura sofferenza per le azzurre che non sono riuscite a placare gli attacchi delle ragazze guidate dalla ct Wiegman.

La rete che ha sbloccato il match è arrivata al 70esimo da azione di calcio piazzato. Punizione dalla tre quarti di sinistra calciata bene da Spitse, Miedema ha staccato benissimo e ha mandato il pallone alle spalle dell’incolpevole Giuliani.

Il raddoppio poco dopo con la numero 3 van der Gragt che è saltata altissimo sorprendendo la difesa azzurra e la numero 1 Giuliani.

Oltre ai gol, altre nitide occasioni per le campionesse europee che, però, non sono riuscite a finalizzare anche per meriti della nostra retroguardia.

Il caldo ha sicuramente reso le cose più difficili e, a favore delle olandesi, c’è stata quell’esperienza internazionale superiore rispetto alle nostre azzurre.

Nei primi 45 minuti il possesso della palla è stato nettamente tra i piedi delle olandesi che però non hanno avuto chiarissime occasioni da rete, se non per qualche spunto delle laterali van de Sanden e Martens e una punizione di Spitse facilmente bloccata da Laura Giuliani. Le azzurre hanno invece avute due nette palle gol con Valentina Bergamaschi al minuto 18 e Valentina Giacinti al 36esimo. La laterale del Milan ha ricevuto un cross dalla sinistra di Cernoia spizzato in area da Bonansea: Bergamaschi, sola, ha provato un pallonetto che, però, non ha sorpreso van Veenendaal.
La capocannoniera della Serie A, invece, ha ricevuto palla dalla sinistra dell’area di rigore e ha provato un diagonale rasoterra mancino finito poco fuori.

ITALIA (4-4-2)
Giuliani; Bartoli (46′ Boattin), Gama, Linari, Guagni; Bergamaschi (75′ Serturini), Galli, Giugliano, Cernoia; Giacinti, Bonansea (54′ Sabatino).

OLANDA (4-3-3)
Van Veenendaal; Van Lunteren, Van der Gragt, Bloodworth, Van Dongen; Groenen, Van de Donk, Spitse; Van de Sanden (56′ Beerensteyn), Miedema (87′ Roord), Martens.

Ragazze fuori con tanto onore e siamo convinti che questo sia solo il primo step per un grande futuro.

L’Inghilterra si è ripetuta. Le inglesi battono 3-0 la Norvegia e volano in semifinale al Mondiale femminile di Francia 2019.

Una vittoria secca chiusa già al primo tempo con le reti di Jill Scott, che ha sbloccato il match dopo soli 3 minuti, ed Ellen White al 40esimo. Ha chiuso poi il match Lucy Bronze al minuto 57.

La squadra del ct Phil Neville attende ora la vincente tra Francia – Stati Uniti che affronterà il prossimo 2 luglio.

Norvegia – Inghilterra 3-0

Partita in salita per le scandinave che subiscono la rete al primo vero affondo britannico dopo tre minuti. La centrocampista Scott devia con un destro secco un bel traversone di Bronze. Prima della ripresa il raddoppio della White su passaggio di Parris, e capitolo chiuso intorno all’ora di gioco con Bronze che, con un tiro dalla distanza, finalizza al meglio uno schema da calcio di punizione.

Le scandinave hanno provato a rifarsi sotto, con la centrale Houghton che salva sulla linea al 65esimo e il portiere Bardsley che al minuto 68 respinge un tiro pericoloso.

Le inglesi hanno sciupato anche un rigore per quello che sarebbe stato un risultato ancora più rotondo. Nikita Parris ha sciupato un rigore, parato da Hjelmseth.

L’Inghilterra continua il suo percorso e potrebbe essere una delle outsider che potrebbero continuare a stupire in questo Mondiale.