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Dario Sette

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Ce l’hanno fatta. I ragazzi di coach Fefè De Giorgi raggiungono per il secondo anno consecutivo la finale di Cev Champions League e se la vedranno nuovamente contro lo Zenit Kazan, campione delle ultime quattro edizioni.

Dopo il successo per 3-0 in Polonia, i cucinieri si sono ripetuti all’Eurosuole Forum, conquistando prima i due set utili per strappare il pass per la finale (25-15, 25-20) nella capitale tedesca del 18 maggio prossimo, per poi vincere anche l’ultimo (27-25).

I russi hanno battuto in semifinale la sir Safety Conad Perugia la quale, dopo il beffardo 3-2 subito all’andata, ha perso anche nel ritorno in Russia, per 3-1.

Sfumata per poco una finale azzurra anche tra gli uomini per quello che sarebbe stato qualcosa di meraviglioso. Tra le donne è successo grazie alle vittorie dell’Imoco Volley Conegliano e dell‘Igor Volley Novara.

Per Civitanova però, ora è tempo di vincere. Le ultime finali giocate, a livello nazionale e internazionale, sono state tutte perse, pertanto bisogna fare tutto il possibile per portare a casa il trofeo europeo, come dice il patron Giulinelli:

Fare otto finali di seguito penso che sia un qualcosa di esaltante e il ripetersi vuole dire che abbiamo fatto un lavoro eccezionale. Lo voglio rimarcare, perché noi vediamo che nel campionato e nelle coppe c’è un’alternanza delle squadre, invece la Lube è sempre lì e stavolta Berlino sarà la nostra finale!

La Lube ha fatto un percorso quasi perfetto nella Cev Champions League grazie ai 10 successi su altrettanti match. Quasi perfetto perché c’è da vincere una finale, e solo dopo si potrà parlare di perfezione.

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La gioia di Juantorena

Uno dei migliori di questa stagione è sicuramente Juantorena. L’azzurro ha realizzato 12 punti contro i polacchi, prima di rifiatare un po’ grazie ai cambi di coach De Giorgi.

Abbiamo avuto un percorso difficile ma costante in questa competizione, dieci vittorie di fila e finalmente siamo a Berlino per giocare alle Super-Finals”.

Le azzurre non si fermano.

In attesa di vederle protagoniste al Mondiale in Francia tra poco meno di due mesi, la nazionale italiana femminile continua a stupire a suon di vittorie in questo 2019, oltre che ad avere un meritato successo mediatico.

Le ragazze della ct Milena Bertolini hanno un ruolino di marcia non indifferente in questi mesi prima del Campionato del Mondo. Sei successi su otto partite, per un inizio anno ancora da imbattute.

L’ultima vittoria è arrivata contro l’Irlanda in un’amichevole disputatasi al Mapei Stadium di Reggio Emilia. Le azzurre hanno sconfitto per 2-1 le avversarie dopo essere andate in svantaggio per il gol realizzato da Katie Mccabe dell’Arsenal, la quale ha sfruttato un errore della centrocampista Aurora Galli.

A pareggiare prima e a ribaltare poi il risultato sono state: la juventina Barbara Bonansea al 40esimo e la milanista Daniela Sabatino al 54esimo, per quella che è stata un buona vittoria e un buon esperimento in vista dell’esordio mondiale contro l’Australia il 9 giugno prossimo.

Sesto successo dopo le vittorie contro Cile, Galles, Messico, Ungheria e Thailandia. Nel mezzo due pareggi contro la Corea del Nord, in finale della Cyprus Cup persa solo ai rigori, e Polonia in amichevole.
Il segnale incoraggiante nelle otto partite disputate nel 2019 arriva dai numeri: 22 reti realizzate contro le sole 7 subite (di cui tre contro la Nord Corea), che significa un buonissimo feeling sotto porta e un’altrettanta solidità difensiva.

Il merito è sicuramente della ct Bertolini ma anche del gruppo. Sì perché tutta la squadra è unita. Nonostante a livello di club ci sia quella forte competizione, le ragazze, quando indossano la maglia azzurra,  hanno un forte feeling e lo dimostrano via social e anche attraverso segnali verso le compagne in difficoltà.
Prima del match contro le irlandesi, le azzurre hanno esposto un grandissimo striscione nei confronti della centrale bianconera, Cecilia Salvai, dopo il grave infortunio subito durante lo scontro diretto tra Juventus – Fiorentina all’Allianz Stadium.

È stata una partita avvincente tra due squadre con gli astri nascenti del basket NCAA americano più interessanti e che sognano un futuro in Nba.

Tra questi c’è anche un po’ d’Italia e due ragazzi che sono stati protagonisti di una lunga stagione e della finale che si è giocata a Minnesota e vinta dai Virginia Cavaliers, al suo primo titolo della storia, contro i Red Riders per 85-77 all’overtime.
L’Italia è stata rappresentata dall’italoamericano Francesco Badocchi (Virginia University) e dal bolognese Davide Moretti (Texas Tech).

Quest’ultimo è stato uno dei protagonisti principali di tutto il campionato collegiale in cui ha dimostrato talento e velocità, che gli hanno permesso di essere decisivo soprattutto dal tiro da tre punti. Il bolognese, ricorda un po’ Marco Belinelli, studia alla Texas Tech University di Lubbock e ha trascinato i Red Riders fino alla finale.
Davide però è già entrato nella storia grazie al premio Elite 90: un riconoscimento che va al miglior atleta-studente della Division I del college basket sulla base di voti e risultati sportivi.

Purtroppo per Davide il sogno della vittoria si è fermato all’ultimo step. Nonostante i favori dei pronostici fossero tutti dalla parte dei Cavaliers, Davide è scoppiato in lacrime al termine del match dopo aver messo a segno ben 15 punti.

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Il pianto di Moretti al termine della finale persa contro i Cavaliers

Il futuro comunque è tutto da vivere per un giovane che alla prima esperienza americana è già arrivato così in fondo e da attore protagonista. Pertanto sicuramente continueremo a sentir parlare di lui.

Per Francesco Badocchi emozioni totalmente opposte. La 20enne ala nata a Milano, prima di emigrare in Usa, sprizza felicità da tutti i pori perché è il primo italiano a vincere un titolo Ncaa dopo aver saltato molte partite a causa di un grave infortunio.

In America è arrivato nel Kansas per gli anni del liceo, con il sogno del basket e di studiare economia, Badocchi è cresciuto nelle giovanili dell’Olimpia Milano e nel Libertas Cernusco.

In America è stato subito soprannominato Human pogo stick per l’esplosività. Sa che la sua strada è ancora lunga e ora la vittoria è giunta da comprimario, però il futuro è tutto dal sua parte.

Non era mai successo, ed è per questo che la vittoria di Marta Bastianelli e Alberto Bettiol è ancora più emozionante e prestigiosa per il ciclismo italiano al Giro delle Fiandre.

Tra le strade belga, in una delle più grandi classiche delle due ruote, il Tricolore ha fatto la voce grossa sia in campo maschile che femminile, con la prima grande vittoria in carriera del 25enne toscano della EF – Education First e l’affermazione della 31enne campionessa europea della Virtu Cycling.

Ad accumunare i due tronfi è stato il muro del Vecchio Kwaremont, a 18 km dal traguardo di Oudenaarde, in cui entrambi hanno sfoderato l’attacco decisivo per l’arrivo.

ALBERTO BETTIOL

Con un po’ di incredulità e dopo sei ore e 19 minuti, ha chiuso davanti a tutti con un vantaggio di 14” sul secondo (il danese Asgreen). Il classe ’93 ha disputato la miglior gara della sua carriera sfruttando al massimo le proprie doti, soprattutto quelle di cronoman che gli hanno permesso di sferrare l’attacco decisivo.

Professionista dal 2014, Bettiol non ha mai ottenuto importanti vittorie. Nel 2016 si è classificato terzo al Tour de Pologne e secondo alla Bretagne Classic Ouest-France; all’ultima Tirreno – Adriatica è giunto secondo nella cronometro finale.

Il prestigiosissimo Giro delle Fiandre rappresenta un grande successo per il ciclismo maschile italiano dato che l’ultimo trionfo azzurro risaliva al lontano 2007 (undicesimo successo azzurro). Dodici anni fa a salire sul podio più alto è stato Alessando Ballan, quest’anno addirittura c’è stata la doppietta con Bettiol e Marta Bastianelli tra le donne.

MARTA BASTIANELLI

A quasi 32 anni, li compirà il 30 aprile, la campionessa europea ha ruggito ancora e ha tenuto a bada l’olandese Van Vleuten e la danese Ludwig. Era dal 2015 che un’italiana non vinceva questa classicissima, allora a vincere è stata Elisa Longo Borghini.

 

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Cosa c’è dietro ad una vittoria epica come questa?… tanto; sacrificio, determinazione, costanza, squadra, passione, persone che credono in te … e potrei scrivere ancora tanto ma penso che queste parole raccolgono molto! Intanto penso a cosa “è successo” oggi, poi magari ci risentiamo 😆 … Grazie di cuore a tutti per l affetto e grazie ai Bos in ammiraglia #BjiarneRis @smallscoaching @rondevanvlaanderenofficial 👊🏻😎 📸 @barthazen . . . What is behind an epic victory like this? much; sacrifice, determination, perseverance, team, passion, people who believe in you, and I could still write a lot but I believe that these words gather a lot! Now I think a little about “what happened today”, then maybe we hear from friends again 😆 … Thank you very much for the affection 🥰🥰 Thanks Sponsor,Team,Staff and also a two big Boss in the car to day #BjiarneRis @smallscoaching @rondevanvlaanderenofficial 😎👊🏻 . . . @teamvirtucyclingwomen @fiammeazzurreciclismo @waoo.dk @kansasworkwear @sportful @cashback.world @munkebjerghotel @srmpower @boyumit @wurthindustridanmark @multiform @morganbluesportscare @ceramicspeed @storck.world @secrettrainingcc @hedwheels @kask_cycling @prologo.official @cycloposition @schwalbetires @tacxperience @beosilkeborg.dk @sportspharma @boerkopcykler @brdr.plagborg @autocentralen @kedgebike @bontcycling @pinotoni @robertodepatre

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Una carriera non semplice per la laziale di Velletri che, dopo esser diventata campionessa mondiale a Stoccarda 2007 a soli 20 anni, aveva smarrito un po’ di sicurezza fino al controverso episodio di doping in cui è stata trovata positiva.

Squalificata per due anni ha seriamente pensato di lasciare il ciclismo fino alla nascita di sua figlia Clarissa nel 2014, la quale è riuscita a dare una spinta notevole anche a livello sportivo. Nel 2015 ha conquistato il Gp della Liberazione, poi la Gand-Wevelgem, la Freccia del Brabante, il titolo di Campionessa d’Europa la scorsa stagione fino al trionfo nelle Fiandre.

Per l’Italia non potevano iniziare nel migliore dei modi gli Europei di sollevamento pesi che si stanno disputando in Georgia.

Subito sul podio gli atleti Mirco Scarantino, oro nella categoria 55kg, Giorgia Russo  con un argento e un bronzo nei 49 kg donne.

Per il pesista siciliano si tratta del terzo trionfo continentale dopo i successi di Forde 2016, di Spalato 2017 e l’argento a Budapest nel 2018. La novità è che per la prima volta vince in una nuova categoria (i 55 kg) che, tra l’altro, è stata inserita anche per i prossimi giochi olimpici di Tokyo 2020.

La prova di Scarantino è stata impeccabile con sei alzate su sei andate a buon fine raggiungendo il totale di 261 chilogrammi (116+145). Strappi e slanci perfetti per un oro strameritato.

Tra le donne spicca la ventiseienne Giorgia Russo che è riuscita a salire sul podio nonostante sia partita un po’ col freno a mano tirato. In effetti, dopo la prima fase di strappo, l’azzurra era quinta.

Il guizzo lo ha ottenuto grazie a una grande prova di slancio, sollevando 98 e 100 kg e conquistando un ottimo argento.

Per il bronzo della combinata è servito però un ulteriore sforzo, che è arrivato attraverso i 103 kg alzati nella terza prova.

Gioia e tanti sorrisi per i primi successi azzurri a Batumi in Georgia.

È considerata una delle calciatrici più forti della storia, oltre a essere una delle più prolifiche sotto porta: l’americana Alex Morgan raggiunge quota 100 reti in 159 presenze con la nazionale statunitense ed entra nell’élite delle giocatrici di calcio con più reti realizzate per il proprio Paese.

La stella dell’Orlando Pride e degli Usa ha tagliato questo importantissimo traguardo nel match amichevole giocatosi a Commerce City in Colorado contro l’Australia. La partita si è conclusa con una netta vittoria per le statunitensi per 5-3 in cui la capitana, originaria di San Dimas, ha messo a segno la rete che ha sbloccato il match al minuto 13 di gioco.

Cifra tondissima e festeggiamenti con tutte le compagne di squadra.

Come detto Alex Morgan ora è nella cerchia delle sette calciatrici ad aver tagliato questo grandissimo traguardo, inoltre per età è la terza con soli 29 anni e 276 giorni.

Di tutte le reti, 58 sono state realizzate con il mancino, suo piede naturale, 25 con il destro, 14 di testa e 3 con altre parti del corpo.

Uno score che è iniziato nel 2010 con quattro reti ed è anadto in crescendo sempre più con gli apici nel 2012 (28), 2016 (17) e 2018 (18).

Morgan detiene il record del gol più rapido con la nazionale a stelle e strisce, ben 12 secondi durante una partita di qualificazione olimpiche.

Con le 100 reti ha così raggiunto a Tiffeny Milbrett (100 reti in 206 gare dal 1991 al 2005) e ora punta la compagna di Nazionale – e unica ancora in attività – Carli Lloyd che si trova a quota 105 reti (ma in 269 partite).

Più avanti nella classifica si trovano le pioniere Michelle Akers (107 reti in 155 gare dal 1985 al 2000), Kristine Lilly (130 gol in 354 partite dal 1987 al 2010) e Mia Hamm (158 reti in 276 gare dal 1987 al 2004). In vetta e difficilmente raggiungibile invece si trova Abby Wambach con 184 reti segnate in 256 presenze.

Una partita combattuta in cui si è lottato fino alla fine per stappare il pass playoff della fase finale del Mondiale di Curling a Lethbridge in Canada.

Gli azzurri sono usciti sconfitti dalla sfida decisiva contro la Scozia per 9-5, dopo che nei giorni scorsi era riuscita nell’impresa di vincere ben sette partite (record storico per l’Italia) ma che qualcosa ha fatto inceppare il team nella gara contro i campioni della Svezia per 7-4.

Qualificazione, dunque, saltata per poco. Tuttavia la nazionale italiana esce comunque a testa alta da questo Mondiale con, appunto, sette vittorie e un settimo posto nel round robin. Purtroppo per un soffio (bisognava essere tra i primi sei) non riesce a entrare nel tabellone che nel fine settimane assegnerà le medaglie.

La partita contro i britannici inizia in maniera positiva, con un 2-1 per gli azzurri nella seconda frazione. Con uno scambio di doppi punti si arriva all’intervallo con gli scozzesi avanti per 5-4. Gli azzurri pareggiano nel sesto end, fino a quando i britannici fanno la voce grossa e piazzano una serie di colpi che mettono gli azzurri con le spalle al muro. Vittoria sul filo di lana e qualificazione per Bruce Mouat e compagni.

Classifica Mondiali Curling 2019:
  1. Svezia 11 vittorie (12 partite giocate)
  2. Svizzera 9 (12)
  3. Canada 9 (12)
  4. Giappone 9 (12)
  5. USA 8 (12)
  6. Scozia 8 (12)
  7. Italia 7 (12)
  8. Germania 4 (12)
  9. Russia 4 (12)
  10. Olanda 4 (10)
  11. Cina 2 (12)
  12. Norvegia 2 (12)
  13. Corea del Sud 1 (12)

Ha continuato a segnare come al suo solito e lo ha sempre fatto con costanza, tanto da diventare il tiratore da tre punti più prolifico della storia dell’Nba.

Si tratta di Steph Curry, playmaker di Golden State che, dopo un leggero calo realizzativo nel mese di febbraio è tornato alla carica a suon di triple in Western Conference.

Negli ultimi nove match disputati il numero 30 dei Warriors ha messo a segno almeno 5 triple, facendo registrare una percentuale del 48,7 al tiro dalla distanza (suo punto forte).

 

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What Did He Pump Fake At …😂💀 – credits:@curryformz Follow @shiningcurry for more!🏀 –

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A giustificare quest’ottimo trend è lui stesso, poiché ha trovato una soluzione a un problema fisico che lo ha attanagliato per molto tempo. Un disturbo visivo legato all’assotigliamento della cornea gli impediva di focalizzare al meglio il canestro.

Grazie all’utilizzo di specifiche lenti a contatto, Curry è tornato a vedere nel miglior modo possibile e realizzare triple a quantità industriale.

Il problema ottico si chiama cheratocono, meglio noto come KC nel campo oftalmico, e il play americano ne soffriva da tempo.

Ho iniziato a mettere le lenti a contatto, è come se mi si fosse aperto davanti il mondo intero!

Ha ribadito lo stesso Curry.

È sempre Federica Pellegrini.

La pluricampionessa non intende fermarsi e continua a stupire tutti in vasca. Agli Assoluti che si stanno tenendo a Riccione l’azzurra ha dimostrato ancora una volta di essere l’atleta da battere nonostante sulla carta d’identità ci sia scritto “classe 1988”.

Dopo l’exploit televisivo in Italia’s got talent, Federica è tornata in vasca è ha conquistato un doppio pass per quella che a luglio sarà la sua nona partecipazione iridata.
Dopo avere vinto la sua gara prediletta (i 200 sl), infatti, la nuotatrice veneta ha anche dominato nei 100 sl.

Un gran bel tempo (53″72) ottenuto nelle vasche romagnole, c’è da ribadire che il suo miglior tempo italiano è del 2016 in 53″18.


Quindi Federica Pellegrini c’è e vuole essere protagonista ai Mondiali sudcoreani in estate.

L’ottimo risultato nei 100 sl si va ad aggiungere al tempone messo a segno nei 200: un ottimo 1’56″60 davanti a Simona Quadarella (1’58″83) e a Stefania Pirozzi (1’59″05), che vuol dire anche seconda miglior prestazione mondiale del 2019 dietro solo alla fortissima americana Katie Ledecky.

Un traguardo che soddisfa appieno la campionessa veneta che, come i grandi sportivi un po’ più “maturi”, segue determinati esercizi e allenamenti che possano fruttare come quando di anni ne aveva 20.

Unico neo per l’azzurra la delusione per la mancata qualificazione nella staffetta 4×100 stile libero.

Tornando invece ai numeri, alla Pellegrini non c’è che da fare un grande plauso per la sua immensa carriera. Ben 121 titoli italiani in bacheca con 32 argenti e 14 bronzi per un totale di 167 podi. Una campionessa che, nonostante il titolo olimpico, i 7 titoli mondiali e i 14 titoli europei al collo, non ha mai rinunciato a un titolo italiano. Lo spessore dei veri campioni.

Dal Champions di volley alla Champions di basket, l’Italia c’è!

Se la Lube Civitanova ha fatto faville nella gara di semifinale d’andata, c’è la Virtus Bologna di Pallacanestro che batte Nanterre 73-58 e si qualifica alle Final Four della Champions League, rovesciando il -8 del match in Francia.

 

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After a tough march through Europe Virtus Segafredo takes off for @basketballcl Final Four #road2final4 #oldempire

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Al PalaDozza di Bologna la Segafredo dimostra il suo valore soprattutto grazie a una grande prova difensiva studiata da coach Djordjevic (35% dal campo).
La vittoria ha permesso la qualificazione tra le 4 squadre europee più forti del torneo (Anversa, Bamberg, Tenerife e appunto Bologna) in quel Final Four che si terranno il 3 e il 5 maggio prossimo.

Il miglior marcatore della Virtus è stato M’Baye con 16 punti realizzati, seguito da Kravic con 12. Un gran bel traguardo per la squadra di patron Zanetti e del tecnico serbo.

Sono orgoglioso di rappresentare questa società e i tifosi. Quello che abbiamo fatto vedere, il modo in cui abbiamo giocato, è quello che si deve mettere in campo sempre per giocare e vincere, partita dopo partita!

ha ribadito coach Djordjevic.

Un altro traguardo storico per la Bologna di basket in questa settimana. Dopo il ritorno della Fortitudo in Serie A, ora anche la fase finale della Champions per la Virtus che, tra l’altro a livello Europeo, annovera già due Eurolega, una Coppa delle Coppe e un EuroChallenge nel 2008-09 (ultimo trofeo in ordine temporale del club bolognese).