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Dario Sette

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Campionesse sul campo, fuori e negli store. Gli Stati Uniti fanno bottino pieno al Mondiale femminile di Francia 2019.

Le americane hanno meritatamente vinto il loro quarto titolo iridato, battendo l’Olanda per 2-0 nella finale di Lione. Ma il successo è stato anche dal punto di vista del merchandising. La Nike, sponsor tecnico della nazionale a stelle e strisce, ha annunciato che la maglia Usa è stata la più venduta nella categoria calcio sul sito ufficiale dell’azienda. Battute anche quelle maschili e squadre come Brasile e Barcellona.

A confermarlo è stato anche il ceo di Nike, Mark Parker.

Una vera e propria bomba per tutto il mondo calcistico, nessuno mai si sarebbe aspettato che in così poco tempo la volontà di abbracciare il calcio femminile prendesse piede. Ma i numeri parlano chiaro, la maglia statunitense trascina gli introiti della azienda sportiva.

 

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It took all of U.S. We love you. WE WON THE WORLD CUP.

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La Nike ha puntato tantissimo nel Mondiale appena concluso: spot mozzafiato e campagne di sensibilizzazione hanno certamente aiutato. Inoltre, l’esposizione è stata tanta grazie anche al fatto che quasi due terzi delle 24 squadre partecipanti hanno vestito Nike.

La forte visibilità ha contribuito a far salire i ricavi nel segmento delle donne dell’11% a circa 7,4 miliardi di dollari nel corso dell’anno fino al 31 maggio scorso.

Colpaccio svedese nella finale per ma medaglia di bronzo al Mondiale di Francia2019.

Le ragazze, guidate dal ct Peter Gerhardsson, hanno battuto l’Inghilterra per 2-1 grazie alle reti di Asllani e Jakobsson in avvio di gara, seguite da quello di Kirby alla mezz’ora.

Terzo bronzo per le scandinave dopo quelli centrati nel 1991 e nel 2011, senza dimenticare la cocente sconfitta in finale nel 2003 a favore della Germania. La nazionale di Phil Neville, invece, non riesce bissare il gradino più basso del podio ottenuto a Canada2015.

Inghilterra – Svezia 1-2

All’Allianz Riviera di Nizza succede tutto nei primi trenta minuti di gioco. Al primo vero affondo (11esimo minuto) Asllani sfrutta un errore di rinvio dell’esterno difensivo Greenwood e batte un’incolpevole Telford. Allo stesso angolo di porta colpisce anche la numero 10 Jakobsson con un grande tiro a giro al minuto 22.

La reazione britannica avviene con Kirby al 31esimo che taglia al centro e supera la numero 1 Lindahl con un sinistro preciso.
Il momentaneo pareggio lo realizza Ellen White due minuti più tardi con un sontuoso pallonetto. Il gol, però, viene annullato per un sospetto tocco di mani nel primo controllo dell’attaccante. Per la bomber sarebbe stato il suo settimo centro e avrebbe staccato Alex Morgan, ferma a sei.
Prima del termine della prima parte altre due ghiotte occasioni inglesi, non sfruttate da Blackstenius e ancora White.

Girandola di sostituzione nella ripresa che però non porta alle Leonesse i risultati sperati. Una carta per le inglesi è stata Karen Carney all’ultima partita in carriera, così come l’ultimo match è stato per la numero 1 svedese Lindahl.

Terzo posto in saccoccia per le Blagult e ora non ci resta che aspettare la finale di domani tra Usa – Olanda.

Non ce l’hanno fatta, gli azzurri del beach volley si arrendo ai quarti di finale e vedono sfumare il sogno del Mondiale ad Amburgo.

La coppia Rossi – Carambula è stata sconfitta dalla montagna russa formata dal duo Stoyanovskiy – Krasilnikov, una delle squadre più forti del torneo.

Un secco 2-0 (15-21, 16-21) per i campioni russi che hanno dominato il match senza andare molto in difficoltà contro gli azzurri.

Non ce l’hanno fatta ma comunque il percorso fatto finora dagli azzurri è stato impeccabile dopo che ieri hanno superato gli austriaci Seidl – Waller 2-0 (21-18, 21-15).

Dal punto di vista fisico c’è stato un vero proprio gap. La possenza atletica degli avversari ha fatto la differenza contro la coppia Enrico Rossi e Adrian Carambula che non fanno certo della prestanza fisico il loro punto di forza. Sicuramente i russi sono i favoriti per la vittoria del titolo Mondiale.

Un buon campionato del mondo quello disputato dai ragazzi che pensano positivo in vista dell’Olimpiade di Tokyo 2020.

Con lo stesso risultato di 2-0 (13-21, 11-21) anche l’altra coppia azzurra composta da Daniele Lupo e Paolo Nicolai saluta il torneo iridato, sconfitti nettamente dai norvegesi Mol – Sorum. Gli italiani, argento alle Olimpiadi di Rio2016, si sono fermati per l’ennesima volta ai quarti. Il dominio scandinavo è stato palese, ma comunque l’Italia c’è ed è tra le prime otto al mondo.

Certo avrebbero voluto giocarsi la partita decisiva in finale ma, Inghilterra e Svezia lotteranno per la conquista della medaglia di bronzo ai Mondiali di calcio femminili di Francia2019, all’Allianz Riviera di Nizza alle 17.

Le due formazioni, eliminate in semifinale rispettivamente contro Usa e Olanda, avranno modo di chiudere il cerchio di questo torneo comunque con un terzo posto che vale tanto, alle spalle delle campionesse uscenti e delle campionesse europee.

Per le inglesi del ct Phil Neville che comunque vuole terminare al meglio questo Campionato del Mondo in cui le Leonesse hanno dimostrato un grande spirito di gruppo e un forte carattere.

Quando il match contro gli Stati Uniti è finito, il mio primo pensiero è stato a ‘Come vinceremo sabato?’. So che le ragazze non mi deluderanno!

 

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Final #Lionesses training session for this one!! 😭🤩😍

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Della stessa convinzione è anche il ct scandinavo Peter Gerhardsson che dopo il ko contro l’Olanda ha ribadito di volere finire terzo

Perché è molto meglio che finire quarti e faremo tutto il possibile per riuscirci.

Prima di oggi, lo scorso 11 novembre le due formazioni si sono incontrate in un’amichevole, vinta dalle Blagult per 2-0 al New York Stadium di Rotherham, per quella che è stata la prima sconfitta casalinga per le Leonesse dal lontano 2015.

Scontro di gioco tra Sofia Jakobsson e Alice Greenwood nell’amichevole del 2018

Il ct Neville dovrà fare a meno della centrale Millie Bright, espulsa nella sfida contro gli States. Tuttavia l’Inghilterra vuole cercare di chiudere nel migliore dei modi questo Campionato del Mondo, magari puntando sul possesso del gioco, colmando la distanza tra difesa e centrocampo. Inoltre c’è uno stimolo in più per Ellen White che potrebbe ancora battere Alex Morgan per l’Adidas Golden Boot (entrambe sono appaiate a 6 gol).

Il ct Gerhardsson, invece, ha tutte a disposizione e la voglia di tornare in patria con una medaglia è tanta, specie perché il sogno finale è tramontato solamente ai tempi supplementari contro l’Olanda.

Una delle tante osservate speciali sarà il portiere Hedvig Lindahl. La 36enne di proprietà del Chelsea è quasi sicuramente alla sua ultima apparizione in un Mondiale e certo avrebbe voluto giocarsi la finale così com’è stato al suo esordio nel 2003 (finale contro Usa). In 16 anni di nazionale ha partecipato a quattro Coppe del Mondo con 19 presenze. Una Finale l’avrebbe vista arrivare al punto di partenza, ma invece la sua ventesima partita sarà una battaglia per il bronzo. Tuttavia, nonostante la rabbia e la delusione, è determinata a vincere.

È un gran bel Mondiale quello che stanno giocando le nostre nazionali di beach volley ad Amburgo.

La coppia femminile Menegatti – Orsi Toth si è dovuta arrendere alle canadesi Pavan – Melissa solamente ai quarti di finale, comunque un risultato grandioso calcolando che era da 18 anni che due azzurre non si giocavano un posto in una semifinale iridata.

Bene anche tra gli uomini perché le coppie Lupo – Nicolai e di Rossi – Carambula sono entrambe ai quarti e se la vedranno rispettivamente contro gli austriaci Seidl – Waller alle 15 e contro gli americani Allen – Slick alle 16.45.

Sin qui un bel cammino per tutti dato che mai prima d’ora tre coppie erano giunte agli ottavi di finale di un Mondiale. Le azzurre Marta Menegatti – Viktoria Orsi Toth sono riuscite a battere le americane Sponcil – Claes e a raggiungere uno storico quarto di finale che non risalvia dal lontano 2001 quando, la coppia Bruschini – Solazzi hanno raggiunto lo stesso risultato a Klagenfurt in Austria.

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La coppia Marta Menegatti – Viktoria Orsi Toth

Positivo sin qui anche il percorso tra gli uomini con Daniele Lupo e Paolo Nicolai che hanno battuto gli iraniani Salemi – Vakili al tie-break 2-1 (21-16, 16-21, 15-7). Match giocato alla pari, con la vittoria azzurra del primo set. La risposta dell’Iran è stata importante, nell’ultimo parziale i ragazzi di coach Matteo Varnier hanno fatto la voce grossa sigillando il match.
Tra poco affronteranno gli americano Allen – Slick che hanno sconfitto per 2-0 (21-19, 21-18) i brasiliani Evandro – Bruno Schmidt.

Ok anche l’altro tandem Enrico Rossi e Adrian Carambula che dopo il successo nei sedicesimi contro gli svizzeri Heidrich – Gerson 2-0 (21-11, 21-13) andranno in campo per strappare il pass per i quarti di finale. Contro gli elvetici non c’è stata storia, gli azzurri hanno dominato sin dall’inizio tanto da tenere a debita distanza gli avversari.

OTTAVI DI FINALE

Lupo/Nicolai – Allen/Slick alle ore 15

Rossi/Carambula – Seidl/Waller alle ore 16.45

Quando è sceso in campo in molti pensavano che sarebbe diventato un grande calciatore, il Borussia Dortmund (squadra proprietaria del suo cartellino) ha sempre creduto in lui, anche nei momenti più difficili. Ora però per il 21enne Dario Scudieri è momento di voltare pagina perché, dopo il grave infortunio di due anni fa, i medici gli hanno consigliato il ritiro dal calcio giocato.

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Dario Scuderi in azione con il suo Dortmund II

Sì perché il terzino originario di Paternò è rimasto coinvolto in un gravissimo infortunio durante un match di Youth League (la Champions League Primavera) nel 2016 con il suo BVB II contro il Legia Varsavia. In quella partita l’allora sedicenne difensore si è rotto il crociato, il menisco e tutti i legamenti del ginocchio, con seri problemi di circolazione del sangue lungo tutta la gamba, che ha fatto ipotizzare addirittura un’amputazione.

Per lui si erano fatti avanti ad augurargli il meglio campioni come Totti, Neymar e Iniesta attraverso i social.

Un vero e proprio dramma per un ragazzo che aveva in mente soltanto il calcio. Ora, dopo 9 operazioni, Dario è tornato alla normalità e a correre anche se non potrà più giocare a calcio. Tuttavia il Borussia Dortmund gli ha voluto dare una seconda possibilità.


Il club giallonero ha intenzione di offrirgli un posto all’interno dello staff delle giovanili. Una possibilità di continuare a crescere in un club importantissimo qual è il Dortmund, non da calciatore ma da collaboratore tecnico.

Il giovane Scudieri ha apprezzato tantissimo il gesto della squadra in cui è cresciuto e che gli ha permesso di esordire anche nelle giovanili dell’Italia (tra cui due presenze con l’U19).
La società, dopo l’infortunio, ha offerto gli studi in Management dello Sport. Certo lui avrebbe sicuramente voluto ritornare a calpestare l’erba in campo, ma il rischio è troppo grande ed è per questo che con razionalità ha preferito dire basta con il calcio giocato, accettando un ruolo da collaboratore.

Una nuova vita per il giovanissimo Scuderi, comunque nel mondo del calcio.

È stata una serata magica quella vissuta al San Paolo di Napoli per la cerimonia d’apertura della 30esima edizione dell’Universiade 2019 che si terrà fino al prossimo 14 luglio, tra il capoluogo campano e altri 32 comuni della regione.

Per l’occasione l’impianto dove gioca il Napoli è stato rimesso a nuovo e, durante la presentazione dell’evento, si è trasformato in qualcosa di surreale, rappresentando il grande golfo partenopeo.

Oltre 30mila spettatori presenti sugli spalti, ottomila gli atleti partecipanti e uno share televisivo altissimo data la contemporaneità in 140 paesi diversi.

La bellissima scenografia presente ha trasformato il San Paolo come il golfo di Napoli con tanto di Vesuvio, ricostruito davanti alla storica Curva B del tifo azzurro.

Le acque del Tirreno e l’esplosione del vulcano hanno seguito il volo di una sirena. Mozzafiato è stata la performance della campionessa italiana di apnea, Maria Felicia Carraturo, che ha vestito i panni di Partenope con uno strascico lungo 60 metri.

 Alla cerimonia ha partecipato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha salutato la Noemi, la bambina ferita in maniera grave in un agguato di camorra.

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L’incontro tra il presidente Mattarella e la piccola Noemi

Lorenzo Insigne è stato il protagonista dell’accensione della torcia con un tiro infuocato.

 

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@lorinsigneofficial infiamma il San Paolo e accende la 30a #Universiade #Napoli2019 @balichws @regione.campania @fisu

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Un grande spettacolo di luci e scenografie umane come quella di una grande “U” che ha simboleggiato l’abbraccio tra gli ottomila atleti provenienti da 120 Paesi e il golfo di Napoli.

Con gli Stati Uniti già in finale, siamo in attesa di capire chi tra Olanda – Svezia avrà modo di sfidare le campionesse del mondo uscenti in questa edizione di Francia2019.

Al Parc OL di Lione sarà un match tutto da vivere (diretta su Rai Sport alle 21) tra due squadre che, sin qui, hanno fatto un gran bel cammino sottolineando che entrambe si reputano nazionali outsider.
Sì perché le Orange, già campionesse europee, si giocano per la prima volta un posto nella finalissima; la Svezia, invece, è alla quarta semifinale Mondiale. Le scandinave, però, sono riuscite a volare in finale solamente nel 2003, sconfitte dagli States.

Le due formazioni si sono affrontate anche durante l’Europeo 2017, con le Oranjeleeuwinnen che sono uscite vincenti agli ottavi di finale per 2-0 grazie alle reti di Lieke Martens e Vivianne Miedema, tuttora colonne portanti dell’attacco olandese.

Una giocata di Vivianne Miedema durante l’ottavo di finale a Euro2017

Le due squadre, però, partono abbastanza alla pari. Le olandesi hanno fatto bene contro l’Italia, grazie alle ottime azioni da calcio piazzato; la Svezia è galvanizzata dalla vittoria importantissima contro la Germania: un exploit che ha regalato gioia e consapevolezza dei propri mezzi.

Tra le Blagult sarà assente l’attaccante Fridolina Rolfo per squalifica. Fortunatamente il ct Peter Gerhardsson ha trovato una degna sostituta in Lina Hurtig. Per le scandinave il problema principale sarà arginare l’offensiva olandese che è il punto di forza Orange, perché a livello difensivo qualcosa concedono.

Per le ragazze di Sarina Wiegman sarà un vero banco di prova per capire se ci sono le possibilità di contrastare il grande dominio degli Stati Uniti.

È stato un bel Superclasico e, stavolta, a spuntarla sono stati i padroni di casa del Brasile che vola in finale di Coppa America dopo 12 anni.

Nello stadio di Belo Horizonte la Seleçao tornano a vincere dopo l’umiliante sconfitta subita dalla Germania nel Mondiale del 2014. Ora può veramente sognare: il tifo c’è, la squadra anche. Si attende di sapere solamente chi sarà l’avversaria tra Cile-Perù nel capitolo finale.

Grande partita per tutta la formazione guidata dal ct Tite, trascinata da un sempreverde Dani Alves e da Gabriel Jesus. Il terzino e capitano ha preso in mano la squadra oltre a esser stato l’ispiratore del primo gol, l’attaccante del City ha finalmente fatto la voce grossa nel reparto offensivo.

Nell’Albiceleste per 60 minuti si è visto un buon Messi, soprattutto con il palo colpito a inizio ripresa. Gli argentini nel complesso avrebbero meritato qualcosa in più, i verdeoro sono stati cinici.
La Pulce è stato ripreso da tutte le telecamere durante l’inno nazionale. Non aveva mai cantato e questa questione ha smosso mezzo pianeta.


La partita è stata vivace con il Brasile più dinamico all’inizio del match, ma con l’Argentina che sfiora il vantaggio con un tiro dalla distanza di Paredes.
A sbloccare l’equilibrio al 19esimo è Gabriel Jesus dopo una magistrale azione di Dani Alves. Il terzino ha superato con un sombrero Acuña e con un dribbling Paredes, per poi allargare su Firmino che, con precisione, ha offerto la palla all’attaccante Citizens.

Nell’Argentina la ghiotta pallagol arriva ad Aguero che di testa ha colpito la traversa. Nel secondo tempo il capitolo è lo stesso con la Selección che ha provato a pungere ma è stato il Brasile a chiudere il match con la rete dell’attaccante del Liverpool, servito da Gabriel Jesus, autore di una grande giocata.

Finale prevista domenica al Maracanà di Rio de Janeiro. Per il Brasile sarà un nuovo banco di prova davanti a uno stadio che in alcune occasioni viene ricordato per momenti poco felici.

Per l’occasione lo stadio san Paolo di Napoli è stato rimesso a nuovo e tra poco sarà il luogo del via della 30esima edizione delle Universiadi estive.

Undici giorni di puro sport (dal 3 al 14 luglio), in cui il capoluogo partenopeo e tutta la regione Campania saranno il centro di ottomila atleti da ogni parte del mondo e ben 220 medaglie da assegnare.

Una grandissima manifestazione che si svolge ogni due anni e che è alla sua undicesima edizione in Italia (comprese anche quelle invernali). Proprio 60 anni fa a Torino è stata organizzata la prima.

Evento multidisciplinare rivolto ad atleti universitari da 118 Paesi del Mondo, che gareggiano in tante discipline sportive: tiro con l’arco, atletica, basket, tuffi, scherma, calcio, ginnastica artistica, ginnastica ritmica, judo, rugby, vela, tiro a segno, nuoto, ping pong, taekwondo, tennis, pallavolo e pallanuoto.


Nonostante la cerimonia d’apertura è prevista per domani sera (ci sarà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella), alcune gare sono già partite. Il cinese Liu Chengming ha rotto il ghiaccio nelle qualificazioni del trampolino da un metro nella piscina della Mostra d’Oltremare di Napoli.

Per la città di Napoli sarà un grande evento sportivo e sociale. Vetrina importante anche per tutta la regione con i 33 comuni interessati alla manifestazione. Infatti sono stati 58 gli impianti sportivi rimessi a nuovo in vista proprio dei giochi universitari.

Durante la cerimonia tornerà in città la torcia olimpica dopo il tour mondiale, oltre alla sirena Partenope, mascotte delle universiadi 2019.