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Dario Sette

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Chiusasi la parentesi Champions League stasera torna anche l’Europa League, con tante partite suggestive e con tante squadre accreditate a fare bene nella seconda competizione continentale.

Tra queste c’è sicuramente il Chelsea di mister Sarri. I blues scenderanno in campo in Grecia contro il Paok Salonicco alle 18.55, match del girone L.

L’atmosfera a Salonicco sarà caldissima, la tifoseria greca è molto accesa. Per il Chelsea non sarà una passeggiata anche se la differenza tecnica tra le due squadre è netta.

L’ex allenatore del Napoli farà un leggero turnover rispetto al match di Premier League di sabato scorso vinto in casa contro il Cardiff city. A casa sono rimasti il difensore David Luiz, Kovacic e Hazard. Il brasiliano è  a Cobham per rifiatare; il centrocampista croato ha un piccolo infortunio ed è a riposo mentre il numero 10 belga è un po’ stanco dopo gli impegni in nazionale.

Ci sarà invece il centrocampista campione del mondo N’Golo Kanté. Il numero 7 dei blues è perno fondamentale della squadra e difficilmente Sarri (così come per Conte) se ne priva. Calciatore forte e intelligente, ma uomo timido e umile.

Curiosa è la storia di qualche giorno fa quando Kanté ha accettato l’invito a casa di un suo tifoso, conosciuto  casualmente in una moschea di Londra.
Perso il treno Eurostar che avrebbe dovuto portarlo a Parigi, il francese ha deciso di cercare una moschea nelle vicinanze della stazione dove andare a pregare. Lì ha incontrato J, tifoso e grande estimatore proprio di Kanté. Dopo aver scambiato due chiacchiere, J lo ha invitato a cena a casa sua, e, con grande sorpresa, il centrocampista ha accettato. Per loro cena e qualche partita alla playstation.

Tra i convocati, anche se con ben altro spirito, c’è anche lo spagnolo Alvaro Morata. L’ex attaccante della Juventus non è ancora riuscito a dimostrare il suo valore con la maglia del Chelsea e per gennaio spunta l’idea trasferimento. L’altro club londinese il West Ham ci sta pensando seriamente così come un pensierino lo sta facendo anche il Napoli, per un gradito ritorno in Serie A.

Ancora sul gradino più alto del podio, ancora con una medaglia d’oro al collo.

Oramai ci ha abituati alla grande la fiorettista Bebe Vio, che continua a fare collezione di medaglie dopo le Paralimpiadi di Rio 2016 e il Mondiale di Roma 2017.

Stavolta la schermitrice azzurra ha trionfato a livello europeo ottenendo l’oro nel fioretto categoria B alla rassegna che si sta tenendo questi giorni a Terni. Per lei è il terzo titolo continentale dopo i trionfi a Strasburgo nel 2014 e Casal Monferrato 2016.

Ogni gara è come se fosse la prima. Ed è per questo che Bebe Vio ogni volta che scende in pedana conserva quella rabbia agonistica e quella grinta che l’aiuta a fare bene.

Con la vittoria della 21enne azzurra, salgono a cinque le medaglie conquistate dagli atleti italiani: due ori, un argento e due bronzi.

Per Bebe, dopo le vittorie nella fase a gironi, è giunto dapprima il successo ai quarti contro la russa Ludmila Vasileva per 15-8 e poi quello in semifinale contro la bielorussa Alesia Makrytskaya per 15-9.
La finale è stata poi a senso unico: contro la russa Irina Mishurova la paralimpionica azzurra ha siglato un nettissimo 15-1 al termine di un assalto che l’ha vista anche mettere a segno quel “contro di terza e fuetto” che le permette di superare un’altra barriera.

Una gran bella emozione perché gareggiare in casa è tutta un’altra storia. Sto provando nuove cose dal punto di vista tecnico e sono contenta perché il lavoro si vede. Adesso si pensa alla gara a squadre.

A poco più di due anni dal titolo olimpico ancora un successo per la nostra Bebe.

 

Una vittoria anche nella categoria a squadre arricchirebbe la bacheca ma porterebbe anche una ventata di positività in un ambente sempre caro allo sport azzurro.

È la perla del calciomercato del Milan e su di lui ci sono tutte le aspettative per la stagione della svolta. Gonzalo Higuain è il tipo di bomber che il Milan ha sognato da anni dopo gli addii di Shevchenko e Inzaghi.

Il Pipita sarà ancora una volta a guidare l’attacco rossonero, e stavolta nel palcoscenico europeo. Contro i lussemburghesi del Dudelange, alle 21, l’argentino vuole fare bene per far partire il Milan con il piede giusto in una competizione da non snobbare quella che è l’Europa League.

In questo torneo, il Pipita ha segnato dieci volte in 23 presenze. L’ultima apparizione risale al febbraio 2016 quando vestiva ancora la maglia del Napoli, nella doppia sfida contro il Villareal ai sedicesimi di finale. Per leggere il suo nome tra i marcatori dobbiamo invece andare all’ottobre 2015 contro il Midtjylland  in Danimarca. La squadra danese per fatturato e fama sicuramente più blasonata dei modesti lussemburghesi.

Da lì in poi per il sudamericano solamente apparizioni in Champions League con la Juventus in cui ha giocato 22 match trovando via del gol in dieci occasioni.

Dopo la rete messa a segno contro il Cagliari alla Sardegna Arena domenica scorsa, il numero 9 rossonero vuole ripetersi contribuendo a suon di gol al bene del Milan. Gattuso punta su di lui anche complice l’assenza del giovane Cutrone, out per infortunio.

In attacco il Pipita sarà supportato da Castillejo e da Borini, mentre a centrocampo ci dovrebbe essere l’esordio stagionale per José Mauri a centrocampo così come la novità Caldara al posto di Musacchio e Pepe Reina in porta (pochi giorni fa eletto come miglior portiere della storia della Premier League).

Tra le aspettative della punta argentina c’è quella sicuramente di essere più coinvolto nelle manovre rossonere oltre ad avere più palle giocabili da poter poi trasformarsi in occasioni da gol. La faccia nervosa di Higuain all’uscita dal campo contro il Cagliari palesava molto le delusione per un pareggio che sapeva di sconfitta.

Tra i debutti in Champions League di questa stagione, quello della Roma è sicuramente il più complicato.

Volare al Santiago Bernabeu di Madrid è sempre un’atmosfera affascinante ma anche difficile da tenere a bada, specie se si affronta l’ultima squadra vincitrice, capace di trionfare quattro volte nelle ultime cinque edizioni.

Ma la Roma lo sa e oramai è abituata a calcare certi tipi di palcoscenici, soprattutto dopo la bellissima annata la scorsa stagione, terminata in semifinale contro il Liverpool.

Lo sa Daniele De Rossi che, alla sua seconda stagione da capitano con 57 match in Champions League, guiderà il centrocampo giallorosso con accanto il fresco campione del mondo Steven Nzonzi e quasi sicuramente l’emergente Nicolò Zaniolo, alla prima in Europa.

Partire col piede giusto il girone  G in casa dei campioni aprirebbe uno scenario piacevole all’ambiente romanista. Il Real Madrid ha perso Cristiano Ronaldo, la stella più luminosa con la quale ha trionfato nelle ultime annate, ma è pur sempre la squadra da battere.
Il gallese Gareth Bale ha ribadito che ora come ora i Blancos siano ancora più forti di prima, nonostante l’assenza di CR7. Pare che il gruppo e lo spogliatoio sia più unito.

Quella di stasera sarà l’undicesimo confronto tra Real e Roma, tante quante tra i madrileni e la Juventus. Mister Eusebio Di Francesco è convinto che la sua Roma può fare bene nonostante le défaillance in Serie A.

Non abbiamo neanche iniziato la Champions e sento già parlare di entusiasmo decaduto, mi sembra quasi di vivere a Roma. È vero, però, che dobbiamo ritrovare la spensieratezza e contro il Real voglio rivedere la rabbia e il desiderio di far male agli avversari della passata stagione.

Il modulo scelto da Di Francesco è il 4-3-3 con Olsen tra i pali; Florenzi e Kolarov terzini, Manolas e Fazio centrali; De Rossi, Nzonzi e Zaniolo a centrocampo; tridente formato da El Shaarawy, Under e Dzeko.

 

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1️⃣ or 2️⃣❓Best #Totti #UCL goal 🆚 Real Madrid❓👇👑 #ASRoma #TottiTuesday

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Esaltato dal match anche l’ex capitano giallorosso, Francesco Totti, che sicuramente incontrerà il presidente dei Galacticos, Florentino Perez, il quale ha più volte ribadito la stima nell’ex bandiera romanista, unico giocatore che gli abbia realmente detto di no a un trasferimento in Spagna.

Lo ha fatto, lo ha fatto di nuovo!

Ogni tifoso interista e ogni appassionato di calcio ha sicuramente ripetuto questa frase quando hanno visto entrare la palla in rete dopo il colpo di testa di Matias Vecino al minuto 92 di Inter Tottenham.

L’Inter da sempre è una squadra “pazza” che riesce a regalare gioie come quella della prima notte di Champions dopo 6 anni, oppure dolori per una sconfitta in casa contro il Parma. I tifosi lo sanno ed è per questo che per il graditissimo ritorno nel palcoscenico europeo si è presentato numeroso sugli spalti del Meazza.

Sessantacinquemila spettatori a spingere Icardi e compagni al debutto in Champions League.

Tra gli undici messi in campo da Spalletti c’è anche colui che ha permesso di strappare il pass per l’Europa, Matias Vecino. L’uomo che il 20 maggio scorso con una zuccata a pochi secondi dal fischio finale contro la Lazio ha regalato la gioia del quarto posto e quindi Europa.

Beh contro il Tottenham quell’uomo si è ripetuto e l’ha rifatto. Quando tutto sembrava scritto, quando gli Spurs credevano di avere la partita sotto controllo, prima un eurogol di Icardi ma poco dopo ancora lui, ancora Vecino e ancora di testa, al 92esimo minuto.

Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il difensore olandese De Vrij fa sponda per il centro e colpo di testa vincente dell’uruguaiano. San Siro esplode di gioia, i primi tre punti del girone sono intascati.

Vecino l’uomo del destino. È stato definito così da tutto l’ambiente. Un centrocampista che non fa molti gol, ma quelli che realizza sono pesantissimi. I suoi 12 gol in campionato in Italia (il primo nel lontano marzo 2014) hanno sempre portato punti alle sue squadre: di norma vittoria, in rari casi pareggi. Le ultime quattro reti sono state segnate tutte dopo l’80esimo minuto.

Ci abbiamo creduto fino in fondo con la spinta dello stadio. L’importante è crederci, dopo il pareggio abbiamo cercato la vittoria e questo ha fatto la differenza. Questa e quella contro la Lazio sono state emozioni forte, ma speriamo che ce ne saranno altre.

Agli interisti nati per soffrire piacciono questi momenti. I segni del destino, le partite che si rovesciano e certi gol che portano lontano. Chissà, forse Vecino è diventato uno specialista.

Debutto convincente per l’azzurra Camila Giorgi al Wta Premier di Tokyo per quello che è il primo di una serie di 4-5 tornei prima della chiusura dell’anno.

La netta vittoria sulla giapponese Misaki Doi ha dato buone sensazioni alla tennista maceratese, la quale continua il suo percorso di crescita. Un roboante 6-2 6-1 non ha lasciato scampo alla nipponica la quale si è dovuta arrendere sotto i colpi della Giorgi.

L’azzurra quindi vince e avanza agli ottavi del tabellone e ora la sua avversaria è sicuramente più ostica: la numero 2 del ranking mondiale e testa di serie del torneo, la danese Caroline Wozniacki.

In passato la danese è stata una delle vittime preferite dalla Giorgi, che l’ha superata in due occasioni: prima allo Us Open (2013) e poi a New Haven (2015). Va detto che la campionessa dell’ultimo Australian Open col torneo di Tokyo ha un feeling speciale (l’ha vinto 3 volte), e contro Camila ha vinto tre sfide: tutte però giocate sull’erba, mentre sul cemento l’ha sempre spuntata l’azzurra.

Camila, dunque, puntando sulla velocità del campo proverà a mettere in difficoltà la campionessa scandinava. L’azzurra attualmente è al 37esimo posto nel ranking, ma è la prima tra le italiane.

Intanto, col successo sulla Doi la 26enne marchigiana si è già garantita 55 punti, un terzo del bottino che deve raccogliere per puntare a eguagliare e migliorare la trentesima posizione del ranking, ottenuta nel 2015.

Con gli ultimi tornei da giocare entro la fine dell’anno la Giorgi potrà dare l’assalto alla classifica per raccogliere i punti necessari per completare l’assalto cercato ormai da un paio d’anni, guadagnarsi una testa di serie per il prossimo Australian Open.

L’Italvolley vola alla seconda fase del Mondiale senza nemmeno giocare.

Sì perché stavolta è l’Argentina dell’ex ct Velasco a regalare il sorriso del passaggio matematico del turno al primo posto del Pool A, battendo la Slovenia per 3-2 (25-18, 22-25, 27-29, 25-17, 15-13).

In effetti il match di stasera al Mandela Forum di Firenze contro gli sloveni avrebbe dovuto essere uno scontro diretto per il primo posto del girone, partita invece che sarà dunque più una passerella per l’Italia.

Se anche oggi infatti la squadra di Kovac battesse l’Italia 3-0 e andasse a pari vittorie e punti con gli azzurri a 12, non riuscirebbe comunque a migliorare il quoziente set a sufficienza per agganciarli in classifica.

A tal proposito, la bella notizia della vittoria dei sudamericani permette al ct Blengini di non forzare l’utilizzo degli uomini chiave, ma darà spazio a chi ha giocato meno con una bella rotazione. Proprio per questo i ragazzi che finora sono scesi in campo meno degli altri, avranno modo di mettersi in mostra sottolineando che tutto il gruppo azzurro c’è.

Tuttavia la classifica della prima fase si porta infatti integralmente nella seconda e diventa quindi decisiva per accedere alle finali a sei di Torino.

La seconda fase si terrà a Milano dal 21 al 23 settembre e l’Italia sarà inserita nel girone E. Il gruppo sarà composto dall’Italia; la seconda classificata del girone B che sarà una tra Olanda, Canada e Brasile; la terza della pool C, ovvero la perdente di Serbia-Russia; la Finlandia già certa del 4° posto nel girone D.

A Bologna, invece, andrà in scena la Pool F composta da: prima classificata del gruppo B, seconda e terza del raggruppamento A e Australia (quarta del girone C).

Il tennis maschile si trasferisce in Russia per quello che sarà il bel torneo Atp 250 a San Pietroburgo.

Fabio Fognini, numero due del tabellone, sarà il leader del gruppo azzurro, composto da altri tre tennisti: Marco Cecchinato, Matteo Berrettini e Luca Vanni.

Fognini cerca sicuramente una gioia dopo il successo a Los Cabos contro Del Potro vuole provare a fare bene anche in Russia, dove l’anno scorso è uscito sconfitto solamente in finale dal bosniaco Damir Džumhur.

Domani il sanremese sfiderà lo slovacco Martin Klizan per gli ottavi di finale. L’urna non è stata clementissima per Fognini ma lo slovacco è un atleta ancora molto incostante. In effetti Klizan riesce ad alternare vittorie sorprendenti come Kitzbuhel quest’anno, Amburgo e Rotterdam nel 2016, ma brutte figure contro tennisti modestissimi. I trascorsi tra Italia – Klizan è un secco 4-2, ma tra le due vittorie dello slovacco ce n’è pure una proprio sul campo di San Pietroburgo, datata però 2012.

Trai favoriti c’è anche Marco Cecchinato, numero 3 del seeding. Il siciliano è volato direttamente ai quarti e attende il vincente tra Baghdatis e Lacko, al fine di trovare la sua prima gioia post-terra, ossia dalla finale di Umag, vinta lo scorso 22 luglio.

Berrettini non si pone limiti e cerca di continuare una stagione più che positiva. A San Pietroburgo, campo veloce, il romano potrà mettere in mostra i suoi migliori colpi: servizio e diritto. Sfiderà il veterano spagnolo Guillermo García López.
Inoltre Berrettini e Fognini scenderanno insieme anche nel doppio contro la coppia russo-canadese Rublev – Shapovalov.

L’ultimo azzurro a scendere in campo sarà Luca Vanni. Dopo le vittorie alle qualificazioni contro il tedesco Brands e il russo Safiullin, il 33enne toscano se la vedrà contro il numero 5 del seeding: Roberto Bautista Agu.

Quando il lontano 30 ottobre 1999 realizzò la prima rete con il Malmö nel massimo campionato svedese a soli 18 anni non avrebbe mai pensato che quasi 19 anni dopo avrebbe raggiunto quota 500 reti in carriera. O forse sì, perché Zlatan Ibrahimovic non è mai stato uno qualunque.

È così, Ibra ha messo a segno il gol numero 500 della sua grandissima carriera e, ovviamente, non l’ha fatto in maniera banale.

Nel match del suo Los Angeles Galaxy, il fuoriclasse svedese è salito in cattedra con una rete delle sue: un gol alla Zlatan. Sotto per 3-0 contro il Toronto di Giovinco, al minuto 43 il messicano Dos Santos ha innescato lo svedese con un lancio da dietro. Quasi tutti avrebbe addomesticato il pallone prima di calciare, invece Zlatan no. Con una torsione su se stesso, ha atteso la palla a gamba alta e l’ha indirizzata in porta con un tacco esterno. Una vera e propria mossa di taekwondo di cui Ibra è cintura nera, applicata al calcio.

Una rete mozzafiato che ha fatto il giro del mondo in pochi secondi, per colui che fa sempre parlare di sé. In Major League Soccer le reti sono 17 in 22 apparizioni, arricchite da 5 assist. Mica male per chi il prossimo 3 ottobre spegnerà 37 candeline, ma che continua a fare la differenza nonostante un gravissimo infortunio al ginocchio subìto quando era a Manchester.

Una cifra mostruosa che gli permette di stare tra gli dei del calcio. In effetti oltre allo svedese, solamente Ronaldo e Messi sono i calciatori in attività ad aver raggiunto e superato quota 500.
Qualsiasi sia stata la casacca indossata da Ibrahimovic, il bomber ha sempre fatto il suo dovere nei club e in nazionale: 18 nel Malmö, 48 nell’Ajax, 26 nella Juve, 66 nell’Inter, 22 nel Barcellona, 56 nel Milan, 156 nel Psg, 29 nel Manchester United, 17 nei LA Galaxy e 62 nella Svezia.

Mai banale nei gol e mai banale nelle sue esternazioni. Sin da bambino quando si rifiutò di fare un provino per l’Arsenal su diretta richiesta di Wenger, rispondendo “Zlatan non fa provini!”; oppure quando ha detto addio al Psg “Arrivato da Re me ne vado da Leggenda!”. Anche ora non è stato da meno: Ibra si è presentato sui social così

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Tuttavia sono tanti i gol capolavoro realizzati dal gigante svedese.
Il tacco contro l’Italia a Euro 2004

La rovesciata contro l’Inghilterra

Il gol all’esordio con i Galaxy

E tanti, tanti altri…

Ancora una vittoria per l’Italvolley che a Firenze cala il poker battendo anche la Repubblica Domenicana con un secco 3-0.

Per gli uomini di Blengini dunque, dopo il trionfo in rimonta contro l’Argentina, arriva anche il successo contro  il fanalino di coda del girone Pool A. Gli azzurri non hanno mai realmente sofferto e il match è sempre stato sotto controllo.

Un netto 25-12, 25-18 e 25-15 grazie a uno scatenato Juantorena (autore di 17 punti e miglior marcatore azzurro), che si conferma dopo l’ottimo match giocato con l’Argentina.
Bene anche il solito Zaytsev, per lo Zar non sono queste le partite dove va cavalcato tutto il suo potenziale: “solo” 12 punti e il 73% in attacco.

I numeri della punta di diamante di questa nazionale sono importanti e devono essere da bigliettino da visita per la fase finale del Mondiale. Per Zaytsev infatti questo mondiale può essere quello della riscossa dopo l’esclusione agli Europei.

I numeri dello Zar sono impressionanti: 11 ace messi a segno nelle prime quattro partite, gli ultimi due messi a segno proprio contro gli americani. Mentre a livello di punteggi Ivan ha totalizzato già 64 punti, piazzandosi in classifica generale vicino allo statunitense Matthew Anderson e allo sloveno di Modena Urnaut.

Numeri importanti anche per un altro simbolo i questa Italvolley: Osmany Juantorena. L’azzurro ha dimostrato di poter essere un valore aggiunto di questo gruppo e ciò la dimostrato soprattutto nel match vinto in rimonta contro l’Argentina dell’ex Velasco.

Ora si attende solamente l’ultima gara contro la Slovenia per decretare la squadra vincente del gruppo. Dopodiché c’è da scoprire chi sarà la prossima squadra da affrontare nella seconda fase che inizierà venerdì a Milano.