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Dario Sette

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Calato il grande sipario a Napoli per l’Universiade 2019 e l’Italia ha chiuso col botto.

La nazionale azzurra è stata protagonista di una bellissima Olimpiade universitaria nella regione campana. A sottolineare il bel risultato, il sesto posto raggiunto nel medagliere con ben 15 ori.

Sì, l’Italia con 44 medaglie nel totale (15 ori, 13 argenti e 16 bronzi) si è piazzata dietro il Giappone, la Russia, la Cina, gli Usa e la Corea del Sud.

Gli ultimi successi sono arrivati dai sport di squadra come la pallavolo maschile e il Settebello della pallanuoto.

Nella piscina Scandone di Napoli i ragazzi del ct Alberto Angelini hanno demolito letteralmente gli Stati Uniti per 18-7 in una finale del tutto a senso unico. Il Settebello partiva con tutti i favori del pronostico e ha dominato l’incontro in lungo e in largo meritando ampiamente il titolo.

Ottimo risultato nel volley. Un successo storico dato che una medaglia d’oro mancava da ben 49 anni.
Gli azzurri hanno sconfitto la Polonia per 3-2 (16-25; 25-20; 22-25; 25-23; 15-10) al termine di un’autentica battaglia chiusasi al tie-break. I ragazzi di coach Gianluca Graziosi hanno dovuto rincorrere i biancorossi per ben due volte ma la zampata finale è arrivata all’ultimo decisivo set che ha spianato la strada al primo posto.

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La gioia dell’Italvolley 49 anni dopo

Una grandissima prestazione per tutta la squadra che in tutte le partite ha dimostrato di avere spirito di gruppo e tanta grinta. Contro i polacchi prestazione maiuscola dell’opposto Giulio Pinali (26 punti). Doppia cifra anche per lo schiacciatore Giacomo Raffaelli (17 punti) e per il centrale Fabio Ricci (12, 6 muri).
Gioia immensa per tutta la squadra per un oro che mancava quasi da mezzo secolo.

Peccato invece per le donne che invece ottengono l’argento.

Il Setterosa ha chiuso l’Universiade all’ultimo capitolo, sconfitta solamente dall’Ungheria in finale (8-7). Rammarico per le ragazze del ct Miceli che però comunque sono state protagoniste di un percorso quasi perfetto.

Secondo posto anche per le pallavoliste che non ce l’hanno fatto a battere la Russia a Eboli. Risultato finale 3-1 (25-21 15-25 26-24 25-18).

Spostandoci al calcio, medaglia di bronzo vinta dagli azzurri nella finalina contro la Russia ai calci di rigore. Dopo il 2-2 al 90esimo, l’Italia ha chiuso per 6-5 la lotteria dei rigori.

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I festeggiamenti per il bronzo

Dal dischetto sbaglia per prima l’Italia con Collodel nella terza serie, ma subito dopo lo imita Kuftin, che si fa ipnotizzare da Cucchietti. La parità dura fino all’alba della quinta serie: Strada batte Grigorian, Salamatov invece sbaglia e per l’Italia parte la festa per la medaglia di bronzo.

Ha conquistato, invece, un argento Alessia Russo al nastro. L’azzurra ha chiuso la finale di specialità col punteggio di 18.700 dietro alla sola e fortissima russa, Ekaterina Selezneva. Grande soddisfazione per la giovane abruzzese.

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Il sorriso di Alessia Russo

A tutti gli amanti di Netflix e delle serie tv, sicuramente Stranger Things è una delle più seguite e apprezzate.
Da qualche giorno è stata inserita sulla piattaforma streaming la terza stagione e qualche curiosità è saltata fuori.

Tra una ricerca e un’altra per trovare l’ospite del Mind Flayer e per trovare il modo per sconfiggerlo, l’occhio è caduto su uno dei personaggi chiave: Lucas Sinclair (interpretato da Caleb McLaughlin).

Nella quarta puntata, infatti, il ragazzino indossa un cappellino da ciclista del team Ariostea.

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Lucas che sfoggia il cappellino dell’Ariostea, accanto alla fidanzatina Max

La squadra è stata una grande protagonista delle due ruote tra la seconda metà degli anni ’80 e gli anni ’90. Attiva nel professionismo dal 1984, la squadra prende nome dallo sponsor Ariostea Ceramiche con sede a Castellarano, in provincia di Reggio Emilia e fondata nel 1961 da Oriello Pederzoli.

Un dettaglio che ha fatto sorgere molte domande agli appassionati. L’azienda sin dagli anni ottanta ha avuto modo di mettere radici anche negli States, certo fa strano vederlo sfoggiare da un adolescente dell’Indiana.
In nove anni di attività il team ha partecipato a dieci edizioni del Giro d’Italia e quattro Tour de France. Nella corsa rosa del ’91, Massimiliano Lelli vinse la classifica dei giovani.

Nel team, inoltre, ha anche gareggiato l’attuale ct della nazionale italiana, Davide Cassani. L’ex ciclista ha corso tra 1990 e il 1993.

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La divisa della Ceramiche Ariostea nel 1992

All’uscita della puntata, dai profili social della Ariostea Ceramiche qalceh simpatico post:

 

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Strange things happen… #StrangerThings #StrangerThings3 #StrangerThingsSeason3

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Da Reggio Emilia ad Hawkins, un cimelio italiano è dentro Stranger Things.

Il pianto a fine gara a sottolineare l’importanza della grande prova fatta è stato l’epilogo perfetto della gara di Ayomide Folorunso nella 400mt ostacoli all’Universiade di Napoli2019.

Allo stadio San Paolo l’azzurra ha conquistato una meritatissima medaglia d’oro dopo una finale incredibile in cui la 22enne ha chiuso con il secondo tempo italiano di sempre, 54”75, confermando di essere una delle atlete con più talento dell’atletica leggera italiana. Sì la giovane Folorunso è andata vicino (21 centesimi) al record assoluto di Yadisleidy Pedroso (54”54).

Una vittoria ottenuta con netto distacco sulla seconda, la sudafricana Zeney Van der Walt (55”73). Con questa prova, Ayomide Folorunso ha agguantato l’ottavo tempo mondiale e il secondo europeo dell’anno.

Sono felicissima, mi avvicino ai Mondiali di Doha nel migliore dei modi!

Secondo oro nell’atletica dopo il trionfo nel lancio del disco di Daisy Osake, sua grande amica. La sua vittoria pare abbia motivato ancor di più Ayomide.

Una gradita conferma quella di Ayo, dopo esser stata una delle protagoniste dell’oro nella staffetta 4X400 ai Giochi del Mediterraneo 2018. Oltre a essere un’atleta, la giovanissima studia medicina, con il sogno di diventare pediatra.

Altre medaglie sono giunte dal nuoto, con l’argento di Linda Caponi nella 400mt stile libero, e dal taekwondo, con il bronzo di Antonio Flecca nei -58 kg.

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La medaglia d’argento di Linda Caponi

La seconda piazza di Linda Caponi ha chiuso le discipline in acqua di questa Universiade2019. La nuotatrice lombarda ha disputato una buonissima gara (4’10”53), chiudendo tra due americane: l’imprendibile Kaersten Meitz, che ha chiuso con un 4’03”84 finale, e Sierra Schmidt (+5.57).  L’azzurra è riuscita a migliorare nettamente il tempo di qualificazione, avvicinandosi al suo personale di 4’07”73.

Sul podio anche Antonio Flecca nel taekwondo che trascina l’Italia alla prima medaglia per questa disciplina a Napoli2019.

Il 20enne calabrese, iscritto al corpo dei Vigili del Fuoco e numero 46 del ranking mondiale, è riuscito a raggiungere la semifinale, dove, però, è stato sconfitto di misura dal mongolo Tumenbayar Molom (n.35) con il punteggio di 11-10, mancando per un soffio l’accesso alla finale per la medaglia d’oro. Una sconfitta amara che però non cancella tutto il buono fatto da Flecca e che, comunque, si porta a casa una medaglia.

Si arricchisce il bottino delle medaglie azzurre all’Universiade di Napoli2019.

Disciplina trainante è ancora una volta la scherma. Dopo i successi della squadra femminile del fioretto e nei singoli, sorrisi anche per il team maschile, sempre nel fioretto, e la sciabola donne.

Al PalaUnisa di Baronissi Damiano Rosatelli, Guillaume Bianchi e Francesco Ingargiola hanno strameritato la vittoria con un percorso senza reali sbavature, conclusosi con la netta vittoria contro la Corea del Sud in finale con il punteggio di 45-22. Nei quarti gli azzurri hanno annichilito l’India 45-11, poi nei quarti hanno superato la Cina 45-28 e infine l’ostacolo russo per 45-30.

Finale al cardiopalma invece per la squadra femminile della sciabola. Lucia Lucarini, Michela Battiston e Rebecca Gargano si sono imposte per 45-41 sulla Francia al termine di un incontro equilibrato che ha consegnato alle nostre ragazze il primo storico oro in questa specialità, il quinto per la nazionale azzurra in questa Universiade. Una piccola rivincita per Michela Battiston che ha battuto nello scontro finale la francese Sara Balzer, colei che l’aveva superata in semifinale nella prova individuale sabato scorso.

Le sorridenti azzurre dopo la vittoria sulla Francia nella sciabola a squadre

Tuttavia ad aprire la ricca giornata è stata Chiara Di Marzantonio che, a Durazzano, ha dominato nello skeet femminile. La tiratrice, arrivata in finale con secondo miglior punteggio, si è imposta sulla kazaka Zoya Kravchenko in una sfida decisa all’ultimo colpo.

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La grande prova di Chiara Di Marzantonio nello skeet

Spostandoci in vasca, trionfi per la lecchese Silvia Scalia nei 50mt dorso, dopo il bronzo nei 100. La 24enne è giunta davanti alla statunitense Elise Haan e all’australiana Calypso McDonell.

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La gioia di Silvia Scalia a pochi centesimi dal record italiano

Argento per la staffetta 4×200 stile libero, in cui Mattia Zuin, Alessio Proietti Colonna, Stefano Di Cola e Matteo Ciampi hanno chiuso solamente dietro gli Usa, mentre dalla pistola 10 metri mista è arrivato il terzo posto di Maria Varricchio e Dario Di Martino, capaci nell’ultima parte di gara di fermare la rimonta dell’India.

Continuano le maratone dell’Universiade di Napoli2019 e continuano i successi dell’Italia.

A portare in trionfo i colori azzurri sono stati gli atleti della scherma. In primis la squadra femminile del fioretto che ha conquistato una meritatissima medaglia d’oro contro la Russia. Personale bis per la 23enne Erica Cipressa, la quale è salita sul gradino più alto del podio anche nell’individuale.

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L’oro di Erica Cipressa nel singolo

Buon risultato anche per la squadra maschile della spada che, nella finalina, sono riusciti a ottenere una buonissima medaglia di bronzo contro la Polonia. Dopo la sconfitta in semifinale contro la Corea del Sud, Lorenzo Buzzi, Valerio Cuomo e Federico Vismara hanno avuto la meglio sui polacchi, riuscendo così a salire sul podio.

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Il trio che ha portato a casa il bronzo nella spada

Tornando alle ragazze, le bravissime Camilla Mancini, Martina Sinigalia ed Erica Cipressa hanno superato l’ostacolo russo con un netto 45-38. Un grande percorso quello realizzato dalle fiorettiste iniziato nei quarti di finale contro gli Stati Uniti e in semifinale contro la Cina, entrambe battute 45-21.

Sorrisi e gioia anche nel fioretto individuale maschile. In una finale tutta azzurra, a spuntarla è stato Damiano Rosatelli che, con il punteggio di 15-10, ha sconfitto l’amico Guillaume Bianchi. Il 24enne romano si è detto fiero di aver vinto una medaglia a pochi passi da casa.

Ed è invece napoletano di Frattamaggiore Simone D’Ambrosio, poliziotto 22enne che, in coppia con Fiammetta Rossi, ha portato a casa un oro nel trap. Per D’Ambrosio è stata una prova di riscatto dopo il flop nell’individuale (settimo), mentre per l’umbra è stata una bella conferma dopo l’argento nel singolo.

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Un duo azzurro perfetto nel tiro al volo

Leggiadra come una farfalla è stata l’etnea Carlotta Ferlito nel corpo libero. La catanese, con un numero mozzafiato, è riuscita a tenersi alle spalle la giapponese Aiko Sugihara e la russa Uliana Perebisonova.

Si è fermato, ha guardato gli spalti, ha alzato la maglia e con l’indice ha indicato la sua pelle di colore nero, perché lui era fiero di essere nero e di origine aborigena.

È la storia dell’australiano Nicky Winmar, giocatore di football americano dei St Kilda, che il 17 aprile 1993 è stato protagonista di una scena storica. Un fuoriprogramma che nessuno si aspetta ma che l’atleta ha fatto con orgoglio. Winmar, al termine del match vinto dai Saints, decise di mostrare la sua pelle scura a chi dagli spalti lo aveva provocato e insultato con gravi accuse di razzismo.

Ora quella famosa scena è ancora più indelebile grazie a una statua posta davanti all’Optus Stadium di Perth in Australia. Sì proprio quello stadio in cui 26 anni fa Winmar fu continuamente insultato prima, durante e dopo la partita, con l’aggravante anche di sputi e del lancio di lattine nei suoi confronti e al suo compagno di squadra indigeno Gilbert McAdam.

In quella spiacevole partita il papà di McAdam per la rabbia e per la vergogna delle ingiurie subite dal figlio abbandonò lo stadio anzitempo.

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Lo storico scatto fotografico che riprende Nicky Winmar

Al fischio finale del match Nicky Winmar scoprì l’addome mostrando con fierezza il suo colore di pelle.

Sono nero e sono orgoglioso di essere nero!

Una scena forte e una grande risposta sociale. I quotidiani dei giorni successivi più volte ricordarono dell’accaduto e certamente ora, con la statua alle porte dello stadio, nessuno più dimenticherà quel gesto.

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Lo scatto all’esterno dello stadio Optus

Campionesse sul campo, fuori e negli store. Gli Stati Uniti fanno bottino pieno al Mondiale femminile di Francia 2019.

Le americane hanno meritatamente vinto il loro quarto titolo iridato, battendo l’Olanda per 2-0 nella finale di Lione. Ma il successo è stato anche dal punto di vista del merchandising. La Nike, sponsor tecnico della nazionale a stelle e strisce, ha annunciato che la maglia Usa è stata la più venduta nella categoria calcio sul sito ufficiale dell’azienda. Battute anche quelle maschili e squadre come Brasile e Barcellona.

A confermarlo è stato anche il ceo di Nike, Mark Parker.

Una vera e propria bomba per tutto il mondo calcistico, nessuno mai si sarebbe aspettato che in così poco tempo la volontà di abbracciare il calcio femminile prendesse piede. Ma i numeri parlano chiaro, la maglia statunitense trascina gli introiti della azienda sportiva.

 

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It took all of U.S. We love you. WE WON THE WORLD CUP.

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La Nike ha puntato tantissimo nel Mondiale appena concluso: spot mozzafiato e campagne di sensibilizzazione hanno certamente aiutato. Inoltre, l’esposizione è stata tanta grazie anche al fatto che quasi due terzi delle 24 squadre partecipanti hanno vestito Nike.

La forte visibilità ha contribuito a far salire i ricavi nel segmento delle donne dell’11% a circa 7,4 miliardi di dollari nel corso dell’anno fino al 31 maggio scorso.

Colpaccio svedese nella finale per ma medaglia di bronzo al Mondiale di Francia2019.

Le ragazze, guidate dal ct Peter Gerhardsson, hanno battuto l’Inghilterra per 2-1 grazie alle reti di Asllani e Jakobsson in avvio di gara, seguite da quello di Kirby alla mezz’ora.

Terzo bronzo per le scandinave dopo quelli centrati nel 1991 e nel 2011, senza dimenticare la cocente sconfitta in finale nel 2003 a favore della Germania. La nazionale di Phil Neville, invece, non riesce bissare il gradino più basso del podio ottenuto a Canada2015.

Inghilterra – Svezia 1-2

All’Allianz Riviera di Nizza succede tutto nei primi trenta minuti di gioco. Al primo vero affondo (11esimo minuto) Asllani sfrutta un errore di rinvio dell’esterno difensivo Greenwood e batte un’incolpevole Telford. Allo stesso angolo di porta colpisce anche la numero 10 Jakobsson con un grande tiro a giro al minuto 22.

La reazione britannica avviene con Kirby al 31esimo che taglia al centro e supera la numero 1 Lindahl con un sinistro preciso.
Il momentaneo pareggio lo realizza Ellen White due minuti più tardi con un sontuoso pallonetto. Il gol, però, viene annullato per un sospetto tocco di mani nel primo controllo dell’attaccante. Per la bomber sarebbe stato il suo settimo centro e avrebbe staccato Alex Morgan, ferma a sei.
Prima del termine della prima parte altre due ghiotte occasioni inglesi, non sfruttate da Blackstenius e ancora White.

Girandola di sostituzione nella ripresa che però non porta alle Leonesse i risultati sperati. Una carta per le inglesi è stata Karen Carney all’ultima partita in carriera, così come l’ultimo match è stato per la numero 1 svedese Lindahl.

Terzo posto in saccoccia per le Blagult e ora non ci resta che aspettare la finale di domani tra Usa – Olanda.

Non ce l’hanno fatta, gli azzurri del beach volley si arrendo ai quarti di finale e vedono sfumare il sogno del Mondiale ad Amburgo.

La coppia Rossi – Carambula è stata sconfitta dalla montagna russa formata dal duo Stoyanovskiy – Krasilnikov, una delle squadre più forti del torneo.

Un secco 2-0 (15-21, 16-21) per i campioni russi che hanno dominato il match senza andare molto in difficoltà contro gli azzurri.

Non ce l’hanno fatta ma comunque il percorso fatto finora dagli azzurri è stato impeccabile dopo che ieri hanno superato gli austriaci Seidl – Waller 2-0 (21-18, 21-15).

Dal punto di vista fisico c’è stato un vero proprio gap. La possenza atletica degli avversari ha fatto la differenza contro la coppia Enrico Rossi e Adrian Carambula che non fanno certo della prestanza fisico il loro punto di forza. Sicuramente i russi sono i favoriti per la vittoria del titolo Mondiale.

Un buon campionato del mondo quello disputato dai ragazzi che pensano positivo in vista dell’Olimpiade di Tokyo 2020.

Con lo stesso risultato di 2-0 (13-21, 11-21) anche l’altra coppia azzurra composta da Daniele Lupo e Paolo Nicolai saluta il torneo iridato, sconfitti nettamente dai norvegesi Mol – Sorum. Gli italiani, argento alle Olimpiadi di Rio2016, si sono fermati per l’ennesima volta ai quarti. Il dominio scandinavo è stato palese, ma comunque l’Italia c’è ed è tra le prime otto al mondo.

Certo avrebbero voluto giocarsi la partita decisiva in finale ma, Inghilterra e Svezia lotteranno per la conquista della medaglia di bronzo ai Mondiali di calcio femminili di Francia2019, all’Allianz Riviera di Nizza alle 17.

Le due formazioni, eliminate in semifinale rispettivamente contro Usa e Olanda, avranno modo di chiudere il cerchio di questo torneo comunque con un terzo posto che vale tanto, alle spalle delle campionesse uscenti e delle campionesse europee.

Per le inglesi del ct Phil Neville che comunque vuole terminare al meglio questo Campionato del Mondo in cui le Leonesse hanno dimostrato un grande spirito di gruppo e un forte carattere.

Quando il match contro gli Stati Uniti è finito, il mio primo pensiero è stato a ‘Come vinceremo sabato?’. So che le ragazze non mi deluderanno!

 

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Final #Lionesses training session for this one!! 😭🤩😍

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Della stessa convinzione è anche il ct scandinavo Peter Gerhardsson che dopo il ko contro l’Olanda ha ribadito di volere finire terzo

Perché è molto meglio che finire quarti e faremo tutto il possibile per riuscirci.

Prima di oggi, lo scorso 11 novembre le due formazioni si sono incontrate in un’amichevole, vinta dalle Blagult per 2-0 al New York Stadium di Rotherham, per quella che è stata la prima sconfitta casalinga per le Leonesse dal lontano 2015.

Scontro di gioco tra Sofia Jakobsson e Alice Greenwood nell’amichevole del 2018

Il ct Neville dovrà fare a meno della centrale Millie Bright, espulsa nella sfida contro gli States. Tuttavia l’Inghilterra vuole cercare di chiudere nel migliore dei modi questo Campionato del Mondo, magari puntando sul possesso del gioco, colmando la distanza tra difesa e centrocampo. Inoltre c’è uno stimolo in più per Ellen White che potrebbe ancora battere Alex Morgan per l’Adidas Golden Boot (entrambe sono appaiate a 6 gol).

Il ct Gerhardsson, invece, ha tutte a disposizione e la voglia di tornare in patria con una medaglia è tanta, specie perché il sogno finale è tramontato solamente ai tempi supplementari contro l’Olanda.

Una delle tante osservate speciali sarà il portiere Hedvig Lindahl. La 36enne di proprietà del Chelsea è quasi sicuramente alla sua ultima apparizione in un Mondiale e certo avrebbe voluto giocarsi la finale così com’è stato al suo esordio nel 2003 (finale contro Usa). In 16 anni di nazionale ha partecipato a quattro Coppe del Mondo con 19 presenze. Una Finale l’avrebbe vista arrivare al punto di partenza, ma invece la sua ventesima partita sarà una battaglia per il bronzo. Tuttavia, nonostante la rabbia e la delusione, è determinata a vincere.