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Daniele De Quarto

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La recente decisione della World Rugby, la federazione rugbistica mondiale, ha a dir poco del clamoroso: Spagna, Romania e Belgio sono state infatti squalificate per aver schierato atleti ineleggibili durante le partite di qualificazione, consentendo alla Russia di accedere alla fase finale dei mondiali ed alla Germania di disputare i playoff contro il Portogallo.

Tutto nasce dal contestato match Belgio-Spagna del 18 marzo a Bruxelles, vinto dai padroni di casa per per 18 a 10, e caratterizzato dal disastroso arbitraggio del romeno Vlad Iordachescu, a fine partita minacciato ed inseguito da diversi giocatori spagnoli, cinque dei quali sono stati squalificati con stop tra le 14 e le 43 settimane.

La vittoria del Belgio ha permesso alla Romania di qualificarsi a Giappone 2019 proprio ai danni della Spagna, la cui richiesta di rigiocare il match non è stata accolta dal panel indipendente costituito dalla World Rugby. Ma la storia non finisce qui: infatti, nelle partite del Rugby Europe Championship 2017 e 2018, Belgio, Romania e Spagna hanno schierato più volte atleti senza sufficienti vincoli di nazionalità, o che avevano già giocato con le nazionali d’origine (gli otto giocatori «incriminati» sono Sione Faka’osilea per la Romania, Mathieu Belie e Bastien Fuster per la Spagna e cinque atleti per il Belgio).

Pertanto, per ciascuno di questi match, sono stati comminati cinque punti di penalizzazione per ogni giocatore schierato irregolarmente, sottraendo così 30 punti a Romania e Belgio e 40 alla Spagna, multate rispettivamente per 100.000, 125.000 e 50.000 sterline.

Prima diventa quindi la Russia, al secondo mondiale della sua storia, che va direttamente nella poule A del Mondiale come Europa 1, raggiungendo Irlanda, Scozia e Giappone, mentre la Germania disputerà i playoff con il Portogallo il 9 giugno. Va comunque ricordato che tutte le decisioni adottate sono soggette ad appello.

Sette anni a San Pietroburgo, di cui gli ultimi tre da capitano, non sono di certo passati inosservati dalle parti dell’ex capitale imperiale: lo testimonia l’addio che i tifosi dello Zenit hanno riservato a Mimmo Criscito, 31enne difensore partenopeo. All’aeroporto di San Pietroburgo, infatti, i tifosi russi lo hanno aspettato per l’ultimo saluto: bandiere, cori, fumogeni e persino uno striscione con scritto “Ciao Mimmo, Bravu guaglion”.

Pubblicando su Instagram il video del saluto dei tifosi, l’ormai ex terzino dello Zenit non ha trattenuto la sua commozione:

Grazie, grazie, grazie. Siete venuti a salutarmi in aeroporto: qui lascio sicuramente un pezzo del mio cuore

L’avventura con la maglia dello Zenit di Mimmo Criscito si conclude dopo aver disputato 224 partite, segnando 20 gol e fornendo ai compagni 30 assist vincenti, con ben cinque trofei messi in bacheca: due campionati, una coppa nazionale e due supercoppe nazionali. Nel video postato su Instagram, l’ormai ex difensore dello Zenit era all’aeroporto, dove lo aspettava un volo per l’Italia, con destinazione finale Genova, per la firma del contratto quinquennale con la sua nuova-vecchia squadra. Il Genoa infatti è la società a con la quale Criscito esordì in Serie A nella stagione 2003/2004, disputando complessivamente cinque stagioni.

Avendo rifiutato sia il Fenerbahce che il Galatasaray, il futuro di Criscito sarà quindi ancora a Genova, sponda rossoblu, una decisione assunta con entusiasmo:

Tutti sanno quanto amo il Genoa, quando il Genoa chiama è facile dire di no agli altri. Sono felicissimo di tornare al Genoa, ho mantenuto la parola: sette anni fa avevo detto che era un arrivederci e adesso sono qui a indossare nuovamente questi colori e speriamo di toglierci tante soddisfazioni

 

Il difensore azzurro ha poi parlato anche della nomina di Roberto Mancini come nuovo commissario tecnico della nazionale italiana:

Credo che il mister sia la persona giusta per la panchina dell’Italia. Purtroppo non andremo ai Mondiali, adesso bisogna ricominciare e credo che Mancini sia l’uomo giusto. Ritorno in azzurro? Lo spero, tutto dipende da me e dalle mie prestazioni. Il mister mi conosce e sa cosa posso dare e magari è più facile arrivarci adesso, visto che ho lavorato un anno con Mancini e quindi lui sa come sono. Un sogno? Tornare tra una settimana in Nazionale

Per Simeon Tochukwu Nwankwo, noto a tutti come Simy, è un momento magico. Il 26enne attaccante del Crotone è stato infatti inserito nella lista dei 30 preconvocati della nazionale nigeriana ai prossimi campionati del mondo di Russia 2018, nonostante non abbia ancora collezionato neanche una presenza con la maglia delle Super Aquile.

Evidentemente il commissario tecnico della Nigeria, il tedesco Gernot Rohr, non è rimasto indifferente dinanzi alle prestazioni fornite negli ultimi mesi da Simy con la maglia del Crotone: sette reti totalizzate finora con la compagine allenata da Walter Zenga, tra cui una in rovesciata nel pareggio per 1 a 1 contro la Juventus ed una doppietta ai danni del Sassuolo.

Un girone di ritorno da record, che potrebbe consentire all’attaccante delle Super Aquile di strappare il biglietto per Russia 2018; l’attuale lista di 30 giocatori dovrà infatti essere ulteriormente scremata fino a raggiungere il numero definitivo di 23 convocati. Potrebbe in tal senso risultare decisiva l’ultima giornata di campionato in trasferta contro il Napoli, nella quale il Crotone si gioca la permanenza in Serie A, che vedrà Simy partire titolare.

Tra i preconvocati della Nigeria figura anche Joel Obi, 27enne centrocampista del Torino, autore finora di sei reti tra campionato e Coppa Italia in questa stagione.

Questa, nel dettaglio, la lista dei giocatori preconvocati dal ct Rohr per i Mondiali di Russia 2018: Portieri: Ezenwa, Akpeyi, Uzoho, Ajiboye; Difensori: Ekong, Balogun, Aina, Omeruo, Idowu, Awaziem, Seshu, Echiejile, Ebuehi, Eze; Centrocampisti: M. J. Obi, Onazi, Ogu, Ndidi, Agbo, Etebo, Obi, Agu; Attaccanti: Ighalo, Musa, Moses, Iwobi, Iheanacho, Simon, Lokosa, Simy.

 

I campionati del mondo di calcio di Russia 2018, che si svolgeranno dal 14 giugno al 15 luglio, hanno già infranto un record: l’album digitale Panini, sponsorizzato dalla Coca Cola, ha infatti raggiunto la cifra colossale di quattro milioni di collezionisti in tutto il mondo.

Con 115 milioni di scambi effettuati nelle sette settimane in cui è stato pubblicato, e con oltre tre mesi di anticipo rispetto alla chiusura del concorso, prevista per il 31 agosto, l’edizione di Russia 2018 del Panini Digital Sticker Album ha già superato la versione di Brasile 2014 di oltre un milioni di giocatori.

Un successo clamoroso, quello della Panini, che mette d’accordo tifosi ed appassionati di tutte le generazioni. Partecipare è semplicissimo: si può giocare sia da pc (qui) ma anche su smartphone attraverso l’app ufficiale disponibile per utenti IOS e Android.

Mentre otre tre milioni e mezzo di utenti non hanno ancora completato il loro album adesivo digitale Panini, tutti i fan che lo completeranno prima del 31 agosto saranno ammessi all’estrazione a premi, con 50 vincitori del Gran Premio che riceveranno una lussuosa versione cartonata dell’album adesivo internazionale Panini per la Coppa del Mondo FIFA 2018, insieme a un codice MyPanini, che consente di ordinare gratuitamente dieci copie stampate di un singola figurina MyPanini sul sito www.mypanini.com. Ciascuno dei 50 secondi classificati riceverà un codice MyPanini gratuito.

Un motivo in più per unirsi ai quattro milioni di appassionati che da tutto il mondo scambiano e condividono le figurine digitali Panini di Russia 2018, tra cui personaggi come Kyle Walker e la superstar NBA Clint Capela, anche loro contagiati dalla febbre Panini.

Il sogno dell’Avangard si è infranto in finale. Nel Giorno della Vittoria (День Победы), la festa nazionale durante la quale si commemora la vittoria dell’Unione Sovietica sul nazismo, il piccolo club di Kursk, neopromosso in seconda divisione, mai approdato nella Russian Premier League, è stato infatti sconfitto per 2 a 1 dal Tosno, squadra della regione di San Pietroburgo, fondata appena 5 anni fa, alla prima stagione in assoluto nella Russian Premier League.

Una finale senza dubbio inedita, quella andata in scena alla Volgograd Arena, nell’ex Stalingrado. Il Tosno passa subito in vantaggio con Alexey Skvortsov all’undicesimo del primo tempo, ma viene raggiunto da una rete di Igor Kireev, appena 6 minuti dopo. Il gol decisivo di Resiuan Mirzov, all’80’, regala al Tosno la prima Coppa di Russia della sua storia.

Inoltre, in quanto attualmente penultimo in classifica, ad una sola giornata al termine del campionato, il Tosno potrebbe anche diventare la prima squadra nella storia del calcio russo a vincere la Coppa di Russia ed a retrocedere in seconda divisione nella stessa stagione.

Mentre l’Avangard Kursk, autentica rivelazione del torneo, è già entrato nella leggenda, essendo la prima finalista nella storia della Coppa di Russia, a non aver mai giocato nella Russian Premier League.

Per quanto riguarda la qualificazione alla fase a gironi di Europa League, il presidente della Federcalcio russa, Alexander Alayev, aveva già dichiarato all’agenzia di stampa TASS che il Tosno era incorso in una violazione dei termini per la presentazione della documentazione all’UEFA, perdendo così il diritto di ottenere la licenza per partecipare al torneo continentale. Così il posto del Tosno sarà occupato dalla sesta classificata nella massima serie, ovvero una tra Ufa, Arsenal Tula e Terek Groznyj.

Elia Viviani concede il bis. Al termine della più lunga delle tappe della 101esima edizione del Giro d’Italia, partita da Be’er Sheva e giunta dopo 229 km a Eilat, sul mar Rosso, non prima di aver attraversato il deserto del Negev, il velocista veronese della Quick-Step Floors si impone in volata beffando il connazionale Sacha Modolo della Education First e soprattutto Sam Bennett, della Bora Hansgrohe, giunto terzo al traguardo.

L’irlandese era in vantaggio quando mancavano meno di 300 metri al traguardo, fino a che Viviani, dopo essere entrato in scia, non l’ha sopravanzato da destra, vanificando il tentativo di Bennett di stringerlo alle transenne e conquistando la seconda vittoria consecutiva in questo Giro.

La tappa era iniziata con una fuga di tre corridori, gli italiani Enrico Barbin e Marco Frapporti ed il canadese Guillaume Boivin.  Il gruppo lascia fare e i tre fuggitivi accumulano presto fino a sei minuti e mezzo di margine, poi negli ultimi venti chilometri sono le squadre dei velocisti a prendere in mano la corsa e la fuga si conclude, forse anche complice il caldo estenuante del deserto con temperature intorno ai 32°, a 7 km dal traguardo.

Tra i primi dieci classificati figurano anche gli azzurri Mareczko e Belletti, rispettivamente quarto e settimo. Per quanto riguarda la classifica generale, rimane tutto pressoché invariato: la BMC scorta adeguatamente l’australiano Rohan Dennis, che conserva la maglia rosa con un secondo di vantaggio sull’olandese Dumoulin.

Domani, nel primo giorno di riposo della corsa rosa, la carovana rientrerà in Italia. Si riprenderà martedì con la quarta tappa, in Sicilia, da Catania a Caltagirone per un totale di 198 km ricchi di insidie, compreso un chilometro finale con una pendenza media dell’8.5% e punte del 13%.

Tel Aviv, città dove ci si diverte, laddove a Gerusalemme si prega ed Haifa si lavora, dopo la seconda tappa del Giro d’Italia 2018, partita da Haifa e giunta proprio nella capitale israeliana, potrebbe essere ricordata anche come la città in cui si pedala e l’Italia vince.

Infatti, ad alzare le braccia al cielo sul traguardo posto sulla Kaufmann street è stato Elia Viviani, veronese della Quick-Step Floora, velocista doc, già campione olimpico a Rio 2016 nella pista, specialità Omnium. Il nostro connazionale ha preceduto in volata, al termine di una rimonta sensazionale, Jakub Mareczko, italiano nato in Polonia, che corre per la Wilier Triestina, dedicando la vittoria alla fidanzata Elena Cecchini, tre volte campionessa italiana. L’ultima vittoria di Viviani al Giro risaliva alla seconda tappa dell’edizione del 2015, la Albenga-Genova.

Nel complesso è stata una giornata decisamente positiva per il ciclismo nostrano, considerando anche i piazzamenti di Bonifazio, Modolo e Belletti, rispettivamente quarto, quinto e ottavo.

Per quanto riguarda la classifica generale, l’australiano Rohan Dennis, della BMC, ha strappato la maglia rosa all’olandese Tom Dumoulin, del Team Sunweb, grazie ai 3″ di abbuono conquistati in seguito alla vittoria sul traguardo volante di Caesarea, dopo poco più di 105 chilometri di corsa.

Mentre ha ancora poco senso parlare di classifica generale, Israele si appresta ad ospitare la sua terza ed ultima tappa del Giro dedicato a Gino Bartali, che partirà da Bèer Sheva e si concluderà ad Eliat, località turistica sul Mar Rosso, attraverso il deserto di Aravà, nella regione del Negev. 229 chilometri attraverso un percorso durissimo, per il quale i medici hanno già indicato ai ciclisti la corretta alimentazione da seguire. Ma questa è una storia che deve ancora essere scritta, oggi è il tempo di godere appieno di un netto successo del ciclismo italiano.

Alla fine, l’edizione numero 101 del Giro d’Italia, dedicata a Gino Bartali, ha avuto inizio, in maniera certamente inedita: per la prima volta infatti una grande competizione ciclistica europea parte da una località posta al di fuori del Vecchio Continente, in una città, Gerusalemme, che Israele reclama tutta per sé.

Nei mesi scorsi non sono mancate di certo le polemiche: dapprima il governo israeliano aveva minacciato di boicottare l’evento sportivo dopo che alla presentazione ufficiale del Giro a Milano era stato fatto riferimento a “Gerusalemme ovest”, mentre dopo la rimozione della suddetta dicitura, numerose Ong hanno espresso tutto il loro disappunto in solidarietà con la causa palestinese. Come se non bastasse Tom Dumoulin, vincitore del Giro 2017, aveva attaccato alla vigilia della partenza Chris Froome, vincitore di quattro Tour de France e risultato positivo ad un controllo antidoping effettuato durante l’ultima Vuelta, affermando che la presenza del britannico non fosse un bene per il ciclismo.

Ad una location inedita non è corrisposto un esito altrettanto sorprendente della prima tappa, tutt’altro: su 176 corridori proprio Tom Dumoulin, l’olandese campione in carica della Sunweb,  si è infatti aggiudicato la prima tappa a cronometro individuale di 9,7 km con il tempo di 12’02”, due secondi in meno dell’australiano Rohan Dennis e del belga Victor Campenaerts, classificati a pari tempo.

Dumoulin, che ha gareggiato con la maglia di campione del mondo, ha dominato dal primo all’ultimo metro registrando anche il miglior intertempo a metà circuito. Deludenti invece le prove di Froome, staccato a 37″ ma con l’attenuante della caduta durante la ricognizione mattutina e di Fabio Aru, il meno brillante tra i grandi favoriti, finito a 49″ dal vincitore.

Sorprendente invece la prova del lucano Domenico Pozzovivo, giunto decimo a 27” dal vincitore, che ha disputato la miglior crono della carriera risultando di gran lunga il miglior uomo di classifica dopo Dumoulin.

In attesa della seconda tappa che si svolgerà il 5 maggio da Haifa a Tel Aviv, un grande risultato è già stato raggiunto, almeno per il momento: le polemiche sono state accantonate e finalmente si parla e scrive solo di ciclismo, quello vero.

Il 9 maggio è una data speciale in Russia: è il Giorno della Vittoria (День Победы), la festa nazionale durante la quale si commemora la vittoria nella seconda guerra mondiale. E sempre il 9 maggio, a Volgograd, la vecchia Stalingrado, teatro della battaglia più sanguinosa di tutti i tempi, si disputerà la finale di Coppa di Russia.

Una finale inedita, che sta suscitando curiosità ma anche perplessità in tutti i tifosi russi: a contendersi l’ambito trofeo ci saranno infatti il Tosno, compagine della regione di San Pietroburgo, fondata appena 5 anni fa, alla prima stagione in assoluto nella Russian Premier League ed attualmente penultima in classifica, e l’Avangard Kursk, squadra della seconda divisione, proveniente dalla terza, che non ha mai militato nel massimo torneo nazionale.

Non si può certo dire che le due squadre non abbiano meritato l’accesso in finale: l’Avangard Kursk è addirittura partito dal quarto turno, battendo anche il CSKA di Mosca nei sedicesimi, mentre il Tosno ha superato in semifinale ai rigori lo Spartak Mosca (le due squadre moscovite sono rispettivamente seconda e terza nella Russian Premier League).

Tuttavia dall’orientamento della gran parte dei media sportivi russi e di tanti tifosi nei confronti di questa favola sportiva, a prevalere, più che la soddisfazione, è lo scetticismo, soprattutto in riferimento alla qualificazione alla fase a gironi di Europa League, alla quale accede la vincitrice della coppa nazionale.

Il blog www.soccer.ru scrive ad esempio:

Perché essere ipocriti? Tosno e Avanguard non sono pronti per l’Europa League e non saranno in grado di prepararsi. Mentre i loro tifosi festeggiano, si è già consumato un fallimento strategico per il calcio russo.

In caso di vittoria dell’Avangard, l’accesso all’Europa League sarebbe comunque subordinato alla concessione di licenze ed autorizzazioni, delle quali il piccolo club di Kursk attualmente non dispone. Ma la burocrazia e le pratiche legali possono aspettare, almeno per il momento: c’è prima una coppa da conquistare ed un sogno da vivere fino all’ultimo respiro. Comunque vada sarà un successo.

A meno di due mesi dall’avvio del più grande evento sportivo dell’anno, per i tifosi di tutto il mondo c’è un’ulteriore opportunità per ottenere i biglietti per la FIFA World Cup ™ 2018 in Russia: il 18 aprile alle 12:00 ora di Mosca, è infatti partita la fase last-minute della vendita dei tagliandi con i quali entrare allo stadio, acquistabili sul sito FIFA.com/tickets fino alla fine del torneo.

Finora c’è di che essere soddisfatti: dal settembre 2017 sono stati già venduti 1.698.049 biglietti ai tifosi di tutto il mondo, la maggior parte dei quali ai russi, seguiti dai fan degli Stati Uniti, del Brasile, della Colombia e della Germania. Dato l’alto numero di richieste di biglietti da tutto il mondo, la Fifa consiglia ai tifosi di non ritardare nell’effettuare l’ordine; un sistema a semaforo sul sito FIFA.com/tickets darà ai fan indicazioni sulla disponibilità dei tagliandi.

Sempre dal 18 aprile sono aperti, in tutte le città ospitanti la Coppa del Mondo, i FIFA Venue Ticketing Centres. Inizialmente, presso i FVTC i tifosi potranno esclusivamente ritirare i biglietti precedentemente acquistati online sul sito della Fifa, mentre a partire dal 1 maggio, i fan potranno anche acquistare i biglietti al banco presso gli FVTC, a seconda della disponibilità.

Su richiesta delle autorità russe, tutti i tifosi che assisteranno alle partite dei mondiali devono richiedere un ID FAN, una sorta di documento di identità ufficiale rilasciato. I tifosi sono tenuti a richiedere questo documento gratuito il prima possibile, dopo aver ricevuto l’e-mail di conferma dell’acquisto del biglietto.

Per poter entrare allo stadio sono richiesti l’ID FAN e un biglietto valido. Avere un ID FAN offre ulteriori vantaggi e servizi forniti dal paese ospitante, come l’ingresso senza visto nel territorio della Federazione Russa, diversi viaggi gratuiti nelle città ospitanti e l’uso gratuito dei mezzi di trasporto pubblici durante i giorni delle partite.