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Calcio Islanda

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🔶 Mondiali.it supporta l’Islanda a Russia 2018: scopri le storie e gli eventi live

Siete orfani degli Azzurri e non sapete chi tifare ai Mondiali? Ecco a voi una soluzione simpatica e poco impegnativa: l’Islanda!

1) COMUNQUE VADA SARÀ UN SUCCESSO

Secondo un sondaggio pubblicato pochi giorni fa da un quotidiano islandese, solo il 24% degli intervistati pensa che la propria nazionale passerà il primo turno. Il restante 76% prevede che al termine del girone di ferro (Argentina, Croazia e Nigeria le altre componenti) Aron Gunnarsson e compagni faranno ritorno in patria… e saranno comunque accolti da eroi. Per un paese così piccolo che solo otto anni fa era al 112° posto nel ranking FIFA, già esserci è un enorme successo!

2) LA NAZIONE PIÙ PICCOLA AD AVER MAI PARTECIPATO AI MONDIALI

Con i suoi 334.000 abitanti, l’Islanda è la nazione più piccola ad aver partecipato ad un mondiale. E’ come se in Russia andasse la Provincia di Livorno. Il confronto con abitanti e numeri del calcio italiano sono impietosi.

L’Islanda vince questa classifica per distacco. Il record precedente spetta a Trinidad e Tobago, stabilito nel 2006, con i suoi 1.3 milioni di abitanti. Seguono l’Irlanda del Nord nel 1958 (quella che fece fuori l’Italia) con 1.4 milioni di abitanti del 1958, il Kuwait del 1982 con 1.5 milioni di abitanti, la Slovenia del 2002 con 2 milioni di abitanti e la Giamaica del 1998 con 2.6 milioni di abitanti.

3) SE SI INCAZZANO SONO DOLORI

Nel 2010 tutta Europa ha scoperto la furia dell’ “Isola di Ghiaccio e di Fuoco” per la devastante eruzione del vulcano Eyjafjöll.

Dopo un’infinita serie di scosse, il 22 marzo arriva la prima eruzione: nel terreno si apre una fessura lunga 500m da cui il magma viene lanciato fino a 150m di altezza e il fumo arriva a 4km. Il 14 aprile inizia l’eruzione che ferma il traffico aereo continentale, stimata venti volte più potente della precedente. Iniziata sotto il ghiacciaio che ricopre le pendici del vulcano, ha scatenato un jökulhlaup: termine geologico preso in prestito dall’islandese per definire un’inondazione catastrofica innescata da eruzioni subglaciali.

Il traffico aereo europeo resta chiuso dal 15 al 23 aprile. Ne sanno qualcosa i giocatori del Barcellona che, per sfidare l’Inter nella semifinale di Champions League, devono raggiungere Milano dopo 14 ore di pullman. Il 23 agosto 2014 una nuova eruzione fa temere il peggio quando a “scaldarsi” è il Bárðarbunga, un sistema di vulcani sotto il più grande ghiacciaio d’Europa, il Vatnajökull. L’allarme rientrò dopo un giorno.

4) SANNO ANCHE FESTEGGIARE

A fine marzo 2017 si è verificato sull’isola un anomalo boom di nascite. Il mistero è stato rapidamente scoperto quando ginecologi e ostetriche hanno girato indietro le pagine del calendario di nove mesi: il 26 giugno l’Islanda aveva ottenuto la storica vittoria per 2-1 contro l’Inghilterra agli ottavi di Euro 2016. In campo avevamo visto elmi vichinghi, barbe colorate e Víkingaklappið… e dopo? Ora lo sappiamo!

5) VESTE ITALIANO

Il Diavolo veste Prada e la nazionale islandese veste Erreà, azienda di Parma specializzata nell’abbigliamento sportivo. La collaborazione è iniziata nel 2002 quando la nazionale era sconosciuta al mainstream. Incoronata da L’Equipe come la maglia più bella del torneo, al termine degli scorsi europei non si trovava più neppure nell’angolo più sperduto dell’ultimo magazzino.

Erreà ha cercato di fare ancora meglio per i mondiali. Ha mischiato rosso (fuoco), blu (acqua) e bianco (ghiaccio) in maniera vagamente psichedelica ed enfatizzato il forte senso di comunità con la scritta “Fyrir Ísland” (“Per l’Islanda”) all’interno del collo e la bandiera crociata sul retro.

6) UN CALCIO ANCORA UMANO

Sia chiaro, tutti i calciatori della nazionale islandese sono professionisti. Il contesto dove sono cresciuti però è ben diverso. Nel campionato islandese di professionisti ce ne sono pochi e quasi tutti arrivano al campetto dell’allenamento di ritorno dall’ufficio, dal magazzino del pesce o dal cantiere. In Inkassodeild, la seconda serie, e soprattutto in 2.deild, la terza serie, molte squadre rappresentano piccoli villaggi e i giocatori rappresentano più di una squadra di calcio. Altro che diritti TV!

7) SAUDADE D’ISLANDA

Quante volte sentiamo dire che nel calcio le bandiere sono sempre meno? Nonostante il calcio islandese abbia budget risicati, in quest’ultima stagione stanno tornando in Pepsideild, la massima serie del calcio islandese, molti giocatori del giro della nazionale per chiudere la carriera nei club dove sono cresciuti. Fra i 23 convocatidal CT Heimir Hallgrímsson brilla Birkir Már Sævarsson, terzino titolare agli scorsi europei, tornato a giocare nel Valur dopo averlo salutato nel 2008. Dopo i Mondiali, torneranno alla casa madre anche Kári Arnason, sponda Vikingur Reykjavik (da cui manca dal 2004), e Ólafur Ingi Skúlason, sponda Fylkir (lasciato nel 2003). Nostalgia di casa… spesso provata anche da chi ha avuto la fortuna di visitare l’isola.

8) ANCHE LA GAZZETTA DELLO SPORT LA SOSTIENE

La “rosa” più amata dagli italiani ha benedetto il tifo per la nazionale scandinava. Non è stata una scelta casuale, ma il risultato di un sondaggio in cui l’Islanda ha vinto per distacco su nazionali ben più titolate come il Brasile di Neymar, l’Argentina di Messi, il Portogallo di Cristiano Ronaldo.

Dal 27 maggio, fino all’esordio con l’Argentina, gira per Reykjavik l’inviato Filippo Conticello. Nell’ordine ha intervistato il Presidente della Repubblica Guðni Thorlacius Jóhannesson (che era in vacanza a Rimini quando l’Italia vinse il Mundial del 1982), l’allenatore-dentista Heimir Hallgrímsson, il centrocampista dell’Udinese Emil Hallfreðsson, i mitici ultras islandesi Stuðningssveitin Tólfan… più tanti altri servizi e video interessanti, sempre all’urlo di #ForzaIslanda!

9) …E PURE I CUGINI FAROESI

Freezeland.it segue con pari interesse ciò che rotola in Groenlandia e Fær Øer, arcipelago a metà strada fra la Scozia e l’Islanda. Delle Fær Øer vi abbiamo raccontato la storia fin dalle origini e ne seguiamo costantemente il campionato. Così come durante Euro 2016, anche per i Mondiali verrà allestito un maxischermo nel centro della capitale Torshavn per tifare Islanda. Per i faroesi non c’è nessun campanilismo nei confronti dei cugini islandesi, al contrario di Danimarca (da cui le Fær Øer dipendono) e Inghilterra.

Anche i faroesi urleranno “Áfram Ísland!“… in attesa di battere il record di nazione più piccola a partecipare ad un mondiale!

10) APERITIVO CON BRENNIVÍN E SQUALO PUTREFATTO

Siccome comunque vada sarà un successo, tanto vale portarsi avanti con i festeggiamenti. Per essere al passo con lo stile islandese, bisogna procurarsi una bottiglia di Brennivín. E’ un distillato di cereali e patate aromatizzato al cumino. Viaggia sui 40° e la sua traduzione significa “vino bruciato“, anche se in gergo viene chiamato “morte nera“. Il suo abbinamento naturale è con l’hákarl, il famoso squalo putrefatto: la carne viene fatta fermentare qualche mese sotto la sabbia e poi appesa ad essiccare. Il Brennivín serve a mascherarne il sapore… cin cin!

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Ari Freyr Skúlason è nato a Reykjavik il 14 maggio 1987 ed è uno dei veterani della nazionale islandese, essendo nel gruppo dal 2009. Dopo aver fatto la trafila nelle giovanili del Valur e dopo una breve, quanto infruttuosa parentesi all’Heerenveen, Skulason esordisce nel calcio professionistico  in Svezia, nell’Hacken. Dopo due stagioni non brillantissime (condite da una retrocessione in seconda divisione), passa al GIF Sundsvall dove si afferma (149 presenze e 29 gol in 5 stagioni). Nel 2013 si trasferisce in Danimarca, all’Odense, nella massima serie locale, dove colleziona 74 presenze e 6 gol. L’ultimo trasferimento risale all’estate del 2016, quando il terzino si sposta nella Jupiter Pro League belga, più precisamente al Lokeren, dove gioca attualmente. In nazionale ha esordito in un’amichevole contro l’Iran il 10 novembre 2009 ed al momento vanta 54 ma ancora nessun gol all’attivo.

LA CARRIERA DI ARI FREYR SKÚLASON NEI CLUB
2006: Valur, 11 (1)
2006–2007: BK Häcken, 28 (2)
2008–2013: GIF Sundsvall, 149 (29)
2013–2016: Odense, 74 (6)
2016–: Lokeren, 49 (6)

LA CARRIERA DI ARI FREYR SKÚLASON IN NAZIONALE
Presenze: 54
Debutto: 10 novembre 2009, all’Azadi Stadium di Teheran, in amichevole contro l’Iran. Risultato finale 1-0

Gol: 0

CURIOSITÀ
Come si può notare dalle statistiche sopra riportate, il bottino di gol di Ari Freyr è andato diminuendo nel corso delle stagioni, in particolare dopo il trasferimento all’Odense nel 2013. Infatti, il giocatore chiese esplicitamente al nuovo club di essere impiegato come terzino sinistro, per poter rafforzare il suo ruolo nella nazionale allenata da Lars Lagerback che, in quel momento, non aveva molte alternative valide in quel ruolo. Nella prima parte di carriera l’ex giocatore del Valur, infatti, ricopriva principalmente il ruolo di ala sinistra e centrocampista centrale. Il ct svedese chiese quindi a Skulason se se la sentisse di arretrare sulla linea difensiva e il giocatore rispose affermativamente.

Nelle ultime qualificazioni ai campionati del mondo, Skulason è stato un po’ messo da parte dal ct Hallgrimsson che gli ha preferito Hörður Björgvin Magnússon; ciononostante l’esperienza del giocatore del Lokeren sarà fondamentale nella prossima campagna di Russia.

Nei giorni della fantastica cavalcata in Francia, in un comune della provincia bolognese, Pieve di Cento, nasceva la Skulason-mania. Nel dialetto locale, infatti, il patronimico del terzino ha una fortissima assonanza con un termine che indica sorpresa. Nel giro di pochi giorni, i residenti hanno acquistato ben 3000 magliette del giocatore, creando inoltre un gruppo Facebook nel quale chiedevano la cittadinanza onoraria per il giocatore. Il 3 settembre del 2016 nella piazza della città, oltre 1000 persone hanno organizzato un flash mob al suono della famosissima geyser sound. Alla fine il sogno si coronato quando l’Islanda, ospite dello sponsor tecnico Errea, si è allenata per qualche giorno a Parma, così che Skulason ha potuto incontrare i suoi più accaniti tifosi italiani.

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Emil Hallfredsson, professione centrocampista, è nato ad Hafnarfjörður il 29 giugno 1984. La sua carriera di calciatore ha visto muovere i suoi primi passi nell’FH, squadra locale, con cui ha debuttato diciottenne. Da lì, la consueta esperienza all’estero, un must per i giocatori islandesi. A rilevarlo fu il Tottenham, nel 2005, anche se gli inglesi non riuscirono a farlo debuttare in prima squadra. Il nome del centrocampista è però sicuramente legato alla sua lunga militanza italiana, dal 2007 in poi: Reggina, Hellas Verona e Udinese le sue squadre nel Belpaese, mai più abbandonato se si eccettua una breve parentesi nel Barnsley. Ha totalizzato 64 presenze con la maglia della Nazionale, con una rete all’attivo.

Giocatore di una certa duttilità, è in grado di ricoprire i ruoli di regista, mezzala sinistra ed esterno sinistro di centrocampo. In Italia lo abbiamo visto più che altro agire in una mediana a tre, ma in Nazionale veniva impiegato in passato prevalentemente da esterno. Con il passare degli anni ha definitivamente occupato la posizione di centrocampista centrale, unendo dinamismo e una discreta tecnica di base. E’ anche in possesso di un gran tiro dalla distanza: la Juventus ne sa qualcosa.

LA CARRIERA DI EMIL HALLFREDSSON NEI CLUB

2002-2004: FH, 29 (7)
2005-2007: Tottenham, 0 (0)
2006: Malmö FF (prestito), 19 (5)
2007: Lyn Oslo, 1 (0)
2007-2011: Reggina, 34 (1)
2009-2010: Barnsley (prestito), 27 (3)
2010-2011: Hellas Verona (prestito), 34 (4)
2011-2016: Hellas Verona, 150 (12)
2016-: Udinese, 58 (0)

LA CARRIERA DI EMIL HALLFREDSSON IN NAZIONALE

Presenze: 64
Reti: 1

Esordio: il 30 marzo 2005 in amichevole contro l’Italia allenata da Marcello Lippi, a Padova. Finì 0-0.

L’unica rete segnata dal centrocampista con la Nazionale risale a oltre dieci anni fa: Hallfredsson segnò il gol del vantaggio di testa (su assist di Joey Gudjonsson) nell’1-1 casalingo contro la Spagna (pareggio iberico di Iniesta nel finale). Il match era valido per le qualificazioni agli Europei 2008, e la Spagna andò in grande difficoltà in quanto in inferiorità numerica dal 20′ del primo tempo, per l’espulsione di Xabi Alonso.

CURIOSITÀ

Al termine della stagione 2010/2011, è stato insignito del premio “Mastino del Bentegodi” con la maglia dell’Hellas Verona, squadra con cui ha trascorso gli anni migliori della sua carriera. Forse non tutti sanno che ha un fratello minore, Hákon Atli Hallfreðsson, classe ’90, la cui carriera si è sviluppata principalmente con la maglia dell’FH senza lasciare particolari tracce di sé. L’Italia è sicuramente nel destino di Emil, come abbiamo detto: uno dei pochi islandesi a essersi adattato alla perfezione nel calcio italiano, contro gli azzurri ha anche collezionato la prima presenza in Nazionale.

Come molti suoi compagni, per Hallfredsson si tratta della seconda competizione internazionale con la maglia della Nazionale islandese: anche lui infatti era presente nella spedizione a Euro2016 in Francia.

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Albert Gudmundsson è nato il 15 giugno del 1997. In virtù della sua età, ha alle spalle una breve carriera che però promette decisamente bene. In patria è considerato come il talento emergente per eccellenza, e qualcuno già afferma che sarà lui l’erede di Gylfi Sigurdsson. Discorsi per ora ancora prematuri, visto che il giovane Gudmundsson ha giocato soprattutto con la squadra riserve del PSV. L’ultima stagione nella seconda divisione olandese, però, ha mostrato come Albert abbia i numeri dalla sua parte: 15 presenze, 9 gol e 8 assist, e anche 9 gettoni in prima squadra (con 3 assist a referto: niente male considerando i soli 174′ giocati). La sua convocazione ha un po’ sorpreso per certi versi, ma in virtù della sua stagione è assolutamente meritata.

E’ alla sua prima convocazione in una grande competizione internazionale: a Euro 2016 non c’era, in quanto troppo giovane. Come detto, è uno degli astri nascenti del calcio islandese: parliamo di un centrocampista offensivo in grado di giocare un po’ in tutti i ruoli dalla trequarti in su. Esattamente come un certo Gylfi Sigurdsson… ma basta paragoni, non è ancora il caso di caricarlo di troppe responsabilità. Di sicuro, però, potrà sorprenderci in positivo se riuscirà a ritagliarsi uno spazio nella competizione iridata.

LA CARRIERA DI ALBERT GUDMUNDSSON NEI CLUB

-2013: KR, (giovanili)
2013-2015: Heerenveen, (giovanili)
2015-: PSV, 9 (0)
2015-: Jong PSV, 63 (28)

LA CARRIERA DI ALBERT GUDMUNDSSON IN NAZIONALE

Presenze: 5
Gol: 3

Ha debuttato nell’amichevole Cina-Islanda (0-2) del 10/01/2017.

Ha realizzato tutti e tre i suoi gol in Nazionale in occasione della vittoria per 4-1 sull’Indonesia (gli asiatici giocavano con una squadra formata da giovani, ndr).

CURIOSITÀ

Sicuramente, le curiosità relative ad Albert Gudmundsson riguardano le sue illustri parentele. Albert viene infatti da una grande famiglia di calciatori. Suo padre è l’ex attaccante Guðmundur Benediktsson (10 presenze e 2 gol in Nazionale), meglio noto come Gummi Ben, quello che per gli italiani è semplicemente il telecronista pazzo. Guardare per credere. Anche sua madre Kristbjörg Helga Ingadóttir è stata calciatrice (4 presenze con la Nazionale femminile nel 1996), mentre il nonno materno Ingi Björn Albertsson (15 presenze in Nazionale) è stato recordman di reti segnate nel massimo campionato islandese.

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Rúrik Gislason è nato a Reykjavik il 25 febbraio 1988. Cresciuto calcisticamente nell’HK della vicina Kópavogur, a 20 anni ha iniziato la sua carriera internazionale che l’ha portato a calcare i campi di Belgio, Inghilterra, Danimarca e, in ultimo, Germania. Ala vecchio stampo, è dotato di una tecnica non eccelsa sopperita da polmoni e grande potenza fisica. Con queste doti non poteva far altro che ritagliarsi uno spazio sulla fascia, dove copre sia la fase offensiva che quella difensiva. Ha buone statistiche anche per le reti segnate. Quando centra la porta sono dolori (per il portiere avversario): ne sa qualcosa l’estremo difensore del Sønderjyske.

Ha saltato Euro 2016 per i postumi di un intervento al tendine d’Achille. Le sue doti sono congeniali a scompigliare le carte a partita in corso e per questo Heimir Hallgrímsson l’ha richiamato per i Mondiali. Durante la sua gestione, è il giocatore ad essere subentrato più volte.

LA CARRIERA DI RURIK GISLASON NEI CLUB

2004-2005: RSC Anderlecht 0 (0)
2005: HK 12 (1)
2005–2007: Charlton Athletic 0 (0)
2007–2009: Viborg 46 (16)
2009–2012: OB 87 (10)
2012–2015: Copenhagen 68 (5)
2015–2018: 1. FC Nürnberg 30 (0)
2018– :SV Sandhausen 12 (3)

LA CARRIERA DI RURIK GISLASON IN NAZIONALE

Presenze: 47
Goal: 3

Esordio: il 22 marzo 2009 a Kopavogur contro le Faer Oer che vinsero 2-1

CURIOSITÀ

La curiosità che più balza all’occhio è la candidatura di Gislason alle elezioni politiche del 2016. E’ sceso in campo con il Sjálfstæðisflokksins, (Partito dell’Indipendenza), partito di centrodestra liberal-conservatore fra i più importanti del panorama politico islandese. Molto radicato fra le lobby della pesca e quelle finanziarie, è riuscito a sopravvivere allo scandalo dei Panama Papers nonostante fosse costato le dimissioni all’allora premier (e segretario di partito) Bjarni Benediktsson. Gislason era candidato nel collegio di Reykjavik Sud in quattordicesima posizione. La sua era una posizione di rincalzo infatti il sistema elettorale islandese, proporzionale puro, rendeva di fatto impossibile la sua elezione.

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Olafur Ingi Skulason nasce a Reykjavik il 1° aprile 1983. Cresce calcisticamente nel Fylkir, in cui debutta giovanissimo nel massimo campionato islandese, tanto da farsi notare addirittura dall’Arsenal. Nella squadra allenata da Arsène Wenger, tuttavia, non riesce a trovare spazio. Dopo un prestito ancora al Fylkir, nel 2005 recide il cordone che lo lega ai Gunners, giocando prima nel Brentford e poi iniziando una peregrinazione in giro per l’Europa. Nelle ultime tre stagioni ha giocato in Turchia, dividendosi tra Gençlerbirliği e Karabükspor, ma finito il Mondiale tornerà al Fylkir, dove tutto è iniziato. Una scelta dunque simile a quella di altri due veterani della Nazionale: anche Kari Arnason e Birkir Sævarsson hanno infatti deciso di fare rientro a casa. Decisione un po’ in controtendenza, ma che segnala anche una volontà da parte dei calciatori islandesi di far crescere la qualità del campionato locale.

Per quanto riguarda le sue caratteristiche tecniche, Skulason è principalmente un mediano, in grado di coniugare quantità e una discreta qualità. La sua chiamata da parte del ct Hallgrimsson ha un po’ sorpreso, data la concorrenza nel ruolo e visto che il giocatore non era presente a Euro 2016. Evidentemente, il tecnico ha cercato di aggiungere esperienza al reparto nevralgico.

LA CARRIERA DI OLAFUR INGI SKULASON NEI CLUB

2000-2001: Fylkir, 20 (0)
2001-2005: Arsenal, 0 (0)
2003: Fylkir (prestito), 14 (1)
2005-2007: Brentford, 16 (1)
2007-2009: Helsingborgs, 37 (0)
2010-2011: SønderjyskE, 41 (3)
2011-2015: Zulte Waregem, 99 (6)
2015-2016: Gençlerbirliği, 25 (0)
2016-2018: Karabükspor, 41 (3)
2018-: Fylkir, 0 (0)

LA CARRIERA DI OLAFUR INGI SKULASON IN NAZIONALE

Presenze: 36
Reti: 1

Esordio: 20 novembre 2003 in amichevole contro il Messico (0-0).

La sua unica rete in Nazionale l’ha segnata in amichevole contro la Georgia, gara poi vinta dall’Islanda per 3-1. In quell’occasione fu sostituito nel finale dall’islandese-giapponese Björgólfur Hideaki Takefusa.

CURIOSITÀ

Agli albori della sua carriera, Skulason (che non vanta gradi di parentela con l’esterno sinistro Ari Freyr Skulason) era considerato un centrocampista molto promettente. In effetti l’Arsenal di Arsène Wenger lo rilevò dal Fylkir, ma il giocatore non trovò mai spazio. Quando venne ceduto nuovamente in prestito al Fylkir, nel 2003, fu votato come miglior giovane del campionato islandese in quell’annata. Tra il 2002 e il 2005 è stato uno dei punti fermi della Under 21 islandese, di cui ha vestito anche la fascia di capitano. In quella Under curiosamente giocava anche Emil Hallfredsson, che ritrova da compagno di squadra in questa edizione dei Mondiali.

Skulason, peraltro, è il secondo giocatore più vecchio della spedizione islandese. Il più esperto in assoluto dei 23 convocati è Kari Arnason, di un anno più anziano.

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Samuel Kari Fridjonsson è nato il 22 febbraio 1996 nel Reykjanesbaer. E’ la municipalità di Keflavik, la squadra con la quale ha esordito a soli 17 anni. Due presenze con la prima squadra e il ruolo da titolare nell’U17 islandese gli sono valsi l’ingaggio da parte del Reading. I tre anni passati nelle giovanili della squadra inglese non gli sono bastati per guadagnarsi la riconferma ed è così approdato ai norvegesi del Vålerenga.

Nato come difensore e dotato di una buona visione di gioco, da alcune stagioni gioca da mediano. Il precoce trasferimento in Inghilterra e le numerose presenze in tutte le under islandesi (11 con l’U17, 20 con l’U19, 8 con l’U21) hanno creato molte aspettative su di lui. Finora non ha spiccato il volo, ma la partecipazione ai mondiali di Russia può essere il trampolino per la sua carriera. La giovane età e una valutazione risicata l’ha già fatto finire su qualche taccuino. Secondo convocato più giovane dopo Albert Guðmundsson, la sua è un’altra delle sorprese messe da coach Hallgrímsson nella lista per Russia 2018.

LA CARRIERA DI SAMUEL KARI FRIDJONSSON NEI CLUB

2012–2013: Keflavík 2 (0)
2013–2016: Reading 0 (0)
2016–: Vålerenga 27 (3)

LA CARRIERA DI SAMUEL KARI FRIDJONSSON IN NAZIONALE

Presenze: 3
Esordio: il 14 gennaio 2018 al Gelora Bung Karno Stadium di Jakarta (Indonesia) in Indonesia – Islanda 1:4

CURIOSITÀ

Acquistato dal Reading nel corso della stagione 2013, ha atteso di terminare il campionato con il Keflavik prima del trasferimento. Al Reading è arrivato insieme al connazionale Tómas Ingi Urbancic (prelevato dalle giovanili del Vikingur Reykjavik) e furono accolti entrambi con grandi speranze. Nel 2005 avevo fatto lo stesso percorso un certo Gylfi Sigurðsson che, con i The Royals, ha trascorso quattro stagioni nelle giovanili e una fra i pro.

La mancata conferma di Samuel Kari alla scadenza del suo contratto è suonata come una bocciatura, ma di lui si dice un gran bene tanto che Heimir Hallgrímsson l’ha scelto per iniziare a costruire l’Islanda di domani.

Per la cronaca, a Tómas Ingi Urbancic è andata peggio. Anche lui bocciato dal Reading è tornato in patria, faticando anche lì a trovare spazio. Dal Vikingur è passato all’HK, prima di approdare al Thróttur Vogar a metà della scorsa stagione. Con gli arancioni ha conquistato la promozione in 2.deild ritagliandosi uno spazio da titolare.

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Björn Bergmann Sigurðarson è nato ad Akranes il 26 febbraio 1991. Dopo la sfortunata esperienza iniziale con il club della sua città natale, culminata con una retrocessione, si trasferisce in Norvegia, al Lillestrøm, dove viene colpito da una serie incredibile di infortuni. Ripresosi, riesce a passare agli inglesi del Wolverhampton, che però lo cedono in prestito a Molde e Copenaghen. Attualmente milita nel campionato russo con la maglia del Rostov. Convocato in nazionale per la prima volta nel 2011, non è stato più convocato nei successivi cinque anni, tanto che ad oggi conta appena 11 presenze. Inoltre, è tra i pochi giocatori del gruppo a non aver partecipato a Euro 2016.

La carriera di Björn Sigurdarson nei club

2007-2008: ÍA, 30 (6)
2009-2012: Lillestrøm, 70 (17)
2012-2016: Wolverhampton Wanderers, 69 (7)
2014: Molde [prestito], 15 (3)
2015: Copeenaghen [prestito], 14 (1)
2016-2017: Molde, 38 (20)
2018-oggi: Rostov

La carriera di Björn Sigurdarson in nazionale

Presenze: 11
Debutto: 6 settembre 2011 contro Cipro, a Reykjavík, in una gara di qualificazione a Euro 2012. Vittoria Islanda per 1-0. Non convocato per cinque anni. Partita successiva giocata il 6 ottobre 2016 (Islanda-Finlandia 3-2).

Gol:
1) 24 marzo 2017, Scutari (Stadiumi Loro Boriçi, campo neutro), contro il Kosovo, un gol. Vittoria Islanda per 2-1.

Curiosità

A essere onesti, la carriera di Björn Sigurdarson è piuttosto anonima, ma c’è comunque un dato della sua vita privata che merita attenzione. Infatti, Björn ha tre fratellastri: Bjarni Guðjónsson, Þórður Guðjónsson e Joey Guðjónsson, tutti e tre ex giocatori. Joey, in particolare, ha giocato anche lui nel Wolverhampton.

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Ragnar Sigurdsson è nato il 19 giugno 1986 a Reykjavik. I media gli riservano poche attenzioni, ma è una delle colonne portanti dell’Islanda dei miracoli. In Russia sarà uno dei giocatori con la militanza più lunga in nazionale, il settimo nella classifica di tutti i tempi. Ha vinto coppe e campionati in Danimarca e Svezia, prima di approdare nel campionato russo.
Difensore granitico dotato di una buona tecnica, avrebbe meritato una carriera in campionati di prima fascia. In nazionale ha segnato due goal pesantissimi che hanno segnato la storia del calcio islandese: suo il primo goal contro l’Inghilterra agli ottavi di Euro 2016, suo il terzo goal al 96′ nel 3-2 di Islanda – Finlandia, passaggio fondamentale per la qualificazione ai Mondiali.

LA CARRIERA DI RAGNAR SIGURDSSON NEI CLUB

2004-2006: Fylkir Reykjavík 38 (2)
2007-2011: IFK Göteborg 132 (11)
2011-2014: FC Copenhague 76 (4)
2014-2016: FK Krasnodar 114 (6)
2016: Fulham 18 (1)
2017-2018 → (prestito) Rubin Kazan 18 (0)
2018- → (prestito) FK Rostov 9 (0)

LA CARRIERA DI RAGNAR SIGURDSSON IN NAZIONALE

Presenze: 76
Goal: 3

Debutto: 22 agosto 2007, a Reykjavik, nell’amichevole fra Islanda e Canada terminata 1-1

CURIOSITÀ

Gli ottavi agli Europei di Francia contro l’Inghilterra hanno rappresentato il momento più alto della sua carriera. Oltre il suo goal, la sua prestazione era stata monumentale anche in fase difensiva. Ancora oggi abbiamo negli occhi l’intervento prodigioso con cui ha sradicato il pallone dai piedi di Jamie Vardy lanciato a rete.

Molti meno ricordano il suo goal contro la Finlandia nel pazzo 3-2 delle qualificazioni mondiali. Era una delle prime partite sulla strada di Russia 2018. Al 90′ l’Islanda era sotto per 1-2 e una sconfitta casalinga, in un girone competitivo, contro una delle squadre meno accreditate, avrebbe minato qualsiasi sogno di gloria. Il pareggio di Alfred Finnbogason al 91′ e soprattutto il suo colpo gobbo (ancora oggi dobbiamo capire con cosa abbia colpito la palla) al 95′, sono stati la chiave di volta di questo miracolo sportivo. Per chi soffre e gioisce per l’Islanda anche quando non attira le attenzioni del mainstream, è una piccola perla da custodire gelosamente in memoria.

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Arnór Ingvi Traustason è nato a Keflavík il 30 aprile 1993. Dopo l’esordio nella squadra della sua città, si trasferisce al Sandnes Ulf in prestito, ma è con gli svedesi del Norrköping che si afferma definitivamente. Quella in Svezia resta ancora oggi la sua esperienza migliore e l’Allsvenskan sembra essere la sua dimensione ideale, viste le poche fortunate avventure in Austria e in Grecia. Dall’inizio del 2018 è tornato in Scandinavia, al Malmö, dove sta vivendo con la sua squadra un periodo molto difficile. Dal 2009 nel giro delle nazionali giovanili, il centrocampista che all’occorrenza può giocare da ala nella nazionale maggiore conta solo 18 presenze, condite però da gol pesantissimi.

La carriera di Arnór Traustason nei club

2010-2013: Keflavík, 52 (10)
2012: Sandnes Ulf [prestito], 10 (0)
2014-2016: Norrköping, 56 (12)
2016-2017: Rapid Vienna, 22 (3)
2017: AEK Atene [prestito], 3 (0)
2018-oggi: Malmö

La carriera di Arnór Traustason in nazionale

Presenze: 18
Debutto: 13 novembre 2015 contro la Polonia, a Varsavia, in amichevole. Vittoria Polonia per 4-2.

Gol:
1) 13 gennaio 2016, Abu Dhabi (Zayed Sports City Stadium), contro la Finlandia, un gol. Vittoria Islanda per 1-0.
2) 24 marzo 2016, Herning (MCH Arena), contro la Danimarca, un gol. Vittoria Danimarca per 2-1.
3) 29 marzo 2016, Il Pireo (Stadio Geōrgios Karaiskakīs), contro la Grecia, un gol. Vittoria Islanda per 3-2.
4) 22 giugno 2016, Saint-Denis (Stade de France), contro l’Austria, un gol. Vittoria Islanda per 2-1.
5) 15 novembre 2016, Ta’ Qali (Ta’ Qali Stadium Nazzjonali), contro Malta, un gol. Vittoria Islanda per 2-0.

Curiosità

Nonostante ad uno sguardo superficiale la carriera di Arnór Traustason possa sembrare non un granché, il numero 21 della nazionale del ct Hallgrímsson si è già tolto delle belle soddisfazioni. Nel 2013 è stato votato come giocatore più promettente del campionato islandese (maschile), mentre nel 2015 riuscì a trascinare il suo Norrköping verso un inaspettato e clamoroso primo posto in campionato. Tra l’altro, è proprio lì in Östergötland che Traustason ha vinto il suo unico trofeo.

Tuttavia, il suo nome è legato inevitabilmente al momento emotivamente più trascinante della spedizione islandese a Euro 2016. Qualcuno ricorda l’esultanza folle, fino a perdere letteralmente la voce, che portò il nome di Gummi Ben alla ribalta mondiale? Forse lo ricordiamo tutti. Un momento bellissimo, il 2-1 all’Austria all’ultimo minuto di gioco permise all’Islanda di continuare il suo percorso, che poi avrebbe avuto una nuova apoteosi con la clamorosa eliminazione dell’Inghilterra. Ecco, se oggi tutto il mondo conosce quel “pazzo” di Gummi Ben, il merito è di Traustason, a cui va un affettuoso ringraziamento da parte di tutti noi!

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