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Protagonista indiscussa dei Mondiali di nuoto paralimpico a Città del Messico resta l’Italia che arriva a quota 15 ori, un record che rende pieni di orgoglio i giovani ragazzi che hanno realizzato questa impresa.

Con grinta e determinazione hanno portato il proprio paese sul podio del medagliere, con ben 32 medaglie: 15 ori, 9 argenti, 8 bronzi.

Siamo ormai alla fine di questa competizione mondiale che ha già lasciato un gran numero di soddisfazioni in ogni categoria. Conosciamo più da vicino i protagonisti della quinta giornata di gare.

Alessia Scortechini, rivelazione di questo mondiale, ha vinto l’oro nella finale diretta dei 100 delfino S10, con un tempo di 1’10”39. Supera a sorpresa anche spagnola Hernandez Santos, che ha tentato di soffiarle il titolo ma senza risultato. Ecco la gioia dell’atleta nelle sue stesse parole:

Sono distrutta, non ce la facevo più, ed è stata molto dura a causa dell’altura ma sono campionessa del mondo

Il suo orgoglio è ancora più grande perché già vincitrice di altre due medaglie, oro nella finale dei 100 metri stile libero S10 e argento nei 50 stile libero S10.

Monica Boggioni registra un altro incredibile primo posto nella finale dei 50 stile libero S4 con il tempo di 38”79 che è anche il Record dei Campionati. Questi Mondiali per lei rappresentano un grande trionfo: ha già vinto 2 ori, 2 argenti, con un record europeo e due Record dei Campionati. E la sue performances potrebbero non essere finite qua, perché deve ancora disputare la finale dei 150 misti e la staffetta 4×50.

Una sensazionale Carlotta Gilli si conferma campionessa nella finale nei 200 misti, classe SM13. Con un tempo di 2’25”92 chiude la gara e porta a casa un altro oro, che si va ad aggiungere alle altre medaglie già conquistate in questo Mondiale di nuoto: 4 ori e 1 argento.

Ancora medaglie azzurre con Vincenzo Boni e Federico Morlacchi. Il primo nella finale dei 50 metri stile libero S3 ha conquistato la medaglia di bronzo con il crono di 46”71, oltre all’argento di qualche giorno fa. Ecco cosa dice dopo la vittoria:

Sono contentissimo della medaglia, ma ancora di più del tempo, ho eguagliato quello di Rio (46”67), ma ciò che più mi rende felice è aver ottenuto questo risultato in un anno così faticoso. Non riuscivo ad esprimermi come volevo, chiudevo sempre con tempi alti che non mi rispecchiavano, e di conseguenza ero giù di morale. Fare questo tempo oggi, dietro quei due che avevano una marcia in più mi rende fiero, soprattutto per il lavoro fatto con il mio allenatore Alessio SIGILLO, ci ha creduto più di me. C’è tanto lavoro dietro questa medaglia, ciò significa che abbiamo fatto bene

Federico Morlacchi nella finale dei 100 delfino S9 si è aggiudicato la seconda posizione, conquistando la medaglia d’argento. Anche lui era reduce da altre vittorie: ha vinto in totale 1 oro, 3 argenti e 2 bronzi, e ha ancora una finale da disputare nei 400 stile libero.

I Mondiali di nuoto paralimpico si chiudono domani e vedremo se i nostri atleti sapranno regalarci altri importanti riconoscimenti.

È un successo per l’Italia al Mondiale di Pesistica Olimpica 2017 che si è svolto ad Anaheim in California. Dopo il grande trionfo di Mirko Zanni, che ha conquistato la medaglia di bronzo appena due giorni fa, ecco arrivare un altro riconoscimento per un atleta italiano, Nino Pizzolato.

L’atleta porta a casa un doppio bronzo mondiale. Nella sua categoria, 85 kg, si è guadagnato il podio nello strappo e poi partendo da 155 e arrivando a 162 si è conquistato la medaglia.

I 162 kg li ha sollevati anche un altro partecipante, il polacco Zwarycz, ma purtroppo dopo l’azzurro, non riuscendo pertanto a salire sul podio.

Nella prova di slancio ha avuto maggiori difficoltà: diversi errori compiuti all’inizio hanno rischiato di compromettere la sua performances, ma Pizzolato è stato capace di rimanere concentrato e si è guadagnato il terzo posto nel totale con 359 kg.

Sul podio, insieme a Pizzolato, ci sono al primo posto il cileno Mendez Perez con 378 kg e al secondo posto il polacco Zwarycz con 359 kg.

Gioia e soddisfazioni si leggono nelle sue parole dopo il gran trionfo:

E’ stata una gara lunghissima e difficilissima, che si è risolta nel migliore dei modi. Nello slancio potevo fare di più ma va bene così. Ringrazio di cuore tutte le persone che mi sono state accanto e…Viva l’Italia!

L’orgoglio di Pizzolato è anche orgoglio nazionale, perché con questo successo ai Mondiali finalmente l’Italia torna sul podio come non succedeva dal 1985, dove sempre con un bronzo gli azzurri sorridevano ai Mondiali di Soederaelje, in Svezia.

Il Presidente Antonio Urso così commenta i risultati recenti dei suoi atleti:

Erano decenni che non riuscivamo a ottenere una medaglia mondiale, figuriamoci tre: era dal 2011 che non salivamo sul podio Mondiale, ma allora si trattò di Genny Pagliaro, che onorò il movimento femminile, mentre per gli uomini era dal lontano 1985. Questa è una risposta pulita al lavoro e alla dedizione quotidiana di tutte le persone che faticano assiduamente in palestra, dagli atleti, ai tecnici, a tutto lo staff 

Il mondo dello sci non si è ancora ripreso dallo shock per il tragico incidente che ha coinvolto il giovane Poisson durante un allenamento. A nulla sono serviti i soccorsi tempestivi: sembra che lo sciatore sia morto sul colpo.

Incredulità e angoscia accompagnano questa triste vicenda che ha avuto l’epilogo peggiore durante l’allenamento che il giovane stava facendo sulle nevi canadesi di Nakiska. In pista, oltre Poisson, c’erano anche altri atleti di nazionalità austriaca, italiana e svizzera.

David Poisson era uno sciatore di 35 anni che si è fatto conoscere al mondo per il suo bronzo ai Mondiali di Schladming nel 2013. Si trovava in Canada per allenarsi duramente in vista della gara di Coppa del Mondo di Lake Louise prevista per la fine del mese.

Secondo una prima dinamica dell’incidente, lo sciatore francese si trovava in prossimità dell’ultima curva quando probabilmente per l’alta velocità (si parla di 100 km/H!) ha perso il controllo ed è stato balzato oltre le reti di protezione finendo nel bosco adiacente. L’impatto gli è costato la vita e quando sono giunti gli uomini del soccorso non c’era più nulla da fare.

Al momento dell’incidente erano presenti alcuni sciatori, come Beat Feuz, Patrick Küng, Mauro Caviezel, Marc Gisin e Gilles Roulin, che attualmente sono seguiti da uno psicologo perché ancora sotto shock.

La Federazione francese di sci ha provveduto, attraverso un comunicato stampa, a mandare un messaggio di cordoglio alla famiglia dello sciatore:

Devastato da questa notizia, Michel Vion, presidente, e Fabien Saguez, direttore tecnico nazionale e tutto il personale sportivo e amministrativo della Federazione, si uniscono al dolore della sua famiglia in questi tempi particolarmente difficili

Ma anche la Federazione Italiana di sci ha voluto far sentire tutto la sua solidarietà e la sua vicinanza in questo tragico momento:

Il Presidente federale, Flavio Roda, tutto il Consiglio federale, gli atleti, i tecnici e lo staff della FISI si stringono alla famiglia in lutto e sono particolarmente vicini alla Federazione francese, in questa giornata così dolorosa

Poisson: una carriera in ascesa

David Poisson era un discesista francese con tanti sogni e aspettative, soprattutto per questa Coppa del Mondo di sci alpino 2018 per il quale si stava allenando con impegno.

Nella sua carriera aveva raggiunto il suo più grande traguardo ai Mondiali di Schladming nel 2013, conquistando il terzo posto. Ma la medaglia di bronzo non è stato il suo unico successo.

Dopo appena un anno nei Giochi di Sochi ha chiuso 16° in discesa libera e 17° in SuperG. Poi a Vail 2015 è stato 14º in discesa.

Infine, nel 2015 è salito sul podio al terzo posto nella discesa libera di Santa Caterina Valfurva, insieme ad altri suoi connazionali, Theaux e Reichelt, conquistandosi gli applausi di tutti per il suo primo podio di Coppa e l’ottima prestazione in pista.

Nessuno si aspettava che la sua carriera e soprattutto la sua vita finissero così bruscamente.

La redazione di Mondiali.it si unisce al cordoglio della famiglia di David Poisson e vuole ricordarlo così, con la sua espressione sempre sorridente.

Ancora una volta gli italiani si rendono protagonisti della finale di Coppa del Mondo di tiro a volo 2017 che si sta disputando in India a Nuova Delhi.

Dopo l’oro conquistato nello skeet mondiale da Riccardo Filippelli e l’argento della coppia Jessica Rossi e Giovanni Pellielo nel trap misto, nella giornata di ieri l’Italia si aggiudica anche un bronzo.

Nella finalissima di double trap l’azzurro Davide Gasparini conquista il terzo posto con un punteggio di 56/60.

Nonostante non fosse tra i favoriti è riuscito a farsi largo tra i suoi avversari e salire sul podio insieme al primo classificato, il cinese Binyuan Hu e al secondo, l’indonesiano Sangra Dahiya.

La gara è stata davvero combattuta tra tutti e tre i contendenti: altissima concentrazione e tiri molto precisi senza margine di errore. Insomma, sono stati i punteggi a decretare il vincitore con 60 piattelli, portando al collo del tiratore cinese la medaglia d’oro.

Ma Gasparini è soddisfatto: ha fatto un’ottima gara e ha conquistato un altro titolo importante per l’Italia. Ecco le sue parole di trionfo:

Ho sparato bene e sono soddisfatto. E’ stata una stagione impegnativa, sia dal punto di vista tecnico sia da quello mentale. Siamo stati condizionati dalla decisione della Issf di eliminare la nostra gara dal programma olimpico (a beneficio della gara di Trap a coppie miste n.d.r.) e non è stato semplice mantenere la concentrazione e andare avanti. Questo risultato lo dedico a me, al ct nostro ct Mirco Cenci e ai miei compagni

Grande sfortuna, invece, per l’altro connazionale in gara, Daniele di Spigno. Purtroppo la sua corsa verso la finale viene bruscamente interrotta alle qualificazioni, con l’eliminazione a causa di un punteggio piuttosto basso. Una grande delusione e un certo rammarico per non essere riuscito a giocarsi la finale per soli due punti. Si qualifica, infatti, solo all’ottavo posto e non è sufficiente per continuare la gara.

Gioisce comunque per il risultato conseguito da Gasparini, che porta un altro trofeo direttamente dall’India al nostro paese.

Nella giornata odierna si stanno disputando le finalissime di skeet mondiale femminile e tutta l’Italia fa il tifo per le azzurre Alessia Iezzi, grande favorita, e Jessica Rossi.

La coppa di tiro a volo 2017 si sta rivelando per l’Italia un grande palcoscenico per far vedere al mondo il talento dei tiratori azzurri, che stanno conquistando posizioni più o meno importanti, mantenendo una presenza fissa sul podio.

Ancora due giorni per continuare a sognare e magari portare a casa altri titoli iridati, con le ultime finalissime in gara fino a domani.

È stata una delle atlete migliori al Mondiale di Atletica a Londra. In un Mondiale poco positivo per l’Italia è stata una delle poche a brillare di luce propria e ha portato a casa una meritatissima medaglia di bronzo nella 20 chilometri di marcia.

Stiamo parlando della pugliese, Antonella Palmisano, marciatrice classe ’91 facente parte del gruppo sportivo delle Fiamme Gialle.

Dal carattere solare, Antonella ci ha raccontato in un’intervista esclusiva com’è andata la sua spedizione mondiale e cosa ha in mente per il futuro.

Nel settembre 2018 sposerà il suo compagno, l’atleta Lorenzo Dessì, in Puglia.

Qualche giorno fa, inoltre, ha anche vinto la quattro giorni di marcia “Around Taihu”, in Cina.

Partendo dalla medaglia di bronzo a Londra, come valuti la gara e come ti sei approcciata ad essa?

Posso certamente dire che in quasi tutte le gare, direi che il mio stato d’animo è lo stesso, soprattutto se sono grandi competizioni. Ho la stessa concentrazione ma anche le stesse ansie, gli stessi pensieri  che mi passano per la mente.
La gara in sé per sé è andata bene. Diciamo che in molti erano convinti che potessi prendere una medaglia, ma fino a quando non ce l’hai appesa al collo è tutto astratto, anche perché percorrere 20 km non sono una passeggiata.
Sapevo di stare bene, fisico e mente rispondevano bene. Restava comunque il fatto che alla gara avrebbero preso il via molte altre atlete forti. Nei vari mesi prima della gara si alternano varie attività: chilometri, pesi, piscina e carichi.
Una volta ottenuto il bronzo, mi sono goduta il momento qualche giorno, per poi riprendere il lavoro.

Dopo la medaglia di Londra, i prossimi pensieri sportivi dove sono diretti?

L’obiettivo mio primario è quello di migliorarmi sempre di più, anche perché raggiungere e restare ad alti livelli non è semplice e comporta sacrifici. Il prossimo anno c’è l’Europeo a Berlino e nel 2020 c’è l’Olimpiade a Tokyo.

Che valore dai al gruppo sportivo delle Fiamme Gialle?

Nel nostro sport, ahimè, dal punto di vista economico non c’è molto business. Non si può paragonare al calcio o anche ad altri sport praticati in Italia. Per questo il gruppo sportivo delle Fiamme Gialle offrono un contributo sia economico che sportivo a noi atleti, e io devo ritenermi fortunata dato che sono entrata a farne parte abbastanza presto.
Dal punto di vista prettamente sportivo, mi alleno nella caserma del gruppo sportivo quindi ho la comodità di essere sempre a contatto con tecnici, dirigenti e direttore generale. Viverli quotidianamente aiuta a creare un rapporto di fiducia e di rispetto. Le Fiamme Gialle per me sono una seconda famiglia.

Sei partita dalla Puglia. Come sei cresciuta e quando hai capito che l’atletica sarebbe stato il tuo presente e il tuo futuro?

Sono nata e cresciuta in Puglia. Ho avuto un’infanzia e un’adolescenza normale come tanti miei coetanei, con la mia cerchia di amici e con i miei genitori. In Puglia ora vado piacevolmente in vacanza o nei periodi di scarico.
Da piccola non ho mai pensato di entrare nel mondo dell’atletica. Vedevo le gare in tv, ma mi sono sempre detta “chi le farà mai!”. Diciamo che ho iniziato a prenderci gusto quando ho preso la mia prima medaglia in Coppa del Mondo di marcia, alla rassegna internazionale juniores a Chihuahua in Messico nel 2010 (bronzo nella classifica a squadre ndr) dietro ad atlete fortissime. Dopo quella medaglia ho iniziato a convincermi che Antonella poteva starci in questo “mondo”.

Com’è il livello generale dell’atletica italiana?

Aldilà delle critiche o delle parole esterne, c’è veramente da capire quello che è il problema dell’atletica in Italia. Io posso ribadire che quello che ho ottenuto l’ho fatto solamente con i miei sacrifici. Per buttarmi appieno nell’atletica ho dovuto prendere decisioni importanti, tra cui il trasferimento.
Ho deciso di dedicare il 100% di me stessa per quest’attività e devo dire che per fortuna e (per bravura ndr) i risultati sono arrivati.
Per alzare il livello in Italia bisogna voltarsi indietro, iniziare a rivedere la struttura atletica già all’interno delle scuole a maggior ragione al Sud. Bisogna capire se l’attività atletica viene fatta negli istituti e se ci sono i mezzi.
Io ho iniziato con i Giochi della Gioventù, ma ora non sono più pubblicizzati come una volta. Bisogna inculcare una cultura dell’atletica, che è uno sport bellissimo.

Dopo la dichiarazione in pubblico, decisa la data delle nozze?

Settembre 2018. Festeggiamo in Puglia, e immagino che farò un bel po’ di scarico dopo il ricevimento (ride, ndr).

Dario Sette

La medaglia che tanto sognava è arrivata: Antonella Palmisano è bronzo nella 20km di marcia ai Campionati del Mondo di Londra in 1h26:36, primato personale demolito di 1 minuto e 15 secondi e seconda prestazione italiana di tutti i tempi. Oro alla cinese Yang Jiayu in 1h26:18 davanti alla messicana Maria Gonzalez (1h26:19), argento come a Rio 2016 dove la Palmisano era finita ai piedi del podio. Bloccata, invece, dai giudici in dirittura d’arrivo l’altra cinese Lyu Xiuzhi, mentre viaggiava in terza posizione, ma già con il fardello di tre proposte di squalifica.

L’Italia dell’atletica grazie alla marciatrice pugliese delle Fiamme Gialle torna così nel medagliere dei Mondiali dopo l’argento della maratoneta Valeria Straneo a Mosca 2013. Con quella della Palmisano diventano 42 le medaglie azzurre nella storia della manifestazione: 14 di queste sono state conquistate tutte nella marcia.

antonella palmisano

“Ho sognato tanto questa medaglia! Finalmente! Sono partita con il progetto di essere protagonista, di stare lì davanti con le migliori al mondo e ci ho creduto fino in fondo. Nel primo giro ci controllavamo a vicenda, ma io ho guardato le mie avversarie e ho pensato: questa è la mia giornata, rimarrò davanti fino alla fine. Non voglio nient’altro. Ora ho tutto: una medaglia, la famiglia, l’amore! Lorenzo può stare tranquillo, non chiederò nulla… Tranne che mi aiuti con i preparativi del matrimonio. Cominciamo appena rientrerò a Mottola, fra due giorni. Insieme!”

La medaglia che tanto sognava è arrivata: Antonella Palmisano è bronzo nella 20km di marcia ai Campionati del Mondo di Londra in 1h26:36, primato personale demolito di 1 minuto e 15 secondi e seconda prestazione italiana di tutti i tempi. Oro alla cinese Yang Jiayu in 1h26:18 davanti alla messicana Maria Gonzalez (1h26:19), argento come a Rio 2016 dove la Palmisano era finita ai piedi del podio. Bloccata, invece, dai giudici in dirittura d’arrivo l’altra cinese Lyu Xiuzhi, mentre viaggiava in terza posizione, ma già con il fardello di tre proposte di squalifica.

L’Italia dell’atletica grazie alla marciatrice pugliese delle Fiamme Gialle torna così nel medagliere dei Mondiali dopo l’argento della maratoneta Valeria Straneo a Mosca 2013. Con quella della Palmisano diventano 42 le medaglie azzurre nella storia della manifestazione: 14 di queste sono state conquistate tutte nella marcia.

antonella palmisano

“Ho sognato tanto questa medaglia! Finalmente! Sono partita con il progetto di essere protagonista, di stare lì davanti con le migliori al mondo e ci ho creduto fino in fondo. Nel primo giro ci controllavamo a vicenda, ma io ho guardato le mie avversarie e ho pensato: questa è la mia giornata, rimarrò davanti fino alla fine. Non voglio nient’altro. Ora ho tutto: una medaglia, la famiglia, l’amore! Lorenzo può stare tranquillo, non chiederò nulla… Tranne che mi aiuti con i preparativi del matrimonio. Cominciamo appena rientrerò a Mottola, fra due giorni. Insieme!”

Ancora belle notizie dai Campionati Mondiali di nuoto di Budapest 2017. Le gioie sono nuovamente dal fondo. Le acque del lago Balaton regalano altre due medaglie, entrambe dalla 25 km.

Il veneto Matteo Furlan ha ottenuto la medaglia d’argento, mentre la nuotatrice Arianna Bridi s’è dovuta accontentare del bronzo.

La gara è stata lunga e difficile da interpretare. Cinque lunghissime ore per gli atleti che bracciata dopo bracciata hanno tagliato il traguardo .

La gara maschile è stata avvincente fino agli ultimi metri. Nel finale, infatti, dei quattro pretendenti all’oro presenti ben due italiani: appunto Furlan e il campione del mondo Simone Ruffini.

Per Furlan è stato un piacevole trionfo per, invece, Ruffini una grossa amarezza dato che ha chiuso al quarto posto alle spalle del francese Axel Reymond.

Tra le donne spicca la seconda medaglia di Arianna Bridi la quale si aggiudica il bronzo. Glissato il terzo posto ottenuto nella 10 km. Vince la Cunha davanti all’olandese Van Rouwendaal, quarto posto per Martina Grimaldi. Proprio quest’ultima è stata spesso in testa al gruppo, ha pagato però il cambio di ritmo ed è progressivamente scivolata indietro.
Dopo l’accelerata finale degli uomini, le tre sono rimaste da sole a contendersi le medaglie. È stata sempre Van Rouwendaal a dettare il ritmo, con Bridi in scia e Cunha, sorniona come suo solito in scia. L’azzurra, prima dell’ultima boa di virata, ha provato l’allungo, affiancando l’olandese. Ben presto però, è venuta fuori la campionessa in carica: Cunha ha prima affiancato le due rivali e le ha poi staccate involandosi verso il secondo oro mondiale consecutivo, il terzo della sua carriera.

Dario Sette

Il Mondiale di nuoto a Budapest porta all’Italia un’altra medaglia. Si tratta del bronzo conquistato, nel fondo, dalla squadra mista nella staffetta 5 chilometri.

Nelle acque ungheresi del lago di Balaton, Rachele Bruni, Giulia Gabbrielleschi, Federico Vanelli e Mario Sanzullo hanno chiuso la gara al terzo posto giungendo a 25 secondi dai campioni francesi e a 12 secondi dagli americani.
Per l’Italia si tratta della terza medaglia ottenuto nel fondo, dopo l’argento dello stesso Sanzullo nella 5 chilometri e il bronzo si Arianna Bridi nella 10 chilometri.

Medaglia entusiasmante, ho messo tutte le energie in acqua!

ha ribadito con soddisfazione l’atleta campano Sanzullo.

La staffetta si è suddivisa in 4X1,25 km per atleta. L’Italia è partita un po’ in sordina ma pian pianino ha risalito prima la china con la Gabrielleschi per poi ricucire il gap con Vanelli. Proprio Vanelli con una prestazione di 13’23’’ ha reso possibile agli azzurri di portarsi in terza posizione a 50’’ dalla Gran Bretagna e a 13” dalla Francia. I britannici nell’ultima frazione hanno ceduto sia ai francesi che agli italiani che però alle ultime bracciate sono state sorpassati dagli americani.

Nulla da fare invece per la Cerruti nel sincro femminile che, seppur con un ottimo esercizio, non va oltre il quinto posto.
Peccato anche per gli italiani dei tuffi dal trampolino di 3m. Tocci e Cristofori sono fuori dalla competizione. Per il primo decisivo ai fini dell’eliminazione un beffardo tuffo nullo.

Il sogno per un’altra medaglia è quella che si potrebbe ottenere dalle vasche della pallanuoto. Il setterosa e il settebello (che ha strappato un ottimo pareggio 9-9 contro l’Ungheria) hanno serie possibilità di andare avanti in questo mondiale.

Dario Sette