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La vicenda che è avvenuta a Birmingham, dove si stanno disputando i Mondiali di atletica Indoor 2018 si presenta quasi surreale. Nelle terza batteria del primo turno dei 400 maschili tutti i partecipanti sono stati squalificati!

Proprio così, pare che uno dopo l’altro abbiano compiuto infrazioni che gli sono costate la squalifica. E il dato più sconfortante è che ha coinvolto atleti tra i favoriti, come il qatarino Abdalleleh Haroun, medaglia d’argento a Portland 2016.

È lui il primo a subire la penalizzazione per falsa partenza. Ma a ruota vengono squalificati anche tutti gli altri, per invasione di corsia.

Ecco di chi si tratta: il giamaicano Steven Gayle, promessa dell’atletica molto quotato in questa competizione, il bahamense Alonzo Russell, il lettone Austris Karpinskis, e il favorito Bralon Taplin, uno dei migliori al mondo dopo il suo record del mese scorso.

Il grenadino, infatti, con il tempo di 44″88 è il sesto uomo della storia ad abbattere la barriera dei 45″ nei 400 indoor. Si piazza così al quinto posto tra i migliori in questa speciale ed esclusiva classifica. Taplin ha provato a far annullare la squalifica ma il suo ricorso è stato respinto.

E così si ritrovano tutti e cinque fuori dai giochi e con rammarico sono costretti a rinunciare alla possibilità di conquistare una medaglia, che per alcuni di loro era un risultato tutt’altro che difficile. Una vicenda simile non era mai capitata nell’atletica e, loro malgrado, i 5 atleti sono entrati comunque di diritto nella storia.

Birmingham, Gran Bretagna, dal 1 al 4 marzo è la sede dei Mondiali di Atletica Indoor 2018 e già nelle prime giornate arriva una soddisfazione per il nostro paese con la prima medaglia, che giunge del tutto inaspettata.

A salire sul terzo gradino del podio è Alessia Trost, che festeggia un traguardo atteso almeno tre anni. L’ultimo suo grande risultato, infatti, risale al 2015 negli Europei di Praga dove vinse l’argento. Poi per lei ci furono altre gare ma nessuno podio, come nel 2016, che arrivò quinta alle Olimpiadi.

Dopo di allora la giovane atleta ha dovuto affrontare un periodo veramente difficile, soprattutto a causa di alcune perdite significative nella sua vita, come quelle della madre e dell’ex allenatore, al quale era molto legata. Ma Alessia non ha mai mollato e ha continuato ad allenarsi cercando quel salto di qualità per emergere davvero in questa disciplina in cui dedica tutta se stessa.

La medaglia di bronzo nel salto in alto è un buon inizio per spiccare il volo: a farle compagnia sul podio, infatti, due avversarie di altissimo livello. È prima la russa Mariya Lasitskene, ancora imbattibile e giunta alla sua 38esima vittoria consecutiva. Subito dopo, si aggiudica l’argento la statunitense Vashti Cunningham, campionessa uscente.

Alessia conquista il podio nel salto in alto con la misura di 1,93. Dopo questo, che è il suo miglior punteggio di stagione, Alessia confida ai giornalisti di sentirsi incredula del risultato e la sua felicità le si legge chiaramente negli occhi mentre esprime come si sente:

Come una bambina alla prima gara. So che la misura non è degna di una medaglia mondiale, ma prendo e porto a casa. Mi ripaga di quanto fatto nell’ultimo anno e mezzo. Ci ho messo tanto e ho raccolto poco. Ora mi godo il momento

Non era certo all’interno della rosa dei preferiti e questo rende il successo ancora più importante. Adesso guarda avanti con più grinta e ottimismo e si avvia verso il prossimo obiettivo, la stagione all’aperto e gli Europei di Berlino di agosto, perché sa bene che la strada è ancora lunga e lei deve ancora perfezionarsi:

E’ dura portare avanti un progetto ambizioso senza vedere risultati. I cambiamenti sono stati tanti, tecnici e motivazionali. Il processo è lungo e tutt’altro che completato. Ma siamo sulla giusta strada. Questo risultato mi alleggerisce e mi dice che so ancora combattere

Alessia Trost è riuscita a regalare all’Italia la 24esima medaglia della storia ai Mondiali Indoor, come non succedeva dal 2016 con l’oro di Gianmarco Tamberi a Portland. Incredulità e sorpresa per la sua vittoria lasciano subito il posto alla speranza di riempire il medagliere di questa competizione iridata con altre medaglie, tifando per i nostri azzurri in gara nelle altre discipline.

Ecco tutti i nomi degli altri convocati azzurri:

Uomini: triplo: Fabrizio Donato (Fiamme Gialle), 60hs: Paolo Dal Molin (Fiamme Oro Padova), Hassane Fofana (Fiamme Oro Padova); 3000m: Yassin Bouih (Fiamme Gialle).

Donne: 60m: Anna Bongiorni (Carabinieri); 400m/4×400: Ayomide Folorunso (Fiamme Oro Padova), Raphaela Lukudo (Esercito), Chiara Bazzoni (Esercito), Marta Milani (Esercito), Maria Enrica Spacca (Carabinieri).

Tale madre, tale figlia: Fiona May e Larissa sono la dimostrazione di come si tramandano non solo le componenti genetiche ma anche il talento e la passione per uno sport.

Sulle orme della mamma, Larissa Iapichino compie i suoi primi grandi passi nell’atletica e al Palaindoor di Padova all’età di 15 anni raggiunge il suo primo record nel pentathlon giovanile.

6,12 nel lungo è il risultato che le fa registrare la prestazione migliore italiana, superando anche il suo precedente record di 5.90. La figlia d’arte a Padova conquista il primato nelle cinque gare: 60 ostacoli, alto, peso, lungo e 400 metri e rende ancora una volta orgogliosa la sua mamma.

Ottimi traguardi in pochissimo tempo sono il frutto di un allenamento costante e di preziosi consigli da parte dei suoi genitori, entrambi campioni, che però non vogliono farle sentire alcun peso per il nome che porta.

Ma la tentazione di fare confronti è molto forte, dal momento che anche Fiona May all’età di 15 aveva già raggiunto dei record importanti.

Due ori mondiali all’aperto e due argenti olimpici nel salto in lungo sono i trofei che porta in dotazione una madre che è anche  campionessa iridata, ai quali si aggiungono anche i traguardi del padre, Gianni, sei volte campione nazionale nell’asta.

Insomma, non deve essere affatto facile per la giovane promessa dell’atletica vivere nell’ombra dei suoi genitori, ma fortunatamente ha una madre che la spinge a fare la sua strada, senza inutili confronti a condizionare il suo percorso nello sport.

Capisco che si parli di lei, succede a tanti figli d’arte. Ma il mio passato non deve pesarle in alcun modo. Nello sport e nell’atletica è importante che decida di testa sua. Con lei sono esigente, ma non per quel che fa in pista o in pedana

Ecco le parole della madre e non della campionessa, che sprona la figlia a fare ciò che le piace senza necessariamente dover seguire la sua strada.

La giovanissima Larissa, però, sembra proprio aver deciso cosa le piace davvero fare e giorno dopo giorno sta dimostrando di avere anche una grande talento, come dimostra il suo punteggio di 3707 punti che le ha fatto guadagnare il primato allieve dopo sole due settimane di partecipazione.

Abituata a stare sotto i riflettori sin da piccola, a fianco della madre anche in uno spot pubblicitario di qualche anno fa, sicuramente farà parlare ancora di sé e si guadagnerà un suo posto speciale nell’ambito dell’atletica.