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Appena poche ore fa sono state decise le sorti delle squadre che si contendono il titolo nella Champions League. La settimana scorsa si è conclusa la fase a gironi e oggi le 16 squadre rimaste in gioco hanno conosciuto i loro prossimi avversari.

Il sorteggio è avvenuto a Nyon, in Svizzera, e in Italia c’era una grande agitazione nell’attesa di scoprire le sorte di Juventus e Roma, le uniche due squadre italiane presenti dopo il passaggio di Napoli in Europa League.

E la sorte ha deciso: la Juventus dovrà vedersela con il Totthenam e la Roma contro lo Shakhtar Donetsk.

Per i bianconeri è una sfida totalmente inedita perché, amichevoli a parte, non hanno mai affrontato la squadra di Kane in un match di tale importanza. La partita di andata è prevista per il 13 febbraio a Torino, invece quella di ritorno si giocherà a Londra il 7 marzo.

Per la Roma battersi con lo Shakhtar non sarà affatto facile: le due squadre si sono già incontrate e la squadra giallorossa quindi conosce bene la qualità di gioco dell’avversaria che potrebbe dargli del filo da torcere.

Ecco la reazione di Francesco Totti dinanzi all’esito del sorteggio:

Sorteggio difficile, affrontiamo una squadra ben messa in campo, forte tecnicamente. Dagli ottavi incontri sempre squadre di livello, non dobbiamo sottovalutare nessuno

La partita di andata tra Roma e Shakhtar Donetsk avrà luogo in Ucraina il 21 febbraio e quella di ritorno a Roma il 13 marzo.

Per tutte le altre squadre di Champions League ecco quali sono gli accoppiamenti:

Basilea (Svi)-Manchester City (Ing)
Porto (Por)-Liverpool (Ing)
Siviglia (Spa)-Manchester United (Ing)
Real Madrid (Spa)-Paris Saint Germain (Fra)
Chelsea (Ing)-Barcellona (Spa)
Bayern Monaco (Ger)-Besiktas (Tur)

Sorteggio di Europa League 2018 

In data odierna si è svolto anche il sorteggio per le squadre di Europa League. Quattro le squadre italiane in gioco: Napoli, Milan, Lazio e Atalanta.

Il Napoli e l’Atalanta sono quelle che sono state meno favorite dalla sorte, perché dovranno vedersela rispettivamente contro Lipsia e Borussia Dortmund. Il Milan si scontrerà contro la squadra del Ludogorets e la Lazio contro Steaua Bucarest.

Ecco tutti gli altri accoppiamenti decisi nel sorteggio:

Nizza-Lokomotiv Mosca

Copenaghen-Atletico Madrid

Spartak Mosca-Athletic Bilbao

AEK Atene-Dinamo Kiev

Celtic-Zenit

Stella Rossa-Cska Mosca

Lione-Villarreal

Real Sociedad-Salisburgo

Partizan-Viktoria Plzen

Astana-Sporting Lisbona

Ostersunds-Arsenal

Braga-Marsiglia

Previste per il 15 febbraio le partite di andata e quelle di ritorno per il 22 febbraio.

Questa è la storia di Michelangelo Rampulla, un portiere affidabile, integro professionista.

Un portiere che ha fatto la gavetta in squadre di basso cabotaggio prima di togliersi grandi soddisfazioni professionali come riserva nella Juventus, dove vinse tutto a livello nazionale (4 Scudetti, 2 Supercoppe Italiane e 1 Coppa Italia) e quasi tutto a livello internazionale (1 Champions League, 1 Coppa Uefa, 1 Coppa Intercontinentale) senza però mai riuscire ad esordire nella Nazionale maggiore.

Rampulla in presa alta

Ma quello che rende speciale questa storia è che non riguarda l’abilità tra i pali o nelle uscite o la capacità di guidare la difesa di Rampulla, ma il suo inaspettato fiuto del gol.

L’IMPRESA

Era il 23 Febbraio 1992: sono passati esattamente 25 anni da quando l’allora portiere della Cremonese riuscì in un’impresa in cui, fino ad allora, nessun portiere era riuscito. Segnare un gol su azione.
La partita è Atalanta – Cremonese. I grigiorossi non navigano in buone acque – a fine anno retrocederanno – e sono sotto nel punteggio grazie ad un rigore realizzato dal folletto brasiliano Bianchezi. Ormai la partita è agli sgoccioli, è il 92’, e le speranze di rimonta della Cremonese sono ridotte al lumicino. La classica situazione in cui si deve buttare la palla nel mucchio e sperare.
Un calcio di punizione da posizione defilata, calciato di sinistro a rientrare, e le speranze si fanno realtà: un giocatore della Cremonese irrompe nell’area piccola e realizza la rete del pareggio con una capocciata degna di un Pruzzo d’annata. E’ Dezotti? E’ Florjancic? No. Si tratta di Michelangelo Rampulla, lanciatosi con la sua forza dirompente nella bolgia dell’area atalantina per far valere i suoi 187 cm di altezza.

E’ questo che trasforma il gol in un’impresa leggendaria che fa guadagnare al portiere messinese i galloni di eroe e un posto imperituro nei cuori dei tifosi cremonesi.

Prima di Rampulla, infatti, nessun portiere era riuscito a segnare un gol su azione, da bomber consumato: avevano qualche gol all’attivo il mitico Rigamonti, ma su calcio di rigore, e Sentimenti IV, reti però realizzate in alcune partite in cui si era destreggiato da ala destra quando militava nella Lazio, in quel calcio romantico di metà secolo in cui stranezze di questo genere erano possibili. Dopo di lui solo un altro ci riuscì: Massimo Taibi nel 2001 in un Reggina – Udinese.

Mica male per un portiere che ha avuto l’onore di giocare con campioni del calibro di Baggio, Zidane e Del Piero e che ha vinto tutto quello che c’era da vincere nei 10 anni di militanza nella Juventus ma da illustre comprimario, da riserva di sicuro affidamento, da uomo spogliatoio, e non da protagonista assoluto.
In quel freddo pomeriggio di febbraio invece seppe prendersi la scena in via esclusiva, sprigionando quella dose di follia che serve per innalzarsi dall’anonimato e conquistarsi un posto nella storia.

E’ già passato un quarto di secolo, ma è come fosse ieri.

Michele De Martin