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Simone Verdi è la grande novità fra i convocati di Gian Piero Ventura. L’esterno del Bologna figura nell’elenco di 25 giocatori arruolati dal ct azzurro in vista delle ultime due gare di qualificazione mondiale contro Macedonia (6 ottobre al “Grande Torino”) e Albania (9 ottobre al “Loro Borici Stadium” di Scutari).

Due gare in cui l’Italia è chiamata a blindare il secondo posto nel girone G e garantirsi così l’accesso ai play off oltre a migliorare il ranking attuale (17^ posto) per affrontare da testa di serie il sorteggio degli spareggi in programma il prossimo 17 ottobre a Zurigo. Per Verdi si tratta di un ritorno visto che ritrova la Nazionale dopo aver fatto il suo esordio in occasione dell’amichevole con l’Olanda dello scorso 28 marzo.

Resta invece fuori Simone Zaza, che sembrava in odore di convocazione visto l’ottimo momento che sta vivendo al Valencia.

italia - israele

Questa la lista completa:

Portieri: Gianluigi Buffon (Juventus), Gianluigi Donnarumma (Milan), Mattia Perin (Genoa);

Difensori: Davide Astori (Fiorentina), Andrea Barzagli (Juventus), Leonardo Bonucci (Milan), Giorgio Chiellini (Juventus), Danilo D’Ambrosio (Inter), Matteo Darmian (Manchester United), Daniele Rugani (Juventus), Leonardo Spinazzola (Atalanta), Davide Zappacosta (Chelsea);

Centrocampisti: Daniele De Rossi (Roma), Marco Parolo (Lazio), Lorenzo Pellegrini (Roma), Marco Verratti (Paris Saint Germain); esterni: Federico Bernardeschi (Juventus), Antonio Candreva (Inter), Stephan El Shaarawy (Roma), Lorenzo Insigne (Napoli), Simone Verdi (Bologna);

Attaccanti: Andrea Belotti (Torino), Eder Citadin Martins (Inter), Manolo Gabbiadini (Southampton), Ciro Immobile (Lazio).

Due sfide decisive per continuare a inseguire le qualificazioni mondiali a Russia 2018: gli Azzurri tornano in campo contro Macedonia (6 ottobre, Stadio ‘Olimpico – Grande Torino’ di Torino – ore 20.45 diretta Rai 1) e Albania (9 ottobre, ‘Loro Borici Stadium’ di Scutari – ore 20.45 diretta Rai 1) per confermare il 2° posto nel Gruppo G e conquistare l’accesso ai play off in programma a novembre, con l’obiettivo ulteriore di migliorare il ranking attuale (17° posto) per affrontare da testa di serie il sorteggio degli spareggi previsto il prossimo 17 ottobre a Zurigo.

Il Ct Ventura diramerà sabato 30 settembre la lista dei convocati, che si ritroveranno domenica sera presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano; dal 5 ottobre gli Azzurri saranno poi a Torino, dove si fermeranno fino alla vigilia della gara in Albania.

L’Italia torna a Torino per la 37a volta, ad un anno esatto di distanza dall’ultima uscita (l’1-1 con la Spagna dell’ottobre scorso), ma spostandosi dallo ‘Juventus Stadium’ allo ‘Stadio Olimpico – Grande Torino’, dove l’ultimo precedente risale al 2009 (successo per 2-0 con la Bulgaria). Il capoluogo piemontese ospiterà, nei giorni precedenti la gara, una serie di iniziative nell’ambito del programma ‘Città Azzurra’, promosso dalla FIGC e dal Comune di Torino con l’obiettivo di coinvolgere i tifosi della Nazionale, affermare i valori positivi dello sport e promuovere l’attività calcistica di base.

Gli Azzurri chiudono il girone di qualificazione a Scutari in una gara storica: sarà l’800a partita della Nazionale italiana nella storia e al tempo stesso sarà la prima volta in Albania dopo i due precedenti giocati negli ultimi anni in Italia. Di fronte, ci sarà una vecchia conoscenza del calcio italiano e della Nazionale: Christian Panucci, che nel luglio scorso ha raccolto l’eredità di Gianni De Biasi sulla panchina albanese.

Il tecnico italiano Gianni De Biasi lascia da oggi, e dopo sei anni, la panchina della nazionale dell’Albania. Lo ha annunciato lo stesso ct in una dichiarazione sul proprio sito ufficiale.

De Biasi aveva già manifestato l’intenzione di non rinnovare, ma ora ha annunciato l’addio a qualificazione in corso, con 4 partite da giocare e la qualificazione molto difficile. L’ultima partita sarà Albania-Italia, il 9 ottobre:

“Questa è una pagina della mia esperienza professionale in Albania che mai avrei voluto scrivere. Ho pensato a lungo e desidero comunicarvi che da oggi non sarò più il ct della nostra Nazionale”, scrive De Biasi. “Mi fermo qui perché voglio pensare al bene e alla crescita della squadra. Credo di aver esaurito il mio compito”.

Dal giorno del suo esordio in Serie A, nel calcio degli adulti, sono passati quasi 22 anni. Era il 19 novembre 1995 e il ragazzino di soli 17 anni fece il suo debutto contro il Milan, salvando più volte il risultato che si stampò sullo 0-0. Era il Parma di Nevio Scala e quel ragazzo dal futuro promettente e roseo era Gianluigi Buffon.
Sono passati quasi 22 anni, dicevamo. Esprimendo quest’arco di tempo tra parate, record, vittorie e trofei vinti, Buffon ha inanellato 999 partite da professionista (si escludono i match giocati con le rappresentative under della Nazionale). Quella contro l’Albania, nel match valido per la qualificazione agli Europei, è il gettone numero 1000. Lo fa con la maglia della Nazionale, per la quale, ha difeso i pali per ben 168 volte; poi ci sono le 220 partite con la maglia del Parma e, infine, 612 con quella della Juventus.

Un traguardo destinato ad aggiornarsi di settimana in settimana, fino a quando, il portierone 39enne deciderà di appendere i guantoni al chiodo. Un onore riservato a pochi eletti. Eterni calciatori che fanno della fedeltà e della professionalità atletica e fisica, il fondamento dei loro successi.
Il portiere della Juventus, infatti, è il secondo giocatore italiano a riuscire nell’impresa dopo Paolo Maldini, che poi si è fermato a quota 1028, mentre a livello internazionale, chi ha giocato più di tutti è l’inglese Peter Shilton, con 1377 incontri ufficiali. Una cifra pazzesca. Anche lui portiere, uno che si è beccato due gol secolari di Maradona: uno con la mano e uno scartando mezza squadra inglese, semplicemente perché è Dio con le scarpe da calcio.

Buffon è tanta qualità condita dai numeri e dai record: detiene, infatti, il record di imbattibilità nella Serie A, avendo mantenuto la sua porta inviolata per 974 minuti nella stagione 2015-2016 (si parte dal gol di Antonio Cassano al 64′ di Sampdoria-Juventus terminata 1-2 del 10 gennaio 2016 e si arriva al rigore di Andrea Belotti al 48′ di Torino-Juventus, finita 1-4 del 20 marzo 2016). Ma non solo: sempre nel 2016, a Montecarlo, è stato premiato con il Golden Foot (riconoscimento con il calco del piede – in questo caso della mano – simile alla Walk of fame di Los Angeles) diventando il primo portiere nella storia a ricevere il premio.

In occasione dello speciale traguardo delle 1000 presenze, i giornalisti di Sky Sports inglese hanno omaggiato Buffon schierando l’undici tipo con tutti i migliori giocatori con cui ha giocato Gigi nella sua lunga carriera. Ovviamente Buffon difende i pali. Classico 4-4-2, in difesa si punta sui centrali del Parma, Thuram e Cannavaro (con quest’ultimo ha vissuto la gioia del Mondiale del 2006). Come terzini, da un lato Zambrotta, altro compagno di Berlino e spalla nella Juventus e dall’altro lato, ovviamente, Maldini.
A centrocampo, schierato a rombo, c’è un predominio a tinte bianconere: Pirlo, Nedved e Del Piero, mentre il quarto è Totti, assieme a lui, una delle ultime bandiere del calcio moderno. L’attacco è particolarmente ricercato: se da un lato era possibile aspettarci Ibrahimovic (alla Juventus di Capello dal 2004 al 2006), la seconda punta è addirittura Stoichkov, campione bulgaro che ha militato nel Parma nella stagione 1995-1996.

In attesa di capire se la Juventus riuscirà finalmente a vincere la Champions League (unico reale motivo che spinge Buffon a non ritirarsi ancora), possiamo solo credere che nel giro di qualche mese Buffon scardini anche quest’altro record innalzandosi a giocatore italiano con più presenze in assoluto.

 

Vi serve un bagno di umiltà

Non usa mezzi toni Paolo Tramezzani, allenatore del Lugano che ha aspramente richiamato i suoi giocatori dopo la pesante sconfitta per 5-2 contro il Thun nell’ultimo match della Super League svizzera. Il giovane allenatore italiano, ex assistente di Gianni De Biasi sulla panchina dell’Albania, ha deciso di “punire” la squadra in maniera esemplare, ma anche fuori dal normale.
Il giorno dopo il netto ko, infatti, i calciatori del Lugano, tra occhi pigri e umore sotto i tacchi, sono stati convocati all’alba e fatti salire su un pullman che li ha portati in una fabbrica di vernici di Davesco-Soragno, quartiere periferico della città.

Una visita per conoscere gli operai, «per vedere come lavora e si suda i soldi la gente comune», ha detto Tramezzani, deluso e arrabbiato per l’atteggiamento dei suoi.
Dopo il tour “forzato” la squadra si è spostata a Cornaredo per una seduta di allenamento defaticante per chi ha giocato, mentre lavoro aerobico per il resto del gruppo.

Il Lugano è sesto nella Super League dominata dal Basilea che ha ben 17 punti di vantaggio sullo Young Boys. Paolo Tramezzani ha assunto l’incarico di allenatore del club bianconero dal 21 dicembre 2016 e questa decisione sembrerebbe stata presa in autonomia. Il presidente del club, Angelo Renzetti, ha infatti detto: «Non voglio immischiarmi: Tramezzani con la squadra può fare ciò che vuole». Sarà servita la lezione?