Per molto tempo è stato un leader nel suo sport, il nuoto: parliamo di Mark Foster, campione britannico oggi in pensione.

Ma all’età di 47 anni sente ancora il dovere di dire tutta la verità alle persone che da sempre lo hanno seguito e sostenuto nelle sue sfide e competizioni. Così si confessa intimamente ai giornalisti raccontando una verità che in molti sospettavano ma che il nuotatore non ha mai avuto il coraggio di confermare apertamente. Foster confessa al mondo per la prima volta di essere gay.

Non volevo essere costretto a fare coming out e così ho schivato la questione per tanto tempo, andandoci in punta di piedi e diventando un maestro nel raccontare delle mezze verità, per paura di diventare vulnerabile ed essere ferito. Ma adesso che sono un uomo di mezza età e non sto più gareggiando ho capito che è arrivato il momento di uscire allo scoperto. Avrei voluto farlo quando ho incontrato il mio primo partner a 21 anni, ma non ero pronto e avrei avuto il terrore di essere giudicato. E poi non sono certo il primo sportivo gay ad ammettere di essere omosessuale, Gareth Thomas e Tom Daley hanno aperto la strada

Una confessione che lo rende finalmente libero da quelle mezze verità che hanno in qualche modo offuscato i suoi successi, rendendolo più vulnerabile e più insicuro. Alcuni compagni lo accusano anche di non aver vinto mai una medaglia olimpica a causa di questa sua insicurezza, ma noi sappiamo bene che la sua carriera costellata di grandi successi e record mondiali non ha affatto subìto alcuna influenza da parte della sua sessualità e del suo segreto.

Ecco chi è Mark Foster per il mondo: recordman e grande campione che ha saputo farsi conoscere per il suo talento e per la sua grinta. 8 volte record mondiale tra 50 stile e 50 farfalla e 6 volte campione nella vasca corta, nel tempo ha anche collezionato medaglie d’oro, d’argento e di bronzo, tra Europei e Giochi del Commonwealth.

Non importa se sia gay o meno, Foster rimane un fuoriclasse nel suo sport. La consapevolezza della sua sessualità e la sincerità nel confessare il suo status al mondo lo rende però più leggero. Sa di essersi tolto un gran peso dalla coscienza e aver messo a tacere per sempre tutti i pettegolezzi nei suoi confronti, come quella volta in cui i giornalisti hanno insinuato una sua relazione con la collega Rebecca Adlington per un gesto tra loro concordato ma male interpretato dalla cronaca scandalistica.

Forse allora Foster non è stato capace di troncare ogni discussione con la sua verità, ma oggi, quando ormai nessuno gli e lo chiedeva più, ha dimostrato di essere una gran campione anche nella vita, mostrandosi al mondo per quello che è realmente senza averne più alcuna vergogna e soprattutto senza la paura di essere giudicato.

Finale raggiunta per l’azzurra Simona Quadarella negli 800 stile libero ai Mondiali di nuoto in corso a Budapest (Ungheria). Quella di Simona, la 18enne romana, allieva di Christian Minotti, è l’ultima gara del programma ed è la più attesa dal pubblico.

Al suo primo mondiale ha già conquistato una preziosissima e meritatissima medaglia di bronzo nei 1500. La fondista si presenta sul blocco forte del primato personale di 8’25”08 stabilito il 5 aprile scorso agli assoluti a Riccione. Nuota il quinto tempo di 8’27″70 avvicinandosi al personale che dimostra di poter abbassare sabato in finale. Ai 200 passa in 2’05″74, ai 400 in 4’12″75 e ai 600 metri in 6’20″46. Gara molto regolare, senza esagerato dispendio di energie.

“E’ andata veramente bene  anche se le sensazioni nel riscaldamento non erano così buone – dice la 18enne romana di Ottavia, poche settimane fa maturanda al liceo scientifico – E’ difficile mantenere la concentrazione dopo la medaglia, ma so di avere delle buone potenzialità anche negli 800. Volevo far bene sin dalla batteria e ho avvicinato il personale che proverò a migliorare in finale”.

Negli 800, così come nei 1500, al debutto europeo di Londra 2016 si era classificata quinta. Col miglior tempo negli 800 c’è la supercampionessa Katie Ledecky in 8’20″24.

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