Calcio

Intervista a Bruno Pizzul: puntare sui giovani per tornare al calcio di una volta

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Mancano pochi mesi ormai all’inizio dei Mondiali di Russia 2018 e si torna a parlare dell’esclusione dell’Italia alla competizione. Questa volta è Bruno Pizzul a dire la sua, puntando sul futuro rappresentato dalle nuove generazioni e su un nuovo inizio per tutto il calcio italiano.

Per i tifosi italiani la mancata partecipazione al Mondiale è una ferita aperta.

Questa è la sua prima considerazione da cui prende il via la conversazione con il noto giornalista sportivo e telecronista, che guarda con nostalgia al calcio del passato, ma vede una speranza anche per quello odierno.

Si parla tanto del ruolo che i tifosi italiani avranno con l’inizio dei Mondiali: per chi tiferanno? Seguiranno le partite o prevarrà il disinteresse per l’evento?

Sono tante le domande che da più parti si fanno per capire come reagirà l’Italia quando sarà fischiato il calcio d’inizio di questo mondiale senza il nostro paese e secondo Bruno Pizzul chi ama davvero il calcio saprà comunque trovare il suo “preferito” temporaneo.

Il calcio trasmette emozioni. Questo presuppone una passione di base per il calcio e la voglia di apprezzarlo anche come spettacolo. Credo, quindi, che si possa seguire il Mondiale con piacere e con la dovuta attenzione. Magari con meno passione rispetto a quella di un tifoso. Gli appassionati sapranno scegliere anche in mancanza della squadra del cuore

Anche il giornalista ha dei ricordi della sua gioventù in cui spostava la sua attenzione verso altre squadre quando la sua preferita non giocava.

Ricordo con emozione il quarto di finale del Mondiale del 1970, in Messico, tra Germania e Inghilterra. Quasi una rivincita della finale di quattro anni prima, molto discussa, con il “goal non goal” dell’inglese Hurst. Gli inglesi avanti 2 a 0 furono raggiunti a pochi minuti dalla fine e superati dai tedeschi nei supplementari. Tedeschi che poi furono battuti dall’Italia, in semifinale, nella storica partita del 4 a 3

Ciò che conta nel calcio, quindi, è non smettere di seguirlo con passione. E tutto deve partire dalle nuove generazioni, che devono ritrovare innanzitutto la voglia di giocare prima per divertirsi e solo dopo per vincere.

I ragazzini smettono perché non si divertono, perché sono trattati come se fossero già dei calciatori professionisti fin da quando hanno solo 10 o 11 anni. Occorre aiutare i ragazzi a giocare a calcio con entusiasmo e passione, facendoli divertire

Il problema del calcio attuale è che ha perso i suoi veri valori sportivi, cominciando da quelle cifre astronomiche che girano intorno agli interessi calcistici e che hanno fuorviato l’attenzione dal gioco in campo. Lo sport, quindi, deve essere rivalutato e tornare com’era un tempo, modificando anche certi atteggiamenti sempre più frequenti che caratterizzano i tifosi di oggi. L’intervista a Bruno Pizzul si chiude infatti con uno speciale augurio:

Il mio augurio è che il calcio di oggi ritrovi quella capacità di sorridere che ha perso ormai da tempo. A cominciare dai tifosi sempre meno propensi allo sfottò e alle prese in giro come avveniva in passato e sempre più dediti a derive violente e ideologiche come si vede spesso in tanti stadi

Laureata in materie umanistiche ha fatto della sua passione per la scrittura e il giornalismo un vero lavoro a cui si dedica a tempo pieno. Vive in Sicilia ma gira il mondo coi suoi pezzi che trattano di tutto e di tutti, con particolare attenzione per l'affascinante mondo dello sport. SCOPRI LO SCONTO UTILIZZANDO IL COUPON: CRISTINAF

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