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Calcio: News, informazioni, curiosità e tutto quel che c’è da sapere in vista dei Mondiali 2018 in Russia

Doveva essere uno dei suoi momenti più felici e invece il calciatore David Silva sta vivendo un incubo. Da poco tempo è nato il suo bambino, Mateo, ma a causa di un parto prematuro si trova ancora a lottare per sopravvivere.

Il dramma che sta vivendo il calciatore del Manchester City è stato reso pubblico per sua volontà. Attraverso i social ha voluto condividere questo momento con le persone che lo seguono e motivare anche la sua assenza dai campi di calcio.

Come avviene spesso in questi casi si è vociferato a lungo sulla sua lontananza dai campi e Silva ha ritenuto opportuno dare qualche spiegazione, per poi ritirarsi in privato lontano dai riflettori per stare vicino alla sua famiglia e al suo bambino.

Ecco le sue parole pubblicate su Twitter:

Voglio ringraziare tutti voi per l’amore e gli auguri ricevuti in queste settimane, specialmente i miei compagni di squadra, l’allenatore e tutto il club per aver compreso la mia situazione. Voglio condividere con voi la nascita di mio figlio Mateo, che è nato estremamente prematuro e sta lottando giorno per giorno con l’aiuto dei medici

Il comunicato ufficiale è stato pubblicato proprio ieri 3 gennaio e in molti hanno sentito il dovere di fargli sentire il suo affetto e tutta la solidarietà di cui il calciatore adesso ha tanto bisogno per fronteggiare questo difficile momento.

I compagni e l’allenatore sono i primi che hanno fatto sentire il proprio affetto al calciatore spagnolo. Pep Guardiola, ct del City, ha detto in conferenza stampa:

Ho detto a David di rientrare solo quando se lo sentirà e sappiate che non m’importa nulla se senza di lui perderemo punti. David è libero di scegliere se restare con noi o meno, ma sappia che la cosa più importante della vita è la famiglia 

Il calciatore è noto non solo per essere un giocatore di punta del Manchester City ma anche per essere titolare della nazionale spagnola. Nel 2010 insieme alla sua squadra fu uno dei protagonisti della vittoria del Mondiale in Sudafrica, dove per la prima volta la Spagna conquistò il titolo di campione del mondo.

Oggi, però, David Silva deve mettere da parte momentaneamente il pallone per dedicarsi al piccolo Mateo, che seguito costantemente dal personale medico risulta ancora sotto osservazione e necessita di attenzioni continue.

La spietata concorrenza per ottenere i diritti esclusivi della diretta televisiva dei prossimi Mondiali di Russia 2018 ha finalmente un vincitore. Con un’offerta pari a circa 78 milioni di euro Mediaset si aggiudica la diretta di tutti i 64 match previsti.

Nonostante l’assenza della nazionale italiana, la competizione appassiona ugualmente moltissime persone che potranno vederla in chiaro sulla tv commerciale. La diretta delle partite sarà trasmessa anche dalle reti spagnole del gruppo Mediaset che sarà l’unico canale europeo gratuito.

La Fifa, Federazione di calcio, ha quindi accordato la richiesta di Pier Silvio Berlusconi a discapito della Rai, che per la prima volta non avrà i diritti su un mondiale. La decisione non è stata accettata di buon grado dall’emittente televisiva che minaccia scioperi e reclami ufficiali.

La Rai, dunque, non ci sta e così giustifica la sua protesta:

Usigrai e CdR Raisport esprimono sconcerto per la mancata assegnazione dei diritti in chiaro dei mondiali di calcio in Russia. Un fatto gravissimo e inaccettabile sia a livello di immagine (non era mai accaduto nella storia del servizio pubblico) e sia nei confronti di tutti i cittadini. I giornalisti di Raisport erano motivati e pronti a coprire questa competizione mondiale nel migliore dei modi com’è sempre avvenuto nelle passate edizioni e con grande successo non soltanto in termini di ascolti per la nostra Azienda. Il Mondiale di calcio con o senza l’Italia è e resta un grande evento sportivo di interesse generale

A difesa della sua tesi si mettono sul piatto anche gli interessi dei cittadini che pagano il canone e hanno diritto ad averne dei privilegi:

Più volte in questi ultimi mesi l’organismo sindacale di Raisport ha chiesto e non ottenuto dall’Azienda un incontro per parlare dei Mondiali di calcio e di altri grandi avvenimenti sportivi che storicamente fanno parte del patrimonio della Rai (vedi F1 fortemente a rischio) e che vanno però sempre difesi nell’interesse dei nostri utenti che pagano il canone in bolletta e che hanno quindi il diritto di vedere sulla Tv di Stato questi grandi eventi. I giornalisti di Raisport sono in stato di agitazione e pronti allo sciopero

Sembra, però, che ormai la decisione sia stata presa e sia stata anche formalizzata in via definitiva. Ma secondo il sindacato questo cambiamento può comportare delle serie conseguenze perché evidentemente volte a delegittimare la Rai come patrimonio dei cittadini.

In ogni caso la Rai può consolarsi con la Champions League che, secondo quanto si vocifera, sarà trasmessa sulle reti con il canone per tutta la durata della competizione.