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Clamorosa rivelazione di Suzuki che gli costa 8 anni di squalifica

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Le Olimpiadi di Tokyo 2020 sono una meta troppo importante per moltissimi atleti che farebbero di tutto per poter conquistare il tanto ambito pass olimpico. C’è però chi si è spinto anche oltre i livelli del rigore etico per raggiungerle e salvaguardare il proprio posto a discapito di quello del suo rivale più forte.

È la curiosa vicenda che ha scosso di recente il mondo della canoa, con protagonisti la star del kayak giapponese Yasuhiro Suzuki e il suo temibile avversario Seiji Komatsu.

Lo scenario dove è andato in scena il misfatto è una gara nazionale dove entrambi hanno partecipato. Secondo la ricostruzione dei fatti, Suzuki, mosso dalla paura che fosse proprio lui a soffiargli il posto alle prossime Olimpiadi, decide di compiere un gesto sconsiderato di cui oggi paga care le conseguenze.

Suzuki versa degli steroidi anabolizzanti nella borraccia di Komatsu e in seguito ai controlli antidoping l’atleta viene accusato di fare uso di sostanze dopanti e di conseguenza viene squalificato.

Yasuhiro Suzuki ha raggiunto il suo obiettivo ma invece di esultare per avere eliminato il suo rivale viene scosso da una crisi di coscienza che lo spinge a confessare tutto, andando incontro a tutte le conseguenze del caso.

Ecco come si giustifica il colpevole dell’amara vicenda:

Mi aveva fatto venire il sangue amaro, non volevo che mi sorpassasse nelle gerarchie verso la qualificazione

Komatsu ha tirato un sospiro di sollievo alla rivelazione del rivale perché nonostante la sua strenua difesa nessuno voleva credere alla sua innocenza, date le prove concrete. Oggi finalmente può riappropriarsi del suo titolo e proseguire le gare.

Annullata la sua squalifica prende atto invece quella del vero artefice di tutta la vicenda, Susuki, che viene squalificato per 8 anni.

Ma sembra che questa pena, che lo esclude ovviamente dalle tanto sognate Olimpiadi, per alcuni non sia abbastanza. Pare infatti che non sia la prima volta che l’atleta giapponese cerchi di eliminare qualche avversario di troppo con stratagemmi vari e secondo molti è da valutare addirittura la radiazione a vita.

Che abbia capito finalmente la lezione? Quel che è certo è che almeno la sua confessione ha reso più pulite le gare di canoa delle Olimpiadi giapponesi che altrimenti sarebbero state macchiate in partenza da imbrogli e sotterfugi.

Laureata in materie umanistiche ha fatto della sua passione per la scrittura e il giornalismo un vero lavoro a cui si dedica a tempo pieno. Vive in Sicilia ma gira il mondo coi suoi pezzi che trattano di tutto e di tutti, con particolare attenzione per l'affascinante mondo dello sport. SCOPRI LO SCONTO UTILIZZANDO IL COUPON: CRISTINAF

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